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Discussione: La confessione

  1. #1
    Teleimbonito Mafioso
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    Predefinito La confessione

    La memoria inizia a farmi difetto, ma mi sembrava di ricordare che mi avessero insegnato che l'altissimo magistero affidato al potere giudiziario, così come inteso sin dai tempi di Montesquieu, fosse quello di individuare chi avesse commesso dei reati e giudicarli.

    Devo constatare, invece, che tale principio risulta completamente stravolto ed il compito che la magistratura - espressione concreta dell'esercizio di quel potere giudiziario - si è affidato è sempre più quello di "sindacare" ogni singola umana attività.
    Per cui si è passati dall'iniziale e corretto "esercizio del potere giudiziario" che deve necessariamente partire dall'analisi di un "fatto reato" per giungere alla individuazione del reo e punirlo, all’"uso del potere giudiziario" che, al contrario, parte dall’analisi di un “fatto” per giungere alla qualificazione di tale fatto come reato e quindi proseguire alla individuazione del reo e punirlo; tale “uso del potere giudiziario” rappresenta l’espressione della distorsione che la magistratura ha inteso attribuire al proprio magistero: una sorta di missione salvifica della moralità umana che deve estrinsecarsi nello screening minuzioso di ogni umana attività. Tale distorsione, già di per se patologica in quanto esula dal corretto esercizio del potere giudiziario, trova la sua massima espressione nella forma patologica della detta patologia: l’individuazione del reo a cui poi attribuire l’eventuale reato.

    Oggi il presidente della ANM ha candidamente, improvvidamente ed inconsapevolmente confessato e, per chi nutrisse ancora dubbi sul mutamento della prospettiva dell’azione dei giudici, ha spiattellato la verità sul muso di quelli che, come me, mal ricordavano o interpretavano le lezioni di Montesquieu

    Rimini, 6 mag. (Adnkronos/Labitalia) - "Ci sono delle inchieste giudiziarie e i giudici hanno un compito da svolgere, che gli assegna la Costituzione: accertare, appunto, se determinati fatti costituiscono reato". Cosi' il presidente dell'Associazione nazionale magistrati, Luca Palamara...''.
    Giustizia: Palamara, giudici hanno compito di accertare se fatti costituiscono reato - Adnkronos Economia
    Ultima modifica di Ronnie; 24-05-10 alle 11:38
    Se non avete nulla da dire, per favore, non ditelo a me.

  2. #2
    La Vengeance
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    Predefinito Rif: La confessione

    Citazione Originariamente Scritto da solgenitsin Visualizza Messaggio
    La memoria inizia a farmi difetto, ma mi sembrava di ricordare che mi avessero insegnato che l'altissimo magistero affidato al potere giudiziario, così come inteso sin dai tempi di Montesquieu, fosse quello di individuare chi avesse commesso dei reati e giudicarli.

    Devo constatare, invece, che tale principio risulta completamente stravolto ed il compito che la magistratura - espressione concreta dell'esercizio di quel potere giudiziario - si è affidato è sempre più quello di "sindacare" ogni singola umana attività.
    Per cui si è passati dall'iniziale e corretto "esercizio del potere giudiziario" che deve necessariamente partire dall'analisi di un "fatto reato" per giungere alla individuazione del reo e punirlo, all’"uso del potere giudiziario" che, al contrario, parte dall’analisi di un “fatto” per giungere alla qualificazione di tale fatto come reato e quindi proseguire alla individuazione del reo e punirlo; tale “uso del potere giudiziario” rappresenta l’espressione della distorsione che la magistratura ha inteso attribuire al proprio magistero: una sorta di missione salvifica della moralità umana che deve estrinsecarsi nello screening minuzioso di ogni umana attività. Tale distorsione, già di per se patologica in quanto esula dal corretto esercizio del potere giudiziario, trova la sua massima espressione nella forma patologica della detta patologia: l’individuazione del reo a cui poi attribuire l’eventuale reato.

    Oggi il presidente della ANM ha candidamente, improvvidamente ed inconsapevolmente confessato e, per chi nutrisse ancora dubbi sul mutamento della prospettiva dell’azione dei giudici, ha spiattellato la verità sul muso di quelli che, come me, mal ricordavano o interpretavano le lezioni di Montesquieu



    Giustizia: Palamara, giudici hanno compito di accertare se fatti costituiscono reato - Adnkronos Economia
    solgenitsin, hai posto un tema davvero interessante.
    Il diritto penale moderno contempla un coacervo di comportamenti socialmente riprovevoli e meritevoli di sanzione, li classifica tecnicamente riconducendoli a fattispecie tecnicamente definite e li codifica in reati.
    Beccaria, in Italia, fu il primo a riordinare la materia.
    Il codice Rocco, ancora oggi in vigore li ha disciplinati (sebbene, da alcuni anni, la giurisprudenza della Suprema Corte di "Cazzazione" abbia mutato molti orientamenti che furono pilastri nella dottrina giuridica sino alla fine degli anni '80 - ampliando o restringendo certe maglie interpretative per scopi diversi da quelli di giustizia, arrivando addirittura ad autorizzare l'applicazione di norme penali non scritte - ).

    La magistratura, come bene hai osservato, secondo Montesquieu, possiede il delicato compito di applicare la legge mediante il corretto esercizio del potere giudiziario.
    Qual'è questo compito?
    Nel campo penale, quello di accertare se un determinato fatto, che appare conforme alla norma penale che ne prevede la sanzione, presenta quei connotati che consentano l'applicazione della pena mediante la celebrazione dei riti processuali.
    La norma penale è imperativa ed irrefragabilmente obbligatoria, l'azione penale è obbligatoria.
    Sin quì la dottrina frutto di profonde meditazioni storiche di eminenti giuristi.

    Accade, come hai fatto giustamente rilevare tu, caro solgenitsin, che attualmente, il potere giudiziario, in Italia (magistratura), non eserciti più correttamente le funzioni che gli sono proprie. Siamo oramai assuefatti alla pratica, da parte dei magistrati penali, del fishing.

    Non si esamina più il fatto-reato per istruire un processo.
    Si esamina il fatto. Poi anche se questo non presenta i connotati richiesti per la configurazione di un reato, si interpreta il fatto stesso. Non la norma, bensì il fatto. Si analizza l'elemento psicologico (del fatto - si badi - non del reato) perchè scaturiscano, dalle "elucubrazioni" teoretiche degli investigatori, teoremi che stravolgono il fatto stesso. Lo evirano, ne mutano le connotazioni al fine di imbastire l'abito-reato in funzione degli obbiettivi che i pm si sono preposti. Ciò accade in virtù della osservazione di una regola - non scritta - ma consentita da quella richiamata giurisprudenza, mediante la quale il fatto è quasi irrilevante davanti alle intenzioni del "presunto reo", acclarate dal teorema accusatorio.
    Il fatto-reato non c'è ma il dolo si. Allora si confeziona l'ascrivibilità di una ipotesi di reato.
    Ecco dunque affacciarsi il metodo del fishing: ad es. la pesca a strascico nell'uso smodato delle intercettazioni.

    Il fatto-reato non esiste? Nessun problema, ci dice la "solerte" magistratura.
    Si prospettano campi accusatori riferibili ad una fattispecie penale sulla scorta della elaborazione di improbabili teoremi che, sebbene finiscano nel cestino giudiziario, hanno comunque conseguito lo scopo di sporcare l'indagato/imputato. Ne hanno danneggiato l'immagine adombrando sospetti che mai potranno essere cancellati da sentenze assolutorie o da provvedimenti, pronunciati successivamente alla detenzione, che restituiscano la libertà a colui al quale ingiustamente questa libertà è stata negata.
    Potremmo paragonare quest'ultimo caso ad un vero e proprio sequestro di persona.

    Dunque solgenitsin, tornando al tema da Te indicato, il potere giudiziario in Italia, oggi, non analizza il fatto-reato per conseguire il risultato di individuare il reo e consegnarlo alla pena mediante un regolare processo, ma parte appunto da un fatto che, mediante forzature (elemento psicologico) viene strumentalmente classificato come reato affinchè quel determinato reo possa essere consegnato al pubblico ludibrio di un processo penale e quindi anche alla eventuale pena.

    Nè Montesquieu, né Beccaria (i quali da vent'anni provocano involontario disturbo alla quiete cimiteriale perchè tormentati dagli attuali asini sono costretti a turbinare nel sepolcro), ma io dico neppure il grande Antolisei o il conosciuto Carnelutti si sarebbero mai sognati di applicare simili procedimenti antigiuridici nel campo penale.
    I nuovi uomini della dottrina giuridica sono i Palamara ed i De Pasquale, figli prediletti di un luminare del diritto: Antonio Di Pietro!ncav:
    Ultima modifica di Ronnie; 24-05-10 alle 11:38
    "Due cose hanno soddisfatto la mia mente con nuova e crescente ammirazione e soggezione e hanno occupato persistentemente il mio pensiero: il cielo stellato sopra di me e la legge morale dentro di me" (Immanuel Kant)

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    Predefinito Rif: La confessione

    Interessante questa discussione. In realtà il confine tra garantismo eccessivo e legalità da una parte e giacobinismo e garanzie proprie di una società civile sta tutto in questa discussione.
    Facciamo qualche esempio. Se io, sconosciuto, apro una società con un mafioso, ed i magistrati lo scoprono, non debbono indagare su di me finchè non commetto un reato?
    E come fanno a scoprire se lo commetto o meno.
    Del resto, io stesso potrei non sapere che mi sono messo in affari con un mafioso e sono innocente fino a prova contraria, perchè ledere la mia privacy?
    I pm, insieme alla polizia ed i carabinieri, però hanno una mission, quella di scoprire i reati.
    Bel problema.
    Fare per Fermare il Declino
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  4. #4
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    Predefinito Rif: La confessione

    ---sono persuaso che ambedue siate nel giusto nel ritenere che i magistrati hanno-abbiano troppo potere interpretativo riguardo alla Legge di cui alcuni( ma saranno molti?)si fanno arbitri nell'arbitrio.
    Così possono tranquillamente e senza rischi infeudarsi il potere politico che la Costituzione si era ben guardata di concedere loro.
    La cancrena è ormai irreversibile e non sarà più possibile porvi rimedio se si considera che in parlamento siedono influenti soggetti che sono magistrati/politici e che controllano tutto l'ambaradam della formazione delle LEGGI e le possono far abortire sul nascere e quando non vi riescono non si dannano l'anima poichè i loro colleghi le stravolgeranno a tutti i livelli nell'interpretarle .
    Non hanno nemmeno il pudore di far sembrare il Sovrano ancora sul trono perchè lo considera privato della"capacità d'agire".
    GLF

  5. #5
    La Vengeance
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    Predefinito Rif: La confessione

    Citazione Originariamente Scritto da joseph Visualizza Messaggio
    ---sono persuaso che ambedue siate nel giusto nel ritenere che i magistrati hanno-abbiano troppo potere interpretativo riguardo alla Legge di cui alcuni( ma saranno molti?)si fanno arbitri nell'arbitrio.
    Così possono tranquillamente e senza rischi infeudarsi il potere politico che la Costituzione si era ben guardata di concedere loro.
    La cancrena è ormai irreversibile e non sarà più possibile porvi rimedio se si considera che in parlamento siedono influenti soggetti che sono magistrati/politici e che controllano tutto l'ambaradam della formazione delle LEGGI e le possono far abortire sul nascere e quando non vi riescono non si dannano l'anima poichè i loro colleghi le stravolgeranno a tutti i livelli nell'interpretarle .
    Non hanno nemmeno il pudore di far sembrare il Sovrano ancora sul trono perchè lo considera privato della"capacità d'agire".
    Rispondo prima a Joseph che ha dimostrato di avere compreso meglio il problema.

    Partiamo dall'assunto che i magistrati hanno sconfinato, per così dire, quelli che sono i limiti che la costituzione ha loro assegnato.
    Il CSM che pronuncia pareri non richiesti dal ministro guardasigilli fornisce uno dei tanti esempi.
    Il potere interpretativo dei giudici è fuori controllo. Va ricondotto nell'alveo della ragionevolezza. A tal proposito il suggerimento di una parte decisamente maggioritaria della dottrina (alla quale mi associo) osserva che il principio del "libero convincimento" andrebbe proprio eliminato dal sistema penale. Una accertata incapacità di larga parte della magistratura, ha dato luogo, nel corso di questi ultimi anni ad una congerie di esempi che inducono il legislatore ad un ripensamento sulla opportunità di mantenere questo istituto per totale incapacità cognitiva.

    La presenza in Parlamento di molti magistrati (tutti rigorosamente seduti sui sinistri scranni) non può condizionare la sovrana attività legislativa al riguardo. I sinistri non possiedono i numeri se Fini e casini non li aiutano.

    Sino ad ora il tentativo di far passare il Sovrano per incapace è sempre fallito davanti al Popolo.
    Per riformare l'ordinamento giudiziario in modo che possa tornare a svolgere le proprie delicate funzioni oggi è necessario il ricorso alle urne.
    Non sussistono alternative valide.
    Il Sovrano deve poter contare sulla maggioranza dei 2/3 del Parlamento per la profondità che l'incisione deve poter possedere.
    Non c'è nè bozza Violante (Psssst!!!) nè un accidente che li spacca!
    La riforma deve essere rigorosa e deve poter prevedere la separazione delle carriere (requirente e giudicante) e molto altro.
    "Due cose hanno soddisfatto la mia mente con nuova e crescente ammirazione e soggezione e hanno occupato persistentemente il mio pensiero: il cielo stellato sopra di me e la legge morale dentro di me" (Immanuel Kant)

  6. #6
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    Predefinito Rif: La confessione

    Insomma dobbiamo disperare perchè i due terzi del Parlamento nessuna forza politica potrà mai confidare di raggiungere.
    In una prospettiva storica ,e rammentando esempi precedenti ,i sistemi politici che non hanno la forza di rinnovarsi culturalmente sono destinati a soccombere.
    Dovremmo essere vicini al momento perchè la crisi economica, causata dalle confraternite finanziarie ,sta affrettando la fine dei sistemi politici occidentali e i magistrati non avranno né la forza di resistere né potranno trovare alleati per reggere lo Stato che considerano Loro.
    Soccomberanno e saranno fra i primi perchè i delinquenti finanziari non vorranno fra i piedi alcun controllo ,come del resto anche loro ,al presente ,non vogliono.
    GLF

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    Citazione Originariamente Scritto da apibroker Visualizza Messaggio
    Interessante questa discussione. In realtà il confine tra garantismo eccessivo e legalità da una parte e giacobinismo e garanzie proprie di una società civile sta tutto in questa discussione.
    Facciamo qualche esempio. Se io, sconosciuto, apro una società con un mafioso, ed i magistrati lo scoprono, non debbono indagare su di me finchè non commetto un reato?
    E come fanno a scoprire se lo commetto o meno.
    Del resto, io stesso potrei non sapere che mi sono messo in affari con un mafioso e sono innocente fino a prova contraria, perchè ledere la mia privacy?
    I pm, insieme alla polizia ed i carabinieri, però hanno una mission, quella di scoprire i reati.
    Bel problema.
    Il garantismo non costituisce una opzione. Il garantismo è sancito dalla nostra Magna Carta (che pure deve essere riformata).
    La Legalità intesa in senso ossessivo è fuori dal contesto del diritto.

    Sull'esempio.
    Se un magisrtato, nell'indagare sul tuo socio in affari che ha commesso altri reati, svolge accertamenti sulla persona giuridica che Ti vede in società con lui, sicuramente svolgerà indagini sopra la tua persona e sulla tua famiglia: intercettazioni, pedinamenti etc...
    Tu sei contagiato dal socio mafioso anche se non sai che lui è uno del clan.

    Certamente sopra la tua testa pende il sospetto (fondato o meno che sia) che le tue attività (non necessariamente correlate con quelle della società di cui sei parte) che tu abbia relazioni con altri soggetti mafiosi e che possa, in concorso con essi, avere commesso delitti (latu sensu).
    Sei nel mirino anche se ignaro di tutto. Anche se innocente.
    Una ordinanza di custodia cautelare in carcere colpisce te e qualche tuo familiare.
    Tu sei coinvolto. Salvo poi a fine indagine - dopo svariati mesi di carcere - spazzolarti l'abito borbottando sciocchezze. Questo se ti va bene.
    Se invece ti va male segui la sorte del socio: processo.
    Per quale reato?
    Concorso esterno in associazione mafiosa! Sempre se non hai commesso altri delitti gravi.
    Che cos'è il concorso esterno in associazione mafiosa?
    E' un reato non codificato. Non esiste traccia nel codice di questo reato.
    E' una invenzione della Suprema Corte di "Cazzazione".
    Una aberrazione giuridica.
    Una di quelle bestemmie che fa rivoltare nella tomba i padri del diritto penale Italiano.

    Sullo scoprire il reato.
    Il reato, qualora tu lo abbia commesso viene alla luce mediante gli strumenti che la legge penale mette a disposizione delle autorità inquirenti: denuncia, testimonianze etc...
    Per farla breve ed evitare che qualcuno si annoi, l'indagine prende avvio dalla notitia criminis. Nel momento in cui questa viene conosciuta in procura mediante gli strumenti previsti dal cpp.

    I pm e le forze dell'ordine hanno una missione: quella di perseguire i fatti-reato, non quella di consegnare gli stralci delle intercettazioni, o i verbali secretati dei rapporti della A.G. ai giornalisti!
    Questo invece accade. Si chiama malcostume giudiziario. Si chiama malagiustizia. Così come nel settore della sanità esiste la malasanità. Né più, né meno.
    Per fare da contrappeso al malcostume giudiziario occorre varare una profonda Riforma del settore.
    La giustizia è per i cittadini. Non per i procuratori o per i giudici sui quali i riflettori dei media si accendono spesso e volentieri
    "Due cose hanno soddisfatto la mia mente con nuova e crescente ammirazione e soggezione e hanno occupato persistentemente il mio pensiero: il cielo stellato sopra di me e la legge morale dentro di me" (Immanuel Kant)

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    Predefinito Rif: La confessione

    Citazione Originariamente Scritto da joseph Visualizza Messaggio
    Insomma dobbiamo disperare perchè i due terzi del Parlamento nessuna forza politica potrà mai confidare di raggiungere.
    In una prospettiva storica ,e rammentando esempi precedenti ,i sistemi politici che non hanno la forza di rinnovarsi culturalmente sono destinati a soccombere.
    Dovremmo essere vicini al momento perchè la crisi economica, causata dalle confraternite finanziarie ,sta affrettando la fine dei sistemi politici occidentali e i magistrati non avranno né la forza di resistere né potranno trovare alleati per reggere lo Stato che considerano Loro.
    Soccomberanno e saranno fra i primi perchè i delinquenti finanziari non vorranno fra i piedi alcun controllo ,come del resto anche loro ,al presente ,non vogliono.
    Non sarei così pessimista joseph.
    In fondo il mondo è pieno di imbecilli. Qualcuno di questi ci sta offrendo il destro per andare alle urne.
    Gli Italiani hanno capito perfettamente che, con un presidente della camera che osteggia le riforme, queste non saranno varate.
    Dunque Berlusconi non ha molte alternative.
    Prima sale sul Colle e prima andiamo alle Urne.
    Alle Urne, in questo momento così favorevole a Berlusconi ed alla Lega, i sinistri devastati e Casini in netto calo, dobbiamo andarci di corsa. Non avranno neppure il tempo di riordinare le truppe.
    Sarà maggioranza assoluta. Sarà la conquista dei 2/3 del Parlamento ed il varo delle riforme istituzionali che vogliamo.
    Scusate se sono uscito fuori tema.
    Ultima modifica di Edmond Dantés; 07-05-10 alle 18:16
    "Due cose hanno soddisfatto la mia mente con nuova e crescente ammirazione e soggezione e hanno occupato persistentemente il mio pensiero: il cielo stellato sopra di me e la legge morale dentro di me" (Immanuel Kant)

  9. #9
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    Predefinito Rif: La confessione

    Per apibroker.
    La fretta nello scrivere ha consentito la consumazione di un errore nel post di risposta a te.
    Laddove è scritto: "Certamente sopra la tua testa pende il sospetto (fondato o meno che sia) che le tue attività (non necessariamente correlate con quelle della società di cui sei parte) che tu abbia relazioni con altri soggetti mafiosi e che possa, in concorso con essi, avere commesso delitti (latu sensu)."

    Devi leggere:
    Certamente sopra la tua testa pende il sospetto (fondato o meno che sia) che le tue attività affianchino quelle della mafia (non necessariamente correlate con quelle della società di cui sei parte) e che tu abbia relazioni con altri soggetti mafiosi e che possa, in concorso con essi, avere commesso delitti (latu sensu)
    "Due cose hanno soddisfatto la mia mente con nuova e crescente ammirazione e soggezione e hanno occupato persistentemente il mio pensiero: il cielo stellato sopra di me e la legge morale dentro di me" (Immanuel Kant)

  10. #10
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    Predefinito Rif: La confessione

    Ammetto che non è la mia materia, ma ci vado con la ricerca del buon senso.
    Edmond la tua ricostruzione forbita parte dal giusto presupposto (sancito dalla Costituzione) che nell'esempio fatto io sia innocente.
    Però tu sei andato un po troppo in là. Nel senso che fino a quando mi controllano ed indagano su di me ledono solo il mio diritto alla privacy. Se io fossi un personaggio pubblico ci sarebbe il pericolo che le indagini siano date in pasto alla stampa, magari perchè indagando, scoprono che vado con una escort o qualcos'altro.
    Questo problema si può tranquillamente risolvere con una legge sulle intercettazioni equilibrata.
    Il fatto dell'incriminazione o dell'arresto, lì è una cosa un po' più complessa, anche perchè debbono passare attraverso vari scogli giuridici, un gip, etc. Tu la fai facile, ma non è così. Quindi debbono avere delle prove solide in mano, oppure essere tutti d'accordo per arrestare un innocente.
    Lì si tratterebbe davvero di malagiustizia, che però non credo resisterebbe per tutti e tre i diversi gradi di giudizio. Fermo restando che un innocente in carcere è una cosa veramente brutta.
    Io però credo che quando si parla di questi temi le crociate e le battaglie producano sempre leggi sbagliate.
    Si tratta di trovare un equilibrio, non di abbattere un avversario.
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