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Discussione: L'Epiclesi

  1. #1
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    Predefinito L'Epiclesi

    Il breve OT nel forum sulla Chiesa e le donne mi ha fatto venire in mente che magari si può aprire una discussione sull'Epiclesi, in particolare sugli aspetti della questione che dividono Oriente ed Occidente.
    Inizio rispondendo a Catholikos:
    Ancorch'è sbagliati. La consacrazione in occidente ed oriente ed ovunque sia avviene per opera della Spirito Santo.
    Ma il problema (per quanto ne so) è: questa azione dello Spirito, avviene per la supplica che il sacerdote rivolge alla Trinità, oppure avviene perché il celebrante, il ministro ordinato, è "persona Christi"?

    Mi pare interessante questo documento (che forse molti conosceranno).
    Questo il link (pagina molto molto interessante):
    http://www.ortodossia.org/sanmassimo...-sez8-art2.htm

    Dunque il testo:
    Epiclesi eucaristica
    Nel rito eucaristico della Chiesa ortodossa, un momento fondamentale è costituito dall'epiclesi, ovvero dall'invocazione dello Spirito Santo sui Santi doni, perché li trasformi nel Corpo e nel Sangue di Cristo. Questo momento dell'epiclesi è presente anche in molti altri momenti del culto ortodosso, tipicamente quando la Chiesa vuole sottolineare che certi effetti misteriosi non avvengono per volontà umana, ma per intervento di Dio.
    Anche se la epiclesi non viene considerata l'unico fattore che determina la consacrazione eucaristica, nondimeno la teologia ortodossa riterrebbe priva di validità un'Eucaristia celebrata senza l'invocazione, almeno implicita, dello Spirito.
    Inoltre, per la Chiesa ortodossa è la preghiera dell'epiclesi (recitata dopo le parole di istituzione) a perfezionare la trasformazione eucaristica: La Liturgia di San Giovanni Crisostomo, a questo proposito, è inequivocabile: "...e fa' di questo PANE il prezioso Corpo del tuo Cristo".
    Per la teologia cattolico-romana, il momento della consacrazione è costituito dalle parole di istituzione ("questo è il mio corpo" e "questo è il mio sangue"), e la formula di epiclesi viene di solito considerata secondaria.
    Prima del Concilio Vaticano II, il Canone eucaristico romano non conteneva una epiclesi esplicita; molti liturgisti ortodossi, tra cui il celebre Nicola Cabasilas, indicarono tuttavia nel paragrafo Supplices Te rogamus... una forma implicita di invocazione dello Spirito.
    È significativo, inoltre, che negli antichi canoni eucaristici, l'epiclesi fosse sempre posta dopo le parole di istituzione, per indicare il culmine del processo di consacrazione. Così è tuttora nella liturgia bizantina, e così era nel rito latino per quanto riguarda il Supplices Te rogamus. Un fatto curioso del rito eucaristico romano post-conciliare è che l'antica Anafora di Ippolito (divenuta la Preghiera Eucaristica II) abbia subito una traslazione dell'epiclesi da dopo le parole di istituzione a prima, in una posizione più "neutrale".
    L'insistenza cattolico-romana sulle parole di istituzione non sembra peraltro giustificata in tutto l'ecumene cristiano: una delle antiche liturgie siriache, l'Anafora di Addai e Mari (tuttora in uso presso le chiese sire), è addirittura priva delle parole di istituzione.
    (il grassetto l'ho messo io).

    Che ne dite?

  2. #2
    Ut unum sint!
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    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Nazzareno Visualizza Messaggio
    Il breve OT nel forum sulla Chiesa e le donne mi ha fatto venire in mente che magari si può aprire una discussione sull'Epiclesi, in particolare sugli aspetti della questione che dividono Oriente ed Occidente.
    Inizio rispondendo a Catholikos:


    Ma il problema (per quanto ne so) è: questa azione dello Spirito, avviene per la supplica che il sacerdote rivolge alla Trinità, oppure avviene perché il celebrante, il ministro ordinato, è "persona Christi"?
    In oriente ed in occidente (parlo della Chiesa Cattolica ma così dovrebbe essere per la Chiesa ortodossa) in sacerdote è persona Christi. Ma ciò non significa minimamete che sia una sorta di mago o che sia Cristo in persona ma che Cristo opera attraverso di lui come strumento. Questo avviene nei sacramenti, nella liturgia (in alcune parti almeno) etc... "cio che legherete sulla terra sarà legato nei cieli...". L'essere "persona Christi" ed "Ikona Christi" non è un fatto banale e banalizzabile.
    Tornando alla consacrazione dicevo che sempre il sacerdote, persona christi (in lingua latina), come Cristo, invoca, esplicitamente o implicitamente l'opera dello Spirito Santo nella transustanziazione o trasmutazione (che dir si voglia) delle specie eucaristiche. La nobile tradizione orientale contiene nel rito una vera e propria invocazione (epiclesi), la altrettanto nobile tradizione occidentale (quella di sempre, anche del primo millennio) questa invocazione la sottintende, la accenna appena, mentre pone di più l'accento sul "memoriale". Se le fandonie del prete/mago fossero vere il sacerdote proferirebbe direttamente le parole del cristo essendo egli stesso come Cristo, invece il sacerdote si limita al memoriale evangelico e recita: "nella sera in cui fu tradito, prese il pane e rese grazie, lo spezzò dicendo...", è il memoriale che si rinnova poichè Cristo ha offerto se stesso una volta e per tutte. L'invocazione quindi è implicita e filiale ma non è il centro e fulcro del rito eucaristico. Alcuni ortodossi li ho sentiti addirittura dire: " noi invochiamo l'azione dello Spirito Santo perchè quello dell'Eucharestia è un dono che Dio ci concede ma potrebbe anche non concederlo" ecco questa opinione, credo minoritaria nell'ortodossia, è inaccettabile per la Chiesa cattolica per cui Cristo ha già concesso il suo Corpo e Sangue agli uomini indimendentemente dalla degnità del ministro che opera il rito o da qualsiasi altro fattore, l'unica cosa che Cristo specificò è il: "fate questo in memoria di me" quindi raccomandò un memoriale, questo memoriale nella venerabile tradizione occidentale consiste nella ripetizione delle parole del Cristo non in prima persona ma come racconto evangelico, memoriale di qualcosa che si è compiuto e continua a compiersi in ogni celebrazione eucaristica.
    UT UNUM SINT!

  3. #3
    presbitero cristiano ortodosso
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    Predefinito il massimo dell'unità sta nel massimo della separazione

    Mi sono anche stancato –lo dico alla mia vita e per la mia vita- e mi sono stancato da tempo dell’elenco delle 99 o 100 o 1000 o 1 sola(perché poi in fondo è una sola .e non è né il filioque né il papato..essi ne sono esiti ovvi...dell'unica grande differenza piena e totale ) differenze tra i cristiani d’occidente(categoria quanta mai vaga..io sono un cristiano d’occidente ma non sono un cristiano in occidente) e cristiani d’oriente(altrettanto vaga io sono un cristiano in oriente ma non un cristiano d’oriente) e-a mio modesto avviso-anche questo 3d rischia ancora una volta di fermarsi nella legittima ma in fondo ovvia e scontata elencazione della differenza con salvatore catholikòs che deve dire sempre e comunque peste e corna di noi squallidi eretici e scismatici8 e se nati cattolico perfino apostati) e magari qualche zelante ortodosso(me compreso) pronto a restituire altrettanto in peset e corna..

    Vediamo se invero ed invece tematizzando le differenze meglio la differenza(perché essa è una ed una sola…) ci si oiberi –perché sento che questo può essere nel piccolo e nel modesto luogo di questo forum- dalla progettualità (per noi ortodossi assolutamente inaccettabile) del modello dell’unia a destra e/o del modello neo anglicano a sinistra e i fratelli e le sorelle della nobile chiesa di Roma Antica vengano a loro volta resi liberi e liberati dalla attuale paura della diffusione capillare della chiesa ortodossa nei paesi dell’Europa occidentale a partire non tanto dell’inevitabilità delle etnie(cosa che Roma accetta e favorisce ovviamente.) ma a partire dal fenomeno-emergente seppur minoritario-di occidentali che nati cattolici e/o evangelici hanno accettato la proposta di fede ortodossa in libertà di consapevolezza e in sincerità di cuore

    Quindi credo che per questa comune esperienza di liberazione ( ed è l’unica possubilità per una speranza seria e concreta verso il dono dell’unità non sta né nei modelli fino ad ora presentati e neppure nella confederatività ginevrina..) sia gradita ed accettabile -cristibnamente tale- limitarsi a proclamare la propria scansione ecclesiologica della fede e della sequela..Ebbene si proprio in quanto assolutamente incomunicabili l le esperienze critiane in fondo riconducibili a Roma Antica,a Nuova Roma,a Canterbury e alla Riforma possono trovare reciproco rispetto …Non c’è peggior clima di quello che ad esempio è presente nelle riunioni ecumeniche con tanto di virgolette .. …Proprio questo discorso dell’assoluta non reductio ad unum delle diversità e delle differenze ( e noi non manchiamo mai di farlo osservare) è assolutamente vista e da cattolici e da protestanti come una sorta di fanatismo zelota ,di inopportuno talebanismo fazioso degli ortodossi …E allora si inventano la favoletta che gli ortodossi nati tali sono buoni,belli e simpatici ed etnici..gli ortodossi tali per scelta sono invece brutti,sporchi e cattivi per arrivare all’esagerazione recentissima di un importante monsignore di curia siciliana…”Ecco siete proprio voi ortodossi diventati tali dovunque nel mondo che impedite con la vostra presenza e con la vostra forza il ritorno delle chiese ortodosse a Roma….”

    Vedi salvatore entrambi –per quel che noi due siamo-dobbiamo accettare che chissà per quanto tempo(forse fino alla parousia del Signore ) noi si resti non in comunione e ciascuno si asume la responsabilità di questa scelta ed anzi sarebbe anche paradossalmente più trasparente confessare e proclamare che oggi –tra cattolici ed ortodossi- il masismo di unità possibile è e sta nel massimo della disunione esistente pur proseguendo il cammino, il dialogo,la ricerca comune,i gesti significativi e tutti i bla bla political correct che cercano di offuscare la verità della relazione massimo di unità nella massima disunione

    Anche qui salvatore quando entrambi scriviamo di primo millennio molto probabilmente pensiamo e ci riferiamo a situazioni ecclesiali diverse e disunite …Ma si in fondo siamo sempre faziosi ed autoreferenziali entrambi ed è assolutamente inevitabile8ed è anche paradossalmente un dono del Signore) ..

    Mi dirai allora perché discuetere perché confrontarsi ? e risponderò con trasparenza cristallina…togliere reciprocamente via il miasmo del political correct che inquina il dono che Dio tre volte santo ci ha fatto alla reciproca faziosità …(e questo è compito comune…nel senso che proclamare che siamo in stato di sscisma e di non comunione è una confesisone di verità e di verità salvifica per entrambe le nostre congregazioni..) Ma proprio dall’eliiminazione comune del fetore del political correct le chiese che comunque –seppur in modo diverso-fanno riferimento alla tradizione sacramentale e misterica dell’episcopato possono sperimentare –ed anche qui paradossalmente-comuni sentieri di disunione…In ultimo la disunione confessata e proclamata è onesto appello alla libertà personale della propria consapevolezza…Tanto di cappello all’archimandrità ortodosso di Trieste che ha scelto credo due anni orsono la nobile chiesa di Roma Antica e tanto di cappello al parroco greco cattolico di Santa Sofia d’Epiro in Calabria che nello stesso periodo ha scelto la fede della e nella Chiesa Ortodossa…

    Ecco Salvatore ..la felice onestà di ogni domenica santificata a Palermo nella nostra piccola catacomba quando –in presenza di amici e fratelli cristiani di e in occidente e molti credimi in modo atipico vivono gran parte della vita della parrochcia- al momento della partecipazione ai santi misteri io devo sempre-con delicatezza ma con chiarezza-tematizzare che non siamo in comunione..Credo che per reciproco dono di Dio tre volte santo noi non losaremo mai..Ma questa è la nostra unità..il non essere uniti. L’unità totale resta un sogno e una narrazione .M sul piano dei sogi e della narrazione appartiene al privato più profondo di ciascuno di noi…

    Sul piano specifico del 3d –e non so se interverrò successivamente- mi preme esistenzialmente e solo esistenzialmente porre in evidenza una tua dichiarazione

    Alcuni ortodossi li ho sentiti addirittura dire: " noi invochiamo l'azione dello Spirito Santo perchè quello dell'Eucharestia è un dono che Dio ci concede ma potrebbe anche non concederlo" ecco questa opinione, credo minoritaria nell'ortodossia,
    Io non so se tale opinione è minoritaria nell’ortodossia..So che c’è e so che è la mia…nei termini non proprio come tu li hai scritto ma nei termini per come essa viene testimoniata dalla litania che precede il Padre Nostro dopo l’epiclesi sulla quale ti invito a riflettere parola per parola

    Per i preziosi doni offerti e santificati, preghiamo il Signore.
    Affinché il misericordioso nostro Dio, accettandoli in odore di soavità spirituale nel suo altare santo, celeste e immateriale, ci mandi in contraccambio la grazia divina e il dono dello Spirito Santo
    ed ancora alla tua e alla nostra meditazione offro proprio la dinamica dell'epiclesi nella Divina Liturgia del Crisostomo secondo il tipico greco subito dopo l'anamnesi


    [
    B]Il Sacerdote prega sommessamente: [/B]

    Memori dunque di questo precetto del Salvatore e di tutto ciò che è stato compiuto per noi: della croce, della sepoltura, della resurrezione al terzo giorno, dell'ascensione ai cieli, della sua presenza alla destra del Padre, della seconda e gloriosa venuta.

    Ad alta voce: Gli stessi doni, da Te ricevuti, a Te offriamo in tutto e per tutto.

    Il Coro: A Te inneggiamo, Te benediciamo, Te ringraziamo, o Signore, e Ti supplichiamo, o Dio nostro.

    Il Sacerdote prega sommessamente:

    Ancora ti offriamo questo culto spirituale e incruento; e ti invochiamo e ti preghiamo, e ti supplichiamo: manda il tuo Spirito Santo su di noi e sopra i Doni qui presenti.

    Il Diacono depone il Ripìdion e si accosta al Sacerdote ; ambedue fanno tre inchini profondi davanti alla s. Mensa. Quindi il Diacono, a capo chino, indicando con l'Oràrion il s. Pane, dice sommessamente:

    Benedici, signore, il santo Pane.

    Il Sacerdote, rialzando il capo, fa il segno della croce sul s. Pane, dicendo:


    E fa di questo Pane il prezioso Corpo del tuo Cristo.

    Il Diacono: Amìn.

    E di nuovo il Diacono, indicando con l'Oràrion il s. Calice:

    Benedici, signore, il santo Calice.

    E il Sacerdote, benedicendo, dice:

    E fa di ciò che è in questo Calice il prezioso Sangue del tuo Cristo.

    Il Diacono: Amìn.

    Nuovamente il Diacono, indicando con l'Oràrion ambedue i doni dice:


    Benedici, signore, ambedue i santi doni

    E il Sacerdote, benedicendo ambedue i doni , dice:


    Trasmutandole per virtù del tuo Santo Spirito.

    Il Diacono: Amìn, amìn, amìn.


    Il Sacerdote prega sommessamente:


    Affinché, per coloro che ne partecipano, siano purificazione dell'anima, remissione dei peccati, unione nel tuo Santo Spirito, compimento del regno dei cieli, titolo di fiducia in te e non di giudizio o di condanna.

  4. #4
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    vedi caro Nazzareno, noi occidentali siamo molto bravi ad innalzare e glorificare la grandezza della nobile tradizione orientale e come ci si risponde? Vedi sopra. io a questo gioco al massacro che l'occidente ha intrapreso non volgio unirmi. Evidentemente il P.Giovanni non vuole entrare nel merito, non lo si può costringere
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  5. #5
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    riporto infine dal nuvus ordo missae:

    Benedetto sei tu, Signore, Dio dell'universo: dalla tua bontá abbiamo ricevuto questo pane, frutto della terra e del lavoro dell'uomo; lo presentiamo a te, perché diventi per noi cibo di vita eterna.

    Benedetto nei secoli il Signore.

    Benedetto sei tu, Signore, Dio dell'universo: dalla tua bontá abbiamo ricevuto questo vino, frutto della terra, e del lavoro dell'uomo; lo presentiamo a te, perché diventi per noi bevanda di salvezza.

    Benedetto nei secoli il Signore.
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  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da catholikos Visualizza Messaggio
    vedi caro Nazzareno, noi occidentali siamo molto bravi ad innalzare e glorificare la grandezza della nobile tradizione orientale e come ci si risponde? Vedi sopra. io a questo gioco al massacro che l'occidente ha intrapreso non volgio unirmi. Evidentemente il P.Giovanni non vuole entrare nel merito, non lo si può costringere
    ..intanto non ho detto che non entrerò nel merito..Poi fammi capire quale mai sia ed è questo gioco al masssacro..Ed ancora dove mai sono stato come dire offensivo? anzi credo di essere stato onesto e chiaro(il massimo dell'unione nel massimo dello scisma..)
    ciò che dal novus ordo hai riportato è la preghiera d'offertorio...

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da giovannipresbit Visualizza Messaggio
    ..intanto non ho detto che non entrerò nel merito..Poi fammi capire quale mai sia ed è questo gioco al masssacro..Ed ancora dove mai sono stato come dire offensivo? anzi credo di essere stato onesto e chiaro(il massimo dell'unione nel massimo dello scisma..)
    ciò che dal novus ordo hai riportato è la preghiera d'offertorio...
    Il gioco al massacro sta nel dire: "quanto è bella è la tradizione orientale" e nel sentirsi rispondere "grazie lo sappiamo, è l'unica ammissibile, quella occidentale non vale nulla". Non ho scritto che sei stato offensivo, ho scritto "risponde come sopra" che significa altro...
    Vedi di entrare nel merio ora o di non postare sul topic, non spochiamo pure questo.
    UT UNUM SINT!

  8. #8
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    La grossa differenze è quando il pane e vino cessano di essere tali per diventare Corpo e Sangue di Cristo.
    La Chiesa Cattolica afferma il momento esatto è al termine della formula consacratoria ripresa dalle parole di Cristo durante l'Ultima Cena.
    Secondo gli orientali il momento è durante l'Epiclesi quando si prega lo Spirito Santo di venire a santificare i Doni.

    http://www.newadvent.org/cathen/05502a.htm

    Al paragrafo "Conrtroversy" viene riportata in dettaglio la questione.

  9. #9
    Ut unum sint!
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    Citazione Originariamente Scritto da Eugenius Visualizza Messaggio
    La grossa differenze è quando il pane e vino cessano di essere tali per diventare Corpo e Sangue di Cristo.
    La Chiesa Cattolica afferma il momento esatto è al termine della formula consacratoria ripresa dalle parole di Cristo durante l'Ultima Cena.
    Secondo gli orientali il momento è durante l'Epiclesi quando si prega lo Spirito Santo di venire a santificare i Doni.

    http://www.newadvent.org/cathen/05502a.htm

    Al paragrafo "Conrtroversy" viene riportata in dettaglio la questione.
    questo è corretto, ma è una differenza nei due riti. Anche nella chiesa cattolica orientale la consacrazione avviene all'epiclesi. Non vi è problema alcuno (da parte nostra). Quello che non può essere affermato, pena l'affermazione del falso, è che nella Chiesa latina non crediamo che lo spirito Santo operi il miracolo ma crediamo che il sacerdote "superman" lo operi da solo.

    La cosa poi è un problema delle diverse tradizioni e non era chiara in antichità neppure nella Chiesa orientale. Ad esempio proprio S.Giovanni Crisostomo, a cui fa capo il rito celebrato da padre Giovanni affermava senza mezzi termini (dal link di Eugenius):

    "Egli (Cristo) dice: Questo è il mio Sangue. Questa parola trasforma l'offerta"; S. Giovanni Crisostomo cf. Hom. ii, in II Tim., i, De prod. Iudae.
    UT UNUM SINT!

  10. #10
    Ut unum sint!
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    riporto poi dal link di Eugenius la tesi di S. Ireneo di Lione, altro padre della Chiesa stavolta occidentale:

    For instance St. Irenæus says that "the bread which receives the Invocation of God is not common bread, but a Eucharist" (Against Heresies IV.18.5), and, yet immediately before (IV.18.4), he explains that that bread is the Body of Christ over which the earlier part of the Anaphora is said. The final argument against the Epiklesis as Consecration-form is the account of the Last Supper in the Gospels. We know what Christ did then, and that He told us to do the same thing. There is no hint of an Epiklesis at the Last Supper.
    UT UNUM SINT!

 

 
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