



E' un qualcosa di piu'. Ad esempio non basta un lider che dica certe cose ma serve una consapevolezza che si crea su un partito, sui valori che porta.
Tornando all'esempio della scuola, concretamente che valore ha trasmesso il pd dal 96 al 01 e dal 06 al 08? Quali sono i valori di scuola che abbiamo come democratici? Ci sono fondazioni che si impegnano per ragionarvici sopra e promuoverli?(ovviamente no)
Destra=tagli ma PD= Boh? allora è facile dire "meglio i tagli del boh".
Cmq è inutile dire che l'egemonia culturale di cui parlava gramsci è il fine a cui si deve tendere e oggi in italia come fin oall'altro ieri negli states è in mano alla destra.
Per costruire i frame che divengano egemoni servono anni di lavoro, fondazioni, soldi, una grande organizzazione ma, a priori, idee e i correlati valori. Il Pd è giovane, ha grossi problemi a fare tutto questo.
Per questo motivo c'è bisogno di partire da 3 passaggi:
1. rafforzare think tank progressisti nel paese
2. uccidere definitivamente eventuali concorrenti nel paese, piu che altro perchè sarebbero un'ansia troppo grande da gestire (quindi sbarramento al 5% alle europee) che non permetterebbe di pensare al proprio progetto di paese
3. ricalibrare la comunicazione sui valori e non sulle "proposte".
4. basta mandare personaggi impresentabili a parlare ai tg: basta soro,finocchiaro, fassino, ecc . Va bene Bersani ma mandiamo qualcuno di decentemente giovane e sufficientemente intelligente, lanciamolo.


Liberal ha forse chiarito un po' il mio pensiero.
Il problema comunicativo del centrosinistra italiano sta in due problemi:
1- non c'è chiarezza, né coerenza, nell'esposizione (lasciamo stare quando non c'è chiarezza o coerenza nemmeno nei contenuti);
2- non si attivano reti neurali, non si suscitano emozioni ma solo, forse, compiacimento in qualche burocrate o tesoriere di partito.
Tre i suggerimenti, a occhio:
1- usare frasi brevi, poche subordinate. ridurre i verbi astrusi.
2- non usare termini tecnici se non è strettamente necessario; forgiare nuove etichette (frame) laddove possibile per contrastare il framing avversario;
3- ripetere gli stessi concetti, con variazioni sul tema, per esempio citando diverse esperienze personali a sostegno delle stesse idee
Attenzione umbe: l'attivazione delle reti neurali non gioca sul conscio ma sull'inconscio. Per questo anche i focus group non sono sempre attendibili, laddove altri esperimenti (Westen ne cita un sacco) hanno invece fornito risultati più notevoli.
C'è il problema del racconto-narrativa, che è un qualcosa che si sedimenta negli anni e non nei due mesi in cui, per esempio, Veltroni ha potuto fare campagna elettorale.
Ironizzare sui (brutti) risultati elettorali non serve a comprendere il problema, che è sistematico e non momentaneo!
Ad esempio, letta attraverso le pagine di Westen, la campagna di Prodi&co 2006 è stata una delle peggiori di sempre. Tra le poche note positive, ve lo ricordate?, l'appello alla felicità (di ispirazione forse baricchiana, dissero) nel primo dibattito con Berlusconi. Il quale, nell'ultimo duello tv, fece un appello semplice (abolirò l'Ici) ma anche coinvolgente sotto il profilo emotivo (la casa è sacra, la famiglia è sacra -> attivazione della rete 'casa-famiglia-tradizione-protezione'; scegliamo di andare avanti -> attivazione della rete 'ottimismo-opportunità-slancio').
P.S. ricordate il discorso del Lingotto? Quello fu un piccolo capolavoro, a partire dall'idea che si ebbe di trasformare un normale intervento politico in un evento della politica nazionale. Ma anche in molte altre circostanze Veltroni ha dato prova di capacità in materia. Due i difetti: primo, si è fatto vedere troppo poco in televisione. Secondo, ogni tanto anche lui ha indugiato e indugia in parole strane, verbi lunghi, consecutio temporum ardite.


a parte che concordo su tutti e 4 i punti: io invece credo che il punto sia proprio quello. Parlare semplice, emozionare, dare la sensazione di avere qualcosa da trasmettere, empatia con gli interlocutori/elettori...
e' il bagaglio standard del buon politico, dietro al quale pero' non e' detto che ci sia o ci debba essere elaborazione culturale.
Se guardi una partita di pallone ti emozioni comunque...
Del resto il B. mica ha fatto elaborazione culturale...
il massimo dei suoi think thank e' stato ferrara, poco think, molto thank


solo una domanda. tanto il libro orami lo comprerò...
Non è che i due linguaggi usati dai 2 diversi schieramenti non sono altro che una conseguenza di due modi di "essere attivati" differenti?
Mi spiego. tu hai fatto l'esempio di prodi e il discorso sulla felicità. Ma io ricordo benissimo che personalmente trovai quel discorso stucchevole (anzi mi sembrò berlusconiano). Paradossalmente o non fui "attivato", o fui "attivato" in senso negativo.
Al contrario magari vengo "attivato" da una giusta conclusione logica. Oppure vengo "negativamente attivato" da una contraddizione logica...etc...
Anche su Veltroni, sinceramente (a me sembra uno dei peggiori proprio nella comunicazione... anche se devo ammettere che il suo risultato comunque l'ha fatto..) quindi a questo punto.... mi chiedo...
Non è che c'è proprio una chiara distinzione? Fra un modo di "essere attivati" ed un altro? E questo abbia comportato nei linguaggi usati dai due schieramenti differenze nel loro modo di comunicare alla gente?
In questo caso, rischiando di rincorrere troppo l'avversario nel suo modo di comunicare, non si rischierebbe di perdere una parte di elettorato, che invece è abituato ed è "attivato" in altri modi?


No. Perché, anzi, il problema delle sinistre è quello di lasciare troppo terreno all'avversario pensando che il silenzio risolva qualcosa.
Pensiamo all'immigrazione, ai diritti delle minoranze, alle tasse, all'evasione. Tutti questi terreni sono stati lasciati alla destra. Errore.
Il segreto è contrastare quel che dice la destra su quegli argomenti, senza rincorrerli sul piano dei contenuti come fanno i sindaci sceriffi, ma usando lo stesso piano di linguaggio.
Poi ovvio che non sono ricette che valgono per tutti, ma dobbiamo anche considerare che è bene che ai politici non interessi il riscontro presso gente come noi, che tanto vota sempre dalla stessa parte, quanto la ricezione del messaggio presso il grande elettorato.


Beh si sul dibattito prodi berlusconi le cose che lorenzo scrive le pensammo tutti, consci o inconsci.
Mi permetto invece sul discorso del lingotto, io ero pure andato a sentirlo ed è stata una delle cose più vuote e noiose che si potessero immaginare...


eh, ma perché eri andato a sentirlo? saresti andato a sentire un intervento sulla politica di fassino?
lì si riuscì a creare un evento dal nulla, e a far passare un certo messaggio.
prodi è un grand'uomo e uno statista, ma non è riuscito a connettersi con il cuore degli elettori. troppo cerebrale, troppo professorale.


Sono andato a sentirlo - quasi per caso in realtà, ottenni un passaggio all'ultimo - con diversi amici e dopo un'ora e passa ce ne siamo andati per la noia..... sic!
E poi questa cosa di idolatrare sempre il leader del momento davvero non è il mio genere...


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