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  1. #41
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    le esperienze personali raramente sono significative.

    qui non c'è idolatria comunque - anche se trovo altrettanto penoso il gioco di sparare al segretario di turno, salvo incensarlo prima che diventi il leader e dopo che ha smesso di esserlo -; si parlava di capacità specifiche su una questione che nel centrosinistra si esprime con un pallore desolante.

    E. Letta, per esempio, è bravino e spesso ragiona in modo condivisibile, ma è destinato a perdere. Perché non parla al cuore. Lo stesso vale per Fassino.

    Bersani è già meglio, ma
    1- si inerpica in arzigogolate costruzioni sintattiche, spesso inizia una frase e ne finisce un'altra, alle volte biascica un po'
    2- ha un pessimo linguaggio non verbale: scruta il pavimento, si contorce sulla poltrona, disperde lo sguardo in giro

    D'Alema è un oratore tagliente e efficace, anche se parla più al cervello

    Gente come Parisi, Castagnetti, la Turco raggiunge invece le vette più infime dell'inefficacia comunicativa. A loro e agli altri come loro andrebbe precluso l'accesso a qualsivoglia trasmissione radio o tv in rappresentanza del PD.

    A destra chi mi spaventa (e in realtà non solo per questo) è per esempio Formigoni, molto efficace. Ed è insidioso anche Tremonti.

    Comunque il PD, oltre a dare il libro di Westen e quello di Lakoff (Non pensare all'elefante!) come lettura obbligatoria a tutti i suoi dirigenti, farebbe bene a allenare dei volti nuovi, possibilmente abbastanza giovani e preparati, e sguinzagliarli nelle arene comunicative. Per ripetere sempre gli stessi messaggi, in modo chiaro, costruendo una narrativa. Quella che la destra ha saputo edificare e sedimentare, e di cui il centrosinistra ha finora quasi ignorato la stessa esistenza.

  2. #42
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    Comunque questo "linguaggio nuovo" non è una scoperta di oggi: si chiama approccio psicopolitico, ovvero il contributo della psicologia e delle neuroscienze alla comprensione delle cause psicologiche e biologiche che influenzano le scelte ed i fenomeni politici. Hayek non vi piacerà, ma nei suoi testi si trovano molte di queste tematiche, ad esempio la trattazione sulle cause intenzionali ed inintenzionali delle azioni umane, come principale motivo di rigetto dell’ingegneria sociale. Ma non è il forum piddino il posto dove possa interessare una cosa del genere.

    Sono intervenuto, e poi me ne vado via subito, per segnalare una ricerca che forse vi era sfuggita. Qualcuno parlava di attivazioni, e di "modi di attivazione differenti". E' una osservazione di grande buonsenso, infatti sembra avere un fondamento scientifico. alcuni ricercatori americani stanno sospettando, dati alla mano, che le inclinazioni politiche dei vari individui siano in qualche modo associati ad alcuni attributi del wiring cerebrale. Sembrerebbe infatti che gli individui più reattivi ad immagini gore, mostrate in un insieme di immagini neutre senza alcun contenuto emotivo, siano più propensi di altri a sviluppare idee politiche conservatrici. Chi invece risulta meno shockato da scene di questo tipo è tendenzialmente associato ad inclinazioni politiche progressiste. Quindi c'è tutta una ipotesi di "predestinazione", ma vabbè leggete.

    Ci sarebbe tutto il problema morale di cosa stiate cercando di fare e perché, attraverso il condizionamento psicologico, ma non credo che sia possibile interloquire su questo punto.

    Ciao ciao.

  3. #43
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    Citazione Originariamente Scritto da Enghivuc Visualizza Messaggio
    solo una domanda. tanto il libro orami lo comprerò...
    Non è che i due linguaggi usati dai 2 diversi schieramenti non sono altro che una conseguenza di due modi di "essere attivati" differenti?
    Mi spiego. tu hai fatto l'esempio di prodi e il discorso sulla felicità. Ma io ricordo benissimo che personalmente trovai quel discorso stucchevole (anzi mi sembrò berlusconiano). Paradossalmente o non fui "attivato", o fui "attivato" in senso negativo.
    Al contrario magari vengo "attivato" da una giusta conclusione logica. Oppure vengo "negativamente attivato" da una contraddizione logica...etc...
    Anche su Veltroni, sinceramente (a me sembra uno dei peggiori proprio nella comunicazione... anche se devo ammettere che il suo risultato comunque l'ha fatto..) quindi a questo punto.... mi chiedo...
    Non è che c'è proprio una chiara distinzione? Fra un modo di "essere attivati" ed un altro? E questo abbia comportato nei linguaggi usati dai due schieramenti differenze nel loro modo di comunicare alla gente?
    In questo caso, rischiando di rincorrere troppo l'avversario nel suo modo di comunicare, non si rischierebbe di perdere una parte di elettorato, che invece è abituato ed è "attivato" in altri modi?
    Non esistono modi diversi di essere attivati esistono solo diverse reti neurali da attivare. Il discorso che fa Westen è semplice: non bisogna lasciare all'avversario alcun tema perchè ogni tema ha diverse reti neurali e la destra ne attiva solo alcune.

    Westen sostiene che il conflitto non esiste solo tra elettori ma all'interno di ogni elettore. Ha dimostrato che ogni elettore in america, per esempio, è a favore della libertà di detenere armi ma è anche a favore di una regolamentazione. Perchè questo? Perchè gli individui possono avere due reti neurali ben sviluppate: quelle che al richiamo del concetto di armi collegano la difesa personale che ogni buon padre di famiglia deve alla propria famiglia nel caso in cui un ladro devesse entrare in casa sua e la rete neurale che al concetto di armi lega l'avversione per la possibilità che un individuo con precedenti penali possa acquistare liberamente un'arma.

    Per i democratici sarebbe sufficiente attivare questa seconda rete per non lasciare alla destra il tema delle armi (in gergo ownership issues ossia il monopolio di una parte politica di un certo tema).

  4. #44
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    Citazione Originariamente Scritto da teo scarpellini Visualizza Messaggio
    Comunque questo "linguaggio nuovo" non è una scoperta di oggi: si chiama approccio psicopolitico, ovvero il contributo della psicologia e delle neuroscienze alla comprensione delle cause psicologiche e biologiche che influenzano le scelte ed i fenomeni politici. Hayek non vi piacerà, ma nei suoi testi si trovano molte di queste tematiche, ad esempio la trattazione sulle cause intenzionali ed inintenzionali delle azioni umane, come principale motivo di rigetto dell’ingegneria sociale. Ma non è il forum piddino il posto dove possa interessare una cosa del genere.

    Sono intervenuto, e poi me ne vado via subito, per segnalare una ricerca che forse vi era sfuggita. Qualcuno parlava di attivazioni, e di "modi di attivazione differenti". E' una osservazione di grande buonsenso, infatti sembra avere un fondamento scientifico. alcuni ricercatori americani stanno sospettando, dati alla mano, che le inclinazioni politiche dei vari individui siano in qualche modo associati ad alcuni attributi del wiring cerebrale. Sembrerebbe infatti che gli individui più reattivi ad immagini gore, mostrate in un insieme di immagini neutre senza alcun contenuto emotivo, siano più propensi di altri a sviluppare idee politiche conservatrici. Chi invece risulta meno shockato da scene di questo tipo è tendenzialmente associato ad inclinazioni politiche progressiste. Quindi c'è tutta una ipotesi di "predestinazione", ma vabbè leggete.

    Ci sarebbe tutto il problema morale di cosa stiate cercando di fare e perché, attraverso il condizionamento psicologico, ma non credo che sia possibile interloquire su questo punto.

    Ciao ciao.
    Le teorie della scuola austriaca stessa, non solo quelle di hayek, sono la versione economica delle teorie che sostiene Westen. Il fatto che la scuola austriaca metta al centro dell'economia non la razionalità e le scelte razionali dell'attore economico ma l'individuo stesso con tutte le sue imprefezioni, i suoi errori e le sue pulsioni emozionali è proprio ciò che Westen sostiene in ambito politico: i democratici puntano troppo sulla razionalità delle persone a discapito dell'aspetto emotivo.

  5. #45
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    Citazione Originariamente Scritto da Lollo87Lp Visualizza Messaggio
    le esperienze personali raramente sono significative.

    qui non c'è idolatria comunque - anche se trovo altrettanto penoso il gioco di sparare al segretario di turno, salvo incensarlo prima che diventi il leader e dopo che ha smesso di esserlo -; si parlava di capacità specifiche su una questione che nel centrosinistra si esprime con un pallore desolante.

    E. Letta, per esempio, è bravino e spesso ragiona in modo condivisibile, ma è destinato a perdere. Perché non parla al cuore. Lo stesso vale per Fassino.

    Bersani è già meglio, ma
    1- si inerpica in arzigogolate costruzioni sintattiche, spesso inizia una frase e ne finisce un'altra, alle volte biascica un po'
    2- ha un pessimo linguaggio non verbale: scruta il pavimento, si contorce sulla poltrona, disperde lo sguardo in giro

    D'Alema è un oratore tagliente e efficace, anche se parla più al cervello

    Gente come Parisi, Castagnetti, la Turco raggiunge invece le vette più infime dell'inefficacia comunicativa. A loro e agli altri come loro andrebbe precluso l'accesso a qualsivoglia trasmissione radio o tv in rappresentanza del PD.

    A destra chi mi spaventa (e in realtà non solo per questo) è per esempio Formigoni, molto efficace. Ed è insidioso anche Tremonti.

    Comunque il PD, oltre a dare il libro di Westen e quello di Lakoff (Non pensare all'elefante!) come lettura obbligatoria a tutti i suoi dirigenti, farebbe bene a allenare dei volti nuovi, possibilmente abbastanza giovani e preparati, e sguinzagliarli nelle arene comunicative. Per ripetere sempre gli stessi messaggi, in modo chiaro, costruendo una narrativa. Quella che la destra ha saputo edificare e sedimentare, e di cui il centrosinistra ha finora quasi ignorato la stessa esistenza.
    Comunque imho c'è anche tutto un discorso extra che riguarda oltre a ciò che si dice, il come lo si dice.
    Penso al tono di voce, alla gestualità quando si è in video (che per la cultura italiana è molto importante), all'uso dello sguardo. C'è insomma tutta la parte di comunicazione extra-verbale. E c'è anche "il pregiudizio" diciamo, ovvero l'immagine di sè che uno ha già addosso.
    Io credo che Veltroni sia discretamente buono per quello che riguarda la semplificazione della comunicazione e l'idea di puntare su valori/emozioni più che sulla razionalità. E dico ciò pur non essendo un suo fan.
    Tuttavia c'è il grande problema dell'immagine che Veltroni stesso ha costruito di sè stesso: il buonista, bonaccione, magari anche un po' mollaccione.. Non riesce ad apparire mai "forte", anche quando ci prova, in parte per temo una sua incapacità caratteriale in tal senso, in parte per l'immagine passata che è difficile da spazzare via..

  6. #46
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    Citazione Originariamente Scritto da Lollo87Lp Visualizza Messaggio
    le esperienze personali raramente sono significative.

    qui non c'è idolatria comunque - anche se trovo altrettanto penoso il gioco di sparare al segretario di turno, salvo incensarlo prima che diventi il leader e dopo che ha smesso di esserlo -; si parlava di capacità specifiche su una questione che nel centrosinistra si esprime con un pallore desolante.

    E. Letta, per esempio, è bravino e spesso ragiona in modo condivisibile, ma è destinato a perdere. Perché non parla al cuore. Lo stesso vale per Fassino.

    Bersani è già meglio, ma
    1- si inerpica in arzigogolate costruzioni sintattiche, spesso inizia una frase e ne finisce un'altra, alle volte biascica un po'
    2- ha un pessimo linguaggio non verbale: scruta il pavimento, si contorce sulla poltrona, disperde lo sguardo in giro

    D'Alema è un oratore tagliente e efficace, anche se parla più al cervello

    Gente come Parisi, Castagnetti, la Turco raggiunge invece le vette più infime dell'inefficacia comunicativa. A loro e agli altri come loro andrebbe precluso l'accesso a qualsivoglia trasmissione radio o tv in rappresentanza del PD.

    A destra chi mi spaventa (e in realtà non solo per questo) è per esempio Formigoni, molto efficace. Ed è insidioso anche Tremonti.

    Comunque il PD, oltre a dare il libro di Westen e quello di Lakoff (Non pensare all'elefante!) come lettura obbligatoria a tutti i suoi dirigenti, farebbe bene a allenare dei volti nuovi, possibilmente abbastanza giovani e preparati, e sguinzagliarli nelle arene comunicative. Per ripetere sempre gli stessi messaggi, in modo chiaro, costruendo una narrativa. Quella che la destra ha saputo edificare e sedimentare, e di cui il centrosinistra ha finora quasi ignorato la stessa esistenza.
    Per la cronaca io ho smesso di citare veltroni all'età di 18 anni. Ormai quasi 5 anni fa. Sic.

  7. #47
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    Citazione Originariamente Scritto da LIBERAL_ Visualizza Messaggio
    Non esistono modi diversi di essere attivati esistono solo diverse reti neurali da attivare. Il discorso che fa Westen è semplice: non bisogna lasciare all'avversario alcun tema perchè ogni tema ha diverse reti neurali e la destra ne attiva solo alcune.

    Westen sostiene che il conflitto non esiste solo tra elettori ma all'interno di ogni elettore. Ha dimostrato che ogni elettore in america, per esempio, è a favore della libertà di detenere armi ma è anche a favore di una regolamentazione. Perchè questo? Perchè gli individui possono avere due reti neurali ben sviluppate: quelle che al richiamo del concetto di armi collegano la difesa personale che ogni buon padre di famiglia deve alla propria famiglia nel caso in cui un ladro devesse entrare in casa sua e la rete neurale che al concetto di armi lega l'avversione per la possibilità che un individuo con precedenti penali possa acquistare liberamente un'arma.

    Per i democratici sarebbe sufficiente attivare questa seconda rete per non lasciare alla destra il tema delle armi (in gergo ownership issues ossia il monopolio di una parte politica di un certo tema).
    Sembra molto interessante ma non saprei, non credo che gli individui si manipolino o contromanipolino con grande facilità. Anche perchè gran parte della "narrativa politica" è fuori dalla comunicazione politica officiale. Fuori dalle tv o dai partiti. E' semplicemente la nostra vita sociale e la nostra reazione alle esperienze di ogni giorno. Che sono ifinitamnte più difficili da manipolare...

  8. #48
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    Citazione Originariamente Scritto da umberto Visualizza Messaggio
    Sembra molto interessante ma non saprei, non credo che gli individui si manipolino o contromanipolino con grande facilità. Anche perchè gran parte della "narrativa politica" è fuori dalla comunicazione politica officiale. Fuori dalle tv o dai partiti. E' semplicemente la nostra vita sociale e la nostra reazione alle esperienze di ogni giorno. Che sono ifinitamnte più difficili da manipolare...
    Ti rispondo con due elementi presenti nel libro:

    1) Le reti neurali si costruiscono nel lungo periodo

    2) L'80% degli elettori (Secondo una ricerca dello stesso westen) agisce seguendo le emozioni piuttosto che la ragione.

  9. #49
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    Citazione Originariamente Scritto da LIBERAL_ Visualizza Messaggio
    2) L'80% degli elettori (Secondo una ricerca dello stesso westen) agisce seguendo le emozioni piuttosto che la ragione.
    E, cosa più interessante, non se ne accorge.

  10. #50
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    Secondo me la grossa difficoltà nella sinistra di accattivarsi l'elettorato , che tutti percepiscono , siano essi di sinistra o di destra , sta nel fatto che ancora oggi la maggiorparte delle classi dirigenti del PD e della sinistra radicale è di scuola comunista e quella scuola si rifà programmaticamente al marxismo , un'ideologia ottocentesca e l'800 come sappiamo fu il secolo intellettual-letterario per eccellenza , ma poi è arrivato il '900 coi suoi mass media e un nuovo modo di relazionarsi con le masse , il populismo , questi media , come già analizzato da gente del calibro di McLuhan e DeKerckhove , non parlano all'emisfero sinistro del cervello , (quello logico-razionale-analitico) ma a quello destro (olistico-emozionale-empatico) ecco perchè quando parlano i politici di sinistra oggi sembrano sempre vecchi , perchè parlano come parlerebbe uno dell'800 , con dei discorsi fluviali e troppo tecnicistici , come dei ragionieri , come se stessero scrivendo un articolo di giornale mentre non si rendono contro di essere in tv o se ad un comizio non si rendono conto che anche la gente in questo secolo è cambiata , in essa l'emisfero destro è diventato più sensibile rispetto a quello sinistro , proprio perchè sono decenni che sentiamo radio , guardiamo tv e giochiamo al computer quando prima l'unico media era quello libresco.

    Se ci fate caso , in Italia soprattutto (in Inghilterra invece no) tutta la cultura della sinistra anche quando esce dallo scritto , usa metodi libreschi per comunicare , nel cinema , nella tv , nella musica , certo non siamo più al parossismo intellettualoide degli anni '70 ma l'aria si sente ancora...
    a proposito di quegli anni non era forse per mere ragioni economiche (l'austerity) che un Repubblicano di sinistra come La Malfa lottò contro la tv a colori , percepiva nel suo inconscio che quel mezzo cosi colorato ed emozionale avrebbe attivato un emisfero che la sinistra non sapeva usare...
    Oggi l'unico a sinistra che ha capito la questione , forse grazie anche a come Obama ha condotto la campagna , mi pare proprio Veltroni , anche se non del tutto , ma dietro di lui non vedo nessuno , nessun sano populista , sono rimasti tutti , per primo D'Alema , alla concezione comunicativa libresca dell'800 , come se nessuno avesse inventato radio e tv , come se in Italia il pubblico non fosse abituato da 30 anni alla tv a colori commerciale privata , come se il rock non esistesse e tutti ballassimo ancora il liscio nella balere di Romagna...

 

 
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