quante storie, c'è l'homo sapiens da una parte e la persona giuridica dall'altra, mescolare le 2 cose è questione di lana caprina


quante storie, c'è l'homo sapiens da una parte e la persona giuridica dall'altra, mescolare le 2 cose è questione di lana caprina


(trovato anche questo...)
Etica
Convegno:«Il neonato è una persona?»
Al Meyer col pioniere dell'eutanasia
Il titolo del convegno ricalca le parole che l'arcivescovo ha detto domenica scorsa: ««È inquietante che sorgano interrogativi come: ‘‘Se un neonato sia una persona''»
Medici, neonatologi e infermieri del Meyer discutono da domenica pomeriggio della frase pronunciata dal nuovo arcivescovo Giuseppe Betori tra di loro nella ludoteca dell'ospedalino: «È inquietante che nella società sorgano interrogativi come ‘‘se un neonato sia una persona'' o ‘‘quale sia la qualità della vita degna di essere vissuta''». Per chi non sapeva del convegno che si terrà da giovedì proprio al Meyer, nell'aula magna, poteva sembrare un discorso «normale» quello dell'ex segretario della Cei. Ma per chi ha organizzato il dibattito «Le sfide della neonatologia alla bioetica e alla società: le buone ragioni della Carta di Firenze», la frase dell'arcivescovo è suonata più come un segnale preciso. Un possibile riferimento alla relazione del professor Gianfranco Vazzoler (della consulta di bioetica di Pordenone) che si terrà giovedì alle 17,20 e che ha un titolo molto simile alle prime parole pronunciate da monsignor Betori: «Il neonato è persona?». Si tratta solo di una coincidenza? Forse. Di certo, nella due giorni del Meyer si parlerà della Carta di Firenze.
LA CARTA DI FIRENZE. Medici, neonatologi, avvocati e docenti universitari torneranno a discutere di tecnica ed etica, di ciò che si può fare e di ciò che si deve fare nei casi di neonati prematuri. Casi al limite, come quelli dei feti di 22/24 settimane che solo i progressi della medicina e della tecnologia possono risolvere. Ma come? E con che prospettive di qualità di vita? È questa la domanda di fondo che sta alla base della Carta di Firenze, il documento redatto a febbraio del 2006 da un pool di esperti di dodici società scientifiche che raccomanda a medici e neonatologi — dopo l'approvazione della commissione regionale di bioetica — di limitare «l'approccio assistenziale nei confronti di un neonato di 22 settimane di gestazione alle cure confortevoli », cioè quelle cure che accompagnano il neonato alla morte con il minor grado di sofferenza possibile. La nascita dei grandi prematuri oggi può essere possibile, ma chi ha sottoscritto la Carta di Firenze si pone anche il problema della disabilità a cui possono andare incontro i bambini che vengono alla luce grazie ai progressi della medicina neonatale.
LA DUE GIORNI DEL MEYER. Nella due giorni del Meyer — patrocinata dal Comune di Firenze, dall'ordine provinciale dei medici, dall'università, da Politeia e dalla consulta di bioetica onlus — interverranno molti neonatologi, esperti di bioetica, filosofi e ginecologi di diverse posizioni, come il professor Giuseppe Buonocore di Siena vicino a Scienza e Fede o Fabio Mosca, o come il professor Gianpaolo Donzelli neonatologo dell'università di Firenze (tra i fondatori del progetto Carta di Firenze) o Eduard Verhagen, autore del protocollo di Groningen, pioniere dell'eutanasia attiva infantile in Olanda (dove si pratica su casi estremamente selezionati). Il dibattito segue di pochi giorni la visita del nuovo arcivescovo che al Meyer domenica scorsa aveva voluto dedicare un po' del suo tempo nel giorno del suo insediamento.
INTERROGAZIONE AL GOVERNO. Il coordinatore regionale di An e parlamentare Riccardo Migliori intanto, ha presentato una interrogazione al presidente del consiglio: «Vorremmo capire se non si reputi doveroso che nè il Governo, nè suoi diretti o indiretti rappresentanti, patrocinino o siano presenti ad una iniziativa a favore della ‘‘soppressione di un futuro disabile'' ». A tale convegno — continua Migliori — appare tra i relatori il medico olandese Eduard Verhagen, ideatore del protocollo di Groningen contenente le linee guida per l'eutanasia dei bambini. Vorrei capire se corrisponde al vero che tale convegno è organizzato con la collaborazione del Comune di Firenze e della Regione Toscana ed in che modo tali attori vorranno prendervi parte».
Alessio Gaggioli
28 ottobre 2008
http://corrierefiorentino.corriere.i...utanasia.shtml


INFATTI PER ME è OSCENO CONSIDERARE UN RITARDATO UNA NON PERSONA...
ma considero forzature esagerate considerare persone sia gli embrioni e i feti sino quando non abbiìano almeno una sensibilità autonoma.
è evidente perciò che il tutto debba essere definito da una formula giuridica scelta a maggioranza.




i feti ce l'hanno, poichè hanno un sistema nervoso, gli embrioni ancora no, questo io penso, è ovvio che non è che l'embrione dopo la fine del terzo mese diventa una persona magicamente, ma un limite di legge bisognava metterlo e quello è il limite più scientifico possibile....ma questo è un altro discorso




E allora il problema è un altro. La mostruosità non sta nella ragionevole considerazione di ritenere un uomo in stato vegetativo una non persona, ma nel fatto che gli esseri umani non abbiano il benché minimo rispetto per qualsiasi altra forma di vita diversa dalla persona. Come dire, non si vuole essere persone in base al proprio essere ma solo per rientrare in quella élite dominante che distrugge tutto quanto è diverso da sé.






Più che un animale sociale, pare che l'uomo sia un animale totalitario.