
Originariamente Scritto da
teo scarpellini
Stavo andando a Messa quando mi è venuta in mente una cosa.
Ci siamo detti tante volte che stato = mafia, e tasse = pizzo.
Ora, quando un mafioso vuole cambiare vita, cosa fa?
Abbandona la famiglia, spesso è costretto a farlo di nascosto, per sfuggire alle ritorsioni violente. Non cerca di rimanerci dentro, per far ravvedere gli altri mafiosi, farli migliorare, non cerca di dissuaderli dal commettere atti criminali. Perché sa che, oltre ad essere inutile, potrebbe essere molto pericoloso per lui.
Chissà perché, come al solito, quando c'è di mezzo lo stato le cose cambiano.
Una persona comune che voglia farla finita con lo stato e le sue arroganti ed ingiustificate pretese, semplicemente infrange i regolamenti, le leggi, i divieti. Non paga le tasse. Disubbidisce agli ordini. E lo fa, appunto, clandestinamente.
Una persona che invece cerchi di far migliorare i servi dello stato, che cerchi di limitare la loro avidità e la loro invadenza verso gli individui, non la chiamiamo con il suo nome: illuso. La chiamiamo "liberale".
Ebbene, se stato = mafia, e sì, stato = mafia, allora non può che essere liberale = illuso.
I liberali esistono da trecento anni. Mai lo stato è aumentato così tanto e così rapidamente come in questo periodo. Non credo sia colpa dei liberali, voglio solo fare un'osservazione storica: i liberali, quelli sinceramente intenzionati a proteggere gli individui dallo stato, dalla loro comparsa, ad oggi, sono stati quasi completamente sloggiati da tutti i parlamenti del mondo. Del loro nome se ne sono impadroniti i principali difensori dei rapaci interessi del grande capitale e delle Persone Importanti: in modo sfacciato lo fanno i liberali "di destra", in modo subdolo i liberal "di sinistra".
I "mafiosi che avevano genuinamente cambiato vita" sono stati fatti sparire dalla circolazione, in modo più silenzioso e abile di quanto non faccia la mafia siciliana, nel perfetto stile della mafia democratica.
Ogni deduzione su cosa io pensi dei "pentiti" superstiti, che affollano i gruppi parlamentari, sulla sincerità delle loro intenzioni e sui reali scopi delle loro azioni, è ovvia, e preferisco non esprimermi.
Dirò solo che, da qualche tempo, sono pochi i politici che non si proclamino "liberali".
Sarebbe meglio farsi venire qualche sospetto.