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Discussione: Al Qaeda

  1. #11
    Fu fgc.adelfia
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    nelle lezioni di storia medievale abbiamo affrontato per un bel pò proprio la storia dell'Islam.Incredibile quanti stereotipi ci propinano le televisioni o altro. Solo dopo queste lezioni e la lettura di qualche manuale sulla situazione araba di quel periodo si puo' capire il radicamento dell'Islam e la sua espansione.

    Uno stereotipo su tutti:gli islamici costringevano alla conversione.FALSO! niente di tutto ciò

  2. #12
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    Citazione Originariamente Scritto da Bart Visualizza Messaggio
    nelle lezioni di storia medievale abbiamo affrontato per un bel pò proprio la storia dell'Islam.Incredibile quanti stereotipi ci propinano le televisioni o altro. Solo dopo queste lezioni e la lettura di qualche manuale sulla situazione araba di quel periodo si puo' capire il radicamento dell'Islam e la sua espansione.

    Uno stereotipo su tutti:gli islamici costringevano alla conversione.FALSO! niente di tutto ciò

    Questo la dice lunga sulla qualità dell'insegnamento scolastico.

    __________________________________________________ __________


    Il Jihad è un precetto istituito da Dio. Che qualcuno sia disposto a farsene carico dispenserà gli altri dal farlo. Noi appartenenti alla scuola Maliki riteniamo sia preferibile non dare il via alle ostilità con il nemico prima di aver esortato quest'ultimo ad abbracciare la religione di Allah, a meno che non sia il nemico ad attaccare per primo. Gli infedeli hanno due alternative: o convertirsi all'Islam o pagare la tassa sulla persona (gizyah). Nel caso in cui nessuna delle due venga soddisfatta, dovremo dichiarare loro guerra.

    Al Qayrawani Ibn Abi Zayd (giurista della scuola Maliki morto nel 996), La Risala, (Epitre sur les elemens du dogme et de la loi de l'Islam selon le rite malikite). Traduzione dell'arabo a cura di Leon Bercher, algiers, cairo, 1960, p. 165.



    Poiché per la legge guerra significa jihad, e poiché scopo del jihad è che il culto sia dedicato interamente a Dio, e che la parola di Dio domini il mondo intero, è opinione comune a tutti i musulmani che chiunque sia di ostacolo a questo disegno debba essere colpito. Quando a coloro che non possono opporre resistenza nel lottare, come le donne, i bambini, i monaci, gli anziani, i ciechi, gli infermi e altri nelle loro condizioni, costoro non verranno uccisi a meno che non combattano a tutti gli effetti per mezzo delle parole (ad esempio facendo propaganda) e delle azioni (ad esempio spiando o assistendo con qualche altro modo i combattenti).

    Ibn Taymiyya (membro della scuola Handabali a cui vanno le preferenze di Bin Laden, morto nel 1328), Jihad, in Rudolph Peters, Jihad in classical and modern Islam, Markus Wiener Publishers, Princeton (New jersey) 1996, p. 49. Citato in Andrew G. Bostom, Kaled Abou El Fadl: Reformer or Revisionist?



    Non è legittimo attaccare qualcuno che non sia mai stato all'Islam senza averlo mai esortato a convertirsi: innanzitutto perchè ai suoi seguaci il profeta ha ordinato di ordinare gli infedeli alla fede, e poi perchè coloro che vengono colpiti ne attribuirebbero la causa a motivazioni di natura religiosa, e non alla brama di potere o alla conquista di schiavi. Di conseguenza essi potrebbero rispondere alla chiamata soltanto per salvarsi la vita. (...) Ma se gli infedeli, ricevuta la chiamata, non si convertiranno ne accetteranno di versare la tassa di persona, ai musulmani non resterà che invocare l'aiuto di Dio e dichiarare guerra ai nemici, perché Dio assiste coloro che Lo servono e distrugge i Suoi nemici, gli infedeli. E' dunque necessario invocare il suo aiuto in ogni occasione; questo, inoltre, è quanto ci comanda il Profeta.

    Tratto da Hidayah, vol. 1, p. 140 (scuola Hanafi)



    I musrikun (gli infedeli) di Dar al-Harb (la rena della battaglia) sono di due tipi: innanzitutto vi sono coloro che, chiamati all'Islam, rifiutano di convertirsi, preferendo di imbracciare le armi, il comandante dell'esercito può decidere di muovere loro guerra (...) a seconda di cosa pensa sia più vantaggioso per i mussulmai e sfavorevole per i]musrikun. (...) Quindi vi sono coloro a cui non è ancora giunta la chiamata, e benché da quando Allah rese manifesto il suo messaggio essi non siano rimasti che in pochissimi (...) è proibito (...) attaccarli prima di rivolgere loro l'invito a unirsi all'Islam, illustrando i miracoli del Profeta e fornendo prove tali da incoraggiarne la conversione; ma se anche a quel punto essi rifiuteranno la chiamata, allora si muoverà loro guerra e li si tratterà come chi è stato raggiunto dal messaggio di Allah.

    Abu al-Hasan al Mawardi (erudito della scuola Shadi'i morto nel 1058), Al-Ahkam as-Sultaniyyah, The Laws of Islamic Governance, Ta-Ha Publishers, London 1996, p. 60.

  3. #13
    Fu fgc.adelfia
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    Citazione Originariamente Scritto da Cuordileone Visualizza Messaggio
    Questo la dice lunga sulla qualità dell'insegnamento scolastico.

    __________________________________________________ __________


    Il Jihad è un precetto istituito da Dio. Che qualcuno sia disposto a farsene carico dispenserà gli altri dal farlo. Noi appartenenti alla scuola Maliki riteniamo sia preferibile non dare il via alle ostilità con il nemico prima di aver esortato quest'ultimo ad abbracciare la religione di Allah, a meno che non sia il nemico ad attaccare per primo. Gli infedeli hanno due alternative: o convertirsi all'Islam o pagare la tassa sulla persona (gizyah). Nel caso in cui nessuna delle due venga soddisfatta, dovremo dichiarare loro guerra.


    Al Qayrawani Ibn Abi Zayd (giurista della scuola Maliki morto nel 996), La Risala, (Epitre sur les elemens du dogme et de la loi de l'Islam selon le rite malikite). Traduzione dell'arabo a cura di Leon Bercher, algiers, cairo, 1960, p. 165.




    Poiché per la legge guerra significa jihad, e poiché scopo del jihad è che il culto sia dedicato interamente a Dio, e che la parola di Dio domini il mondo intero, è opinione comune a tutti i musulmani che chiunque sia di ostacolo a questo disegno debba essere colpito. Quando a coloro che non possono opporre resistenza nel lottare, come le donne, i bambini, i monaci, gli anziani, i ciechi, gli infermi e altri nelle loro condizioni, costoro non verranno uccisi a meno che non combattano a tutti gli effetti per mezzo delle parole (ad esempio facendo propaganda) e delle azioni (ad esempio spiando o assistendo con qualche altro modo i combattenti).


    Ibn Taymiyya (membro della scuola Handabali a cui vanno le preferenze di Bin Laden, morto nel 1328), Jihad, in Rudolph Peters, Jihad in classical and modern Islam, Markus Wiener Publishers, Princeton (New jersey) 1996, p. 49. Citato in Andrew G. Bostom, Kaled Abou El Fadl: Reformer or Revisionist?




    Non è legittimo attaccare qualcuno che non sia mai stato all'Islam senza averlo mai esortato a convertirsi: innanzitutto perchè ai suoi seguaci il profeta ha ordinato di ordinare gli infedeli alla fede, e poi perchè coloro che vengono colpiti ne attribuirebbero la causa a motivazioni di natura religiosa, e non alla brama di potere o alla conquista di schiavi. Di conseguenza essi potrebbero rispondere alla chiamata soltanto per salvarsi la vita. (...) Ma se gli infedeli, ricevuta la chiamata, non si convertiranno ne accetteranno di versare la tassa di persona, ai musulmani non resterà che invocare l'aiuto di Dio e dichiarare guerra ai nemici, perché Dio assiste coloro che Lo servono e distrugge i Suoi nemici, gli infedeli. E' dunque necessario invocare il suo aiuto in ogni occasione; questo, inoltre, è quanto ci comanda il Profeta.


    Tratto da Hidayah, vol. 1, p. 140 (scuola Hanafi)




    I musrikun (gli infedeli) di Dar al-Harb (la rena della battaglia) sono di due tipi: innanzitutto vi sono coloro che, chiamati all'Islam, rifiutano di convertirsi, preferendo di imbracciare le armi, il comandante dell'esercito può decidere di muovere loro guerra (...) a seconda di cosa pensa sia più vantaggioso per i mussulmai e sfavorevole per i]musrikun. (...) Quindi vi sono coloro a cui non è ancora giunta la chiamata, e benché da quando Allah rese manifesto il suo messaggio essi non siano rimasti che in pochissimi (...) è proibito (...) attaccarli prima di rivolgere loro l'invito a unirsi all'Islam, illustrando i miracoli del Profeta e fornendo prove tali da incoraggiarne la conversione; ma se anche a quel punto essi rifiuteranno la chiamata, allora si muoverà loro guerra e li si tratterà come chi è stato raggiunto dal messaggio di Allah.


    Abu al-Hasan al Mawardi (erudito della scuola Shadi'i morto nel 1058), Al-Ahkam as-Sultaniyyah, The Laws of Islamic Governance, Ta-Ha Publishers, London 1996, p. 60.

    eh si alla fine quando sei fuori dalla scuola ti rendi conto...ma dico io com è possibile?penso che i professori abbiano frequentato l'università e letto manuali e libri che vanno oltre quelli scolastici...boh
    comunque a proposito della Jihad,inizialmente questa qui era un una ''guerra'' contro l'infedele in terra araba, o meglio contro colui che in terra araba impediva il radicamento dell'islamismo.

  4. #14
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  5. #15
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    Noi cristiani non costruiremo, nelle nostre città e nelle loro vicinanze, nuovi monasteri, chiese, conventi o celle per monaci; non ripareremoquegli edifice di culto che stanno andando in rovina; non daremo rifugio, nelle nostre chiese o nelle nostre abitazioni, ad alcuna spia né la nasconderemo ai musulmani. […] Noi impediremo ad alcuno dei nostri parenti di convertirsi all’Islam, qualora lo desideri. Mostreremo rispetto nei confronti dei musulmani e ci alzeremo dal nostro posto se essi vogliono sedersi. Non cercheremo di assomigliare ai musulmani negli abiti, nei cappelli, nei turbanti, nei calzari e nell’acconciatura dei pelli. Non parleremo come loro e non impiegheremo i loro titoli onorifici. Non saliremo su alcuna sella e non ci cingeremo di spade, non indosseremo alcuna arma e neppure le trasporteremo sulle nostre persone. […] Non scolpiremo sigilli in lingua araba e non venderemo bevande fermentate (alcolici). Ci raseremo la parte anteriore del capo. Ci vestiremo sempre nello stesso modo, in qualunque luogo ci troviamo, stringendoci lo zunnar in vita [cintura in seta e in cotone indossata dai cristiani]. Non esporremo le nostre croci o i nostri libri sulle strade o nei mercati dei musulmani. Potremo suonare il batacchio delle campane solo molto delicatamente. In presenza di musulmani non alzeremo la voce per le letture ecclesiastiche. […] Queste sono le condizioni che noi e i nostri correligionariabbiamo sottoscritto, e in cambio delle quali riceviamo sicurezza e protezione. Se dovessimo contravvenire a uno degli impegni presi, dei quali rispondiamo con la nostra persona, non avremo più diritto alla dimmah (promessa di protezione) e saremo passibili di essere condannati alle pene riservate ai ribelli e ai sediziosi.

    ‘Umar ‘Ibn al-Hhattab. Califfo dal 634 al 644. Ibn Katir, Tafsir ‘Ibn Katir, vol. 4, p. 28. Premessa dei cristiani che stipulavano il patto.

  6. #16
    Gaeta resiste ancora!
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    Se l'Islam è così intollerante, perchè ci sono forti minoranze cristiane in Egitto, Palestina e Iraq, dove Tarek Aziz faceva parte del governo?
    Grazie a quale evento i cristiani iracheni sono costretti a scappare dalla loro patria?

    Perchè sotto l'Impero Ottamano nei Balcani non furono tutti convertiti all'Islam con la forza?

    E sino al 1948 gli ebrei stavano meno peggio n una nazione cristiana o in una musulmana?

  7. #17
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    principato sei un islamco?

  8. #18
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    Al Qaida non è una formazione islamica, o meglio non è stata creata dagli islamici, al quaida significa letteralmente "la base" ed è un modo ormai consueto per raggruppare attentati ed atti terroristici di matrice islamica, o di 'presunta' matrice islamica, da parte del sionismo internazionale, spalleggiato dai mondialisti occidentali.

 

 
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