



Quelli del Pci nel 1966, quelli del Msi nel 1968, Lama e la Cgil nel 1977, Bernocchi, i Cobas e Rifondazione nel 2008 contro gli studenti
A metà degli Anni Sessanta c'era un vento nuovo, antimperialista, che soffiava verso i Paesi Non Allineati, esaltato dalla cooperazione tra il fascista Peron e il comunista Fidel, benedetto da leder terzomondisti come Nasser e Boumedienne e visto bene da capi di Stato europei come De Gaulle e Franco. In quell'atmosfera più volte ci fu simpatia e collaborazione trasversale tra le organizzazioni studentesche della stessa generazione accomunate anche da una diversa prospettiva esistenziale rispetto ai vetusti e severi clerico-marxisti partoriti dalla “Liberazione”.
Questa cooperazione venne sempre interrotta con la violenza.
Iniziò il 27 aprile 1966 alla Sapienza con la spedizione dei tipografi del quotidiano comunista l'Unità che vennero a fare apologia dell'assassinio di Mussolini e minacce di morte agli studenti di destra. Venti minuti dopo il tafferuglio morì per una fatalità, cadendo da un muretto per un capogiro, lo studente socialista Paolo Rossi e si ripartì con l'antifascismo.
Nel 1968 l'unità era più forte. Il 1 marzo fu celebrata nel rito gioioso di Valle Giulia; due settimane più tardi l'apparato missino, guidato da tre deputati, assalì gli studenti e si ripartì co l'antifascismo.
Nel 1977 il movimento era fuggito all'estrema sinistra e fu di nuovo l'apparato comunista, con i mazzieri della Cgil che accompagnarono il segretario sindacale Lama, ad esercitare l'intimidazione per tentare il recupero ma furono cacciati a calci.
Nel 2008 la sinistra aveva perso il controllo degli studenti. Si presentò allora il 29 ottobre per ben due volte in Piazza Navona ad aggredirli con una schiera nutrita di sessantenni, cinquantenni e quarantenni stipendiati dal partito o dal sindacato (con i soldi dei contribuenti che finanziano le aggressioni). Tra loro, abbiamo visto, in prima fila il sessantunenne Piero Bernocchi (che, tra parentesi, perlomeno sottolineò a repubblica.it che i fascisti non avevano bastoni ma aste di bandiera...). Prima del contrordine costoro si vantarono dell'assalto agli studenti (basti ascoltare l'emissione di Radio Onda Rossa e si vedrà che le immagini integrali del BS sono confermate in tempi non sospetti dalla versione degli stessi aggressori).
Ebbene, cosa ha spinto tutti costoro ad aggredire gli studenti? Verrebbe spontaneo dire che si tratta di servilismo, di connivenze con il potere ma si sbaglierebbe e si farebbe loro persino troppo onore.
Questi individui sono tutti parastatali della rivoluzione, di una rivoluzione che non faranno mai ma dalla capitalizzazione delle sue aspirazioni dipendono il loro posto, il loro salario, la loro stessa esistenza di travet. Contro di loro non servirebbe altri che Brunetta. Sono fannulloni, parassiti, che hanno la necessità assoluta d'infrangere qualsiasi sogno e qualunque sussulto di vitalità e di creatività. Sono peggio, mille volte peggio, di tutti i manipolatori e mestatori perché agiscono solo e sempre per difendere i loro piccoli privilegi di sognatori falliti. Cambiano i nomi, le appartenenze e i simboli ma i giovani hanno sempre un Almirante, un Lama o un Bernocchi a fare da tappo per comprimere la loro vitalità e spezzare la loro gioia. Nulla è cambiato, almeno costringiamoli ancora, ancora e ancora a difendere i loro miserabili stipendi!
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Al limite della parodia quando Curzio Maltese parla di teste rasate che al grido DUCE DUCE ed armati di spranghe e catene assaltano studenti inermi
In un paese normale certi personaggi farebbero assistenza agli anziani...


E questo smentisce tutte le menzogne della stampa rosso-cossighiana
http://it.youtube.com/watch?v=KdJFhgyDVfE


no riporto la testimonianza di un ragazzetto preso a cinghiate, minuto 2:10
http://www.youtube.com/watch?v=FizCrcRGJ7Y#t=2m10s

