Camilleri razzista è il vero simbolo della sinistra italiana
E' inutile menare scandalo per la frase -infame- di Camilleri sulla Gelmini: ''Non è un essere umano''.
Chi ha letto i suoi libri -mediocri- sa bene che il suo successo è anche legato proprio a questa concezione razzista che la sinistra italiana ha di sé, quale rappresentante del Bene in terra, là dove gli avversari politici sono né più né meno che i rappresentanti o gli emissari del Male. In tutti i Montalbano questa rappresentazione di pura matrice fascista è sparsa a piene mani e la stessa grande capacità narrativa di Camilleri -grande sceneggiatore televisivo, mediocre letterato- viene pesantemente azzoppata da questa logica tutta manichea, tutta chiaro contro scuro delle sue trame e dei suoi personaggi. Si guardi al comissario Carvalho di Montalban e si vedrà l'opposto: la capacita di sguazzare nella zona del grigio, in personaggi che sono umani proprio perché un po' buoni, un po' cattivi (perfetto il suo romanzo sui desaparecidos in Argentina). Ma in Camilleri c'è di più, oltre a mediocre letteratura: c'è la tradizione di una sinistra italiana che con D'Alema ha appena definito il ministro Brunetta ''energumeno tascabile''. C'è insomma tutto il filisteismo togliattian staliniano di una sinistra mediocre, incapace di idee, di proposte, che si camuffa da afroamericano perché non sa spiaccicare nulla in Italia, che tenta di fare di una battuta sbagliata (Obama ''abbronzato'' di Berlusconi) un caso di rottura diplomatica tra Usa e Italia (con danno enorme dell'Italia, naturalmente, così come ha fatto in tutti questi mesi per attirare sul nostri paese accuse di razzismo (ma òp sapete che nei campi Rom le cose ora vanno meglio? che i bambini Rom vanno molto di più a scuola?).
Camilleri, insomma, è il vate perfetto di una sinistra razzista, volgare e incapace.
Carlo Panella
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