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  1. #1
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    Predefinito Il «vaffa» facile di D’Alema.

    di Francesco Cramer

    D’Alema ha il vizio del «vaffa...».
    E dire che lo dipingono lucido, controllato, freddo fino al glaciale, imperturbabile.
    A torto.
    Lo scorso martedì sera a Ballarò schiumava di rabbia perché il condirettore del Giornale Alessandro Sallusti gli aveva appena ricordato che pagava un affitto irrisorio di un ente pubblico: «Vada a farsi fottere, bugiardo, mascalzone» e via insultando.
    Sul tema casa, sfrattati sia calma che sangue freddo.
    Un colpo di testa?
    Mica tanto, perché nel febbraio del 1999, in Russia, fece più o meno la stessa cosa con un giornalista dell’Ansa, reo di avergli rivolto una domanda scomoda.
    «Vaffanculo!» gli urlò in faccia l’allora presidente del Consiglio nel salone dell’ambasciata italiana a Mosca. Perché anche in quell’occasione baffino sbroccò manco fosse Balotelli?

    Roberto Scarfone, all’epoca corrispondente dell’agenzia di stampa Ansa a Mosca, è un cronista sveglio e colto.
    Si avvicina al premier e domanda:
    «Scusi presidente, nel 1930 qui a Mosca aveva ragione Pietro Tresso e torto Palmiro Togliatti. Questo bisognerebbe dirlo, non trova?».
    In pochi sanno chi è Tresso tra le centinaia di persone presenti. Ma lo sanno bene sia Scarfone che D’Alema.
    Il quale dà di testa: «Ma vaffanculo!», grida.
    Tresso, uno dei fondatori del Partito comunista italiano, amico di Gramsci, a seguito della svolta stalinista del partito, fu espulso dallp stesso nel 1930.
    Bollato come trotzkista, venne assassinato in Francia da emissari di Stalin nel 1943, durante la Resistenza francese.
    Leggendario, nome di battaglia Blasco, Tresso fu falcidiato da Togliatti.

    Un’opinione in merito del premier diessino ci stava tutta.
    Ma invece di rispondere D’Alema sparacchia il «vaffanculo» nello sbigottimento generale anche perché lì in pochi capiscono la domanda. «Ma perché ha perso le staffe in quel modo?» si chiede il plotone di cronisti.

    Pochi secondi dopo il «vaffa» D’Alema sparisce tra gli uomini della scorta, appuntamento al giorno successivo.
    Che si apre così: «Avete torturato il presidente - dice in albergo ai cronisti il portavoce del lìder Massimo -, oggi mi raccomando di fare i bravi, visto che ieri sera uno di voi gli ha persino chiesto un’opinione su fatti accaduti nel 1930».

    Insomma, guai a rivangare vicende del passato: a D’Alema saltano i nervi.

    È accaduto in Russia, è accaduto a Ballarò.
    Una vicenda su cui il falso freddo è tornato con una lettera all’Unità, obbligato da «messaggi critici e duri, a volte anche spietati».
    D’Alema lamenta: «Nonostante mi aspettassi la provocazione del condirettore del Giornale, ho reagito così perché il paragone tra due vicende che niente hanno a che fare tra loro (quella sua e quella di Scajola, ndr) mi è parso intollerabile».
    Poi spiega: «Non fui protagonista di nessuno scandalo ma, al contrario, fui l’unico protagonista della decisione di lasciare la casa che avevo legittimamente in affitto da parte di un ente previdenziale».
    Non spiega però perché, se non fu scandalo, allora traslocò.
    Né spiega, D’Alema, in che modo riuscì ad ottenere quell’appartamento a Trastevere, beffando una sfilza di sfrattati.
    Perché quell’alloggio faceva gola a molti, all’epoca: bello, grande, a equo canone, a due passi dal centro storico.
    Lui dentro, altri bisognosi, forse più bisognosi di lui, fuori.

    E non spiega neppure, D’Alema, chi all’interno dell’Inpdap gli ha dato l’aiutino affinché assegnassero proprio a Baffino quei 185 metri quadrati per 633mila lire al mese.

    Detto questo, nella lettera all’ Unità non v’è traccia di scuse al Giornale, anzi: «Sono dispiaciuto della mia reazione e di aver provocato involontariamente disagio in alcune persone, anche se quella che mi è stata fatta non era l’osservazione di un giornalista, ma una gratuita ed evidente provocazione».

    dalla pg. 6 del ilgiornale.it di domenica 09 05 2010



    Beh, con questi piccoli presuntuosi leaders della sinistra la maggioranza di centro-destra per ora non corre alcun rischio!
    saluti.

  2. #2
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    Predefinito Rif: Il «vaffa» facile di D’Alema.

    Il caso baffino!

    Roma
    Ore 16.47, il cellulare squilla a vuoto. Due minuti dopo, l’utente contattato richiama inconsapevolmente (è ovvio) il cronista.
    Pronto?
    «Sono Bruno Tucci».

    Buonasera presidente, scusi il disturbo, sono del “Giornale”, la chiamo sempre per il caso D’Alema-Sallusti a “Ballarò”...
    «Avete chiuso il registratore usato nei giorni scorsi?».
    (Senso della domanda legittimo, visto che da settantadue ore riportiamo il virgolettato del numero uno dell’Ordine dei giornalisti del Lazio. Pure stavolta, però, niente risposte. Ma un chiarimento, molto cortese nei toni).

    «Voi insistete, ma io non posso parlare. Sono un giudice e come tale non dico nulla».
    (Giudice, pare di capire, nel senso che sarà chiamato a decidere su eventuali sanzioni per il noto «vada a farsi fottere» rivolto dall’ex premier, giornalista iscritto all’Ordine dal ’91, al condirettore del “Giornale”).

    «Il vostro giornale ha sempre detto queste cose e quindi lo seguo».
    (Come dire, un magistrato non spifferi anticipazioni sulle sue indagini).

    «Arrivederci».
    Magari a risentirla.

    sempre a pg 6 de ilgiornale.it 09 05 2010

    saluti

  3. #3
    Papessa
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    Predefinito Rif: Il «vaffa» facile di D’Alema.

    Perchè? Cosa ci si aspettava da un comunista, volgare plebeo dal look di parrucchiere di provincia misto a quello di ufficiale giudiziario?
    "Così penseremo di questo mondo fluttuante: una stella all'alba; una bolla in un flusso; la luce di un lampo in una nube d'estate; una lampada tremula, un fantasma ed un sogno:"
    (Sutra di diamante)

  4. #4
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    Predefinito Rif: Il «vaffa» facile di D’Alema.

    Citazione Originariamente Scritto da primahyadum Visualizza Messaggio
    Perchè? Cosa ci si aspettava da un comunista, volgare plebeo dal look di parrucchiere di provincia misto a quello di ufficiale giudiziario?
    Infatti che cosa ci si poteva aspettare da un comunista, specialmente da D'Alema che all'apparenza , vuol sembrare un signore che ascolta e che ti risponde con educazione, anzi con aria di sufficienza, quasi ti facesse un favore, non brilla per simpatia questo lo sanno tutti, si da arie da intellettuale ma se gli pesti i calli torna fuori quello che è, un volgare plebeo con un look di provincia, come dice primayadum.
    ADA

  5. #5
    La Vengeance
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    Predefinito Rif: Il «vaffa» facile di D’Alema.

    Citazione Originariamente Scritto da ada desantis Visualizza Messaggio
    Infatti che cosa ci si poteva aspettare da un comunista, specialmente da D'Alema che all'apparenza , vuol sembrare un signore che ascolta e che ti risponde con educazione, anzi con aria di sufficienza, quasi ti facesse un favore, non brilla per simpatia questo lo sanno tutti, si da arie da intellettuale ma se gli pesti i calli torna fuori quello che è, un volgare plebeo con un look di provincia, come dice primayadum.
    ADA
    D'Alema trasale. D'Alema si adira. D'Alema Va in collera cara Ada.
    Guarda la sua immagine riflessa nello specchio Sallusti e si infuria.
    Lo specchio si sa, riflette ciò che si è. Non è un indovino lo specchio. In quello spazio argentato ti rimanda ciò che sei.
    Quello specchio ha mostrato ciò che D'Alema è.
    La maschera che solitamente indossa per camuffare le cupe increspature del proprio raccapricciante volto dal quale trasuda tutta la crudeltà degli ideali che ha sempre incarnato, si è miseramente sfliata e, davanti alle telecamere, ha esibito il mostro.hefico:
    Il mostro si è guardato allo specchio. Non si è piaciuto.
    Il merito di Sallusti, oltre a tutti gli altri di cui è notoriamente dotato, in questa particolare situazione è stato quello di avere strappato la maschera dal volto di baffino con la rapacità di un falco ed avere rivelato agli Italiani gli orrendi sfregi occultati da quelle false perbeniste sembianze.
    "Due cose hanno soddisfatto la mia mente con nuova e crescente ammirazione e soggezione e hanno occupato persistentemente il mio pensiero: il cielo stellato sopra di me e la legge morale dentro di me" (Immanuel Kant)

  6. #6
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    Predefinito Rif: Il «vaffa» facile di D’Alema.

    Citazione Originariamente Scritto da Edmond Dantes Visualizza Messaggio
    D'Alema trasale. D'Alema si adira. D'Alema Va in collera cara Ada.
    Guarda la sua immagine riflessa nello specchio Sallusti e si infuria.
    Lo specchio si sa, riflette ciò che si è. Non è un indovino lo specchio. In quello spazio argentato ti rimanda ciò che sei.
    Quello specchio ha mostrato ciò che D'Alema è.
    La maschera che solitamente indossa per camuffare le cupe increspature del proprio raccapricciante volto dal quale trasuda tutta la crudeltà degli ideali che ha sempre incarnato, si è miseramente sfliata e, davanti alle telecamere, ha esibito il mostro.hefico:
    Il mostro si è guardato allo specchio. Non si è piaciuto.
    Il merito di Sallusti, oltre a tutti gli altri di cui è notoriamente dotato, in questa particolare situazione è stato quello di avere strappato la maschera dal volto di baffino con la rapacità di un falco ed avere rivelato agli Italiani gli orrendi sfregi occultati da quelle false perbeniste sembianze.
    Condivido appieno.
    Ed aggiungo: D'Alema è l'incarnazione di ciò che oggi è la sinistra italiana, che si sforza in ogni modo di apparire democratica, tollerante, sempre dalla parte dei più deboli...ma che all'atto pratico si mostra per ciò che è ed è sempre stata.
    Ossia una parte convinta di avere la ragione in tasca (e proprio per questa presunzione si incazzano come bestie, allorchè vengono mandati in quel posto dagli elettori: allora non accettano il responso delle urne, ecco che, come per incanto, all'elettore che ha votato cdx andrebbe revocata la possibilità di esprimersi, perchè sono tutti plagiati dalle tv del nano cattivo, sono tutti ignoranti, xenofobi...)
    Una sinistra pronta a condannare qualsiasi forma di dissenso, liquidato sommariamente, secondo il loro giochetto che puzza ormai di muffa da tanto è vecchio, con l'etichetta sempre pronta in simili frangenti: "FASCISTA"!
    La stessa sinistra pronta a giustificare, comprendere, contestualizzare le porcherie commesse dai suoi figli e nipotini, gli stessi che, con la scusa dell'antifascismo militante, colgono l'occasione per "manifestare" (eufemismo, in realtà tale intento si traduce spessissimo in violenze, aggressioni e vandalismi).
    Questa realtà, scomoda da ammettere per parecchi, è quella che emerge scorrendo gli anni che vanno dalla contestazione fino ai giorni nostri.
    Tentare di negarla vuol dire solo una cosa: essere dei buffoni in perfetta malafede.
    Esattamente come D'Alema.

  7. #7
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    Predefinito Rif: Il «vaffa» facile di D’Alema.

    Citazione Originariamente Scritto da Edmond Dantes Visualizza Messaggio
    D'Alema trasale. D'Alema si adira. D'Alema Va in collera cara Ada.
    Guarda la sua immagine riflessa nello specchio Sallusti e si infuria.
    Lo specchio si sa, riflette ciò che si è. Non è un indovino lo specchio. In quello spazio argentato ti rimanda ciò che sei.
    Quello specchio ha mostrato ciò che D'Alema è.
    La maschera che solitamente indossa per camuffare le cupe increspature del proprio raccapricciante volto dal quale trasuda tutta la crudeltà degli ideali che ha sempre incarnato, si è miseramente sfliata e, davanti alle telecamere, ha esibito il mostro.hefico:
    Il mostro si è guardato allo specchio. Non si è piaciuto.
    Il merito di Sallusti, oltre a tutti gli altri di cui è notoriamente dotato, in questa particolare situazione è stato quello di avere strappato la maschera dal volto di baffino con la rapacità di un falco ed avere rivelato agli Italiani gli orrendi sfregi occultati da quelle false perbeniste sembianze.
    Ti STAQUOTO edmond, non potevi descriverlo meglio.
    ADA

  8. #8
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    Predefinito Rif: Il «vaffa» facile di D’Alema.

    Citazione Originariamente Scritto da Mauri61 Visualizza Messaggio
    Condivido appieno.
    Ed aggiungo: D'Alema è l'incarnazione di ciò che oggi è la sinistra italiana, che si sforza in ogni modo di apparire democratica, tollerante, sempre dalla parte dei più deboli...ma che all'atto pratico si mostra per ciò che è ed è sempre stata.
    Ossia una parte convinta di avere la ragione in tasca (e proprio per questa presunzione si incazzano come bestie, allorchè vengono mandati in quel posto dagli elettori: allora non accettano il responso delle urne, ecco che, come per incanto, all'elettore che ha votato cdx andrebbe revocata la possibilità di esprimersi, perchè sono tutti plagiati dalle tv del nano cattivo, sono tutti ignoranti, xenofobi...)
    Una sinistra pronta a condannare qualsiasi forma di dissenso, liquidato sommariamente, secondo il loro giochetto che puzza ormai di muffa da tanto è vecchio, con l'etichetta sempre pronta in simili frangenti: "FASCISTA"!
    La stessa sinistra pronta a giustificare, comprendere, contestualizzare le porcherie commesse dai suoi figli e nipotini, gli stessi che, con la scusa dell'antifascismo militante, colgono l'occasione per "manifestare" (eufemismo, in realtà tale intento si traduce spessissimo in violenze, aggressioni e vandalismi).
    Questa realtà, scomoda da ammettere per parecchi, è quella che emerge scorrendo gli anni che vanno dalla contestazione fino ai giorni nostri.
    Tentare di negarla vuol dire solo una cosa: essere dei buffoni in perfetta malafede.
    Esattamente come D'Alema.

    E BRAVO mi tocca per giustizia Straquotare anche te. lo faccio molto volentieri, sia per te che per Edmond
    ADA

  9. #9
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    Predefinito Rif: Il «vaffa» facile di D’Alema.

    come un asino invecchiando diventa un vecchio asino e non un cavallo,
    un comunista invecchiando...
    Perchè, ma perchè non capite?
    che io non posso lasciar la mia terra,
    ogni albero conosce il mio tocco,
    ogni frutto è per me come un figlio.

  10. #10
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    Predefinito Rif: Il «vaffa» facile di D’Alema.

    Citazione Originariamente Scritto da Dottor Zoidberg Visualizza Messaggio
    come un asino invecchiando diventa un vecchio asino e non un cavallo,
    un comunista invecchiando...
    Mi piace questa massima Dottor AGO ho il permesso , perchè non faccio che storpiargli il nick allora mi ha detto che posso chiamarlo così, ha avuto pietà di me grazie.
    ADA,
    Ultima modifica di Ada De Santis; 11-05-10 alle 12:12

 

 

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