
Originariamente Scritto da
SolConservator
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il ritorno di Lebano a Napoli e la sua attività politica
Ma i suoi studi si fermarono quando con Dumas, e l’amante di questi Emilie Cordier, il Lebano dovette partire in treno da Parigi per Marsiglia dove incontrarono il Barone Spedalieri. Quindi noleggiarono la goletta francese “Emma”, riempiendola di munizioni e armi per i rivoluzionari siciliani, prima approdarono a Genova quindi ripartono per Palermo dove il sei giugno del 1860 consegnarono le loro armi a Garibaldi. In seguito ripartirono per Napoli, poiché Dumas fu incaricato da Garibaldi di portare i suoi ordini al “Comitato d’Azione” per organizzare la rivolta napoletana, il Lebano fungeva da interprete e raggiunsero Napoli il tre agosto del 1860. Il sette settembre 1860 Garibaldi entrò a Napoli, il nove l’avvocato Liborio Romano, primo ministro del governo dittatoriale di Napoli nominò come sindaco della città il cavaliere Andrea Colonna di Stigliano in sostituzione del sindaco D’alessandria. Nel mentre si stanziava a Napoli un avanguardia di 1500 garibaldini capitanati da Stefano Turr. L’undici i seimila militari borbonici stanziati nei forti di Napoli sgombrarono per poi raggiungere Capua in due giorni di marcia forzata, nel contempo la guardia nazionale di Napoli comandata dal generale Mariano D’Alaja prese in consegna i forti napoletani. Quello stesso giorno fu emanato un decreto dittatoriale che recitava:
“Sono istituiti in Napoli dodici asili infantili gratuiti, uno per ciascun quartiere”.
Nel contempo furono organizzate, come nelle altre città d’Italia che non godevano di tali istituzioni, le pietose contribuzioni per il mantenimento degl’asili. Il Municipio di Napoli fornì i locali, le spese d’impianto, e fu eletta una commissione per vigilare sulle nuove istituzioni infantili, di cui fu eletto presidente Giustiniano Lebano. Il 13 settembre entrò in Napoli una parte dell’esercito garibaldino composto da tremila calabresi e lucani, seguiti dai primi contingenti della divisione garibaldina medici, che sfilarono per via Toledo. Il quattordici dello stesso mese il giornale ufficiale di Napoli riportò la seguente notizia:
“Giunta a Napoli, ad un tratto la grossa mano della generosa truppa del dittatore Garibaldi, il Municipio si è alacremente occupato di fornire gli alloggi tra quartieri militari, locande, case, requisendo muli, cavalli e viveri. Anche i monasteri si sono dischiusi a si interesse obbiettivo.”
Il presidente della commissione incaricata dal Municipio per espletare le dette esigenze era Giustiniano Lebano.Pochi giorni dopo iniziarono gli scontri preliminari della battaglia del Volturno tra i garibaldini e la resistenza borbonica con scontri a Capua, S. Leucio e a Chiazzo il 21 settembre. Garibaldi grazie alle riserve stanziate a Caserta riuscì ad avere la meglio respingendo le truppe borboniche.
Il 27 fu fondata a Napoli l’Associazione Nazionale Unitaria, filo repubblicana e mazziniana diretta da Zappetta, Libertini e Giuseppe Ricciardi di Camaldoli che lavorava per un Italia unita con Roma capitale, e portò tali richieste all’attenzione di Garibaldi il 30 settembre, tra i delegati dell’associazione fu presente anche il Lebano. Il giornale ufficiale di Napoli in un articolo del cinque ottobre riportò la seguente notizia:
“Cresce ogni giorno la necessità di provvedere alla guarnigione dei prodi che combattono contro gl’ultimi e disperati avanzi del dispotismo, e quindi di far trasportare i feriti rimasti in Caserta e a Santa Maria in appositi ospedali di questa capitale, dove potranno essere meglio assistiti e curati. Il Municipio ha già provveduto alla formazione di nuovi ospedali e al trasporto per ferrovie in Napoli, il tutto a cura del sindaco cav. Colonna e dell’apposita commissione diretta dall’avvocato Giustiniano Lebano.”
Garibaldi concesse a Dumas la carica di direttore generale degli scavi archeologici in Campania e di direttore del museo archeologico di Napoli. Il Dumas fondò poi il giornale “Indipendente” con sede nel suo stesso alloggio: il noto palazzo dei principi di Francavilla presso Chiatamone a cui il Lebano partecipava come corrispondente.L’otto ottobre il Lebano fu nominato segretario del comizio elettorale che aveva sede in Napoli al Vico Nilo n.° 34 presso il circolo popolare Nazionale per il Plebiscito: ovvero per la votazione che doveva decidere per l’annessione del sud Italia con il Piemonte. Il ventisei ottobre a Caianello, presso Teano, Garibaldi s’incontrò con Re Vittorio Emanuele II di Savoia per proseguire insieme presso Caserta. Lo stesso giorno il giornale ufficiale di Napoli scrisse:
“Poiché s’avvicina l’esercito piemontese il sindaco Colonna si dà da fare per reperire nuovi alloggi con l’aiuto di un’apposita commissione diretta dall’avvocato napoletano Giustiniano Lebano."