Non è vero, i Partiti Socialisti sono in crisi perchè in generale sono in crisi i movimenti Progressisti (e per puro caso in Europa sono al 90% rappresentati dai Partiti Socialisti).
E' un trend registrato da molti politologi: la popolazione dopo essersi affidata ai Progressisti nella fase della c.d. "età dell'Oro" (1945-1973) ha progressivamente cominciato a spostarsi verso destra (vedi Reagan, Thatcher) nel periodo buio della c.d. "età della disgregazione" (1973-1991). Finita la crisi sono tornati i Progressisti al comando.
La crisi dei movimenti Progressisti è dovuta al fatto che la popolazione europea si sta dimostrando, fondamentalmente, razzista e vede gli immigrati come una minaccia.
E questo non è vero solo in Italia, ma è una cosa che sta dietro al successo che la Destra sta ritrovando in questo periodo.
Quando gli Immigrati si saranno integrati con la creazione di un folto gruppo di "seconda generazione", come in America avremo un ritorno dei Progressisti al potere.
Anzi l'attuale crisi economica ha dimostrato come i movimenti Socialisti non siano in crisi in quanto Socialisti ma in quanto Progressiti. Si prenda Gordon Brown per esempio (o la politica economica new dealiana di Obama, che negli usa è l'equivalente del Socialismo nostrano): la popolazione in momenti di crisi economica come questa trova ancora fiducia nei movimenti socialdemocratici-socialisti, dato che pone in secondo piano il problema dell'immigrazione.
Quindi la crisi del progressivismo dovuta alla paura irrazionale per gli immigrati non è una crisi del socialismo, ma una crisi completamente diversa.





