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  1. #31
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    cosa si sa di certo?:
    - s'è trattato di esplosione o fiammata?
    - in che fase della lavorazione è accaduto l'evento?
    - dov'è avvenuta: a monte o a valle del BaNbury?
    - quali erano le sostanze presenti ed in uso (in fase d'introduzione o già introdotte)?
    - cosa è indicato nelle Schede dei Dati di Sicurezza delle sostanze in uso (il produttore delle sostanze è responsabile sotto ogni punto di vista di quanto indicato nelle S.D.S. delle sostanze fornite per questo fa effettuare ogni possibile test sulla pericolosità evidente intrinseca o latente nell'uso della sostanza, da parte di laboratori specializzati in tali test; così come l'utilizzatore è responsabile della richiesta, raccolta, conservazione delle S.D.S. e rispetto/ applicazione di quanto indicato nelle stesse)?
    - quali erano le condizioni di esercizio dell'apparecchiatura in quel momento?
    - gli addetti alla lavorazione erano stati formati ed informati in maniera documentabile sia delle procedure che dei rischi (evidenti e intrinsechi alla lavorazione)?
    - gli addetti stavano seguendo la procedura operativa prevista e obbligatoria?

  2. #32
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    Citazione Originariamente Scritto da sergeantpepper Visualizza Messaggio
    cosa si sa di certo?:
    - s'è trattato di esplosione o fiammata?
    - in che fase della lavorazione è accaduto l'evento?
    - dov'è avvenuta: a monte o a valle del BaNbury?
    - quali erano le sostanze presenti ed in uso (in fase d'introduzione o già introdotte)?
    - cosa è indicato nelle Schede dei Dati di Sicurezza delle sostanze in uso (il produttore delle sostanze è responsabile sotto ogni punto di vista di quanto indicato nelle S.D.S. delle sostanze fornite per questo fa effettuare ogni possibile test sulla pericolosità evidente intrinseca o latente nell'uso della sostanza, da parte di laboratori specializzati in tali test; così come l'utilizzatore è responsabile della richiesta, raccolta, conservazione delle S.D.S. e rispetto/ applicazione di quanto indicato nelle stesse)?
    - quali erano le condizioni di esercizio dell'apparecchiatura in quel momento?
    - gli addetti alla lavorazione erano stati formati ed informati in maniera documentabile sia delle procedure che dei rischi (evidenti e intrinsechi alla lavorazione)?
    - gli addetti stavano seguendo la procedura operativa prevista e obbligatoria?
    Le prove le avevano fatto sul Banbury da laboratorio e non era successo nulla di anormale, non c' era motivo che succedesse quell' incidente
    Nella gomma c'è del polimero e delle polveri, mica ci mettono dentro la dinamite.
    Non era una cosa prevedibile, per cui tu e tutti gli ipersindacalizzati comem te che cercano sempre e comunque un colpevole anche quando non c'è mettetevi il cuore in pace, perchè alla proprietà della Marconigomma non si può rimproverare proprio nulla.

  3. #33
    Mulino Bianco
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    Predefinito «Ora l’azienda può riaprire»

    Scoppio alla Marconigomma, nuovi rilievi a caccia della verità

    di FRANCESCO FABBRIANI

    — SASSO MARCONI —

    SONO STATI tolti ieri i sigilli allo stabilimento della Marconigomma di Sasso Marconi per consentire una nuova perizia utile per arrivare alla verità sullo scoppio al miscelatore della gomma, esplosione che è costata la vita a Iadav Ramjaz e Fabio Costanzi, operaio e direttore tecnico dell’azienda.
    In particolare è stata esaminata tutta l’area dello stabilimento interessata dall’evento.
    «L’obiettivo — ha spiegato il pubblico ministero Marco Mescolini titolare dell’inchiesta per omicidio colposo e lesioni — è individuare residui utili alle indagini anche se è da supporre che, visto che l’area è stata sottoposta a una temperatura di fusione, poche siano le tracce lasciate dalle fiamme e quindi ancora individuabili. E’ stato inoltre esaminato il macchinario all’interno del quale le componenti della gomma vengono miscelate per ottenere i diversi prodotti (il benbery all’interno del quale avviene la miscelazione e la cui camera chiusa si è trasformata in una bomba). Si sono valutate eventuali anomalie strutturali che potessero aver contribuito alla combustione che ha portato allo scoppio».
    Il pm ha poi spiegato che questa è l’ultima fase degli accertamenti urgenti.
    Le indagini proseguiranno poi a 360 gradi.
    Al lungo incontro erano presenti, a garanzia delle parti, i consulenti del pm, ingegner Massimo Bardazza e il dottor Onelio Morselli, i consulenti di parte Cincotti di Milano, Ortolani di Milano, Casadei di Castenaso, Angiolini di Bologna, Pasquali di Bologna e Tommasi di Milano.

    NELLO STABILIMENTO anche gli avvocati Alessandro Armaroli e Sergio Zoffoli che difendono Luciano Cardin e Tiziano Boselli della Marconigomma e gli avvocati Ugo Guidi e Guia Fontana per la fornitrice francese Arnoud e per il fornitore Remì Meuniere.
    Gli avvocati di parte francese hanno inoltre messo a disposizione dei consulenti uno dei componenti forniti alla Marconigomma dalla ditta francese e realizzato in Cina.
    L’avvocato Alessandro Armaroli ha rimarcato la correttezza procedurale e ha precisato che, dopo l’assunzione di questa fase dei rilievi, si arrivi in tempi brevi alla revoca o all’attenuazione del sequestro. Ciò potrebbe consentire all’azienda di riavviare le attività come attendono i 55 dipendenti dell’azienda.

    «IL SEQUESTRO era infatti di tipo probatorio — ha precisato l’avvocato —. Terminata quindi la fase di valutazione delle prove lo stabilimento potrebbe essere dissequestrato».
    Dalla Procura fanno sapere che, dopo l’accertamento di ieri, l’intenzione è quella di esprimersi al più presto, già la prossima settimana, sulla richiesta di dissequestro avanzata da Marconigomma.


    da: Il Resto del Carlino - ed. provincia di Bologna - 6 dicembre 2008

  4. #34
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    Citazione Originariamente Scritto da zeus e apollo Visualizza Messaggio
    Scoppio alla Marconigomma, nuovi rilievi a caccia della verità

    di FRANCESCO FABBRIANI

    — SASSO MARCONI —

    SONO STATI tolti ieri i sigilli allo stabilimento della Marconigomma di Sasso Marconi per consentire una nuova perizia utile per arrivare alla verità sullo scoppio al miscelatore della gomma, esplosione che è costata la vita a Iadav Ramjaz e Fabio Costanzi, operaio e direttore tecnico dell’azienda.
    In particolare è stata esaminata tutta l’area dello stabilimento interessata dall’evento.
    «L’obiettivo — ha spiegato il pubblico ministero Marco Mescolini titolare dell’inchiesta per omicidio colposo e lesioni — è individuare residui utili alle indagini anche se è da supporre che, visto che l’area è stata sottoposta a una temperatura di fusione, poche siano le tracce lasciate dalle fiamme e quindi ancora individuabili. E’ stato inoltre esaminato il macchinario all’interno del quale le componenti della gomma vengono miscelate per ottenere i diversi prodotti (il benbery all’interno del quale avviene la miscelazione e la cui camera chiusa si è trasformata in una bomba). Si sono valutate eventuali anomalie strutturali che potessero aver contribuito alla combustione che ha portato allo scoppio».
    Il pm ha poi spiegato che questa è l’ultima fase degli accertamenti urgenti.
    Le indagini proseguiranno poi a 360 gradi.
    Al lungo incontro erano presenti, a garanzia delle parti, i consulenti del pm, ingegner Massimo Bardazza e il dottor Onelio Morselli, i consulenti di parte Cincotti di Milano, Ortolani di Milano, Casadei di Castenaso, Angiolini di Bologna, Pasquali di Bologna e Tommasi di Milano.

    NELLO STABILIMENTO anche gli avvocati Alessandro Armaroli e Sergio Zoffoli che difendono Luciano Cardin e Tiziano Boselli della Marconigomma e gli avvocati Ugo Guidi e Guia Fontana per la fornitrice francese Arnoud e per il fornitore Remì Meuniere.
    Gli avvocati di parte francese hanno inoltre messo a disposizione dei consulenti uno dei componenti forniti alla Marconigomma dalla ditta francese e realizzato in Cina.
    L’avvocato Alessandro Armaroli ha rimarcato la correttezza procedurale e ha precisato che, dopo l’assunzione di questa fase dei rilievi, si arrivi in tempi brevi alla revoca o all’attenuazione del sequestro. Ciò potrebbe consentire all’azienda di riavviare le attività come attendono i 55 dipendenti dell’azienda.

    «IL SEQUESTRO era infatti di tipo probatorio — ha precisato l’avvocato —. Terminata quindi la fase di valutazione delle prove lo stabilimento potrebbe essere dissequestrato».
    Dalla Procura fanno sapere che, dopo l’accertamento di ieri, l’intenzione è quella di esprimersi al più presto, già la prossima settimana, sulla richiesta di dissequestro avanzata da Marconigomma.


    da: Il Resto del Carlino - ed. provincia di Bologna - 6 dicembre 2008
    Già, peccato che quando dissequestreranno gli stabilimenti di produzione alla Marconigomma sarà rimasto a portafoglio ordini si e no il 5% delle commesse che aveva prima del sequestro.

  5. #35
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    Citazione Originariamente Scritto da Antonio Banderas Visualizza Messaggio
    Le prove le avevano fatto sul Banbury da laboratorio e non era successo nulla di anormale, non c' era motivo che succedesse quell' incidente
    Nella gomma c'è del polimero e delle polveri, mica ci mettono dentro la dinamite.
    Non era una cosa prevedibile, per cui tu e tutti gli ipersindacalizzati comem te che cercano sempre e comunque un colpevole anche quando non c'è mettetevi il cuore in pace, perchè alla proprietà della Marconigomma non si può rimproverare proprio nulla.
    ma cosa dici? dov'è che ho scritto ciò che affermi? perché non ti raffreddi e resti nel merito (se conosci così bene la marconigomma)?
    non ho ho affermato che la m.g. non fosse a posto come 'safety', nè ho motivo di ritenerlo.
    ho solo posto delle domande che ti assicuro sono solo alcune di quelle che porranno gli inquirenti (le prime; dalle risposte a queste ne deriveranno altre, a cascata).
    quasi mai è possibile ricostruire in laboratorio le condizioni effettive di esercizio.
    non conosco che tipo di mescola fosse in corso, se con nero di carbonio, silani o altro (cosa altro?); se si trattava di nero di carbonio, non è impossibile una situazione di rischio, in particolare in caso di n.di c. polverizzato (fluffy) o con alta concentrazione di polveri; a determinate condizioni e con 'innesco' adeguato, non c'è bisogno di alcun esplosivo, te l'assicuro).
    di assolutamente non prevedibile ci sono solo gli 'atti di dio', tutto il resto ha delle cause umane vicine o lontane.
    ovvio che una valutazione dei rischi approfondita ha dei costi notevoli; c'è spesso, da parte dei datori di lavori più piccoli, la tendenza a considerare l'investimento per la safety esclusivamente come un costo passivo immediato e non come investimento per evitare possibili costi passivi ben peggiori (perdita d'immagine, aggravamenti assicurativi, perdita di quote di mercato, sanzioni amministrative quando non addirittura penali) in caso di incidenti.
    quanto al cuore in pace, peccato che non lo si vada a dire ai parenti dei deceduti e ai sopravvissuti.
    questo è quanto.

  6. #36
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    Premesso che ritengo giusto che si facciano delle verifiche in caso di disgrazie come questa, però cercando di farlo con metodi tali da non pregiudicare la vita dell'azienda, vorrei comunque ricordare che alla MarconiGomme non c'è mai stato alcun incidente per oltre 20 anni e, malauguratamente, a decedere è stato anche uno dei responsabili produttivi... uno insomma che conosceva bene il processo e si è mosso senza problemi proprio perchè non aveva alcun indizio di rischio.
    in un caso del genere è difficile davvero andare a cercare il mostro a tutti i costi, magari sparando sul solito "padrone cattivo che fa apposta a far lavorare gli schiavi sfruttati in un ambiente a rischio pur di arricchirsi sulla pelle altrui".
    Può anche essere che un INCIDENTE sia proprio un INCIDENTE e basta. Direi che, ad esempio, ciò che ci hanno raccontato sulla Tyssen sia un bel po' diverso del caso della MarconiGomme.
    Ai parenti dei deceduti va tutta la mia comprensione e tutto il mio cordoglio: fa male sapere che ci sono state delle vittime sul lavoro vicino a casa mia.
    Sui sopravvissuti invece ho un sentimento di vera PENA in quanto se si continua a far perdere del tempo all'azienda, questi lavoratori perderanno certamente il posto.
    Questo il quanto di come la penso io.

  7. #37
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    Citazione Originariamente Scritto da F L N E Visualizza Messaggio
    Premesso che ritengo giusto che si facciano delle verifiche in caso di disgrazie come questa, però cercando di farlo con metodi tali da non pregiudicare la vita dell'azienda, vorrei comunque ricordare che alla MarconiGomme non c'è mai stato alcun incidente per oltre 20 anni e, malauguratamente, a decedere è stato anche uno dei responsabili produttivi... uno insomma che conosceva bene il processo e si è mosso senza problemi proprio perchè non aveva alcun indizio di rischio.
    in un caso del genere è difficile davvero andare a cercare il mostro a tutti i costi, magari sparando sul solito "padrone cattivo che fa apposta a far lavorare gli schiavi sfruttati in un ambiente a rischio pur di arricchirsi sulla pelle altrui".
    Può anche essere che un INCIDENTE sia proprio un INCIDENTE e basta. Direi che, ad esempio, ciò che ci hanno raccontato sulla Tyssen sia un bel po' diverso del caso della MarconiGomme.
    Ai parenti dei deceduti va tutta la mia comprensione e tutto il mio cordoglio: fa male sapere che ci sono state delle vittime sul lavoro vicino a casa mia.
    Sui sopravvissuti invece ho un sentimento di vera PENA in quanto se si continua a far perdere del tempo all'azienda, questi lavoratori perderanno certamente il posto.
    Questo il quanto di come la penso io.
    spero che l'aspetto in negativo del tuo commento non sia rivolto a me; non ho fatto altro che proporre delle mie considerazioni in positivo.
    è proprio quando si conosce bene il processo che si tende ad avere un eccesso di confidenza che porta ad allentare le dovute attenzioni; non dico che sia questo il caso.
    condivido parte di quanto tu affermi tranne quando assumi un atteggiamento da 'coda di paglia'.

  8. #38
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    non era rivolto a te, anche perchè (come puoi vedere dai miei postss) quando mi rivolgo a qualcuno lo faccio in modo inequivocabile. anzi, dimmi dove sarebbe la mia coda di paglia?? io sono per la sicurezza sul lavoro, per i diritti dei lavoratori ma anche perchè le imprese possano lavorare senza lacci burocratici o impedimenti che ne pregiudicano la vita stessa. e te ne dico un'altra: pur con ogni massima garanzia possibile x i lavoratori, sono anche perchè un'azienda possa licenziare chi va a scaldare sedie, senza avere tutte le volte 3 o 4 anni di cause giudiziarie intentate dalla CGIL (solo loro) che difende sempre tutti a prescindere dai motivi per i quali vengono allontanati dal lavoro.
    Fosse anche una donna che millanta 4 mestruazioni al mese x stare a casa col male alla pancia tutti i lunedì (caso vero).
    Capito come la penso io? e dal caso MarconiGomme mi sono fatto l'idea che ci sia della grande strumentalizzazione dietro. Politichetta a spese di un'azienda e dei suoi lavoratori.

  9. #39
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    Citazione Originariamente Scritto da F L N E Visualizza Messaggio
    non era rivolto a te, anche perchè (come puoi vedere dai miei postss) quando mi rivolgo a qualcuno lo faccio in modo inequivocabile. anzi, dimmi dove sarebbe la mia coda di paglia?? io sono per la sicurezza sul lavoro, per i diritti dei lavoratori ma anche perchè le imprese possano lavorare senza lacci burocratici o impedimenti che ne pregiudicano la vita stessa. e te ne dico un'altra: pur con ogni massima garanzia possibile x i lavoratori, sono anche perchè un'azienda possa licenziare chi va a scaldare sedie, senza avere tutte le volte 3 o 4 anni di cause giudiziarie intentate dalla CGIL (solo loro) che difende sempre tutti a prescindere dai motivi per i quali vengono allontanati dal lavoro.
    Fosse anche una donna che millanta 4 mestruazioni al mese x stare a casa col male alla pancia tutti i lunedì (caso vero).
    Capito come la penso io? e dal caso MarconiGomme mi sono fatto l'idea che ci sia della grande strumentalizzazione dietro. Politichetta a spese di un'azienda e dei suoi lavoratori.
    la coda di paglia la vedo laddove era sottolineato.
    non mi sembra che in questo thread ci siano le affermazioni che tu indichi, cioè difendi da un'accusa non fatta.
    se c'è chi scalda la sedia non è che sia il caso di rivedere l'organizzazione (dove lavoravo è accaduto e s'è posto rimedio).
    mi sembra che anche i 'sindacati' dei datori difenda sempre a prescindere.
    per la donna che millanta, ci sono le modalità per i controlli.
    ti sei fatto l'idea che dietro ci sia ecc.; non è da escludere, ma perché e da parte di chi? ci vogliono prove.
    ti saluto.

 

 
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