19/01/2009 16:20 - Spagna: S&P's riduce rating
Gli analisti di Standard & Poor's hanno ridotto il rating a lungo termine della Spagna da “AAA” ad “AA+”. Confermato il giudizio sul breve periodo ad “A-1+”.


19/01/2009 16:20 - Spagna: S&P's riduce rating
Gli analisti di Standard & Poor's hanno ridotto il rating a lungo termine della Spagna da “AAA” ad “AA+”. Confermato il giudizio sul breve periodo ad “A-1+”.


19/01/2009 14:45 - Zona Euro: la Commissione rivede le stime al ribasso
La Commissione Ue ha rivisto la ribasso le stime sulla crescita del Vecchio continente. Nell’anno corrente il Prodotto interno lordo dovrebbe fare registrare un calo dell’1,9%, +0,4% invece nel 2010. Nel 2009 la Germania arretrerà di 2,3 punti percentuali, -1,8% per la Francia e -2% per Spagna e Italia.
Il rapporto deficit/Pil dovrebbe portarsi al 4% tra i Paesi aderenti la moneta unica ed al 4,4% nell’Ue allargata. Nel nostro Paese il dato è pronosticato al 3,8%.
Nella zona euro e nell’Ue-27 la disoccupazione è pronosticata al 9,3 ed all’8,7% (8,2% Italia).
+1 e +1,8 per l’inflazione europea rispettivamente nel 2009 e nel 2010 (1,2 e 2,2% in Italia).


L'Ue: Italia in recessione, boom di disoccupati nel 2009
L'Italia "é entrata in recessione nel 2008", chiudendo l'anno con un Pil a quota -0,6%. Pil che nel 2009 precipiterà a quota -2%. Prevista una leggera ripresa nel 2010, con un +0,3%. Sono queste le nuove stime della Commissione europea. "L'economia italiana - spiega la Commissione Ue - è entrata in recessione nel 2008, a causa della debolezza della domanda interna". "L'alta inflazione - si legge - ha accresciuto l'incertezza provocando una contrazione dei consumi privati, mentre la stretta sulle condizioni del credito ha portato ad un calo degli investimenti". Solo l'export ha dato un contributo positivo al Pil, "ma solamente perché la riduzione delle importazioni è stata più marcata di quella delle esportazioni". Dunque, un quarto trimestre del 2008 particolarmente negativo avrà degli effetti sul Pil 2009 che chiuderà con un -2%.
L'economia di Eurolandia non cresce - Ma i dati negativi riguardano tutta Eurolandia. La Commissione Ue rivede infatti drasticamente al ribasso le sue precedenti stime di crescita dell'economia europea e prevede per il 2009 un crollo del Pil a quota -1,9%. Bruxelles, comunque, spera che la ripresa possa manifestarsi già entro la fine dell'anno, e prevede che il 2010 si chiuderà con un +0,4%. Tra i principali Paesi della zona euro, la Germania chiuderà il 2009 a quota -2,3%, la Francia -1,8% e la Spagna, come l'Italia, a -2%.
Incremento del tasso di disoccupazione - Nel 2009 "la posizione competitiva dell'Italia non migliorerà", e "la perdita di posti di lavoro è attesa in aumento, con un significativo incremento del tasso di disoccupazione": lo afferma la Commissione Ue. Il deficit italiano tornerà quest'anno "ben al di sopra del 3%". Dopo aver chiuso il 2008 al 2,8%, nel 2009 schizzerà al 3,8%, con un "miglioramento minimo" nel 2010 al 3,7%. Il debito pubblico è destinato a balzare nuovamente sopra il 110%. Dopo aver chiuso il 2008 al 105,7%, nel 2009 si tornerà al 109,3% e nel 2010 al 110,3%. Queste le nuove stime della Commissione europea, che però sottolinea come "le possibili ricapitalizzazioni bancarie potrebbero portare il debito anche oltre".
Il pacchetto di misure darà un contributo alle famiglie - "Il pacchetto di misure anticrisi adottato dall'Italia, circa lo 0,4% del Pil nel 2009 principalmente compensato da maggiori entrate una tantum, darà un supporto alle famiglie e alle imprese più colpite dalla crisi. E anche grazie alla bassa inflazione i consumi privati cominceranno lentamente a riprendersi": è quanto spiega la Commissione europea, secondo cui le misure di sostegno al sistema bancario varate dal governo "dovrebbero facilitare le condizioni del credito". Inoltre - afferma ancora Bruxelles - sempre nel corso del 2009 "gli investimenti pubblici sono previsti in ripresa, così come le esportazioni.


Crisi:Onu,calo investimenti diretti
(ANSA)- GINEVRA,19 GEN - Gli investimenti esteri diretti sono scesi nel mondo del 21% nel 2008, secondo le stime rese note oggi a Ginevra. I dati sono stati illustrati alla Conferenza delle Nazioni Unite per il commercio e lo sviluppo (Unctad). Per il 2008, gli investimenti dovrebbero attestarsi a 1.449 miliardi di dollari contro il record di 1.833 miliardi del 2007. Nei Paesi sviluppati, i piu' colpiti, il calo degli Fdi in entrata dovrebbe essere pari al -33% per il 2008 (-94% per l'Italia).



