





La Costituzione sancisce il diritto dell'individuo a rifiutare cure mediche, che non possono essere somministrate senza consenso informato.
E' un diritto dell'individuo stabilire come porre fine alla sua esistenza. La condanna dell'individuo per un eventuale suicidio è sempre e solo in sede morale e religiosa, mai giuridica.
Questi principi muovono dal consenso informato, dal quale
discende il "potere della persona di disporre del proprio corpo" (cosi' la
Corte costituzionale nel 1990) e quindi l'illegittimita' di qualsiasi
intervento che prescinda dalla sua volonta'
Ciò che si riconosce ad una persona autonoma non può essere negato a maggior ragione ad una persona, incapace di esprimersi, ma che abbia a suo tempo espresso la sua volontà al riguardo.
Il personale sanitario che debba assistere la persona invalidata in questa incombenza può eventualmente esercitare l'obiezione di coscienza. Ciò però non deve valere per la struttura sanitaria, perchè in tal caso si potrebbe configurare un abuso di ufficio nel rifiutare di riconoscere all'individuo un diritto sancito dalla Costituzione.


Veramente le bestie se vedono un cucciolo ammalato o che reputano non idoneo lo lasciano sezna cibo, visto che potrebbe toglierne agli altri e magari non giungere all'età adulta ugualmente.
Si tratta di evoluzione e conservazione della specie, serve a fare in modo che vadano avanti e procreino solo i più forti.





