



Due settimane prima della marcia su Roma, ci fu la cosiddetta "Marcia su Bolzano".
Squadristi Calabresi ex Brigata Catanzaro (una delle più decorate della I° G.M. - 141° e 142° RGT motto " Portiamo i colori del sangue e della morte: ovunque vincitori")
Bastarono.
Preferisco di no.




"Suso in Italia bella giace un laco, a piè de l'Alpe che serra Lamagna sovra Tiralli, c'ha nome Benaco"
(Inferno, XX, 61-63)
L'Alto Adige è provincia d'Italia a me molto cara, non solo come estrema propaggine settentrionale della Patria dai tempi di Druso, ma anche perchè vi trascorsi sin dall'infanzia numerose estati presso i miei zii residenti a Lagundo, comune alle porte di Merano noto per la fabbrica della birra Forst.
A proposito dell'Alto Adige, voglio ricordare l'opera patriotticamente meritoria del Centro Studi Atesini, che sotto la meritoria guida del prof. Ferruccio Bravi, già direttore dell'Archivio di Stato di Bolzano, ha sempre difeso l'Italianità dell'Alto Adige con la ricerca e la diffusione culturale, in particolare dando alle stampe pregevoli volumi che consiglio a tutti.
Centro Studi Atesini
Breve storia del Centro Studi
Il Centro di Studi Atesini è stato fondato il 12 ottobre del 1967 con il nome originario di Centro di Documentazione Storica, da un gruppo di appassionati cultori di storia locale guidati dall’allora direttore dell’Archivio di Stato di Bolzano prof. Ferruccio Bravi, autore di saggi e collane a carattere storico.
Il Centro è oggi diretto dal prof. Marco Bettoni Pojaghi, docente, studioso e critico romano da diversi anni operante a Bolzano, che è subentrato al fondatore trasferitosi per motivi familiari a Torre del Lago (Lucca).
Modificata nel 1982 la denominazione nell’attuale “Centro di Studi Atesini”, il sodalizio prosegue l’attività mantenendo e sviluppando lo scopo precipuo di promuovere lo studio e la conoscenza dell’area atesina, con particolare attenzione alla comunità di lingua italiana.
Nello spirito dell’articolo 4 dello Statuto, il Centro esplica la sua attività attraverso studi originali sulla scorta di fonti affidabili e circostanziate. Promuove altresì ricerche storiche, analisi sociali, conferenze, dibattiti, pubblicazioni di testi e quant’altro concorra al conseguimento degli scopi sociali.
Il Centro ha finora curato e diffuso un centinaio di titoli, dei quali numerosi
volumi e opuscoli legati essenzialmente ai seguenti argomenti:
PROTOSTORIA E STORIA ANTICA: Reti, Etruschi, Romanità
MEDIOEVO-SEICENTO
STORIA DEL RISORGIMENTO: Irredentismo tridentino e giuliano-
dalmata
BIOGRAFIE: Wolkenstein, Hofer, Zancani, Ruazzi, E. Pound, P. F. Calvi
RELIGIONI PREROMANE: Etruschi e Reti
LINGUISTICA: Toponimia atesina, odonomastica atesina, linguistica preromana, dialetti
dolomitici e tridentini
Il logo del CSA rappresenta il sigillo medioevale di Bolzano che riprende lo stemma originario della città raffigurante il Principe Vescovo di Trento, fino al 1277 Signore di Bolzano, benedicente dalle mura merlate guelfe. Su di esso la legenda: Sigillvm Boni Bvrgi Bolsani.
Ecco un elenco di libri del Centro Studi Atesini
Centro studi atesini Libri - I libri editore Centro studi atesini - UNILIBRO - La grande Libreria Online
E due parole sul prof. Bravi, che ebbi a conoscere personalmente quando abitavo in Toscana (dove egli si trasferì dall'Alto Adige):
Nato l'otto aprile del 1923 a Roma, ma di ascendenti trentini, a soli diciannove anni partì come volontario di guerra, alla quale partecipò dal 1942 al 1945. Conclusa l'esperienza bellica e terminati gli studi universitari divenne archiviario dell'archivio di stato di Bolzano e docente di paleografia. Per alcuni anni svolse anche il ruolo d'insegnante nei licei. Autore di pubblicazioni glottologiche, di saggi letterari e storici, nel 1967 fu co-fondatore del Centro di Studi Atesini (CSA) di Bolzano, che diresse fino al 2000, portando avanti con coraggio e tenacia una lotta culturale per la difesa dell'identità italiana nei territori del trentino e dell'alto adige. Da più di dieci è residente a Torre del Lago (Lucca), dove mantiene vivo il piccolo "Gruppo di Studi AVSER".
Ultima modifica di Bisentium; 10-05-10 alle 20:00










JVB voleva mettere a ferro e fuoco l'Alto A.
Cmq negli anni della tensione post bellica ci fu un ufficiale dei carabinieri o dell'esercito (non ricordo) che brutalizzò per rappresaglia -dopo un attentato- la popolazione tedesca di una cittadina previo rastrellamento a tappeto.
Ultima modifica di amerigodumini; 10-05-10 alle 20:01

