L'Alto Adige è sempre stato una terra di confine fra una zona germanofona e una zona italofona. Inutile negarlo.
Fu terra di conquista e colonizzazione romana.
Nell'Italia augustea una buona parte di esso era inclusa nei suoi confini.
Nel Medioevo rappresentò l'incontro fra la civiltà germanica e quella romanza di marca italico-romana.
A Bolzano la presenza italiana è sempre stata la più forte e nei centi abitati più numerosi dell'Alto Adige fu sempre l'elemento italiano a prevalere.
L'aumento della popolazione germanofona avvenne in epoca asburgica, analogamente a quanto avvenne in Venezia Giulia e Istria con gli slavi per evitare che le rivendicazioni irridentiste italiane trovassero appigli indisiderati.
Ad ogni modo, non ho mai capito sinceramente chi nega l'Italianità di quelle terre, a prescindere dal fatto che solo per il motivo che le abbiamo conquistate armi in pugno spettano a noi di diritto.
E' una zona di confine e come tutte le zone di confine è normale che ci sia una certa commistione. Non per questo però si deve "rinunciare" in un certo senso al "confine".




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