Entro gennaio, dice la Cgil, 400mila contratti non saranno rinnovati.
E' solo l'inizio, perchè la valanga-crisi del capitalismo globale inizierà a mostrare i suoi estesi disastri sociali dall'ultima metà del 2009.
E' vero: ogni crisi è un inizio, come dice l'etimologia della parola: opportunità.
L'opportunità di dimostrare al mondo che le nostre critiche al sistema globale capitalistico e neoliberistico, erano del tutto fondate. E che una politica davvero di sinistra, e cioè del tutto alternativa al falso dualismo Thatcher-Blair, o Clinton-Bush, avrebbe potuto (e dovuto) porre strutturali argini sociali.
Ma ogni crisi, la storia lo dimostra, è anche concime per istinti irrazionali di rivolta immediata, violenta e nemica del cambiamento.
Si vocifera ormai da mesi, tutti lo sanno, (Cossiga lo dice pubblicamente, sotto forma di folli dichiarazioni che in realtà sono, credo, una denuncia violenta contro Maroni): il terrorismo rosso sta per tornare.
Il Giornale paventa da tempo, il ritorno delle BR. Lo spera, lo auspica. O forse e più probabilmente: manda segnali in codice alla Cgil.
Oggi, l'atteso messaggio delle Nuove BR: http://www.corriere.it/cronache/08_n...4f02aabc.shtml
Come ho già altrove scritto, in ultimo in una lettera agli studenti pubblicata su Micromega, gli infiltrati sono due: i terroristi veri, e i terroristi falsi. I veri sono sempre stati la maggiorparte. Ai falsi basta solo dare qualche indicazione, qualche "dritta". Sappiamo la funzione che hanno rivestito le nuove BR, quando dovevamo lottare con violenza democratica per l'articolo 18.
Le nuove BR sono stato un ordigno a tempo posizionato dentro lo sciopero generale.
Tutte le forze della sinistra, da Ferrando a Fava, da Diliberto a Mussi, passando per Ferrero e Vendola, tutte le forze sindacali, dovranno impegnarsi a prevenire e a premunire i movimenti studenteschi ed operai che inonderanno le strade del 2009 (sarà il 2009 il vero anno caldo della contestazione) da ogni possibilità di infiltrazione, poliziesca o violenta, militare o terroristica.
Dobbiamo assolutamente vigilare, e iniziare a diffondere queste parole d'ordine.
A livello culturale, studiando e spiegando la logica della "strategia della tensione". A livello pratico, organizzando ed offrendo ai movimenti la possibilità di un servizio d'ordine razionale.
Riprendere la lotta sarà possibile, perchè il sistema è in piena e radicale contraddizione, ma dobbiamo essere responsabili, lucidi, e prepararci ad un'opera di responsabilizzazione dei movimenti.




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