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Discussione: Salvataggi di Stato

  1. #31
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    Soluzioni inutili


    Con la crisi tutti si affrettano ad aiutare le imprese invece di fare le riforme

    diPiercamillo Falasca e Andrea Giuricin
    22 Dicembre 2008 Infine è successo: l’aiuto che l'amministrazione Bush ha fornito al settore automobilistico lo scorso 19 dicembre è la prova che i governi hanno la memoria corta. Tante volte gli interventi pubblici di sostegno a grandi imprese e a importanti settori industriali sono stati la regola delle crisi, in America e ancor più in Europa, ma mai la soluzione. Nell’immediato, General Motors e Chrysler useranno i 13,4 miliardi di dollari (altri 4 miliardi giungeranno a marzo) concessi dal governo per sopravvivere ma le perdite accumulate (più di 50 miliardi all’anno) e le prospettive molto negative per il 2009 faranno sì che il prestito pubblico esaurirà i suoi effetti salvifici in pochi mesi, proprio come è accaduto ad Alitalia. E’ uno spreco di soldi, ma è soprattutto un uso iniquo e poco lungimirante di risorse pubbliche: sussidiare imprese inefficienti significa distorcere il mercato e distorcere il mercato è la peggior cosa che possa essere fatta in un periodo di crisi. Se infatti non si lasciano fallire le imprese che hanno sbagliato strategia, prodotti o investimenti, si premia l’errore e si toglie la possibilità al mercato di selezionare le imprese migliori su cui si può basare la ripresa economica.
    E poi, un intervento pubblico solleva sempre una domanda: perché salvare un determinato settore e non altri? Qualche tempo fa il ministro dell’Agricoltura Zaia ha sussidiato con 50 milioni di euro i produttori di parmigiano reggiano e di grana padano. Il giorno dopo, i produttori di mozzarella di bufala, di pecorino sardo e di altri formaggi tipici hanno fatto sentire la loro voce contro l’ingiustificato trattamento di favore. Se una parte della produzione di grana e parmigiano resta invenduta, non viene giù il mondo: banalmente i produttori dovranno ridurre in futuro l’offerta; non è scritto in cielo che il mercato debba mangiare tanto parmigiano quanto chiedono i produttori.
    I sostenitori dei salvataggi pubblici giustificano gli stessi sostenendo che un eventuale fallimento in questo o quel settore manderebbe sul lastrico un numero elevatissimo di lavoratori e famiglie, con effetti nefasti sull’intera economia. Ma se l’obiettivo è proteggere i lavoratori in difficoltà, non sarebbe meglio che lo Stato faccia esattamente questo? Insomma, è meglio lasciar fallire le aziende e destinare le risorse pubbliche direttamente ai lavoratori dei settori in difficoltà (offrendo loro sussidi di disoccupazione, corsi di riqualificazione, prestiti agevolati a chi si mette in proprio). Insieme a questo, vanno implementate le uniche possibili e non distorsive politiche di sostegno al reddito che esistano: il taglio delle tasse e, dove servono, le liberalizzazioni.
    Per l’Italia, tutto ciò vale ancora di più, viste le storture del nostro sistema di welfare, la pressione fiscale tanto elevata, i mercati ancora così vischiosi. La crisi potrebbe rappresentare una straordinaria occasione, perché è in periodi come questi, quando non ci si può troppo curare di rendite di posizione e interessi consolidati (ammesso che in altri momenti lo si possa fare), che si può trovar la forza di riformare.
    Sul fronte del welfare, la ricetta è nota: le storture del nostro sistema stanno nell’eccesso di risorse destinate alle pensioni a discapito delle altre prestazioni sociali. Nel 2005 le pensioni (anzianità, vecchiaia e reversibilità) hanno assorbito il 60,7 per cento della spesa sociale, contro valori in Francia e in Germania del 44 e 43,5 per cento. Al contrario, nel bilancio sociale italiano c’è molto poco per gli ammortizzatori: l’1,9 per cento del totale della spesa sociale contro una media europea tre volte maggiore. Solo riducendo il peso della spesa pensionistica si possono liberare risorse per il finanziamento degli ammortizzatori sociali e per una riforma complessiva del modello di protezione.
    Sulle tasse, andrebbe attivato un’azione di due diligence atta a individuare spesa pubblica improduttiva. Soprattutto, c’è un tesoretto chiamato “patrimonio pubblico” che andrebbe utilizzato: con un grande piano di dismissione (e questa è una misura à la Tremonti o – comunque – à la Tremonti di una volta) si possono liberare risorse per una riduzione delle aliquote Irpef e Ires. Infine, le liberalizzazioni. C’è un grande capitolo, ad esempio, la liberalizzazione dei servizi pubblici locali, che andrebbe riaperto con urgenza. E c’è da parlare di trasporti, di libere professioni, di grande distribuzione. Più i mercati sono aperti, più c’è concorrenza, più i consumatori possono beneficiare di prezzi bassi. Questi sono gli interventi pubblici che servirebbero davvero.



    DA L'OCCIDENTALE

  2. #32
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    ILSOLE24ORE.COM > Finanza e Mercati ARCHIVIO Banche: la Ue approva il piano italiano
    per la ricapitalizzazione





    23 dicembre2008





    La Commissione Ue ha approvato oggi lo schema di intervento predisposto dall'Italia per dare sostegno finanziario all'economia reale fornendo i necessari capitali alle «solide istituzioni finanziarie».
    «Dopo intense consultazioni con le autorità italiane - si legge in una nota di Bruxelles - la Commissione ha ritenuto che il piano italiano opportunamente modificato è in linea con le disposizioni sugli aiuti di Stato destinati a superare la crisi finanziaria». Per il commissario Ue alla concorrenza, Neelie Kroes, «il piano italiano di ricapitalizzazione» del sistema finanziario «contiene elementi importanti per rafforzare la fiducia nei mercati e soprattutto per finanziare l'economia reale in un periodo di crisi limitando gli effetti distorsivi sulla concorrenza».
    Il piano italiano, si ricorda nella nota della Commissione Ue, prevede la possibilità di sottoscrivere strumenti finanziari finalizzati a sostenere la capitalizzazione degli istituti di credito al fine della valutazione del parametro 'tier 1' per un ammontare complessivo compreso tra i 15 e i 20 miliardi di euro.
    Il via libera alle misure italiane, osserva ancora Bruxelles, è stato dato poiché esse «sono limitate nel tempo» e hanno obiettivi circoscritti. Inoltre, le condizioni fissate dal piano per l'erogazione dei finanziamenti garantiscono che essi siano concessi a «condizioni orientate a quelle di mercato», prevedono «incentivi sufficienti» per assicurare il rimborso allo Stato nei tempi dovuti, nonché strumenti di salvaguardia per evitare abusi.
    Secondo quanto hanno riferito fonti comunitarie interpellate dal Il Sole 24 ore, i rilievi comunitari sul testo originario riguardavano il metodo di calcolo del rendimento del capitale e il limite degli aiuti per i singoli istituti di credito.

  3. #33
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    FINANZA&MERCATI


    ILSOLE24ORE.COM > Finanza e Mercati ARCHIVIO Borsa, Wall Street positiva
    Avanzano Gm e Amazon




    26 dicembre 2008



    Wall Street in terreno positivo in una seduta di scambi molto ridotti. Spinti dagli automobilistici dopo il via libera della Fed a Gmac, gli indici salgono: il Dow Jones chiude avanzando dello 0,56% a 8.515,55 punti, il Nasdaq segna un +0,35% a 1.530,20 punti, mentre lo S&P 500 sale dello 0,53% a 872,80 punti.
    General Motors sale dell'11,69% a 3,63 dollari, in seguito alla decisione della Fed di consentire a Gmac (finanziaria controllata per il 49% da Gm e per il 51% dal fondo Cerberus Capital) di divenire una holding bancaria. Con il cambio di status, Gmac potrà accedere ai fondi del Tarp, il piano salva-finanza da 700 miliardi di dollari, e a eventuali prestiti di emergenza concessi direttamente dalla banca centrale. Sale anche Ford (+9% a 2,28 dollari).
    Il via libera della Fed è risultato più forte delle cattive notizie sul fronte dei consumi: in base ai dati diffusi da SpendingPlus Mastercard, le vendite al dettaglio fra il 1 novembre e il 24 dicembre si sono contratte del 4%. Unica voce fuori dal coro Amazon.com (0,66% a 51,78 dollari), che ha annunciato ordini record per il Natale 2008. Il colosso delle vendite al dettaglio online, in buon rialzo a Wall Street, ha comunicato infatti che questa stagione di vendite natalizie del 2008 è stata la «migliore di sempre».

  4. #34
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    FINANZA&MERCATI


    ILSOLE24ORE.COM > Finanza e Mercati ARCHIVIO Bank of America chiude l'era Merrill
    e diventa la prima banca Usa





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    01 gennaio 2008



    Merrill Lynch mette ufficialmente la parola fine alla sua storia durata 95 anni. Con il primo gennaio 2009 infatti viene ufficializzata l'acquisto della banca d'investimento da parte del colosso Bank of America (BofA) per circa 33 miliardi di dollari in azioni. Una cessione decisa a settembre, resasi necessaria per evitare il rischio bancarotta. Le pesanti svalutazioni e perdite accusate dalla storica firm di Wall Street (più di 50 miliardi di dollari) avevano infatti messo il management di fronte al bivio: vendere o fare la fine di Lehman Brothers, il colosso bancario, il cui fallimento, il 15 settembre 2008, diede il via alla fase più pesante della crisi finanziaria globale. Con questa acquisizione Bank of America, guidata dal sessantunenne Kenneth Lewis, diventa la più grande banca degli Stati Uniti e una delle maggiori al mondo, con 269mila dipendenti (207mila da BofA), 35mila dei quali dovrebbero essere tagliati nei prossimi tre anni. A rimpiazzare Merrill Lynch sul listino di Wall Street sarà Scana, la maggiore utility del South Carolina.

  5. #35
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    ECONOMIA&LAVORO


    ILSOLE24ORE.COM > Economia e Lavoro ARCHIVIO Alitalia, giochi ancora aperti sul partner straniero




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    2 gennaio 2009
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    Le trattative per la scelta del partner internazionale di Alitalia «sono ancora aperte». Lo indicano a Radiocor fonti vicine al dossier. «Non è stata fatta assolutamente alcuna firma» con Air France e «nei primi giorni della prossima settimana potrà esserci un incontro tra i vertici di Alitalia e quelli di Lufthansa», indicano le fonti. Con Air France-Klm proseguono intanto «approfondimenti di tipo tecnico». Al momento non sono stati fissati altri incontri con Air France-Klm. Dal quartier generale del gruppo, a Parigi, l'unica indicazione che arriva è che «si continua a lavorare sul dossier». Secondo le fonti, gli approfondimenti in corso sono affidati ai legali e riguardano la verifica delle clausole di un eventuale accordo. Le trattative sono quindi a una fase molto avanzata e il gruppo franco-olandese mantiene la pole position per il ruolo di partner estero della nuova Alitalia. In base a quanto riferiscono i giornali di oggi, il gruppo presieduto da Jean-Cyril Spinetta è pronto a investire 310 milioni di euro per l'ingresso nel capitale della nuova compagnia di bandiera italiana, con una quota del 25% e la firma definitiva potrebbe arrivare entro il 10 gennaio. La società francese dovrebbe avere tre posti nel cda e due nel comitato esecutivo. Anche nel caso di Lufthansa, precisano le fonti, l'ipotesi di trattativa è quella di una quota del 25% di Alitalia. I tempi per la chiusura del negoziato per il ruolo di partner estero della compagnia sono comunque molto stretti, mentre si avvicina la data del 13 gennaio che vedrà il decollo del primo volo della nuova Alitalia.

  6. #36
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    ILSOLE24ORE.COM > Mondo ARCHIVIO Obama: tempi più lunghi per gli interventi anti-crisi

    di Antonio Dini

    4 GENNAIO 2009




    Il capo della maggioranza alla Camera degli Stati Uniti getta acqua sul fuoco per l'ipotesi di un pacchetto di stimoli a tempo record, che il presidente-eletto Barack Obama potrebbe firmare fin dal primo giorno del suo mandato, il prossimo 20 gennaio. «E' molto improbabile che le misure di stimolo per l'economia di Barack Obama venga approvato il primo giorno del suo mandato. Serviranno un paio di settimane per valutare nel dettaglio tutte le spese», ha dichiarato.
    In una intervista rilasciata nella mattinata americana di oggi a Fox News Sunday il capogruppo democratico Steny Hoyer, 69 anni, a detto che «i rappresentanti della Camera seguono due criteri per approvare lo stimolo economico di cui gli Usa hanno bisogno per contrastare la crisi: fare veloce ma anche farlo bene». Due giorni prima anche il capogruppo dei democratici al Senato, Harry Reid, aveva dichiarato in modo più generico al programma di punta della Nbc, «Meet the Press», che «è necessario evitare di credere ad alcune scadenze assolutamente false», riferendosi alla voce che circola da tempo a Washington e Wall Street di una approvazione-lampo del decreto contente previsioni di spesa per stimolare l'economia fino a 850 miliardi di dollari.
    Nonostante il presidente-eletto Barack Obama e la sua squadra stiano lavorando oramai da giorni al pacchetto di stimolo che servirà a rilanciare l'economia con 3 milioni di nuovi posti di lavoro e favorendo la capacità di spesa degli americani, non si prevedono tempi brevi per la sua approvazione. Nel suo settimanale discorso radiofonico Obama aveva dichiarato ieri che «se non agiamo rapidamente e coraggiosamente, potremmo vedere un ulteriore rapido deteriorarsi della situazione economica, con i livelli di disoccupazione che potrebbero raggiungere la doppia cifra». Secondo Hoyer, invece, «lo stimolo ci sarà probabilmente, almeno spero, entro la fine di gennaio. L'obiettivo è di creare più posti di lavoro e investire nella crescita economica per il lungo periodo. Ma dobbiamo essere sicuri che avremo a disposizione gli strumenti di controllo della spesa appropriati».

  7. #37
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    ILSOLE24ORE.COM > Finanza e Mercati ARCHIVIO
    Commerzbank, lo Stato al 25%
    Ricapitalizzazione da 10 miliardi


    8 gennaio 2009



    Commerzbank, seconda banca privata tedesca, vara una ricapitalizzazione, con fondi pubblici, da 10 miliardi e annuncia che il 25% del capitale più un'azione passerà sotto il controllo dello Stato tedesco. Si tratta della prima nazionalizzazione decisa in Germania a seguito della crisi finanziaria globale. Il piano elaborato dal fondo pubblico SoFFin, da Allianz e Commerzbank è stato messo a punto ieri sera e porterà il core capital del nuovo gruppo Commerzbank/Dresdner Bank (la fusione è prevista entro fine mese) al 10 per cento.

  8. #38
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    ILSOLE24ORE.COM > Finanza e Mercati ARCHIVIO Gran Bretagna, il Governo vara
    un nuovo piano salva-banche


    di Nicol Degli Innocenti




    19 gennaio 2008









    Nuovo piano di sostegno per le banche britanniche: a meno di tre mesi dall'ultimo salvataggio del settore, il premier Gordon Brown ha annunciato stamattina una serie di interventi per allentare la stretta creditizia e aiutare le banche a superare la fase piu' acuta della crisi. "L'intervento di ottobre era mirato a ricapitalizzare le banche, quello di oggi serve a far ripartire il credito, - ha detto Brown in una conferenza stampa congiunta con il cancelliere dello Scacchiere Alistair Darling lunedì mattina. – Ma ci saranno obblighi ben precisi per le banche, che dovranno sottoscrivere accordi vincolanti." Londra concede al settore altri miliardi di sterline di aiuti – la cifra e' impossibile da calcolare, ha detto il premier – ma con precise e rigide condizioni. Il tono rispetto a ottobre e' cambiato: Brown ha parlato della sua "rabbia" per le "decisioni irresponsabili" prese dalle banche in passato ed ha insistito sulla necessita' di una piu' rigida regolamentazione del settore concordata a livello internazionale.
    Sotto i riflettori e' soprattutto Royal Bank of Scotland (Rbs), che stamani ha annunciato le peggiori perdite mai registrate da una societa' britannica: 28 miliardi di sterline, 8 miliardi di perdite prima degli oneri straordinari e il resto perdite legate all'acquisizione della banca olandese Abn Amro. Il Governo ha convertito le sue azioni preferenziali della banca in azioni ordinarie per ridurre l'onere degli interessi annuali, aumentando cosi' la sua quota di Rbs dal 58 al 70 per cento. Brown ha pero' negato stamattina che una piena nazionalizzazione della banca sia inevitabile, come sostengono alcuni analisti. Northern Rock, la banca nazionalizzata, riprendera' a concedere mutui e prestiti, ha anche detto Brown.

    I tre interventi del nuovo piano per le banche
    Il nuovo piano di sostegno delle banche e' articolato in tre interventi. Il primo e' l'assicurazione degli asset a rischio: le banche devono individuare gli asset "tossici"che il Governo assicura in cambio di una commissione. Il secondo e' l'ampliamento del sistema di garanzie al credito da 250 miliardi di sterline annunciato in ottobre, che e' stato esteso fino alla fine dell'anno. Il terzo, un piano innovativo che secondo molti analisti verra' "imitato" da altri Governi, e' una garanzia per le asset-backed securities, compresi mutui, debiti societari e personali, per far ripartire i mercati del wholesale funding.

    Il ruolo della Banca d'Inghilterra
    Un ruolo di rilievo e' assegnato alla Banca d'Inghilterra, che immettera' piu' liquidita' sul mercato, ampliando da 30 giorni a un anno la sua Discount Window in cambio di una commissione aggiuntiva di 25 punti base. La BoE avra' inoltre un fondo da 50 miliardi di sterline, garantito dal Tesoro, per acquistare asset e aumentare la massa monetaria. "La Asset Purchase Facility rappresentera' uno strumento importante," ha dichiarato oggi il governatore Mervyn King.
    Le misure annunciate oggi servono a rafforzare la stabilita' del sistema finanziario e sono necessarie perche' un crollo del sistema bancario "trascinerebbe nel baratro anche l'economia britannica", ha detto Darling senza mezzi termini.
    Gli economisti hanno accolto con favore il piano del Governo ma hanno avvertito che potrebbe non bastare. "Non e' chiaro se queste misure da sole saranno sufficienti a far ripartire il credito, - ha detto Vicky Redwood, UK economist di Capital Economics. – Innanzitutto ci vorra' tempo prima che queste misure abbiano un impatto e alcune non entrano in vigore fino ad aprile. Inoltre le banche subiranno enormi perdite nei prossimi anni a causa della recessione e avranno bisogno di capitali aggiuntivi. E resta il problema che le banche in piena recessione saranno comunque riluttanti a concedere crediti, quindi riteniamo che dei tetti stabiliti dal Governo siano necessari, se non una piena nazionalizzazione."

  9. #39
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    19/01/2009 16:45 - Uk: il governo primo azionista di Lloyds Banking Group
    Il governo britannico, dopo la conclusione dell’aumento di capitale, è diventato il primo azionista di Lloyds Banking Group, il nuovo gruppo scaturito dalla fusione di Lloyds e Hbos. Lo Stato britannico ha sottoscritto 17 miliardi di sterline di nuove azioni, pari al 99% (0,5% per gli azionisti esistenti di Lloyds e 0,24% per quelli di Hbos) dell’aumento di capitale, salendo così al 43,4% del capitale del nuovo gruppo.


  10. #40
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    19/01/2009 150 - Uk: crolla Royal Bank of Scotland
    Royal Bank of Scotland ha annunciato di aver perso nel 2008 28 mld di sterline, a causa delle difficoltà del settore e delle svalutazioni di asset. Ovviamente pesa sui conti del gigante bancario l’acquisizione di Abn Amro (che concorre per 15-20 mld di svalutazioni). Il governo britannico ha annunciato in mattinata che convertirà 5 mld in azioni privilegiate della banca in azioni ordinarie (con la partecipazione che passerà dal 58% al 70 per cento).Il titolo al momento perde il 64%.

 

 
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