Dio santo ditemi che non è vero.....
Ripetetevi perché il mandante non andrebbe punito e accorgetevi che sono illogici.
Dio santo ditemi che non è vero.....
Ripetetevi perché il mandante non andrebbe punito e accorgetevi che sono illogici.


Si potrebbe chiedere direttamente anche a Lottieri...
Comunque la domanda andrebbe impostata come dice Duca ma ritoccata così, secondo me:
Qual'è l'attuale posizione Giuridica dell'Anarcocapitalismo Giusnaturalista riguardo la figura del mandante di un omicidio? La figura del mandante crea in teoria un contrasto con l'assioma di non agressione, che vede nell'agressore reale il vero criminale. Le chiediamo gentilmente quindi di chiarirci quale dovrebbe essere la pena massima da infliggere, se proprio deve essere inflitta, all'eventuale mandante di un omicidio, colui che comissiona un omicidio sotto compenso di denaro, con o senza contratto firmato.


Secondo me, posto che l'esecutore materiale è l'unico a cui addebitare la responsabilità dell'omicidio, la posizione del mandante va valuta caso per caso indagando sul rapporto di forza tra mandante ed esecutore.
In pratica credo che sia necessario stablire (in sede processuale) se le modalità con le quali il mandate ha "convinto" l'esecutore a commettere l'omicidio possono essere considerate criminali e quindi la responsabilità del mandante non è più che altro nei confronti dell'esecutore che della vittima.
p.s. come alcuni sanno non sono un libertario ma sono incuriosito dalle teorie libertarie quindi prendere il mio pensiero come strettamente personale e non certo legato alla dottrina (che per altro non consosco).


Ma il problema è che puo' anche non esserci un rapporto di forza tra committente ed esecutore e ti spiego.. Prendi il caso delle organizzazioni criminali: Il più delle volte il commitente paga l'esecutore dell'omicidio senza obbligarlo.... Il problema più grosso quindi, è che non essendoci aggresione fisica diretta si rischierebbe molto probabilmente di non riuscire ad incastrare il commitente ma solo l'esecutore materiale...
Su questo argomento c'è chi obbietta che il sicario poteva rifiutarsi di eseguire la commissione e chi come me sostiene che se il committente non pagava il sicario, la persona non veniva uccisa....


Ricordo ancora una volta che il vecchio Rothbard affermava che probabilmente il mandante, il cervello di un organizazione criminale, è imputabile quanto l'assassino diretto.
Io terrei a precisare che una cosa è il mandante e una cosa è il complice, il capo, la mente di un' organizazione criminale.
Per Rothbard non è criminale colui che innegia alla violenza o all'assassinio senza avere raporti diretti con chi prende la decisione di mettere in atto i consigli.


In ogni caso, l'osservazione di annozero non è sbagliata: La posizione del committente si dovrebbe valutare caso per caso. Per me, in linea di massima, il committente è corresponsabile perchè si prende l'onere di "assoldare" qualcuno disposto a uccidere al posto suo... E per fare questo deve necessariamente agire.
Altra cosa è l'inneggiare alla violenza: Lì non cerchi nessuno che agisca per te, semplicemente esprimi dei tuoi pensieri...


Concordo sul fatto che chi inneggia alla violenza non possa essere considerato colpevole se poi qualcuno lo ascolta. Almeno in generale (poi sarebbe da valutare anche qui cosa significa inneggiare e da quale pulpito viene fatto, con quali mezzi, con che forza, con quali scopi).
In generale credo che lo scopo di una azione sia sempre determinante nella definizione di una colpa.
Nel caso di un'organizzazione ciriminale, ad esempio, è vero che un esecutore materiale poterebbe aderire in maniera del tutto volontaria ed commettere un delitto solo per ricavare del denaro. E' anche vero però che essere a capo di una organizzazione criminale è di per se un reato e, per questo, va sanzionato.
Se l'organizzazione non è stabile viene creata per commettere un solo crimine non credo faccia differenza. No?
Scusate, questo è o no un forum anarchico? Non chiedetevi "cosa direbbe Rothbard", chiedetevi "cosa farebbero le persone?". La risposta è che i mandanti degli omicidi verrebbero probabilmente puniti, perché questo è sempre avvenuto. Può darsi, visto che il mondo è vario, che ciò non avvenga: ma dal momento che tali regole non verrebbero imposte (ma dovrebbero essere accettate) si tratterebbe di una nostra deliberata scelta vivere in una comunità del genere. Ogni ragionamento diverso non dico sia sbagliato o cattivo, ma è semplicemente irrealistico.



