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Discussione: Basta con questo Sud!!

  1. #311
    Civitella del Tronto
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  2. #312
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    L PROVVEDIMENTO DEL GIP AVRÀ LA DURATA DI DUE MESI
    L'università di Messina nella bufera
    Nuove intercettazioni, sospeso il rettore
    La moglie del Magnifico: «Bisogna fare tutto il possibile perché Umberto vinca il concorso perché merita di tornare a far parte della nostra famiglia»

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    Un posto da ricercatore, un solo candidato: il figlio del professore (14 nov. 2008)
    L' ateneo sotto inchiesta pensa all' arredo: a Messina un quadro da 80mila euro (1 nov. 2008)
    Intercettati magistrati i cui figli vinsero i concorsi (20 nov. 2008)


    Francesco Tomasello (dal web)MESSINA - Tanto tuonò che piovve. Dopo il crollo del soffitto, due giorni fa nella segreteria della facoltà di Lettere, dal quale piovono topi, anzi toponi, l'università di Messina ritorna nell'occhio del ciclone per la sospensione del rettore Francesco Tomasello decisa dal gip del Tribunale di Messina, Mariangela Nastasi. La sospensione è di due mesi su richiesta del sostituto procuratore Angelo Cavallo. L'ipotesi di reato è di concorso in abuso d'ufficio.

    LA MOTIVAZIONE - Ecco il ritratto che fa del rettore Tomasello nelle sue motivazioni il giudice «Mariangela Nastasi: «Il Tomasello utilizza la sua autorevole posizione di Rettore presso la Università degli Studi di Messina per intervenire, abusando dei propri poteri nella assegnazione di incarichi e posti di lavoro. La sua gestione della cosa pubblica, lungi dall’essere improntata a regole di trasparenza ed imparzialità, è invece molto più "pragmaticamente" mossa dalle esigenze di favorire chi può evidentemente ricambiare. La logica dello scambio reciproco, che inquina la sua azione amministrativa ed esprime una disivoltura non comune, porta a ritenere concreto il pericolo di reiterazione del reato». E poi rincara parlando della «spregiudicatezza della sua azione certamente incurante delle più elementari regole di correttezza nello svolgimento della pubblica funzione, e anzi disinvolta nell’abuso, appare certamente esplicabile e riproponibile in ogni momento perché l’occasione è data proprio dall’esercizio del tipo di ufficio ricoperto... influenzando senza scrupoli le scelte di tutti quei settori amministrativi che comunque fanno capo a lui, in seno all’Università degli Studi, con grave danno per la collettività».

    INTERCETTAZIONI - «Bisogna fare tutto il possibile perché Umberto vinca il concorso perché merita di tornare a far parte della nostra famiglia» scrive Tempo Stretto. Umberto è Umberto Bonanno, ex presidente del consiglio comunale di Messina in quota Forza Italia. A parlare era Melitta Grasso, la moglie del Rettore Franco Tomasello, in una telefonata intercettata dalla squadra mobile, nell’ambito delle indagini dell’operazione «Oro Grigio», sulla speculazione edilizia al Torrente Trapani, in cui è coinvolto lo stesso Bonanno, arrestato e poi scarcerato. Questo nuovo filone d'indagine sui concorsi truccati nell'«ateneo degli scandali» riguarda un concorso, per dirigente medico dell'unità operativa complessa di medicina del lavoro del Policlinico, espletato nel dicembre 2006. A vincerlo la figlia di un dirigente di sezione della stessa unità, ma tra i partecipanti alla selezione pubblica, c'era anche l'ex presidente del consiglio comunale di Forza Italia, Umberto Bonanno. Quel posto sarebbe poi stato appannaggio di Bonanno proprio su pressioni del Rettore. E, alla fine, la vincitrice avrebbe rinunciato a quel posto. A descrivere il quadro ci sarebbero delle intercettazioni, finite ora nelle 130 pagine circa di ordinanza del gip Mariangela Nastasi, su richiesta del pm Angelo Cavallo.

    LA DIFESA - «È una misura infondata e comunque inadeguata e sproporzionata». Rispondono gli avvocati Carmelo Scillia e Nino Favazzo, difensori del rettore dell'Università di Messina. I legali annunciano «il ricorso immediato al tribunale del riesame, contro il provvedimento di sospensione». E aggiungono: «Sorprende l'applicazione di una misura, a distanza di circa tre anni dai fatti contestati, da quanto si apprende da tempo ben noti agli inquirenti e quindi di nessuna attualità. La misura, sempre secondo i legali, appare di «inusitato rigore, vista la assoluta evanescenza del quadro indiziario ne trova precedenti analoghi».

    IL PRECEDENTE - Tomasello era stato sospeso una prima volta dalle funzioni nel luglio 2007, per un concorso «pilotato» alla facoltà di Veterinaria. Il processo per lui ed altri 22 docenti inizierà a marzo prossimo. Nonostante questo scandalo, con altre intercettazioni in cui sono coinvolti almeno due magistrati messinesi che avrebbero fatto pressioni e ottenuto favori per far vincere ai loro figli due concorsi come ricercatore, Tomasello non si era dimesso. «Continua, caro Rettore, a donare tutto Te stesso alla nostra Università, affinché questa possa seguitare a crescere e ad operare nel migliore dei modi, pur in una congiuntura oggettivamente, complessivamente non benigna, che nondimeno non ci priva della speranza in un futuro migliore». Così scrivevano i prorettori pochi giorni fa. Ora le funzioni di responsabile dell'ateneo sono state affidate all'attuale prorettore Giovanni Calabrò. Intanto, sul sito dell'università è sparita la rassegna stampa che puntualmente ogni giorno veniva messa on line.

    LE DIMISSIONI - Il partito dei comunisti italiani, la Cgil e il professor Antonio Saitta, ordinario di diritto Costituzionale all'università di Messina, hanno chiesto le dimissioni del rettore: «Ora più che mai - afferma Saitta - le dimissioni sono atto doveroso di rispetto verso tutti gli studenti ed anche verso noi professori. È evidente che la sua posizione scredita l'intero Ateneo». Il Pdci di Messina chiede al ministro dell'Istruzione Gelmini la rimozione di Tomasello, «poiché - scrive il segretario provinciale Giuseppe Bertuccelli - a quanto pare non ha alcuna intenzione di dimettersi, anzi ha assunto un atteggiamento di resistenza ad oltranza, che nuoce all'ateneo, il quale rischia di essere sottoposto per mesi ad un tiro al bersaglio non solo mass-mediatico». Qualche giorno fa il rettore Tomasello aveva inviato al ministro Gelmini una lettera con la quale chiedeva un’ispezione ministeriale per il periodo 1998-2008: «L’esame degli atti di governo relativi ad un periodo così ampio appare necessario, nonostante io abbia assunto l’ufficio di Rettore nell’anno 2004. Infatti, le emergenze amministrative e le criticità delle procedure e dei comportamenti istituzionali che ho trovato al momento del mio insediamento hanno le loro precise radici nel periodo precedente».

    Nino Luca
    aluca@corriere.it
    12 dicembre 2008

  3. #313
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    http://ricerca.repubblica.it/repubbl...splode-la.html



    La cattedra è affare di famiglia esplode la parentopoli di Udine

    Repubblica — 05 novembre 2008 pagina 24 sezione: CRONACA
    Uno pensa: il nepotismo è un fenomeno tipico del Sud, un retaggio borbonico, le dinastie proliferano da Roma in giù. E invece ecco che una pioggia di denunce prova a smontare il luogo comune: anche nell' austroungarica Udine i padri cattedratici hanno famiglia e quando possono piazzano i loro figli nei posti giusti. Per ora nessuno è riuscito a mettere in dubbio la legittimità dei concorsi. Ma le parentele abbondano, soprattutto a Medicina, dove se ne contano almeno dodici. «Negare che il fenomeno ci sia è impossibile, e bisogna intervenire», attacca Daniele Franz, membro della direzione nazionale di An, partito per il quale è stato parlamentare fino al 2006. Un anno prima fu lui a presentare un' interrogazione parlamentare nella quale denunciava l' imperversare delle baronie, a cominciare dalla famiglia Bresadola, quattro professori in facoltà. Il capostipite è Fabrizio, ordinario, direttore della cattedra di chirurgia generale ed ex presidente dell' azienda ospedaliera. Nel suo stesso dipartimento è professore associato suo figlio Vittorio: nel 2001 vinse un concorso a Siena, ma subito fu chiamato dall' università friulana. Marco, invece, si è laureato in filosofia, ma è riuscito comunque a insegnare a Medicina, alternando la sua attività di ricercatore tra Ferrara (dove è inquadrato) e Udine. Anche la moglie di Vittorio, Maria Grazia Marcellino, che si è specializzata a Ferrara, figura nel personale della clinica chirurgica. «Non c' è niente di irregolare - tuona Fabrizio Bresadola - se le progressioni di carriera sono giuste, non c' è nepotismo». Assicura che è così anche Anna Pusiol, ricercatrice in pediatria e moglie di Umberto Baccarani, ricercatore in Chirurgia generale e a sua volta figlio dell' ematologo Michele, in passato direttore della clinica chirurgica. «Io ho fatto un concorso, ero l' unica candidata e ho vinto». Non si sente una privilegiata: «Guadagno 1.200 euro al mese e lavoro come una dannata dalla mattina alla sera... ». In tutt' Italia la destra cavalca la battaglia contro i baroni. Franz non si sottrae: «Che protestino gli studenti, lo capisco. Che lo facciano certi professori, mi sembra meno lecito». Cita le email nelle quali i docenti parlano apertamente di «bandi di concorso fittizi». E sostiene che parentopoli è anche sinonimo di spreco. Ma i professori-padri di famiglia di Udine non si tengono le accuse. Carlo Alberto Beltrami, ordinario di Anatomia patologia, ha un figlio che ha appena vinto il concorso da ricercatore nello stesso settore disciplinare del padre. «La destra si è impadronita di questa parola d' ordine: all' università bisogna tagliare perché è piena di schifezze. È vero, il sistema dei concorsi va assolutamente riformato perché tutto si decide a livello locale. Ci sono però somari e meritevoli. Mio figlio è tra i secondi e lo ha dimostrato sul campo: è stato per tre anni negli Stati Uniti, al New York Medical college, ha due lavori pubblicati nel Medical Journal. Devo dirgli di andar via da qui solo perché è mio figlio? Va bene, lo farò. Ma mi sembra un' inutile cattiveria». - DAVIDE CARLUCCI

  4. #314
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    http://www.dongiorgio.it/pagine/scelta.php?id=479

    Giù al Nord, cioè a Seregno, quarantamila abitanti nella Brianza ricca, grassa e piatta, la via della politica è lastricata di parenti. Di ogni grado e specie. Figlio e cognato, sorella e fratello. Chi al municipio e chi in una municipalizzata. Chi al partito e chi al cda. Un poltronismo familiare edificato e poi ancor meglio sviluppato sotto il governo della Lega.
    La politica formato famiglia pone Seregno di diritto nella top ten delle città governate secondo lo jus sanguinis. «Chi non è di Seregno ritiene tutto molto incredibile», ammette il sindaco Giacinto Mariani. Anzitutto non si crede che il sindaco, questo sindaco, sia un leghista. Compito, molto moderato, molto benestante, Mariani guida una giunta di centrodestra che qui ha raccolto anche la forza residuale dell'Udc.
    Da sole Forza Italia e Lega avrebbero potuto comandare e decidere. Ma, con un gesto compassionevole, hanno sospinto sul vagone dei desideri anche Alleanza Nazionale, falange compatta e piuttosto aggressiva, e gli amici-nemici dell'Udc.
    Tutti insieme e piuttosto appassionatamente.

    Si è deciso, come succede un po' dappertutto, di mettere ordine nelle società pubbliche che erogano servizi e gestiscono, in ragione della mission, quattrini. Seregno insieme ad altre quattro città brianzole (Desio, Lissone, Cesano Maderno e Seveso) ha promosso la costituzione del gruppo Gelsia, una holding che aggrega alcune società di servizi pubblici locali che oggi è una delle prime multiutility in Lombardia per fatturato e clienti serviti. Gas, energia, raccolta e trasferimento dei rifiuti. "Fare sistema" lo slogan.
    Hanno fatto sistema, specialmente a Seregno, soprattutto i propri cari. La figlia del vicesindaco è consigliera di amministrazione della holding; il cognato di un assessore è consigliere di una società partecipata (la Aeb); poltrona al fratello di un altro assessore (di An), poltrona alla sorella del capogruppo in consiglio comunale di Forza Italia. In un'altra società di scopo (energia, calore, trading) si è trovato posto per la sorella di un consigliere comunale (Forza Italia). Il segretario della Lega ha ottenuto di sedere nel consiglio di amministrazione di una figlietta magra della holding (Gelsia Reti); quello dell'Udc ha ottenuto quanto gli spettava (consigliere di amministrazione) in un'altra Spa, Gelsia Calore.
    Costernato il sindaco: «Lo statuto ci impone di raccogliere le indicazioni provenienti da singoli consiglieri comunali, da gruppi politici, o da associazioni che raccolgano la proposta di almeno cinquanta cittadini. La politica si fida di chi conosce».
    La politica conosce, tra gli altri, fratelli e sorelle, cognate e cognate, figli e figlie. A bocca asciutta, secondo l'ultima proiezione, i nipoti e le cugine. Nemmeno si segnalano amanti, e neanche papà e mamme chiamate al fronte, il fronte del fare. «La mia amministrazione ha gestito la razionalizzazione dei servizi, garantito occupazione ad oltre quattrocento persone, risolto problemi che i governi di centrosinistra avevano lasciato marcire. Questo non si dice. E non si dice che solo tre delle trenta nomine decise sono imputabili a me, che alcune di esse sono conferme di scelte della giunta precedente. E nemmeno si ricorda che il partito democratico, pur di polemizzare, ha evitato di segnalarci persone, di fornire proposte. Cosicché abbiamo dovuto fare da soli».
    Il sindaco parla piano, sereno, per nulla scandalizzato. Espone e registra: tutto perfettamente a regola d'arte. Non si può dargli torto: ogni cosa è sistemata bene, ogni puntino è a norma di legge.
    E qui si ritorna al punto di partenza, alla tesi, veramente innovativa, del comprensivo sindaco Seregn, come dicono i lumbard: chi meglio di un fratello? Chi è più fidata di una sorella? «Lo statuto parla chiaro e io sono obbligato a rispettarlo».
    Obbligato lui e il resto della truppa. Obbligati e anche trasparenti. Perché c'è da dire che il sito web del comune fornisce nel dettaglio nomi e cognomi, indennità (trentamila euro all'anno se si presiede; diciottomila se si è nel consiglio) e funzioni. Sorvola sul resto.
    Ma succede ovunque. Saluti da Seregno, che si trova giù al nord Italia.
    segnala una storia a:
    a.
    caporale@repubblica. it
    (3 dicembre 2008)

  5. #315
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    Cosa si fa per non guardare in faccia la realtà!!!

  6. #316
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  7. #317
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    Citazione Originariamente Scritto da Safrana Visualizza Messaggio
    Cosa si fa per non guardare in faccia la realtà!!!
    Detto da te suona strano.

  8. #318
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    Ma perche non partono inchieste sull'economia italiana?
    Ad esempio le criminalità organizzate civili dirette da quelle nazionali diriggono i flussi di denaro in quale aziende?
    Questi soldi in quale tasche vanno.
    Se io ho una salumeria e fuori ci sono dei rapinatori che hanno in tasca molti euro l'uno e fanno la spesa nel mio negozio direi che i soldi che incasserò sono puliti per me ma non per chi li possedeva prima.

    Quello che volgio dire è con tutti sti supermercati che ogni tanto ci fanno vedere sequestrano e altro comprano materiali e ciò perlopiù penso nelle industrie e imprese del Nord?

    Confindustria che ne pensa di uno Stop alla criminalità organizzata che fattura molti milioni di euro?
    Vorrei non parliate sempre del sud e delle piccole bande con il nome cosanostra o ndrangheta, ma pensiate anche a questo.

    Ognuno deve fare il suo dovere le autorità il loro e i singoli il loro, non pensiate che colpevolizzare gl'altri sia giusto.
    Dio giudicherà. Lottiamo per il bene!
    Vi lascio l'intervista di Fava, fatta molti anni fà.

    http://www.youtube.com/watch?v=jAogBSvaSyU

  9. #319
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    Citazione Originariamente Scritto da Base04 Visualizza Messaggio
    Ma perche non partono inchieste sull'economia italiana?
    Ad esempio le criminalità organizzate civili dirette da quelle
    Scusa non ho capito.

  10. #320
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    A Napoli e nel meridone si stà portando avanti una politica di separatezza dal concetto di Unità nazionale, lasciando perdere i vari collegamenti con partiti che ci sono o ci potranno essere dobbiamo fare il punto su una cosa.
    Per il meridione la battaglia politica si fonda sul fatto che non ci fù una dichiarazione di guerra? O sul fatto che sono stati trattati male e rubati dei soldi con leggi dello Stato?
    Quale sono le basi su cui lottano "Insorgenza" e Partito del Sud?
    Sù quali diritti basano la loro lotta?

    La Sicilia giuridicamente possiede una realtà storica che ha dei dettagli che la pongono diversamente per pochi aspetti ma significativi con il resto d'Italia.
    La Sicilia combattendo per l'indipendenza dallo Stato italiano avendo un'esercito l'"EVIS" ottenne non la totale indipendenza, ma le si concesse uno Statuto Speciale che alcuni accettarono e che non fù impedito da altri, e per la violazione di questo Statuto Speciale che la Sicilia è moralmente indipendente, sotto oppressione dello Stato italiano e partiti vari e ha i suoi abitanti colonizzati psicologicamente e culturalemente oppressi in modo caratteristico che non si rendono conto della loro posizione giuridica nei confronti dello Stato della Repubblica italiana, quindi per questi motivi la Sicilia potrebbe condividere una lotta contro lo stesso male di altri territori tendendo presente la sua realtà storica.

    La lega aldilà delle sue proposte e idee potrebbe essere provata da una coalizione del Sud che però dovrebbe tenere presente la realtà siciliana.

    Ma chi porta avanti un progetto del genere?
    Mi piacerebbe lavorare con qualcuno a questo proposito ma c'è poca forza per passi del genere.
    Se cambierà qualcosa mi piacerebbe farci sentire dal gruppo insorgenza e provarli.

 

 
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