
Originariamente Scritto da
Ironman
Appunto ...
Ma l'obiettività, presuppone la conoscenza dell'argomento di cui si discute e dei fatti che lo determinano.
Tu non conosci ne l'uno e, tantomeno, gli altri.
Lo dimostrano le affermazioni, prive di fondamento, a sostegno della tua tesi sulla industrializzazione del Sud antecedente all'Unità d'Italia e ancor più sullo stato delle infrastruture meridionali prima dell'unificazione.
Affermazioni infondate che nascondono una profonda ignoranza della storia o, ancor peggio, il tentativo di mascherare, con argomenti fasulli, l'animo razzista.
Riporto, qui di seguito, lo stralcio di un mio precedente post nel quale, tra l'altro, si parla dello stato di industrializzazione e delle infrastrutture di una parte del meridione prima dell'unificazione. Quella parte che oggi, anche per "merito" dell'Unità d'Italia, rappresenta una delle zone più depresse d'Italia.
La calunnia è come un venticello…
di Raffaele Rago
da http://www.eleaml.org/sud/borbone/venticello.html
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Dopo la parentesi predatoria napoleonica, con i Borbone si iniziò a schiudere non solo un periodo di pace, ma anche di prosperità.
Si potenziò la rete stradale, infatti dalle 1505 miglia (1828) si passò alle 4587 (1855) ; si incrementò la marina a vapore, che, dopo quella inglese, era la seconda nel Mediterraneo; si creò la prima ferrovia d’Europa; si diede la possibilità di sviluppare le fabbriche del Meridione : quella dei damaschi a Catanzaro; di S. Leucio; delle officine di Mogiana, che venivano collegate allo Ionio con una ferrovia, che tranne il tracciato, non è più visibile.
Non sono da dimenticare le fabbriche di armi di Serra S. Bruno, le filande di Bagnara e tanti altri opifici sparsi in tutto il Sud e tutti funzionanti.
Chi perpretò lo scempio e la completa distruzione di tutto questo?
Chi costrinse a chiudere i vari stabilimenti?
Chi stroncò l’interessante esperimento produttivo di S. Leucio?
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da http://it.wikipedia.org/wiki/San_Leucio(Caserta)
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Il re Carlo III, consigliato dal ministro Bernardo Tanucci, pensò di formare i giovani del luogo mandandoli in Francia ad apprendere l'arte della tessitura, per poi lavorare negli stabilimenti reali. Venne così costituita nel 1778, su progetto dell'architetto Francesco Collecini, una comunità nota come Real Colonia di San Leucio, basata su uno statuto apposito del 1789 che stabiliva leggi e regole valide solo per questa comunità. I lavoratori delle seterie usufruivano, infatti, di diversi benefici: veniva loro assegnata una casa all'interno della colonia, usufruivano di formazione gratuita e qui il re istituì la prima scuola dell'obbligo d'Italia femminile e maschile che includeva discipline professionali, e le ore di lavoro erano 11, mentre nel resto d'Europa erano 14.
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Questo era il meridione, prima di cadere in mano ai Savoia.
Il resto è solo stupido razzismo e ignoranza della storia o, più spesso, ignoranza allo stato puro.