<< Io sono del nord Italia, precisamente originario della provincia di Bergamo, ho un'azienda eredita dal mio babbo, faccio finta di lavorare, infatti sono occupato per 0 ore all'anno (tanto ci sono i miei sottoposti , quasi tutti meridionali, che sgobbano per me). Mi diverto, spesso volo ai caraibi o altri paradisi (spesso per frodare il fisco), ho la Ferrari, ovviamente faccio l'amore quando voglio, specialmente quando gli altri lavorano. Non ho figli, non ne voglio, insomma sposo in pieno l'attuale moda tutta settentrionale. I figli per me sono un intralcio, potrebbero rovinarmi la dolce vita da sfaccendato figlio di papa' .
Tu sei del sud Italia, lavori, a stento riesci a mangiare, non puoi divertirti come faccio io. Mentre io vado ai caraibi, tu puoi permetterti solo un viaggetto al lido sotto casa tua.
L'unico gioia che puoi avere dalla vita sono i figli, che per te sono, come consideravano anche i settentrionali di 50 anni fa, "piezze e core" o occasione e investimento per un riscatto futuro.
Io lavoro (o meglio scaldo la sedia) presso l'impresa di papa', guadagno 185 milioni al mese, non ho la famiglia, vivo alla grande, ho 32 anni e sono gia' proprietario di 12 appartamenti sparsi per il mondo.
Oggi mi trovo a Mantova, presso una clinica specializzata in plastiche facciali. Devo affrontare il mio quinto intervento, voglio cancellare le mie fattezze tipicamente mediterranee (essendo del Nord Italia) e finalmente assomigliare ad un vero nordico.
In Padania, e' ormai di moda far finta (o credere veramente per propria ignoranza) di essere discendenti dei germani o meglio ancora dei vichinghi.
Dove la natura non ci aiuta (vale a dire quasi sempre, basta vedere Bossi & company), ricorriamo alle tinture, o come me, alla plastica.
Ora sono impegnato in una grossa operazione industriale. Devo aprire una decina di industrie fasulle (scatole vuote) nel meridione, per poter succhiare i tanti soldi che lo stato apparentemente da allo sviluppo del sud.
Me ne daranno 20 di milioni di euro, ma non sono l'unico, anzi non faccio altro che accodarmi alla folta schiera di altri industriali del nord.
Non so se ha potuto leggere l'articolo denuncia di Gian Antonio Stella sul Corriere?
Un mio amico ha fatto il botto, anch'egli industriale figlio di papa' , non contento di farsi dare dei soldi per mettere su un'impresa fantasma e' riuscito perfino a farsi pagare prima lo smaltimento dei rifiuti tossici e poi l' acquisto degli stessi rifiuti
come materiale inerte per costruire lo stabilimento. Un genio!
A Lioni (Avellino), ricordano ancora i camion del mio amico, che arrivavano nell' area industriale a metà strada tra Lioni e Nusco carichi di una poltiglia di uno strano
colore. Ne arrivarono per settimane e settimane. Centoventi autorimorchi, forse di più. Che portavano almeno 3.600 tonnellate di arsenico, cadmio e vari residui della lavorazione del piombo che avevano rastrellato qua e là. Buttarono tutta quella roba, la quale secondo Legambiente ha ancora oggi una concentrazione seimila volte superiore al tollerabile, nella grande fossa costruita per le fondamenta.
Lei lo sa che i miei amici architetti ed ingegneri sono calati sull'Irpinia del dopo terremoto , insieme ad altri migliaia di loro colleghi, e hanno partecipato alla spartizione dei soldi della ricostruzione? Secondo il rapporto della St. John's University di New York hanno succhiato qualcosa come «seimila miliardi».
I miei amici sono proprio dei grandi , ad esempio come quelli della Metalli e Derivati , aperta e chiusa a Buccino(Salerno) dopo avere ingoiato 16 miliardi. O della Idaf-Igc, coinvolta nello scandalo delle «lenzuola d' oro» per le Ferrovie dello Stato. O ancora della Omtes , che grazie agli accordi seguiti alla fine della guerra fredda aveva incredibilmente vinto (nonostante i titolari fossero già stati incriminati per altre vicende giudiziarie) un ricchissimo appalto per smantellare e distruggere 633 carri armati M47. Carri armati smontati ma finiti, invece che in una fonderia, nelle caserme di bellicosi Paesi in via di sviluppo sottoposti a embargo internazionale come la Libia, la Somalia o la Costa d'Avorio.
Altri ancora, sempre per rimanere nel settore delle armi, erano i principali produttori di mine anti uomo. Quanti miliardi in Padania sono piovuti (prima che venisse giustamente bandito sto tipo di commercio) per la vendita di quei deliziosi gingilli. Spesso ne costruivano a forma di bambole o giocattoli. Erano riusciti a diventare i leader mondiali in tale produzione, i miei amici.
Sono morti decine di migliaia di bambini per le mine fabbricate in Padania, ma che importa, l'importante e' avere il conto in banca traboccante di miliardi.
Ed ora scusate ma devo partire per l'estero , devo avviare un paio di holding e stivare un centinaio di milioni di euro in fondi neri.
Alla faccia dei meridionali che invece hanno la nomea di "marioli" se frodano 100 lire quando non fanno lo scontrino.
I primi a criticare i presunti «terroni che si mangiano i soldoni» sono gli stessi che fanno quelle belle cose che vi ho raccontato. Oggi come ieri nulla è cambiato! Giuro che sto scrivendo la verità! Chi avesse dei dubbi può verificare venendo a Mantova, gli mostro
centinaia di industrie settentrionali che operano cosi'
Alessandro Fumagalli