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Discussione: Dove va il Prc?

  1. #11
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    Mi prendo la licenza di riportare un intervento interno ad una lista di discussione Rifondazione. Naturalmente ometto riferimento personali.


    [..]
    Sono semplicemente incazzato nero perchè dopo il disatro delle ultime elezioni ho l'impressione che di teste ne siano cadute troppo poche e secondo me quello che ci vuole in questo partito è una bella ripulita generale per ricominciare con compagni giovani e motivati non dal carrierismo che è stata la rovina di questo partito.
    Quello che in molto non hanno capito è dietro il disastro ci sta la vita di tanti compagni che nei posti di lavoro e nelle piazze avevano speso tempo,sudore e fatica per questo partito.
    E il disastro non è stato certo causa loro, ma di tutti coloro che hanno pensato più alle poltrone che a quelli che dovevano rappresentare.
    In pochi anni un milione e mezzo di uomini e donne, con il loro voto, ci hanno detto che siamo come gli altri.
    Io non lo sono e non voglio pagare per colpe non mie.
    Il 12 alla manifestazione per lo sciopero generale , a Torino, città operaia e che sta pagando a caro prezzo questa crisi, sotto lo striscione di rifondazione c'erano non più di 20 persone, con in prima linea una ex senatrice (Matilde Provera).
    Ti rendi conto? Ad uno sciopero generale, in una città operaia, in piena crisi, sotto lo striscione di un partito che dovrebbe essere il naturale interlocutore di chi era in piazza quel giorno, c'erano 20 persone.

    Qualcuno deve o no pagare per questo disastro oppure vogliamo continuare far finta di niente?
    [...]

  2. #12
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    Citazione Originariamente Scritto da saitnt just Visualizza Messaggio
    Adesso che abbiamo avuto il commento di Lisergic e Palvesario mi piacerebbe sapere cosa ne pensate voi.
    Dell'articolo ho trovato molto divertente e calzante il sarcasmo sulle posizioni di Alfonso Gianni, per il resto mi sembra eccessivamente propagandistico.
    Rifondazione è in una tremenda difficoltà, definire Ferrero temporeggiatore in questa fase mi sembra sbagliato.
    Ha imposto una profonda trasformazione, se non mediasse del Prc non rimarrebbe altro che il nucleo proveniente da Dp.Diventando davvero inutile.

    Innanzitutto farò commenti veramente lampo perchè ho 39 di febbre da sabato e mi sento biologicamente poco superiore alla merda adesso come adesso.
    Io il mio personale commento l'ho preferito riportare alle parole di Lisergic perchè a parere mio ora per PRC il punto cruciale è capire come agire, se tramite una nuova scissione o con una egemonizzazione (in cui credo non sarà possibile alcuna mediazione tra le due parti, quella del nuovo corso e quella arcobalenica) della maggioranza sulla minoranza consistente. A me interessava capire come o meglio cosa pensano quelli di PRC su una questione che credo fondamentale. Chissà, poi magari è tutta una bolla di sapone.

  3. #13
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    Citazione Originariamente Scritto da Sandinista Visualizza Messaggio
    La domanda invece è questa: mi pare comunque di capire almeno dalla tua risposta che ci sia una certa attesa per una eventuale scissione (la resa dei conti di cui si parla) o comunque ad una emorragia/"epurazione" (uso il virgolettato per facilità di discorso) interna che dovrebbe comunque stabilizzare e consolidare la maggioranza. Comunque vadano le cose (ma soprattutto nel primo caso) il partito ne uscirà nuovamente ridimensionato nei numeri e quindi nei rapporti di forza sia all'interno dell'area comunista o comunque dell'area a sinistra del PD. Questo tra l'altro comporterebbe anche l'ulteriore perdita per PRC di forza catalizzatrice dell'area. Dico questo perchè l'area vendoliana sarà pure di minoranza ma non è certo una minoranza puramente statistica nè senza capacità di contrapposizione interna. In una prospettiva simile voi dentro il PRC cosa vi aspettate? Sinceramente credete sia meglio togliersi questo fardello arcobalenico o state pensando in qualche maniera di riuscire a egemonizzarlo e ad eroderlo dall'interno?
    Può darsi che stia leggendo personalmente i fatti interni a Rifondazione in maniera errata ma credo che una ennesima frattura interna possa davvero essere il coupe de grace per il partito.

    Premessa
    breve e grossolana analisi tagliata con l'accetta e nonsezionata minuziosamente con il bisturi.


    Il (mio) punto di partenza è che l'esperienza di RC si sia sgretolata con l'arcobaleno, inteso sia come cartello elettorale e sia come simbolo di rappresentazione.

    Per meglio dire, si è sgretolato nella società l'appeal di un immaginario di cui il partito era veicolo e megafono.

    Un immaginario che è stato (e purtroppo è ancora) associato al partito, che è stato alimentato e portato avanti da Bertinotti e da Liberazione e che si fonda su suggestioni culturali e movimentiste piuttosto che su pratiche materiali idonee ad offrire prospettive trasformatrici.

    Non c’è niente da fare….RC è percepita cosi’…è stata per troppo tempo percepita cosi'... contenitore di certe caratterizzazioni che ormai sono diventate indissolubili e assunte come postulati dall’elettorato.

    Cosa succede ora all’interno del partito.

    Il congresso come saprai ha espresso cinque documenti, ma tre tendenze interne stanno ultimamente scaldando la vita del partito.

    A) Quella che ritiene che il percorso iniziato da Bertinotti (comunismo inteso soltanto come tendenza culturale) non debba arrestarsi, ma trovare compimento in una generica sinistra unita (i cosiddetti Vendoliani).
    Questi farebbero la scissione anche ora ma si rendono conto che tra RC e il PD lo spazio politico è veramente angusto.
    Per ora utilizzano il partito (e il giornale) per cercare di contrastare la linea di Chianciano.


    B) Quella che ritiene che il PRC possa, come partito comunista, giocare ancora un ruolo determinante e decisivo (sia a livello politico e sia a livello sociale) e che di fatto sta facendo i conti con le contaminazioni pseudo-comuniste (movimentismo, no-globalismo, pacifismo, migrantismo, diversità al centro, etc.) che negli ultimi anni si sono sovrapposte alle prospettive originarie del partito.

    A essere onesti quete caratterizzazioni hanno anche pagato (in termini di consensi) ma si sono sciolte come neve al sole (sempre con riferimento ai consensi e al radicamento nella società) quando le prime avvisaglie di crisi hanno richiesto la presenza materiale nei rapporti reali e l'organizzazione; non trovandola, hanno contribuito a ridimensionare il ruolo del partito nella società.

    Questa tendenza è espressione linea che è uscita da Chianciano e che vede nel partito sociale il mezzo scelto per riprendere un discorso di utilità sociale e, da questo, cercare di egemonizzare gli spazi, sempre piu' ampi, di crisi e conflitto.

    C) c'è poi la tendenza (minoritaria rispetto aller altre due) che punta su una riunificazione dei comunisti (RC e PdCI per intenderci) e la creazione di un partito comunista unitario (nuovo PCI).

    Il presupposto è la constatazione della necessità di una riorganizzazione politica strutturale, che sia capace di catturare di nuovo l’attenzione massmediatica (per ovvie ragioni il partito sociale non passa nei mass media nazional popolari) intercettando i potenziali consensi comunisti.


    A tal riguardo ci sarebbe gà il via libera e la volontà da parte del PdCI.

    Io mi colloco tra tra la B e la C…molto spostato verso la C e ritengo che sarebbe efficiente sommare i benefici della B a quelli della C.







    p.s. non ho menzionato la componente operaista del partito...non perchè non sia importante e meritevole di attenzione, ma semplicemente per semplificazione espositiva.

  4. #14
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    Citazione Originariamente Scritto da saitnt just Visualizza Messaggio
    Adesso che abbiamo avuto il commento di Lisergic e Palvesario mi piacerebbe sapere cosa ne pensate voi.
    Dell'articolo ho trovato molto divertente e calzante il sarcasmo sulle posizioni di Alfonso Gianni, per il resto mi sembra eccessivamente propagandistico.
    Rifondazione è in una tremenda difficoltà, definire Ferrero temporeggiatore in questa fase mi sembra sbagliato.
    Ha imposto una profonda trasformazione, se non mediasse del Prc non rimarrebbe altro che il nucleo proveniente da Dp.Diventando davvero inutile.
    Concordo ma non si puo' tenere in stand-by una mediazione troppo a lungo...in una ricerca continua di un equilibrio influenzato da differenti forze attrattative.

    Lo puoi fare se hai in mente un punto di arrivo di sintesi che sia accettato dai contentendi e accettabile dal ruolo e dalla funzione che un partito comunista deve avere nella realtà...diversamente la mediazione si puo' trasformare in occasioni d'azione perse o sacrificate...in attendismo spinto oltre ai livelli di guardia...

  5. #15
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    Citazione Originariamente Scritto da EL ROJO Visualizza Messaggio
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    breve e grossolana analisi tagliata con l'accetta e nonsezionata minuziosamente con il bisturi.


    Il (mio) punto di partenza è che l'esperienza di RC si sia sgretolata con l'arcobaleno, inteso sia come cartello elettorale e sia come simbolo di rappresentazione.

    Per meglio dire, si è sgretolato nella società l'appeal di un immaginario di cui il partito era veicolo e megafono.

    Un immaginario che è stato (e purtroppo è ancora) associato al partito, che è stato alimentato e portato avanti da Bertinotti e da Liberazione e che si fonda su suggestioni culturali e movimentiste piuttosto che su pratiche materiali idonee ad offrire prospettive trasformatrici.

    Non c’è niente da fare….RC è percepita cosi’…è stata per troppo tempo percepita cosi'... contenitore di certe caratterizzazioni che ormai sono diventate indissolubili e assunte come postulati dall’elettorato.

    Cosa succede ora all’interno del partito.

    Il congresso come saprai ha espresso cinque documenti, ma tre tendenze interne stanno ultimamente scaldando la vita del partito.

    A) Quella che ritiene che il percorso iniziato da Bertinotti (comunismo inteso soltanto come tendenza culturale) non debba arrestarsi, ma trovare compimento in una generica sinistra unita (i cosiddetti Vendoliani).
    Questi farebbero la scissione anche ora ma si rendono conto che tra RC e il PD lo spazio politico è veramente angusto.
    Per ora utilizzano il partito (e il giornale) per cercare di contrastare la linea di Chianciano.


    B) Quella che ritiene che il PRC possa, come partito comunista, giocare ancora un ruolo determinante e decisivo (sia a livello politico e sia a livello sociale) e che di fatto sta facendo i conti con le contaminazioni pseudo-comuniste (movimentismo, no-globalismo, pacifismo, migrantismo, diversità al centro, etc.) che negli ultimi anni si sono sovrapposte alle prospettive originarie del partito.

    A essere onesti quete caratterizzazioni hanno anche pagato (in termini di consensi) ma si sono sciolte come neve al sole (sempre con riferimento ai consensi e al radicamento nella società) quando le prime avvisaglie di crisi hanno richiesto la presenza materiale nei rapporti reali e l'organizzazione; non trovandola, hanno contribuito a ridimensionare il ruolo del partito nella società.

    Questa tendenza è espressione linea che è uscita da Chianciano e che vede nel partito sociale il mezzo scelto per riprendere un discorso di utilità sociale e, da questo, cercare di egemonizzare gli spazi, sempre piu' ampi, di crisi e conflitto.

    C) c'è poi la tendenza (minoritaria rispetto aller altre due) che punta su una riunificazione dei comunisti (RC e PdCI per intenderci) e la creazione di un partito comunista unitario (nuovo PCI).

    Il presupposto è la constatazione della necessità di una riorganizzazione politica strutturale, che sia capace di catturare di nuovo l’attenzione massmediatica (per ovvie ragioni il partito sociale non passa nei mass media nazional popolari) intercettando i potenziali consensi comunisti.


    A tal riguardo ci sarebbe gà il via libera e la volontà da parte del PdCI.

    Io mi colloco tra tra la B e la C…molto spostato verso la C e ritengo che sarebbe efficiente sommare i benefici della B a quelli della C.







    p.s. non ho menzionato la componente operaista del partito...non perchè non sia importante e meritevole di attenzione, ma semplicemente per semplificazione espositiva.

    Credo anche io che per PRC la via sia quella di spingere il partito sociale da una parte e cercare sempre in una ottica veramente unificatrice (e non di semplice sommatoria di numeri) l'unione col PdCI e magari anche con Ferrando (tutto molto ipotetico chiaramente, non facile per nulla praticamente).
    Questo perchè è bene che il PRC riscopra e faccia riscoprire se stesso come partito comunista e attento al sociale reale attraverso una militanza attiva e non mediata da scelte imposte dall'alto ma allo stesso tempo Rifondazione non deve dimenticare di essere e voler essere un partito che aspira ad essere dentro il parlamento. Un insuccesso elettorale dovuto a numeri esigui a parer mio distrugge molto o comunque condiziona fortemente la percezione che la gente (non solo gli elettori del PRC ma tutti in generale) ha delle capacità del partito stesso. E questo PRC non se lo può permettere attualmente, perchè non ha le forze per ammortizzare il colpo.

  6. #16
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    Citazione Originariamente Scritto da Sandinista Visualizza Messaggio
    Credo anche io che per PRC la via sia quella di spingere il partito sociale da una parte e cercare sempre in una ottica veramente unificatrice (e non di semplice sommatoria di numeri) l'unione col PdCI e magari anche con Ferrando (tutto molto ipotetico chiaramente, non facile per nulla praticamente).
    Questo perchè è bene che il PRC riscopra e faccia riscoprire se stesso come partito comunista e attento al sociale reale attraverso una militanza attiva e non mediata da scelte imposte dall'alto ma allo stesso tempo Rifondazione non deve dimenticare di essere e voler essere un partito che aspira ad essere dentro il parlamento. Un insuccesso elettorale dovuto a numeri esigui a parer mio distrugge molto o comunque condiziona fortemente la percezione che la gente (non solo gli elettori del PRC ma tutti in generale) ha delle capacità del partito stesso. E questo PRC non se lo può permettere attualmente, perchè non ha le forze per ammortizzare il colpo.
    Compagno/i,

    una domanda che volevo farvi da un po': come mai a voi il partito (la forma partito) non interessa?

  7. #17
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    Citazione Originariamente Scritto da EL ROJO Visualizza Messaggio
    Compagno/i,

    una domanda che volevo farvi da un po': come mai a voi il partito (la forma partito) non interessa?

    Provo a darti una riposta personale. Io non sono contro la forma partito in sé. Sicuramente la forma partito tradizionale dei partiti comunisti necessita revisioni e ripensamenti rispetto al suo modello leninista che non siano scialbi movimentismi deboli.
    Ma al di là di questo, la ragione per cui oggi ha poco senso fondare un partito strictu sensu nonché aderire ad un partito già esistente come il PRC, è la mancanza di una base sociale e di una forza collettiva sufficiente per avere un peso minimo ed influire.
    Si potrebbe obiettare che un partito come rifondazione abbia la sua base numerica, seppur esigua. E'vero, ma il problema è che tale base è profondamente identitaria e per nulla popolare, dunque difficilmente può rappresentare una rottura con il "comunismo di nicchia" inteso come fenomeno solo estetico di accompagnamento passivo e impotente del capitalismo assoluto.
    Prima il lavoro culturale, rompendo gabbie ideologiche fuori tempo massimo e creando nel tempo una base popolare e rafforzando un'avanguardia culturale e politica, poi un domani, se mai sarà possibile, si può tornare a pensare alla forma partito.
    ma senza uno stravolgimento culturale e teorico, tutto questo è condannato all'impotenza.

  8. #18
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    Vado di metafora pesantemente.

    Per me il PRC è come una nave che imbarca acqua........e in cui i passeggeri reagiscono in modo differente.

    Sul ponte di comando gli ufficiali e il capitano cercano di strapparsi il timone l'un l'altro....alcuni passeggeri si sono lanciati alle pompe e stanno pompando... altri sono saliti in coperta a sventolare con orgoglio la bandiera rossa..... altri si sono messi a riverniciare lo scafo da rosso ad arcobaleno.... altri ancora guardano la televisione e fanno finta di niente..... la maggior parte, infine, hanno abbandonato la nave e vaga alla ricerca di qualcuno che li raccolga.
    Tra quelli rimasti a bordo pochi hanno capito deve sono le falle che continuano ad allargarsi.

    Fuor di metafora, i militanti del PRC si sono accorti della crisi solo quando il partito non ha superato lo sbarramento alle ultime elezioni...... mentre la crisi dura da molto di più ed è una crisi di insediamento sociale, capacità di analisi della realtà e mancanza di prospettive strategiche.
    Il PRC per il momento non va da nessuna parte, va alla deriva su un mare in cui si sta scatenendo un uragano.

    Io sono tra quelli che ha abbandonato la nave (e i suoi passeggeri) al loro destino per cui non mi interesso della loro sorte. Vago anch'io su una scialuppa e la mia proccupazione e come affrontare il marasma geopolitico, economico e sociale che si sta scatenando e che la crisi di questi mesi sta facendo precipitare.

  9. #19
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    Citazione Originariamente Scritto da terraeamore Visualizza Messaggio
    Provo a darti una riposta personale. Io non sono contro la forma partito in sé. Sicuramente la forma partito tradizionale dei partiti comunisti necessita revisioni e ripensamenti rispetto al suo modello leninista che non siano scialbi movimentismi deboli.
    Ma al di là di questo, la ragione per cui oggi ha poco senso fondare un partito strictu sensu nonché aderire ad un partito già esistente come il PRC, è la mancanza di una base sociale e di una forza collettiva sufficiente per avere un peso minimo ed influire.
    Si potrebbe obiettare che un partito come rifondazione abbia la sua base numerica, seppur esigua. E'vero, ma il problema è che tale base è profondamente identitaria e per nulla popolare, dunque difficilmente può rappresentare una rottura con il "comunismo di nicchia" inteso come fenomeno solo estetico di accompagnamento passivo e impotente del capitalismo assoluto.
    Prima il lavoro culturale, rompendo gabbie ideologiche fuori tempo massimo e creando nel tempo una base popolare e rafforzando un'avanguardia culturale e politica, poi un domani, se mai sarà possibile, si può tornare a pensare alla forma partito.
    ma senza uno stravolgimento culturale e teorico, tutto questo è condannato all'impotenza.

    Ti ringrazio per la risposta.

    Secondo me pero' sorvoli su un aspetto che meriterebbe piu' attenzione e che anzi reputo essenziale se si vuole dare una prospettiva materiale ai conflitti e ai disagi della società: quello dell'organizzazione.

  10. #20
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    Citazione Originariamente Scritto da Sandokan80 Visualizza Messaggio
    Vado di metafora pesantemente.

    Per me il PRC è come una nave che imbarca acqua........e in cui i passeggeri reagiscono in modo differente.

    Sul ponte di comando gli ufficiali e il capitano cercano di strapparsi il timone l'un l'altro....alcuni passeggeri si sono lanciati alle pompe e stanno pompando... altri sono saliti in coperta a sventolare con orgoglio la bandiera rossa..... altri si sono messi a riverniciare lo scafo da rosso ad arcobaleno.... altri ancora guardano la televisione e fanno finta di niente..... la maggior parte, infine, hanno abbandonato la nave e vaga alla ricerca di qualcuno che li raccolga.
    Tra quelli rimasti a bordo pochi hanno capito deve sono le falle che continuano ad allargarsi.

    Fuor di metafora, i militanti del PRC si sono accorti della crisi solo quando il partito non ha superato lo sbarramento alle ultime elezioni...... mentre la crisi dura da molto di più ed è una crisi di insediamento sociale, capacità di analisi della realtà e mancanza di prospettive strategiche.
    Il PRC per il momento non va da nessuna parte, va alla deriva su un mare in cui si sta scatenendo un uragano.

    Io sono tra quelli che ha abbandonato la nave (e i suoi passeggeri) al loro destino per cui non mi interesso della loro sorte. Vago anch'io su una scialuppa e la mia proccupazione e come affrontare il marasma geopolitico, economico e sociale che si sta scatenando e che la crisi di questi mesi sta facendo precipitare.
    Rimango nella metafora "marina".


    Secondo me la nave supererà la tempesta e mi auguro che riprenda a bordo - una volta in acque calme, col vento in poppa ed il timone ben saldo - coloro che la davano già per spacciata.



    Anch'io, come te, avevo abbandonato la nave: mi ero accorto, ben prima che essa si arenasse sotto un arcobaleno
    (), che la direzione intrapresa ci avrebbe portato in acque basse (e non mi sbagliavo) e poi, per dirla tutta, non mi interessava la destinazione scelta dall'ammiraglio.

    Adesso pero' percepisco una nuova volontà tesa a far ripartire la nave e renderla piu' forte e sicura in vista della tempesta e son risalito a bordo.

 

 
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