Per capire cosa vuol dire: immaginate la carrozzeria nuova della vostra macchina spostarsi su se stessa come un magma vivo nel 10% della sua superfice ed assumere forme inconsuete. Probabilmente cambiereste carrozzeria, di sicuro essa non vi piacerebbe più.
C'è di più: la deformazione, essendo endogena, nasce da cambiamenti nella lega del metallo. Questi cambiamenti, statisticamente, la rendono meno e non più resistente. Diviene fragile. Si avvicina al vetro, come comportamenti. Si frantuma. Un incidente con la vostra macchina passata in un reattore ITER significherebbe la distruzione della vostra macchina.
Finito? No. C'è di peggio. Non potreste ripararla, neppure isolando spettrometricamente le parti mutate del metallo e cambiandole con tagli e rifusioni ad ok. La struttura della vostra macchina diverrebbe pesantemente radioattiva, dovreste far fare l'operazione a un robot.
questo, dovrebbe indurre a far riflettere chi -non avendo una idea neppure remota di quali scempiaggini dice- presenta la fusione nucleare come una cosa "a portata di mano" del tipo "non perdiamo tempo a sostituire le fossili con altre cose, tanto fra un po' arriverà la fusione".
E' giusto sperare, è giusto credere che l'uomo supererà anche questi ostacoli. E' sacrosanto. Nel frattempo, non ci sono alibi per usare le tecnologie già sviluppate in sessanta anni per risolvere problemi che nel 1930 a Enrico Fermi sembravano simili, e sviluppare una produzione da energia nucleare di fissione degna di questo nome.
Almeno in questo disgraziato paese, che tra le sue fortune ha avuto quella di aver fatto nascere, l'energia del futuro. Quella vera, quella del futuro dei vostri figli, non quella fra due secoli.