

Ultima modifica di Tomás de Torquemada; 23-05-10 alle 20:07
"Così penseremo di questo mondo fluttuante: una stella all'alba; una bolla in un flusso; la luce di un lampo in una nube d'estate; una lampada tremula, un fantasma ed un sogno:"
(Sutra di diamante)


La relazione educativa esiste fra 2 soggetti consenzienti che possono riconoscersi pari dignità ma devono accettare ruoli differenti per poter uscire dall'egocentrismo e diventare utili per vivere 1 esperienza che migliori entrambi.
Forse è solo una mia opinione personale, ma questo per me è un gioco.
Ultima modifica di Tomás de Torquemada; 23-05-10 alle 20:08
di necessità virtù


Non è affatto un gioco. E' l'assunzione della loro originaria posizione archetipica pulsante e vivente a livello metafisico, oltrepassando le falsissime commistioni instaurantisi a livello umano-sociale contingente.
Non capisco però il termine "educativo": che cosa c'entra? Stiamo parlando d'altro. E qui non si tratta affatto di esperienza migliorativa, ma di re-identificazione di un preciso livello ontologico manifestantesi nel mondo delle forme il quale preluderà possibilmente a un itinerario salvifico.
Forse stiamo scrivendo di cose diverse, non so.
Ultima modifica di Tomás de Torquemada; 23-05-10 alle 20:08
"Così penseremo di questo mondo fluttuante: una stella all'alba; una bolla in un flusso; la luce di un lampo in una nube d'estate; una lampada tremula, un fantasma ed un sogno:"
(Sutra di diamante)


In merito esistono scritti specifici. Ricordo a braccio "L'amante invisibile" di Zolla.
Ma un'idea la potete avere anche dai rapporti epistolari fra Santa Teresa e San Giovanni della Croce, che è stato sepolto di nascosto e di notte perché in odor di eresia. Anche nella leggenda di Servio Tulio si dice che lui dormisse in una stanza munita di una finestrella che rimaneva sempre aperta, dato che di notte la dea fortuna lo veniva a trovare e i due facevano l'amore.
Ultima modifica di Tomás de Torquemada; 23-05-10 alle 20:10
Per quanto questa affermazione possa essere condivisibile dal sottoscritto, è lecito dissentire poiché vi è nella riflessione morale di molti filosofi e medici nei primi due secoli una generale severità in tema di austerità sessuale. E per "molti" s'intende Sorano e Rufo d'Efeso, Musonio, Seneca, Plutarco, Epitteto e Marco Aurelio (non certo monoteisti), da cui gli autori cristiani hanno tratto molti elementi.
L'inquietudine nei confronti dei piaceri sessuali nell'epoca imperiale è oggetto di una notevole intensificazione ed è solo a questo punto che s'inserisce anche il movimento ascetico cristiano dei primi secoli.
Ultima modifica di Tomás de Torquemada; 23-05-10 alle 20:14


Mi sembra stiamo scrivendo della stessa esperienza, da punti di vista differenti & complementari, primahyadum: chiamo gioco il livello gratuito, non lavorativo dell'esistenza.
La re-identificazione di un preciso livello ontologico, manifestantesi nel mondo delle forme, è preludio di un itinerario salvifico & è 1 esperienza educativa in quanto l'ego dimentica se stesso donandosi nell'incontro con l'alterità.
L'eductor, l'educatore in lingua latina, è responsabile di una uscita, preludio per la crescita. Un esempio? Diotima.
Ultima modifica di Tomás de Torquemada; 23-05-10 alle 20:14
di necessità virtù

