Cobolli oltre a chiedere i due scudetti dovrebbe riassumere Moggi. La coerenza vorrebbe quello.


Cobolli oltre a chiedere i due scudetti dovrebbe riassumere Moggi. La coerenza vorrebbe quello.




Niente associazione per delinquere nel caso Gea: ora i bianconeri possono chiedere indietro i due scudetti assegnati all'Inter dopo Calciopoli.
Non è uno più uno: niente associazione per delin*quere nel caso Gea uguale ritorno nella bache*ca juventina dei due scudetti strappati nel 2006. Sarà una cosa lunga come lungo (due-tre anni) si annun*cia il primo grado del processo per Calciopoli che si apre il 20 gennaio, ma nelle tetragone certezze di chi rilegge ora le sentenze sportive dell’estate del 2006, che hanno tolto alla Juve due scudetti, la serie A, la Champions League, decine di milioni e alcuni cam*pioni che ora fanno la fortuna dell’Inter, cominciano a evidenziarsi crepe. Di fatto, la sentenza Gea ha sgre*tolato il teorema dell’associazione per delinquere: non un’organizzazione criminale, un po’meno cupo*la fin d’ora il sistema Moggi. Violenti e minacciosi, in*vece, i due Moggi: robetta, minacce di quelle - ce lo racconta l’avvocato esperto Grassani all’interno *che capitano dalla C, pardon Lega Pro, ai club di Champions in casi di braccio di ferro giocatore-so*cietà.
E’ a Napoli che si gioca la grande partita, però, quel*la che può portare Moggi e la Juve, per una volta an*cora (necessariamente, funzionalmente), alleati nel prossimo decennio: se anche lì il teorema dell’asso*ciazione per delinquere finalizzata alla frode sporti*va attraverso il sistema di comunicazioni private con arbitri e designatori finirà percadere, allora si dovrà dare seguito alle parole col ricorso all’articolo 39 comma 2 del codice di giustizia, quello in cui si pre*vede la revisione dei processi sportivi di fronte alla Corte di Giustizia federale se si dimostrino storica*mente inconciliabili «i fatti posti a fondamento» del*la sanzione per come erano stati giudicati con quelli di «altra decisione irrevocabile».
Ci spieghiamo: la sentenza della giustizia sportiva non fa «stato», come dicono i giuristi, lo fa invece una sentenza dell’ordi*namento statale. Su questo dissente, con grandi aper*ture alle tesi degli juventini però, il professor Sandul*li, come potrete anche in questo caso leggere all’inter*no: ma è difficile argomentare che la sommatoria di comportamenti scorretti, pur gravi, di Moggi e Gi*raudo volti a condizionare l’intero esito del campio*nato 2004-2005, se non corroborati dal reato di asso*ciazione a delinquere, nel processo penale sarebbero valsi cotanta sentenza, soprattutto per il club che era rappresentato, senza lo straccio di un illecito classi*co. Sandulli sostiene l’indipendenza della giustizia sportiva dagli esiti di quella penale, ma ne riconosce le recenti fragilità, la pedissequità. Peccato che - co*me ricorda nel suo intervento il professor D’Onofrio - per Recoba e il suo passaporto, il presidente emeri*to della Corte Costituzionale Caianiello consigliò san*zioni lievi in attesa di una sentenza penale che avreb*be potuto smentire la Figc.
La prudenza suggerita da Caianiello non ci fu nel 2006, quando l’aggravante della distribuzione delle sim non faceva parte del processo sportivo: l’Uefa premeva, serviva una classifica e i comportamenti erano, invero, clamorosi. Altrettanto clamoroso sa*rebbe scoprire che neanche a Napoli si può provare l’associazione. Sarà una specie di calvario, quello da salire per il riottenimento degli scudetti: ma dopo aversofferto tanto, dopo la caduta e questa prepoten*te risalita, per la Juve vale la pena non mollare.


metti i link.




domani faccio una scansione di quella pagina del libro...
PS: che moggi si sentisse al telefono regolarmente con paparesta risulta chiaro anche dalla famosa intercettazione in cui lui e bergamo discutono delle griglie...come ricorderai, Bergamo non aveva messo in griglia paparesta in quanto sarebe dovuto, a suo dire, rientrar eil sabato...al che moggi dice testualmente "no, l'ho sentito, rientra venerdì"....
se hai sottomano la trascrizione dell'intercettazione, controlla...![]()






ineccepibile come sempre Rocca
"Una falla”
10 Gennaio 2009 Blog
Avendo a suo tempo letto la sentenza che ha condannato la Juventus alla B, al contrario di chi ne ha scritto senza sapere di che cosa stesse parlando, ho sempre sostenuto che, anche per la sentenza che ha condannato la Juventus, non era stato commesso alcun illecito sportivo ex articolo 6 del codice sportivo, ovvero non c’era niente che confermasse la teoria da bar dello sport che la Juventus di Moggi avesse anche solo provato a modificare l’andamento o il risultato di una singola partita.
Oggi questa cosa la sostiene in un’intervista – più accessibile di una sentenza per i frequentatori di un bar dello sport – l’autore della sentenza stessa, l’uomo che ha condannato la Juventus alla serie B, con penalizzazione e perdita di due scudetti legittimamente e meritatamente vinti sul campo, cioè Piero Sandulli.
Che dice Sandulli? Dice che "nella nostra sentenza evidenziammo soprattutto cattive abitudini, mica illeciti classici. Si doveva far capire che quello che c’era nelle intercettazioni non si fa. E’ stata una condanna etica".
Capito? Cattive abitudini, non "illeciti classici". E la condanna è stata "etica".
Sandulli conferma che la Juve non aveva commesso un "illecito sportivo", non aveva né comprato né tentato di comprare le partite, ma soltanto una violazione dell’articolo 1, come tutti gli altri peraltro, che stabilisce il principio della lealtà sportiva e che non prevede né la retrocessione né lo scippo di due scudetti (uno dei quali assegnato da un dirigente degli indossatori a se stesso).
Continua Sandulli: "E’ violazione dell’articolo 1. E l’illecito associativo che non esisteva, era una falla nel sistema giuridico, è stato da noi introdotto".
Avete capito bene, l’autore della sentenza di condanna conferma quello che c’è scritto nella sentenza e che non si è mai voluto leggere: la Juventus non ha commesso un illecito sportivo, ma è stato "introdotto" un reato associativo che “non esisteva” per poterle comminare una “condanna etica” (e scipparle Ibra in modo che gli indossatori anche oggi col Cagliari facessero punti)
Non è la prima volta che Sandulli lo dice, del resto l’ha scritto nella sentenza. E, nel luglio 2006, l’ha ribadito: “Non ci sono illeciti, era tutto regolare, quel campionato non è stato falsato, l’unico dubbio riguarda la partita Lecce-Parma”.
La Juventus di Cobolli Gigli è stata corresponsabile di tutto ciò.
Christian Rocca
http://www.camilloblog.it/archivio/2.../10/una-falla/


si conferma quelo che io sostenevo fin dall'estate 2006.
il calcio non è più uno sport, ma è una delle maggiori aziende del paese, di conseguenza non dovrebbe più sottostare alla giustizia sportiva (che è ridicola, addirittura nel caso di Calciopoli venne creato un illecito ex novo per punire la Juve), ma al codice penale.
o almeno adeguare il più possibile la giustizia sportiva al penale, in quanto una retrocessione di una squadra come la Juve (e come tante altre) crea perdite per centinaia di milioni, crolli in borsa (ovviamente se si è quotati), ed addirittura il rischio fallimento.