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    Predefinito Il passato che non passa

    Il passato che non passa

    Con l’avvicinarsi della Giornata del ricordo riaffiorano le polemiche tra Italia, Slovenia e Croazia. Il presidente Mesić rilancia l’idea di un gesto di pacificazione da parte dei capi di stato dei tre paesi. Immediata la bocciatura del presidente sloveno Türk

    Da Capodistria, scrive Stefano Lusa

    Nei giorni scorsi - in un’intervista rilasciata al quotidiano triestino “Il Piccolo” - il presidente croato Stjepan Mesić ha rilanciato l’idea di un atto di pacificazione dei capi di stato di Slovenia, Croazia e Italia. L’intenzione è quella di recarsi in alcuni luoghi simbolo che hanno segnato pesantemente la storia degli italiani da una parte e degli sloveni e croati dall’altra. Per Mesić un simile atto è possibile pur di non mettere sullo stesso piano fascismo ed antifascismo.

    Il ministro degli Esteri italiano, Franco Frattini, - che lunedì sarà in visita a Zagabria - è sembrato accogliere con favore la proposta, ma ha anche precisato, dalle pagine dello stesso giornale, che “tutte le vittime debbono essere commiserate”. Frattini, che ha definito il fascismo male assoluto, non ha mancato, però, nemmeno di porre l’accento sulle “stragi orribili” compiute dai militari e dalle forze comuniste di Tito. La tesi pare essere quella che fascismo e comunismo debbono essere messi sullo stesso piano.

    A chiudere definitivamente la porta alla proposta di Mesić, ci ha pensato immediatamente il presidente sloveno, Danilo Türk. “Per questo incontro - ha precisato in un comunicato stampa - non c’è né urgente necessità né esistono tutte le condizioni necessarie”. Il messaggio che Türk ha lanciato è stato insolitamente duro. I presupposti non ci sarebbero, infatti, finché in Italia non ci si confronterà più chiaramente con il fascismo. Il presidente ha ribadito che molti criminali di guerra italiani non sono stati ancora puniti ed ha sottolineato che la riconciliazione deve possedere anche una dimensione etica.


    Vai al dossier Memoria divisa Le polemiche sul passato tra l’Italia e le due repubbliche dell’ex Jugoslavia non sono una cosa nuova. Durissima è stata quella tra il presidente croato Mesić e quello italiano Giorgio Napolitano, per un discorso pronunciato da quest’ultimo, nel 2007, in occasione del Giorno del ricordo.

    Proprio le questioni legate al passato avevano avvelenato, negli anni Novanta, le relazioni tra Lubiana e Roma. All’epoca l’Italia pose più di qualche ostacolo lungo il cammino europeo della Slovenia. Il nodo da sciogliere era quello dei beni abbandonati dagli esuli. Per Lubiana il problema non sussisteva visto che era stato risolto con gli accordi di Roma del 1981. Secondo quel documento l’allora Jugoslavia avrebbe dovuto versare 110 milioni di dollari all’Italia. Ora quel debito è stato diviso tra Slovenia e Croazia, e Lubiana ha versato la sua parte su un conto fiduciario presso una banca lussemburghese, ma l’Italia non ha mai ritirato quei soldi.

    Nel 2007 l’allora ministro degli Esteri italiano Massimo D’Alema, in visita a Lubiana, aveva sottolineato che l’importo andava ritoccato all’insù ed il suo successore Frattini ha ribadito questa linea: “(…) è una somma certamente insufficiente anche sotto il profilo simbolico. Quindi è una somma che può e deve essere rivalutata”. Per l’Italia, quindi, quella vecchia partita non è ancora chiusa, ma appare, comunque, alquanto improbabile, anzi quasi impossibile, che Lubiana accetti di riaprire i giochi, visto che in tutti questi anni non s’è mai mossa di un millimetro dal principio che i patti devono essere rispettati.

    Forse è proprio in questa chiave che dovrebbe essere letta la ferma reazione di Türk. Non è, infatti, la prima volta che dopo che l’Italia pone questioni legate al passato, la Slovenia risponde tirando in ballo i crimini commessi durante l’occupazione della Slovenia.

    La nuova polemica che sta per scatenarsi (e che ancora una volta riparte con l’avvicinarsi delle celebrazioni per la Giornata del ricordo) non è che l’ennesima prova del fatto che in queste regioni ci si trova alle prese con un passato che non passa.


    Vedi la sezione Aestovest, dedicata al confine orientale In questi anni non sono mancati i tentativi di arrivare ad una conciliazione, ma tutti si sono tramutati in altrettanti fallimenti.

    Del resto un gesto dei tre presidenti difficilmente chiuderebbe i conti con il passato. Anzi sicuramente non servirebbe ad altro che a scatenare nuove dispute. A livello locale, infatti, nessuno prenderebbe in considerazione il fatto che il proprio presidente ha chiesto scusa agli altri, ma tutti penserebbero che l’altro presidente ha finalmente ammesso le “orrende” colpe del suo popolo.

    Arrivare all’incontro dei tre capi di stato, comunque, non è semplice. Il primo problema da risolvere sarebbe quello di scegliere i luoghi dove rendere omaggio alle vittime e per gli sloveni pare fondamentale che non si parta dalla guerra, ma dall’avvento del regime fascista. Si tratterebbe quindi di onorare il monumento di Basovizza, dedicato ai quattro condannati a morte dal tribunale speciale del regime fascista, nel settembre del 1930. A Roma quest’idea non sembra troppo andare a genio.

    D’altronde a Lubiana e a Zagabria sembra difficile uscire dallo schema causa effetto: le colpe vanno ricercate in quello che viene percepito come il terribile regime instaurato durante il fascismo, visto che tutto ciò che seguì non fu altro che una reazione a vent’anni di oppressione. In Italia invece si tende a credere che il periodo fascista non fu poi una cosa troppo seria e che in fondo gli italiani si comportarono secondo lo stereotipo attualmente in voga, quello della “brava gente”. Del resto è stato pur detto che il Duce mandava “in villeggiatura” i suoi oppositori.

    Uscire da questi schemi mentali appare complicato. Più che cercare gesti comuni, ognuno dovrebbe piuttosto cercare di fare prima di tutto i conti pubblicamente con il proprio passato. Più che tre presidenti insieme, quindi, i capi dello stato potrebbero andare da soli a chiedere scusa per le colpe di cinquanta, sessanta o settant’anni fa. Ovviamente, però, un simile scenario non appare per nulla reale.

    Il nuovo quadro politico, rappresentato dall'Unione Europea, ha naturalmente modificato i termini della questione. Il presidente Napolitano, del resto - durante la sua visita dello scorso anno in Slovenia - disse: “Io non so nemmeno se abbia più senso usare il termine riconciliazione. Italia e Slovenia: siamo insieme nell'Unione europea”. Ora il presidente sloveno Türk ha voluto ribadire quel concetto precisando che a livello politico è già stato raggiunto un alto grado di riconciliazione: “La Slovenia e l’Italia sono membri dell’Unione europea, che è il più grande e il più fruttuoso progetto di riconciliazione nella storia d’Europa”.

  2. #2
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    Il fascismo ha provocato enormi ferite nei paesi della ex Jugoslavia. Ma altrettanto profonde sono state le ferite lasciate da Tito e i suoi seguaci. Nessuno credo, possa dimenticare le foibe. Ricordare i crimini fascisti e tralasciare quelli comunisti di Tito sarebbe non solo imperdonabile, ma anche ipocrita. Il gesto di pacificazione doveva a mio avviso arrivare molto prima. Si pretende un'integrità politica europea mentre poi sussistono dissapori tra due paesi confinanti? Il gesto del presidente croato è positivo e anche la risposta del nostro paese non è sbagliata. Chi sbaglia in questo momento è sicuramente la Slovenia.

  3. #3
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    Per rispetto nei confronti degli ESULI non approveremo nessuna opera di riconciliazione con questi due stati !!! Peccato che come presidente dell'Italia ci sia un COMUNISTA che appoggiava le idee di quel porco di Togliatti.

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da Italianista Visualizza Messaggio
    Il fascismo ha provocato enormi ferite nei paesi della ex Jugoslavia. Ma altrettanto profonde sono state le ferite lasciate da Tito e i suoi seguaci. Nessuno credo, possa dimenticare le foibe. Ricordare i crimini fascisti e tralasciare quelli comunisti di Tito sarebbe non solo imperdonabile, ma anche ipocrita. Il gesto di pacificazione doveva a mio avviso arrivare molto prima. Si pretende un'integrità politica europea mentre poi sussistono dissapori tra due paesi confinanti? Il gesto del presidente croato è positivo e anche la risposta del nostro paese non è sbagliata. Chi sbaglia in questo momento è sicuramente la Slovenia.

    Quoto al 100 % !

    Bravo Italianista!

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da Albex Visualizza Messaggio
    Per rispetto nei confronti degli ESULI non approveremo nessuna opera di riconciliazione con questi due stati !!! Peccato che come presidente dell'Italia ci sia un COMUNISTA che appoggiava le idee di quel porco di Togliatti.


    La vera conciliazione consiste nell'affermare coerentemente le proprie colpe. Questo vale per entrambi gli schieramenti. Gli italiani non si comportarono certo bene nei territori jugoslavi. Ma questo non giustifica minimamente il comportamento di Tito.
    Napolitano è per una "distensione" dei rapporti difficili che il nostro paese ha con due nazioni vicine e amiche. Il fatto che il nostro presidente abbia un passato da comunista (non capisco perchè lo scrivi in maiuscolo, quasi fossi disgustato) è irrilevante. Napolitano è il Capo dello Stato, che ci rappresenta tutti. La riconciliazione non va fatta alzando barriere tra le parti, ma facendole cadere.

  6. #6
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    Non ci può essere alcuna riconciliazione se l'intento è di mettere sullo stesso piano i crimini degli aggressori fascisti con la risposta (vendetta meglio dire) dei comunisti di Tito. Proprio perchè la prima è stata un'aggressione la seconda una vendetta. In questo senso mi senso molto vicino alla Slovenia ed in parte anche al presidente croato Misic anche se ha una posizione troppo morbida nei nostri confronti.

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da seven77 Visualizza Messaggio
    Non ci può essere alcuna riconciliazione se l'intento è di mettere sullo stesso piano i crimini degli aggressori fascisti con la risposta (vendetta meglio dire) dei comunisti di Tito. Proprio perchè la prima è stata un'aggressione la seconda una vendetta. In questo senso mi senso molto vicino alla Slovenia ed in parte anche al presidente croato Misic anche se ha una posizione troppo morbida nei nostri confronti.


    Invece secondo il mio modesto parere, non vi sono stati atti più gravi di altri. Beninteso, ciò che Tito fece fu vera e propria vendetta nei confronti di civili. Ma qualcuno conosce BENE le torture che gli italiani fecero in Jugoslavia? La nostra storia è piuttosto vaga su tali argomenti, così come lo è per le torture in Libia contro i libici e in Etiopia, dove abbiamo sterminato migliaia di persone.
    Io (come il mio nick credo faccia intuire) sono Italiano in tutto e per tutto, ma credo che per sanare certe ferite profonde tra le popolazioni occorra fare un passo indietro ed eliminare qualsiasi orgoglio. Abbiamo sbagliato entrambi i popoli no?

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da Italianista Visualizza Messaggio
    Invece secondo il mio modesto parere, non vi sono stati atti più gravi di altri. Beninteso, ciò che Tito fece fu vera e propria vendetta nei confronti di civili. Ma qualcuno conosce BENE le torture che gli italiani fecero in Jugoslavia? La nostra storia è piuttosto vaga su tali argomenti, così come lo è per le torture in Libia contro i libici e in Etiopia, dove abbiamo sterminato migliaia di persone.
    Io (come il mio nick credo faccia intuire) sono Italiano in tutto e per tutto, ma credo che per sanare certe ferite profonde tra le popolazioni occorra fare un passo indietro ed eliminare qualsiasi orgoglio. Abbiamo sbagliato entrambi i popoli no?
    Appunto io ho visto alcuni documenti in proposito. In Italia si tace molto su questo versante. A noi ha fatto molto effetto che i terroristi islamici abbiamo segato la testa da vivo al prigioniero americano ed abbiano mandato il video. Tu sai per esempio che i fascisti avevano l'hobby, per così dire, di farsi fotografare con le teste mozzate degli avversari uccisi durante le loro imprese in Jugoslavia ed in Etiopia, perchè era segno di grande virilità e di grande onore? Invece qui in Italia, ciò che passa nella testa degli italiani è che i fascisti poi tutto sommato non hanno fatto cose gravi, la cosa grave più grande che hanno fatto, qui si pensa che sia essersi alleati con i nazisti. Quelli sì criminali, i nazisti, noi italiani invece in fondo siamo stati sempre brava gente. E' questo quello che si pensa. Ed invece la verità, ancora poco conosciuta in Italia, è che ci siamo macchiati di crimini contro l'umanità dei più efferrati e per i quali non siamo stati neanche processati (perchè all'ultimo momento abbiamo cambiato casacca per così dire o comunque per merito di quelli che sono stati sempre dalla parte giusta, i partigiani).

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da seven77 Visualizza Messaggio
    Appunto io ho visto alcuni documenti in proposito. In Italia si tace molto su questo versante. A noi ha fatto molto effetto che i terroristi islamici abbiamo segato la testa da vivo al prigioniero americano ed abbiano mandato il video. Tu sai per esempio che i fascisti avevano l'hobby, per così dire, di farsi fotografare con le teste mozzate degli avversari uccisi durante le loro imprese in Jugoslavia ed in Etiopia, perchè era segno di grande virilità e di grande onore? Invece qui in Italia, ciò che passa nella testa degli italiani è che i fascisti poi tutto sommato non hanno fatto cose gravi, la cosa grave più grande che hanno fatto, qui si pensa che sia essersi alleati con i nazisti. Quelli sì criminali, i nazisti, noi italiani invece in fondo siamo stati sempre brava gente. E' questo quello che si pensa. Ed invece la verità, ancora poco conosciuta in Italia, è che ci siamo macchiati di crimini contro l'umanità dei più efferrati e per i quali non siamo stati neanche processati (perchè all'ultimo momento abbiamo cambiato casacca per così dire o comunque per merito di quelli che sono stati sempre dalla parte giusta, i partigiani).

    Questo purtroppo è frutto della storia scritta in modo distorto. Anche noi italiani abbiamo le nostre responsabilità. Proprio per questo sostengo che non possiamo metterci su un piedistallo e criticare semplicemente Slovenia e Croazia. Se vogliamo superare questa frattura tra 3 paesi che si considerano amici, dobbiamo fare anche un'pò di autocritica.

  10. #10
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    Si va bene sempre colpa del fascismo.
    Sta di fatto che sono passati 70 anni, e che EVENTUALI colpe italiane sono già state pagate con l'esilio di migliaia di italiani da Istria, Dalmazia, Libia e via dicendo.

    Questa marmaglia slava quando intende togliere la statua di Panko Tomasic, esposta in bella mostra come EROE NAZIONALE a Capodistria?

    Invece di continuare a darvi la zappa sui piedi, a dire quanto siamo brutti, scemi, cattivi e compagnia danzante...un po di orgoglio non ce l'avete proprio?

 

 
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