











Ogni cosa affermata è un positivo e determinato significante, un non nulla, ma altro è che sia un non nulla concreto e altro che lo sia idealmente: il modo in cui tu intendi insinuare l'esistenza di Dio (pensare la perfezione senza essarla, ciò implica che intuiamo il perfetto pur essendo imperfetti e che dunque il perfetto esiste) è riconducibile all'argomento di Anselmo, il quale presuppone tale presenza per poter affermare che esiste concretamente oltre che idealmente




La libertà umana rende impossibile la presenza di Dio e viceversa: evitando pure di tirare in ballo Severino, si deve pur ammettere che se a Dio non può sfuggir nulla e conosce passato presente e futuro, allora il libero arbitrio è un'illusione dell'uomo: che ci sia dal punto di vista dell'uomo (cm scrivi) è un altro modo per dire che in realtà non esiste ma ci crediamo (e anche qsto crederci non sfugge a Dio) e Lutero l'aveva capito bene.

