Pascal, citato come sempre giustamente da PFB, è l'esempio di come fede e metodo scientifico possano coesistere senza necessariamente scontrarsi.
Nel mondo di oggi però non è così. Per interessi di bottega, sia chiaro. Molta gente dice di fare scienza, pensate ai simpatici inglesi che clonarono la pecorella Dolly... e a tutti quelli che da allora clonano ogni forma di "pet". E' scienza questa? No, semmai è allevamento. Però è scienza il clonare batteri, il clonare cellule umane e poi magari farle crescere in tessuti e curare malattie terribili. Però con la scusa della pecora spesso chi ha dogmi particolari (ed interessi particolari) interferisce con chi fa "scienza", e all'opposto chi fa scienza usa quelli che fanno la pecora per fare scalpore e ottenere 15 minuti di notorietà altrimenti ingiustamente negata.
La scienza forse porterà un giorno l'uomo a non aver più bisogno di dio?
Non credo proprio, anzi, diciamo meglio, spero di no. Perchè dio è la nostra coscienza, è quella cosa che dovrebbe farci comprendere ciò che è giusto da cioò che non lo è. Purtroppo il dio del Vaticano, il dio degli arabi o quello dei russi non è proprio il dio che leggiamo nelle scritture. Perchè è stravero che se essere buoni esseri umani è difficile, essere buoni cristiani, o buoni mussulmani è praticamente impossibile.
Allora che fa l'uomo? Da un lato incapace di seguire, per esempio, il messaggio di Cristo, dall'altro tentato dal fatto che con tre parabole si convincono gli ignoranti meglio che con 200 euro? Usa questo messaggio, lo manipola, e lo adatta ai suoi bisogni. Come ha sempre fatto con tutto.
Guccini, nelle due strofe che ho citato diceva bene questo. Valerio ne ha percepito una parte, ma ne ha dimenticato un'altra. Ed a mio avviso le due cose vano di pari passo.
Saluti.




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