Martirologio tradizionale (18 gennaio): Cattedra di san Pietro Apostolo, sulla quale sedette per la prima volta a Roma.


Martirologio tradizionale (18 gennaio): Cattedra di san Pietro Apostolo, sulla quale sedette per la prima volta a Roma.


Da dom Prosper Guéranger, L'anno liturgico. - I. Avvento - Natale - Quaresima - Passione, trad. it. P. Graziani, Alba, 1959, p. 338-348
18 GENNAIO
CATTEDRA DI SAN PIETRO A ROMA [1]
L'Arcangelo aveva annunciato a Maria che il Figlio che sarebbe nato da lei sarebbe stato Re, e che il suo Regno non avrebbe avuto mai fine. I Magi guidati dalla Stella vennero dal lontano Oriente a cercare questo Re in Betlemme. Ma ci voleva una capitale per il nuovo Impero; e poiché il Re che doveva stabilirvi il suo trono doveva anche, secondo i consigli eterni, risalire presto al cielo, era necessario che il carattere visibile della sua regalità risiedesse in un uomo che fosse, fino alla fine dei secoli, il suo Vicario.
Per questa gloriosa reggenza, l'Emmanuele scelse Simone, cambiandone il nome in quello di Pietro e dichiarando espressamente che tutta la Chiesa sarebbe stata basata su quell'uomo, come su una roccia incrollabile. E siccome Pietro doveva anch'egli terminare con la croce la sua vita mortale, Cristo s'impegnava a dargli dei successori nei quali sarebbero sempre stati rappresentati Pietro e la sua autorità.
Regalità del Vicario di Cristo.
Ma quale sarà il segno distintivo di questa successione nell'uomo privilegiato sul quale deve essere edificata la Chiesa sino alla fine dei tempi? Fra tanti Vescovi, chi è il continuatore di Pietro? Il Principe degli Apostoli ha fondato e governato parecchie Chiese; ma una sola, quella di Roma, è stata irrorata del suo sangue; una sola, quella di Roma, custodisce la sua tomba; il Vescovo di Roma è dunque il successore di Pietro, e perciò stesso, il Vicario di Cristo. Di lui, e non d'un altro, è detto: Su te costruirò la mia Chiesa. E ancora: Ti darò le chiavi del Regno dei cieli. E inoltre: Ho pregato per te, perché non venga meno la tua fede; ... conferma i tuoi fratelli. E infine: Pasci i miei agnelli; pasci le mie pecorelle.
L'eresia protestante l'aveva compreso tanto bene che per lungo tempo si sforzò di avanzare dubbi sul soggiorno di san Pietro a Roma, credendo giustamente di distruggere, con questo ritrovato, l'autorità del Pontefice Romano, e la nozione stessa d'un capo nella Chiesa. La scienza storica ha fatto giustizia di quella puerile obiezione; e da lungo tempo studiosi della Riforma sono concordi con i cattolici sul terreno dei fatti, e non contestano più nessuno dei punti della storia meglio definita dalla critica.
Fu in parte per opporre l'autorità della Liturgia a quella strana pretesa dei Riformatori, che Paolo IV, nel 1558, fissò al 18 gennaio l'antica festa della Cattedra di san Pietro a Roma. Da lunghi secoli, la Chiesa non celebrava il mistero del Pontificato del Principe degli Apostoli se non il 22 febbraio. D'ora in poi quest'ultimo giorno è stato assegnato al ricordo della Cattedra d'Antiochia, la prima ad essere occupata dall'Apostolo.
Oggi dunque, la Regalità dell'Emmanuele brilla in tutto il suo splendore; e i figli della Chiesa si rallegrano nel sentirsi tutti fratelli e concittadini d'uno stesso Impero, celebrando la gloria della Capitale che è comune a tutti. Allorché, guardando attorno a sé, vedono tante sette divise e sprovviste di tutte le condizioni della continuità perché manca ad esse un centro, rendono grazie al Figlio di Dio per aver provveduto alla conservazione della sua Chiesa e della sua Verità, con l'istituzione di un capo visibile nel quale Pietro continua per sempre, come lo stesso Cristo in Pietro. Gli uomini non sono più pecore senza pastore; la parola detta al principio si perpetua, senza interruzione, attraverso i tempi; la prima missione non è mai sospesa e, per il Pontefice Romano, la fine dei tempi si ricollega all'origine delle cose. "Quale consolazione per i figli di Dio - esclama Bossuet nel Discorso sulla Storia universale - ma quale convinzione della verità, quando vedono che da Innocenzo XI, che occupa oggi (1681) degnamente la prima Sede della Chiesa, si risale senza interruzione fino a san Pietro, costituito da Gesù Cristo come Principe degli Apostoli!".
Primato della sede di Roma.
Pietro, entrando in Roma, viene dunque a compiere e amplificare i destini di questa città sovrana, recandole un impero ancora più esteso di quello che essa possiede. È un Impero che non si costituirà con la forza, come il primo: da superba dominatrice delle genti che fu, Roma, per mezzo della carità, diventa Madre dei popoli. Ma, per quanto pacifico, il suo Impero non sarà meno durevole. Ascoltiamo san Leone Magno, in uno dei suoi più magnifici Sermoni (Serm. 82), narrare, con tutta la nobiltà del suo linguaggio, l'ingresso oscuro eppure così decisivo, del Pescatore di Genezareth nella capitale del paganesimo:
"Il Dio buono, giusto e onnipotente, che non ha mai negato la sua misericordia al genere umano e che con l'abbondanza dei suoi benefici, ha dato a tutti i mortali i mezzi per giungere alla conoscenza del suo Nome, nei segreti consigli del suo immenso amore ha avuto pietà del volontario accecamento degli uomini e della malizia che li sprofondava nella degradazione, e ha inviato il suo Verbo, che è a Lui uguale e coeterno. Ora, questo Verbo, fattosi carne, ha unito così strettamente la natura divina con quella umana, che l'umiliazione della prima fino alla nostra abiezione è diventata per noi il principio della più sublime elevazione.
Ma, per spargere nel mondo intero gli effetti di quel beneficio, la Provvidenza ha preparato l'Impero romano, e ne ha esteso così lontano i confini, da fargli abbracciare nella sua cerchia tutte le genti. Era infatti una cosa utilissima per il compimento dell'opera progettata che i diversi regni formassero la confederazione d'un unico Impero, affinché la predicazione generale giungesse più presto all'orecchio dei popoli, raccolti com'erano già sotto il regime d'una sola città.
Questa città, disprezzando il divino autore dei suoi destini, s'era fatta schiava degli errori di tutti i popoli, nel tempo stesso in cui li teneva quasi tutti sotto le sue leggi, e credeva ancora di possedere una grande religione, perché non respingeva nessuna menzogna; ma più fortemente era tenuta legata dal diavolo e più meravigliosamente fu riscattata da Cristo.
Infatti, quando i dodici Apostoli, dopo aver ricevuto con lo Spirito Santo il dono di parlare tutte le lingue, si furono distribuite le varie parti della terra, ed ebbero preso possesso di quel mondo a cui dovevano predicare il Vangelo, il beato Pietro, Principe dell'Ordine Apostolico, ricevette in eredità la roccaforte dell'Impero romano, affinché la Luce della verità che era manifestata per la salvezza di tutte le genti, si diffondesse più efficacemente, irradiando al centro di questo Impero sul mondo intero.
Quale nazione, infatti, non contava numerosi rappresentanti in quella città? Quali popoli avrebbero mai potuto ignorare ciò che Roma aveva loro insegnato? Qui dovevano essere battute le opinioni della filosofia; qui sarebbero state distrutte la vanità della sapienza terrena; qui sarebbe stato confuso il culto dei demoni e distrutta infine l'empietà di tutti i sacrifici, in quello stesso luogo in cui una astuta superstizione aveva radunato tutto ciò che i diversi errori avevano potuto produrre.
Non temi tu dunque, o beato Apostolo Pietro, di venire solo in questa città? Paolo Apostolo il compagno della tua gloria, è ancora intento a fondare altre Chiese; e tu ti immergi in questa foresta popolata di bestie feroci, avanzi su questo oceano il cui fondo è pieno di tempeste, con più coraggio di quando camminasti sulle acque. Non hai timore di Roma, la dominatrice del mondo, tu che nella casa di Caifa avevi tremato alla voce d'un servo del sacerdote. Il tribunale di Pilato o la crudeltà dei Giudei erano forse più temibili della potenza di Claudio o della ferocia di Nerone? No; ma la forza del tuo amore vinceva il timore, e non avevi paura di quelli che t'eri impegnato di amare. Senza dubbio avevi già avuto il sentimento di quell'intrepida carità il giorno in cui la professione del tuo amore verso il Signore fu sanzionata dal mistero della triplice domanda. Cosicché non si richiese altro alla tua anima se non che, per pascere le pecore di Colui che amavi, il tuo cuore effondesse per esse la sostanza di cui era ripieno.
La tua fiducia, è vero, doveva aumentare al ricordo dei numerosi miracoli che avevi operati, dei preziosi doni della grazia che avevi ricevuti, e delle esperienze molteplici della virtù che risiedeva in te. Tu avevi già ammaestrato i Giudei che avevano creduto alla tua parola; avevi fondato la Chiesa d'Antiochia, dove ebbe i suoi inizi la dignità del nome Cristiano; avevi sottomesso alle leggi della predicazione evangelica il Ponto, la Galazia, la Cappadocia, l'Asia e la Bitinia; e allora, certo del progresso della tua opera e della durata della tua vita, venisti ad innalzare sulle mura di Roma il trofeo della croce di Cristo, proprio là dove i consigli divini avevano predisposto per te l'onore della potenza sovrana e la gloria del martirio" (PL 54, c. 423-425).
L'avvenire del genere umano mediante la Chiesa è dunque fissato a Roma, e i destini di questa città sono per sempre comuni con quelli del sommo Pontefice. Diversi per razza, per lingua, per interessi, noi tutti, figli della Chiesa, siamo Romani nell'ordine della religione; questo titolo ci unisce mediante Pietro a Gesù Cristo, e forma il legame della grande fraternità dei popoli e degli individui cattolici.
Gloria della Roma cristiana.
Gesù Cristo per mezzo di Pietro e Pietro per mezzo del suo successore ci reggono nell'ordine del governo spirituale. Ogni pastore la cui autorità non emana dalla Sede di Roma, è un estraneo, un intruso. Così pure nell'ordine della credenza Gesù Cristo per mezzo di Pietro e Pietro per mezzo del suo successore ci impartiscono la dottrina divina e ci insegnano a distinguere la verità dall'errore. Qualunque simbolo di fede, qualunque giudizio dottrinale, qualunque insegnamento contrario al Simbolo, ai giudizi e agli insegnamenti della Sede di Roma, viene dall'uomo e non da Dio, e dev'essere respinto con orrore ed anatema. Nella festa della Cattedra di san Pietro in Antiochia, parleremo della Sede Apostolica, come unica fonte del potere di governo nella Chiesa. Oggi, onoriamo la Cattedra romana come l'origine e la regola della nostra fede. Prendiamo ancora qui le eloquenti parole di san Leone (Serm. 4) e interroghiamolo sui titoli di Pietro all'infallibilità dell'insegnamento. Impareremo da questo grande Dottore a misurare la forza delle parole che Cristo pronunciò perché fossero il principale motivo della nostra adesione per tutta la durata dei secoli.
"Il Verbo fatto carne era venuto ad abitare in mezzo a noi, e Cristo si era consacrato interamente alla riparazione del genere umano. Non c'era nulla che non fosse regolato dalla sua sapienza, o che fosse superiore al suo potere. Gli elementi gli obbedivano, e gli Spiriti angelici erano ai suoi ordini; il mistero della salvezza degli uomini non poteva non giungere ad effetto, poiché, era lo stesso Dio, nella sua Unità e nella sua Trinità, che si degnava di occuparsene. Tuttavia in questo mondo, solo Pietro è scelto per essere preposto alla vocazione di tutte le genti, a tutti gli Apostoli, a tutti i Padri della Chiesa. Nel popolo di Dio, vi saranno parecchi sacerdoti e parecchi pastori; ma Pietro reggerà, con un potere che gli è proprio, tutti quelli che Cristo stesso governa in una maniera ancora più elevata. Quale grande e meravigliosa partecipazione del suo potere Dio si è degnato di dare a quest'uomo, fratelli diletti! Se ha voluto che vi fosse qualcosa di comune fra lui e gli altri pastori, l'ha fatto a condizione di dare a questi, per mezzo di Pietro tutto ciò che non voleva loro rifiutare.
Il Signore chiede a tutti gli Apostoli quale idea gli uomini abbiano di lui. Gli Apostoli sono concordi, finché si tratta di esporre le diverse opinioni dell'ignoranza umana. Ma quando Cristo giunge a chiedere ai suoi discepoli quello che pensano essi stessi, il primo a confessare il Signore è colui che è anche il primo nella dignità apostolica. È lui che dice: Tu sei il Cristo, Figlio del Dio vivo. Gli risponde Gesù: Beato te, o Simone, figlio di Giona, poiché né la carne né il sangue ti hanno rivelato queste cose, ma il Padre mio che è nei cieli. Cioè: Sì, tu sei beato, poiché il Padre mio ti ha ammaestrato; i pensieri della terra non ti hanno indotto in errore, ma ti ha illuminato l'ispirazione del cielo. Non già la carne e il sangue, ma Colui stesso del quale io sono il Figlio unigenito, mi ha rivelato a te. Ed io, aggiunge, ti dico: Come il Padre mio ti ha svelato la mia divinità, io a mia volta ti farò conoscere la tua grandezza. Poiché tu sei Pietro, cioè, come io sono la Pietra incrollabile, la Pietra angolare che unisce i due muri, il Fondamento tanto essenziale che non se ne potrebbe costituire un altro, così tu pure sei Pietro, poiché sei basato sulla mia solidità, e le cose che sono proprie a me per la potenza che in me risiede sono comuni anche a te per la partecipazione che io te ne faccio. E su questa pietra fonderò la mia Chiesa; e le porte dell'inferno non prevarranno contro di essa. Sulla solidità di questa pietra, io fonderò il tempio eterno; e la mia Chiesa, il cui fastigio salirà fino al cielo, s'innalzerà sulla fermezza di questa fede.
Alla vigilia della sua Passione, che doveva essere una prova per la costanza dei discepoli, il Signore disse quest'altre parole: Simone, Simone, Satana ha chiesto di macinarti come il frumento; ma io ho pregato per te, perché non venga meno la tua fede. Quando poi sarai convertito, conferma i tuoi fratelli. Il pericolo della tentazione era comune a tutti gli Apostoli; tutti avevano bisogno dell'aiuto della protezione divina, poiché il diavolo aveva proposto di agitarli e di annientarli. Tuttavia il Signore prende una cura speciale per il solo Pietro; le sue preghiere sono per la fede di Pietro, come se la salvezza degli altri fosse già sicura, per il fatto stesso che non verrà abbattuto l'animo del loro Principe. È dunque su Pietro che si baserà il coraggio di tutti e l'aiuto della grazia divina sarà disposto affinché la solidità che Cristo attribuisce a Pietro sia attraverso Pietro conferita agli Apostoli" (PL 54, c. 149-152).
L'infallibilità del Vicario di Cristo.
In un altro discorso (Serm. 3), l'eloquente Dottore ci fa vedere come Pietro vive ed insegna sempre nella Cattedra Romana.
"La disposizione data da Colui che è la Verità stessa, permane dunque sempre, e il beato Pietro, conservando la solidità che ha ricevuta, non ha mai abbandonato il timone della Chiesa. Perché è tale il posto dato a lui al disopra di tutti gli altri, che, quando è chiamato Pietro, quando è proclamato Fondamento, quando è costituito Portinaio del Regno dei cieli, quando è nominato Arbitro per legare e sciogliere con una forza tale nei suoi giudizi che questi vengono ratificati anche in cielo, noi siamo in grado di conoscere, attraverso il mistero di così sublimi titoli, il legame che lo univa a Cristo. Ora egli compie con maggior pienezza e potenza la missione che gli è stata affidata; e tutte le parti del suo ufficio e del suo incarico le esercita in Colui e con Colui dal quale è stato glorificato.
Se dunque, su questa Cattedra, facciamo qualcosa di buono, se decretiamo qualcosa di giusto, se le nostre preghiere quotidiane ottengono qualche grazia dalla misericordia di Dio, è per effetto delle opere e dei meriti di colui che vive nella sua sede e vi agisce con la sua autorità. Egli ce lo ha meritato, fratelli diletti, con la confessione che, ispirata al suo cuore di Apostolo da Dio Padre, ha superato tutte le incertezze delle opinioni umane, ed ha meritato di ricevere la fermezza della Pietra che nessun assalto potrebbe scuotere. Ogni giorno in tutta la Chiesa, è Pietro che dice: Tu sei il Cristo, Figlio del Dio vivo, e ogni lingua che confessa il Signore è guidata dal magistero di quella voce. È questa fede che vince il diavolo, e spezza i legami di coloro che egli tiene prigionieri. È essa che introduce in cielo i fedeli quando escono da questo mondo; e le porte dell'inferno non possono prevalere contro di essa. La forza divina che la garantisce, infatti, è tale che mai la perversità eretica l'ha potuta corrompere, né la perfidia pagana sopraffarla" (PL 54, c. 146).
Così parla san Leone. "Non si dica dunque, esclama Bossuet nel suo Sermone sull'Unità della Chiesa, non si dica e non si pensi che questo ministero di san Pietro finisce con lui: ciò che deve servire di sostegno a una Chiesa eterna, non può mai aver fine. Pietro vivrà nei suoi successori, Pietro parlerà sempre nella sua Cattedra: è quanto dicono i Padri ed è quanto confermano seicentotrenta Vescovi nel Concilio di Calcedonia". E ancora: "Così la Chiesa Romana è sempre Vergine, la fede Romana è sempre la fede della Chiesa; si crede sempre quello che si è creduto, la stessa voce risuona dappertutto, e Pietro rimane, nei suoi successori, il fondamento dei fedeli. È Gesù Cristo che l'ha detto; e il cielo e la terra passeranno, ma la sua parola non passerà".
San Pietro continuato nei suoi successori.
Tutti i secoli cristiani hanno professato questa dottrina dell'infallibilità del Romano Pontefice che guida la Chiesa dall'alto della Cattedra Apostolica. La si trova insegnata espressamente negli scritti dei santi Padri, e i Concili ecumenici di Lione e di Firenze si sono pronunciati, nei loro atti, in un modo abbastanza chiaro per non lasciare alcun dubbio ai cristiani di buona fede. Tuttavia, lo spirito di errore, con l'aiuto di sofismi contraddittori e presentando sotto falsa luce alcuni fatti isolati e mal compresi, tentò, per troppo tempo, di far cambiare idea ai fedeli d'un paese devoto del resto alla sede di Pietro. L'influenza politica fu la prima causa di quella triste scissione, che l'orgoglio di scuola rese troppo durevole. L'unico risultato ottenuto fu quello di indebolire il principio di autorità nelle regioni in cui essa regnò, e di perpetuarvi la setta giansenista, i cui errori erano stati condannati dalla Sede Apostolica. Gli eretici ripetevano, dopo l'Assemblea di Parigi del 1682, che i giudizi che avevano messo al bando le loro dottrine non erano neanch'essi irrefutabili.
Lo Spirito Santo che anima la Chiesa ha infine estirpato quel funesto errore. Nel Concilio Vaticano ha dettato la sentenza solenne la quale dichiara che d'ora in poi chiunque si rifiutasse di riconoscere come infallibili i decreti emessi solennemente dal Pontefice romano in materia di fede e di morale cessa per ciò stesso di far parte della Chiesa Cattolica. Invano l'inferno ha tentato di ostacolare gli atti dell'augusta assemblea, e se il Concilio di Calcedonia aveva esclamato: "Pietro ha parlato per bocca di Leone"; se il terzo Concilio di Costantinopoli aveva ripetuto: "Pietro ha parlato per bocca di Agatone"; il Concilio Vaticano ha proclamato: "Pietro ha parlato e parlerà sempre per bocca del Romano Pontefice".
Pieni di riconoscenza per il Dio di verità che si è degnato di elevare e garantire da ogni errore la Cattedra romana, ascolteremo con umiltà di spirito e di cuore gli insegnamenti che ne emanano. Riconosceremo l'azione divina nella fedeltà con cui questa Cattedra immortale ha saputo custodire la verità senza macchia per diciannove secoli, mentre le Sedi di Gerusalemme, d'Antiochia, d'Alessandria e di Costantinopoli hanno potuto appena custodirla per qualche centinaia di anni, e sono diventate l'una dopo l'altra le cattedre di pestilenza di cui parla il Profeta.
La Fede della Chiesa.
In questi giorni consacrati ad onorare l'Incarnazione del Figlio di Dio e la sua nascita dal seno d'una Vergine, richiamiamo alla nostra mente che dobbiamo alla Sede di Pietro la conservazione di quei dogmi che costituiscono il fondamento di tutta la nostra Religione. Non soltanto Roma ce li ha insegnati per mezzo degli Apostoli ai quali affidò la missione di predicare la fede nelle Gallie; ma quando le tenebre dell'eresia tentarono di gettare la loro ombra su così sublimi misteri, fu ancora Roma che assicurò il trionfo della verità con la sua suprema decisione. A Efeso, dove si trattava, condannando Nestorio, di stabilire che la natura divina e la natura umana in Cristo non formano che una sola ed unica persona e che di conseguenza Maria è veramente Madre di Dio; a Calcedonia, dove la Chiesa doveva proclamare contro Eutiche la distinzione delle due nature nel Verbo incarnato, Dio e uomo, i Padri dei due Concili ecumenici dichiararono che non facevano altro che seguire nella loro decisione la dottrina trasmessa loro dalle lettere della Sede Apostolica.
Questo è dunque il privilegio di Roma, di provvedere mediante la fede agli interessi della vita futura, come provvedé con le armi, per lunghi secoli, agli interessi della vita presente, nel mondo allora conosciuto. Amiamo ed onoriamo questa città Madre e Maestra, nostra patria comune, e con cuore fedele celebriamo oggi la sua gloria.
Noi siamo dunque fondati su Gesù Cristo nella nostra fede e nelle nostre speranze, o Principe degli Apostoli, poiché siamo fondati su te che sei la Pietra che egli ha posta. Siamo dunque le pecore del gregge di Gesù Cristo, poiché obbediamo a te come a nostro pastore. Seguendo te, o Pietro, siamo dunque certi di entrare nel Regno dei cieli, poiché tu ne possiedi le chiavi. Quando ci gloriamo di essere le tue membra, o nostro Capo, possiamo considerarci come le membra di Gesù Cristo stesso, poiché il Capo invisibile della Chiesa non riconosce altre membra se non quelle del Capo visibile che egli ha costituito. Così pure, quando obbediamo ai suoi ordini, è la tua fede, o Pietro, che noi professiamo, sono i tuoi comandi che noi seguiamo; poiché se Cristo insegna e governa in te, tu insegni e governi nel Pontefice Romano.
Siano dunque rese grazie all'Emmanuele che non ha voluto lasciarci orfani, ma prima di tornare in cielo si è degnato di assicurarci, fino alla consumazione dei secoli, un Padre e un Pastore. La vigilia della sua Passione, volendo amarci sino alla fine, ci lasciò il suo corpo per cibo e il suo sangue per bevanda. Dopo la sua gloriosa Resurrezione, sul punto di salire alla destra del Padre, mentre gli Apostoli erano riuniti intorno a lui, costituì la sua Chiesa come un immenso gregge, e disse a Pietro: Pasci le mie pecore, pasci i miei agnelli. In tal modo, o Cristo, assicuravi la perpetuità di quella Chiesa; costituivi nel suo seno l'unità, la sola che potesse conservarla e difenderla dai nemici esterni ed interni. Gloria a te, o divino architetto, che hai fondato sulla Pietra solida il tuo immortale edificio! Hanno imperversato i venti, si sono scatenate le bufere, l'hanno percossa rabbiosamente i marosi, ma la casa è rimasta in piedi, poiché era fondata sulla roccia (Mt 7,25).
O Roma, in questo giorno in cui tutta la Chiesa proclama la tua gloria e si rallegra di essere fondata sulla tua Pietra, ricevi le nuove promesse del nostro amore, i nuovi giuramenti della nostra fedeltà. Tu sarai sempre la nostra Madre e la nostra Maestra, la nostra guida e la nostra speranza. La tua fede sarà per sempre la nostra, poiché chiunque non è con te, non è neanche con Gesù Cristo. In te tutti gli uomini sono fratelli, e non sei per noi una città straniera, né il tuo Pontefice un sovrano straniero. Noi viviamo per te della vita del cuore e dell'intelligenza; e tu ci prepari ad abitare un giorno quell'altra città di cui sei l'immagine, la città celeste di cui costituisci l'ingresso. Benedici, o Principe degli Apostoli, le pecore affidate alla tua custodia, ma ricordati, di quelle che sono sventuratamente uscite dall'ovile. Lontano da te, popoli interi che tu avevi nobilitati e civilizzati per mezzo dei tuoi successori, languiscono e non sentono ancora l'infelicità di essere lontani dal Pastore. Lo scisma raffredda e corrompe gli uni; l'eresia divora gli altri. Senza Cristo visibile nel suo Vicario, il Cristianesimo diventa sterile e a poco a poco svanisce. Le audaci dottrine che tendono a diminuire l'insieme dei doni che il Signore ha elargiti a colui che deve farne le veci fino al giorno dell'eternità, hanno per troppo tempo inaridito i cuori di quelli che le professavano; troppo spesso esse li hanno portati a sostituire il culto di Cesare al servizio di Pietro. Guarisci tutti questi mali, o Pastore supremo! Accelera il ritorno delle genti separate; affretta la caduta dell'eresia del XVI secolo; apri le braccia alla tua figlia, la Chiesa d'Inghilterra, e che essa rifiorisca come negli antichi giorni. Scuoti sempre più la Germania e i regni del Nord, e che tutti quei popoli si accorgano che non vi è più salvezza per la fede se non all'ombra della tua Cattedra. Rovescia il mostruoso colosso del Settentrione, che pesa insieme sull'Europa e sull'Asia, e scardina dovunque la vera religione del tuo Maestro. Richiama l'Oriente alla sua antica fedeltà, e che esso riveda dopo così lunga eclisse, le sue Sedi Patriarcali risorgere nell'unità della sottomissione all'unica Sede Apostolica.
E infine mantieni noi che, per divina misericordia e per effetto della tua paterna tenerezza, siamo rimasti fedeli, nella fede Romana, nell'obbedienza al tuo successore. Istruiscici nei misteri che ti sono affidati; rivelaci ciò che il Padre celeste ha rivelato a te stesso. Mostraci Gesù, tuo Maestro; guidaci alla sua culla, affinché dietro il tuo esempio, e senza essere scandalizzati dai suoi abbassamenti, abbiamo la fortuna di dirgli come te: Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente!
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NOTE
[1] Nel III secolo si venerava in un cimitero di Roma un trofeo - cattedra di tufo o di legno - del ministero di san Pietro in quel luogo. Più tardi si venerò nel battistero di Damaso in Vaticano la sella gestatoria apostolicae confessionis. Sotto il nome di Natale Petri de Cathedra era celebrata una festa il 22 febbraio; ma, a causa della quaresima, le chiese della Gallia presero l'abitudine di celebrarla il 18 gennaio. Le due usanze si svilupparono in modo parallelo; poi, finalmente, si perdette l'unità primitiva del loro significato e si ebbero due feste della Cattedra di san Pietro, la prima attribuita a Roma - quella del 18 gennaio -, la seconda attribuita a un'altra sede - in definitiva a quella d'Antiochia - il 22 febbraio.
La Cattedra di san Pietro è ora conservata nell'abside della basilica vaticana, racchiusa in un grande reliquiario: nemmeno il Papa si può sedere, come usavano i Pontefici dei primi quindici secoli, sulla Cathedra Apostolica (Schuster, Liber Sacramentorum).


DIE 18 JANUARII
IN CATHEDRA S. PETRI APOSTOLI ROMÆ
Duplex majus
Introitus
Eccli. 45, 30
STÁTUIT ei Dóminus testaméntum pacis, et príncipem fecit eum: ut sit illi sacerdótii dígnitas in ætérnum. Ps. 131, 1. Meménto, Dómine, David: et omnis mansuetúdinis ejus. V/. Glória Patri. Státuit.
Oratio
DEUS, qui beáto Petro Apóstolo tuo, collátis clávibus regni cæléstis, ligándi atque solvéndi pontifícium tradidísti: concéde; ut, intercessiónis ejus auxílio, a peccatórum nostrórum néxibus liberémur: Qui vivis.
Et fit Commemoratio S. Pauli Apostoli, ante omnes alias Commemorationes:
Oratio
DEUS, qui multitúdinem géntium beáti Pauli Apóstoli prædicatióne docuísti: da nobis, quaésumus; ut, cujus commemoratiónem cólimus, ejus apud te patrocínia sentiámus. (Per Dóminum).
Léctio Epístolæ beáti Petri Apóstoli
I Petr. 1, 1-7
PETRUS, Apóstolus Jesu Christi, eléctis ádvenis dispersiónis Ponti, Galátiæ, Cappadóciæ, Asiæ et Bithýniæ secúndum præsciéntiam Dei Patris, in sanctificatiónem Spíritus, in obediéntiam, et aspersiónem sánguinis Jesu Christi: grátia vobis et pax multiplicétur. Benedíctus Deus et Pater Dómini nostri Jesu Christi, qui secúndum misericórdiam suam magnam regenerávit nos in spem vivam, per resurrectiónem Jesu Christi ex mórtuis, in hereditátem incorruptíbilem et incontaminátam et immarcescíbilem, conservátam in cælis in vobis, qui in virtúte Dei custodímini per fidem in salútem, parátam revelári in témpore novíssimo. In quo exsultábitis, módicum nunc si opórtet contristári in váriis tentatiónibus: ut probátio vestræ fídei multo pretiósior auro (quod per ignem probatur) inveniátur in laudem et glóriam et honórem, in revelatióne Jesu Christi, Dómini nostri.
Graduale. Ps. 106, 32, 31. Exáltent eum in Ecclésia plebis: et in cáthedra seniórum laudent eum. V/. Confiteántur Dómino misericórdiæ ejus; et mirabília ejus fíliis hóminum.
Allelúja, allelúja. V/. Matth. 16, 18. Tu es Petrus, et super hanc petram ædificábo Ecclésiam meam. Allelúja.
Post Septuagesimam, omissis Allelúja, et Versu sequenti, dicitur:
Tractus. Matth. 16, 18-19. Tu es Petrus, et super hanc petram ædificábo Ecclésiam meam. V/. Et portæ ínferi non prævalébunt advérsus eam: et tibi dabo claves regni cælórum. V/. Quodcúmque ligáveris super terram, erit ligátum et in cælis. V/. Et quodcúmque sólveris super terram, erit solútum et in cælis.
¶ In Missis votivis Tempore Paschali omittitur Graduale, et ejus loco dicitur:
Allelúja, allelúja. V/. Ps. 106, 15. Confiteántur Dómino misericórdiæ ejus; et mirabília ejus fíliis hóminum. Allelúja. V/. Matth. 16, 18. Tu es Petrus, et super hanc petram ædificábo Ecclésiam meam. Allelúja.
Sequéntia sancti Evangélii secúndum Matthaéum
Matth. 16, 13-19
IN ILLO témpore: Venit Jesus in partes Cæsaréæ Philíppi, et interrogábat discípulos suos, dicens: Quem dicunt hómines esse Fílium hóminis? At illi dixérunt: Alii Joánnem Baptístam, alii autem Elíam, alii vero Jeremíam aut unum ex prophétis. Dicit illis Jesus: Vos autem quem me esse dícitis? Respóndens Simon Petrus, dixit: Tu es Christus, Fílius Dei vivi. Respóndens autem Jesus, dixit ei: Beátus es, Simon Bar Jona: quia caro et sanguis non revelávit tibi, sed Pater meus, qui in cælis est. Et ego dico tibi, quia tu es Petrus, et super hanc petram ædificábo Ecclésiam meam, et portæ ínferi non prævalébunt advérsus eam. Et tibi dabo claves regni cælórum. Et quodcúmque ligáveris super terram, erit ligátum et in cælis: et quodcúmque sólveris super terram, erit solútum et in cælis.
Credo.
Offertorium. Matth. 16, 18-19. Tu es Petrus, et super hanc petram ædificábo Ecclésiam meam: et portæ inferi non prævalébunt advérsus eam: et tibi dabo claves regni cælórum.
Secreta
ECCLÉSIÆ tuæ, quaésumus, Dómine, preces et hóstias beáti Petri Apóstoli comméndet orátio: ut, quod pro illíus glória celebrámus, nobis prosit ad véniam. Per Dóminum.
Pro S. Paulo
Secreta
APÓSTOLI tui Pauli précibus, Dómine, plebis tuæ dona sanctífica: ut, quæ tibi tuo grata sunt institúto, gratióra fiant patrocínio supplicántis. (Per Dóminum).
Præfatio de Apostolis.
Communio. Matth. 16, 18. Tu es Petrus, et super hanc petram ædificábo Ecclésiam meam.
Postcommunio
LÆTÍFICET nos, Dómine, munus oblátum: ut, sicut in Apóstolo tuo Petro te mirábilem prædicámus; sic per illum tuæ sumámus indulgéntiæ largitátem. Per Dóminum.
Pro S. Paulo
Postcommunio
SANCTIFICÁTI, Dómine, salutári mystério: quaésumus; ut nobis ejus non desit orátio, cujus nos donásti patrocínio gubernari. (Per Dóminum).
FONTE


18 gennaio 2017: Cattedra di san Pietro a Roma...
Oggi è il giorno adeguato per ribadire pienamente il primato romano papale contro gli errori e le eresie fallibiliste anti-cattoliche interiorizzate e diffuse purtroppo anche in ambienti cosiddetti catto-tradizionalisti; a tal proposito leggersi l'articolo di "Sodalitium" in fondo da me riportato nelle sue parti essenziali con alcune sottolineature...
Ricordiamo che l'unica vera Chiesa è quella cattolica e che essa si fonda su San Pietro, primo Papa; un vero Papa non può errare nell'insegnare la dottrina, egli è il garante dell'ortodossia dottrinale ed in quanto legittimo Vicario di Cristo conferma necessariamente i fratelli nella vera Fede, ergo Viva San Pietro, Viva il Papato romano!!!
Preghiamo per riavere al più presto un legittimo e vero successore di San Pietro sulla sacra Cattedra e affinché costui riaffermi e ribadisca integralmente il primato del Papato romano!!!
Cattedra di San Pietro a Roma - Sodalitium
http://www.sodalitium.biz/cattedra-san-pietro-roma/
“18 gennaio, Cattedra di San Pietro a Roma. Festa istituita Paolo IV nel 1558 contro gli errori dei protestanti che mettevono in dubbio il soggiorno di san Pietro a Roma.
“Benedici, o Principe degli Apostoli, le pecore affidate alla tua custodia, ma ricordati, di quelle che sono sventuratamente uscite dall’ovile. Lontano da te, popoli interi che tu avevi nobilitati e civilizzati per mezzo dei tuoi successori, languiscono e non sentono ancora l’infelicità di essere lontani dal Pastore. Lo scisma raffredda e corrompe gli uni; l’eresia divora gli altri. Senza Cristo visibile nel suo Vicario, il Cristianesimo diventa sterile e a poco a poco svanisce. Le audaci dottrine che tendono a diminuire l’insieme dei doni che il Signore ha elargiti a colui che deve farne le veci fino al giorno dell’eternità, hanno per troppo tempo inaridito i cuori di quelli che le professavano; troppo spesso esse li hanno portati a sostituire il culto di Cesare al servizio di Pietro. Guarisci tutti questi mali, o Pastore supremo! Accelera il ritorno delle genti separate; affretta la caduta dell’eresia del XVI secolo; apri le braccia alla tua figlia, la Chiesa d’Inghilterra, e che essa rifiorisca come negli antichi giorni. Scuoti sempre più la Germania e i regni del Nord, e che tutti quei popoli si accorgano che non vi è più salvezza per la fede se non all’ombra della tua Cattedra. Rovescia il mostruoso colosso del Settentrione, che pesa insieme sull’Europa e sull’Asia, e scardina dovunque la vera religione del tuo Maestro. Richiama l’Oriente alla sua antica fedeltà, e che esso riveda dopo così lunga eclisse, le sue Sedi Patriarcali risorgere nell’unità della sottomissione all’unica Sede Apostolica” (Dom Prosper Guéranger).”
Radio Spada
“18 GENNAIO 2017: CATTEDRA DI SAN PIETRO A ROMA”
“Carlo Di Pietro - Giornalista e Scrittore
Preghiera al Santo del giorno.
In nómine Patris
et Fílii
et Spíritus Sancti.
Amen.
Eterno Padre, intendo onorare santa Prisca, Vergine e Martire, e Vi rendo grazie per tutte le grazie che Voi le avete elargito. Vi prego di accrescere la grazia nella mia anima per i meriti di questa santa Vergine e Martire, ed a lei affido la fine della mia vita tramite questa speciale preghiera, così che per virtù della Vostra bontà e promessa, santa Prisca, Vergine e Martire, possa essere mia avvocata e provvedere tutto ciò che è necessario in quell'ora. Così sia.
#sdgcdpr”
Commemorazione di santa Prisca, lo stesso giorno
Guéranger, L'anno liturgico - Commemorazione di santa Prisca
http://www.unavoce-ve.it/pg-18gen-2.htm"18 GENNAIO
LO STESSO GIORNOCOMMEMORAZIONE DI SANTA PRISCA
Regna una grande incertezza intorno al nome di questa giovane martire di Roma, della quale una tradizione ci dice che fu battezzata all'età di tredici anni dall'apostolo san Pietro e ci assicura che fu la prima martire della Chiesa d'Occidente, decapitata fra il 45 e il 54 sotto Claudio Tiberio. Un'altra tradizione la fa appartenere al III secolo, e vuole che sia stata decapitata sotto Claudio II il Gotico, verso il 250. Comunque sia, la sua esistenza e la realtà del suo martirio debbono essere riconosciute e il suo culto risale ai tempi più remoti.
In suo onore, recitiamo la Colletta della Messa:"Concedi, te ne preghiamoo Dio onnipotente,a noi che onoriamo il natalis della tua Martire, di rallegrarci per questa solennità annuale e di trar profitto dall'esempio d'una fede così sublime. Per Gesù Cristo Nostro Signore. Amen".
da: dom Prosper Guéranger, L'anno liturgico. - I. Avvento - Natale - Quaresima - Passione, trad. it. P. Graziani, Alba, 1959, p. 348-349"
MISSALE ROMANUM - Die 18 Januarii. In Cathedra S. Petri Ap. Romæ
Cattedra di san Pietro a Roma, 18 gennaio
Guéranger, L'anno liturgico - 18 gennaio. Cattedra di san Pietro a Roma
http://www.unavoce-ve.it/pg-18gen.htm
Le altre prove del primato di Roma e del Papa oltre il corpo di San Pietro in Vaticano
Il primato petrino ha una chiara documentazione storica | UCCR
http://www.uccronline.it/2014/10/17/...zione-storica/
http://dizionaripiu.zanichelli.it/st.../docs/0069.pdf
“L'affermazione del primato romano nella bolla Unam Sanctam”
http://www.sodalitium.biz/sodalitium_pdf/58.pdf
“Con Pietro o contro Pietro: “una tragica necessità d’opzione” don Ugo Carandino
(...)
È la Fede Cattolica che lo esige: come ricorda il Concilio Vaticano I, al Papa si deve “vera ubbidienza, non solo nelle questioni che riguardano la fede e i costumi, ma anche in quelle relative alla disciplina e al governo della Chiesa” (Pastor aeternus, DS 3060 e 3064). Bonifacio VIII insegna che: “dichiariamo, affermiamo, definiamo che l’essere sottomessi al Romano Pontefice [che per la FSSPX è G. P. II] è, per ogni creatura umana [anche se tradizionalista], necessario per la salvezza” (Unam Sanctam, DS 875).
(...)
Come ha ricordato don Hervè Belmont in uno dei suoi articoli, durante il Concilio, di fronte alla marea dilagante del Modernismo, alcuni sostenitori dell’ortodossia cattolica hanno cercato di erigere una diga di sbarramento. Impresa meritoria ma viziata dal fatto che, nella fretta, hanno utilizzato argomenti sbagliati per giustificare il rifiuto del Concilio e, qualche anno dopo, del Novus Ordo Missae. E dopo qualche tempo, inevitabilmente sono apparse le prime crepe.
Infatti, di fronte agli errori insegnati da Paolo VI, invece di riaffermare in tutta la sua integrità l’autorità papale e trarre le dovute conclusioni (quindi la vacanza dell’autorità suprema, essendo impossibile che un vero Papa contraddica l’insegnamento dei suoi predecessori), hanno iniziato a sminuire sempre di più il ruolo e l’autorità dei Papi. Nel tentativo di preservare la Fede dagli errori di Paolo VI hanno così colpito il Papato stesso, roccia sulla quale Cristo ha fondato la Sua Chiesa. Se il papa Paolo VI sbaglia, hanno pensato, bisogna concludere che un Papa possa effettivamente fallire nell’insegnamento dottrinale, senza per questo intaccare la costituzione divina della Chiesa. Come se al Concilio le porte dell’inferno avessero, temporaneamente e misteriosamente, prevalso.
La situazione nella Chiesa dopo il Concilio era così unica nel suo genere e così confusa da poter determinare una valutazione inizialmente errata; ma dopo questa primissima fase, si poteva e doveva giungere alla soluzione cattolica del problema (3).
Al contrario l’errore iniziale è stato aggravato: dalle considerazioni ad hominem, retoriche o di natura pratica si è voluto cercare argomenti dottrinali, formando così una vera e propria nouvelle théologie sulla Chiesa e il Papato, con tutta una serie di bizantinismi sul magistero ordinario e straordinario, sulla natura di un concilio ecumenico, sulla validità della promulgazione di un rito e, più recentemente, sull’infallibilità nelle canonizzazioni. In particolare è stato introdotto il concetto che il magistero del Papa è tale solamente se è conforme alla Tradizione, dimenticando che è il Papa la regola prossima della nostra fede e l’interprete autentico della Tradizione.
Ecco allora invocare i presunti “errori” dei Papi del passato in materia di Fede, passando dal campo dell’insegnamento dogmatico dei Papi a quello di scelte diplomatiche o politiche compiute dalla Sede Apostolica. È sempre più diffuso e radicato negli ambienti della FSSPX, soprattutto tra i chierici e i fedeli più giovani, un modo di pensare che ritiene che i Papi abbiano davvero sbagliato anche nel passato; nulla di strano quindi se sbagliano anche oggi. Diventa così normale attribuire alla Chiesa, Sposa di Cristo, Madre e Maestra di tutti i credenti, la promulgazione di una Messa dannosa alla Fede o di sacramenti addirittura invalidi (come il nuovo rito della Cresima). Constatato questo limite di “Roma”, nei priorati della FSSPX si insegna che non è importante sapere se vi sia o no un Papa a cui essere sottomessi (“quando saremo davanti a San Pietro, non ci chiederà se G. P. II è o non è papa”: gli scismatici orientali saranno contenti di questa specie di rivelazione privata), ma sapere che vi siano dei vescovi (ovviamente della FSSPX, unici depositari dei carismi di Mons. Lefebvre) capaci di discernere tra il bene e il male che oggi la Chiesa darebbe ai suoi figli.
In quest’ottica si mette in guardia da chi ama troppo i Papi (“Non bisogna esagerare il culto dovuto a Roma, il culto dovuto al papa…” scrive l’abbé Michel Simoulin nell’opuscolo “1988: lo scisma introvabile”), da chi esagera l’infallibilità pontificia (argomento spesso utilizzato dalla rivista sì sì no no), insomma da chi è imbevuto di “papolatria” (neologismo di moda a Ecône), un errore che sarebbe presente soprattutto nei popoli di più profonda tradizione cattolica, che sono accusati, per l’appunto, di essere troppo… cattolici! La conseguenza più nefasta di questo amore esagerato per il Papato sarebbe ovviamente il sedevacantismo, l’insieme cioè di loschi individui che dovendo scegliere su alcuni punti capitali della Fede Cattolica tra l’insegnamento della Chiesa e quello della FSSPX, preferiscono il primo al secondo.
Come è stato fatto notare in altre occasioni, la FSSPX finisce per insegnare lo stesso errore dei modernisti sulla presunta fallibilità dei Papi, con la differenza che i modernisti l’attribuiscono ai Papi del passato (con i conseguenti mea culpa di G. P. II) e la FSSPX, invece, l’applica soprattutto (ma, come abbiamo visto, non solo) a quelli che considera come Papi nella recente storia della Chiesa (in attesa di un futuro mea culpa riparatore).
Sono frutto di questo pensiero le dichiarazioni sul Papa-anticristo, sul Papa che deve convertirsi alla Fede, sul Papa nemico della Chiesa, affermazioni che sarebbero normali sulle labbra di un luterano o di un greco scismatico, non su quelle di un cattolico.
(...)
Non si può relativizzare il Magistero della Chiesa sulla questione dell’autorità suprema: eppure, in ambito della FSSPX, il timore di allontanarsi dalla linea del fondatore è maggiore di quello di allontanarsi dall’insegnamento dei Papi e dei Concilii. Contro i modernisti si sprecano le citazioni contenute nel Denzinger, ma gli articoli dello stesso volume relativi alla sottomissione al Papa sono accolti con un sorrisino o con qualche battuta, come se fossero parti facoltative della dottrina. Il problema è proprio questo: nella FSSPX si rischia di non percepire più la gravità che rappresenta la disobbedienza abituale all’insegnamento della Chiesa: disobbedienza, in questo caso, non a Paolo VI o a G. P. II, ma all’insegnamento di Bonifacio VIII o di Pio IX.
(...)
Conclusione
Per concludere voglio parafrasare ciò che sottoscrissero i cardinali Ottaviani e Bacci a proposito della nuova messa, quando sottoscrissero il Breve Esame Critico scritto da Padre Guérard.
Molti tradizionalisti, giustamente, ritengono che una parte consistente del clero degli anni ’60 e ’70 abbia anteposto, alla difesa cristallina della Fede, gli interessi personali, i timori d’ordine economico, il rispetto umano, le pressioni familiari, e quant’altro. Mi permetto di affermare che oggi lo stesso giudizio si può formulare nei confronti di coloro che basano il rifiuto al concilio e alla nuova messa sugli errori antipapisti e antiromani, condannati dal Magistero.
E allora: L’affermazione secondo la quale un Papa può sbagliare nell’insegnamento della dottrina, rappresenta un impressionante allontanamento dalla teologia cattolica del Papato... Le ragioni pastorali adottate a sostegno di questa gravissima fattura, anche se di fronte alle ragioni dottrinali avessero diritto di sussistere, non appaiono sufficienti... Questa posizione non esprime più la Fede di Trento…A questa Fede, nondimeno, la coscienza cattolica è vincolata in eterno. Il vero cattolico è dunque posto in una tragica necessità di opzione.
Che la Madonna del Buon Consiglio illumini le menti di tutti i sacerdoti e indichi loro la retta via da seguire, al riparo da ogni genere di errore e di deviazione, nell’amore sempre più profondo per la Chiesa e per il Dolce Cristo in terra."
18 gennaio - Cattedra di S. Pietro in Roma
https://forum.termometropolitico.it/...etro-roma.html
“Martirologio tradizionale (18 gennaio): Cattedra di san Pietro Apostolo, sulla quale sedette per la prima volta a Roma.”
Luca, Sursum Corda!
ADDIO GIUSEPPE, amico mio, sono LUCA e nel mio CUORE sarai sempre PRESENTE!
«Réquiem aetérnam dona ei, Dómine, et lux perpétua lúceat ei. Requiéscat in pace. Amen.»
SURSUM CORDA - HABEMUS AD DOMINUM!!! A.M.D.G.!!!


Ubi Petrus Ibi Ecclesia, Ut Unum Sint
(Gv 3, 20-21)
Chiunque infatti fa il male, odia la luce e non viene alla luce perché non siano svelate le sue opere. Ma chi opera la verità viene alla luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio


Preghiamo da oggi 18 gennaio al 25 gennaio per la conversione dei non-cattolici (i vari infedeli ed i vari eretici e scismatici, inclusi coloro che, speriamo in buona fede, sono oggettivamente nell’errore pur dicendosi cattolici, cioè i neo-modernisti vaticano-secondisti e soprattutto certi presunti tradizionalisti che spesso minimizzano o negano implicitamente o persino esplicitamente il primato petrino e la sua infallibilità) al Cattolicesimo integrale e per la vera Unità (nella Verità) nell'unica autentica Chiesa fondata da NSGC, ecco qui l'Ottavario di Preghiera:
Ottavario di preghiera per la conversione dei non cattolici (i.e. per l’unità dei cristiani)
http://www.radiospada.org/2017/01/ottavario-di-preghiera-per-la-conversione-dei-non-cattolici-i-e-per-lunita-dei-cristiani/
Ottavario di preghiera per la conversione dei non cattolici (i.e. per l?unità dei cristiani) | Radio Spada
“Ottavario di preghiera per la conversione dei non cattolici (i.e. per l’unità dei cristiani)
Primo giorno (18 gennaio), Cattedra di San Pietro: pregare per la conversione di tutti coloro che sono nell’errore.
Secondo giorno (19 gennaio): pregare per la conversione di tutti gli scismatici.
Terzo giorno (20 gennaio), apparizione all’ebreo Ratisbonne: pregare per la conversione dei Luterani e dei protestanti d’Europa in genere.
Quarto giorno (21 gennaio), Sant’Agnese: pregare per la conversione degli Anglicani.
Quinto giorno (22 gennaio): pregare per la conversione dei protestanti d’America.
Sesto giorno (23 gennaio): pregare per la conversione dei cattolici non più praticanti.
Settimo giorno (24 gennaio): pregare per la conversione degli Ebrei.
Ottavo giorno (25 gennaio), Conversione di San Paolo: pregare per la conversione degli islamici e di tutti i pagani.
Tra le preghiere tradizionalmente approvate per tale pratica, figura la seguente Coroncina per l’Unità:
Deus, in adiutorium meum intende.
Domine, ad adiuvandum me festina.
Gloria Patri.
Sui grani del Pater recitare: “Sacro Cuore di Gesù, abbiate pietà di noi e dei nostri fratelli avvolti nelle tenebre dell’errore”.
Sui grani dell’Ave recitare: “Venga Signore Gesù il tuo Regno, nell’unità della Chiesa, per mezzo della tua Santa Madre”.
Si concluda con: “Vergine Immacolata, Voi che per singolare privilegio di grazia foste preservata dalla colpa originale, guardate pietosa ai nostri fratelli dissidenti, che sono pure figli vostri. Non pochi di loro, benché separati, conservano un qualche culto per Voi. E Voi, generosa qual siete, ricompensateli, impetrando a loro la grazia della conversione. Vittoriosa qual siete, dell’infernale serpe, fin dal principio della vostra esistenza, rinnovate, ora che più stringe la necessità, gli antichi tionfi, glorificate il Figlio vostro, riconducendo le pecorelle smarrite all’unico ovile, sotto la guida del Pastore universale, e sia vostra gloria, o Vergine sterminatrice di tutti gli errori, aver riportato così la pace in tutto il mondo cristiano. Amen”.
Salve Regina.”
Radio Spada
"18 gennaio 2017: Commemorazione di San Paolo apostolo"
P.S. Ricordiamo a TUTTI (cattolici e no) le parole del Vangelo con le quali NSGC instaura de facto il Papato e conferisce l'autorità papale a Pietro:
“Ed io ti dico che tu sei Pietro, e su questa pietra edificherò la mia Chiesa...A te darò le chiavi del regno dei cieli, e quanto tu legherai sopra la terra, sarà legato nei cieli, e quanto tu scioglierai sopra la terra sarà sciolto nei cieli.” (Matteo 16, 18-19)
"(...) ma io ho pregato per te che non venga meno la tua fede; e tu, una volta ravveduto, conferma i tuoi fratelli". (Luca 22, 31-32)
Il Papato è quindi la roccia sulla quale Cristo ha fondato la Sua Chiesa, dal che consegue inevitabilmente che il Papa è il garante della Fede, colui che la custodisce e la insegna infallibilmente...
Riporto quanto ho scritto l'anno scorso qui:
La Chiesa Cattolica è l'unica Chiesa di Cristo
La Chiesa Cattolica è l'unica Chiesa di Cristo!
Esatto, questo è ciò che ha sempre insegnato il Magistero e si ripete nella Professione di Fede Cattolica.
«Et unam, sanctam, catholicam et apostolicam Ecclesiam.»!
«Credo la Chiesa una, santa, cattolica e apostolica»!
La Chiesa di Cristo non è divisa, quindi non c’è neppure bisogno di riunirla attraverso il falso ecumenismo di matrice eretica, è già UNA: è semplicemente ed integralmente quella cattolica!
I "Papi" ed il resto della setta vaticano-secondista invece dai tempi del conciliabolo del 1962-1965 attraverso documenti ufficiali pesantemente contraddittori ed ambigui auspicano "l'unità dei cristiani"; hanno appunto negato e negano tuttora la totale coincidenza tra la Chiesa di Cristo e la Chiesa di Roma sostituendo il “subsistit in” all'“est” (troppo "legato al trionfalismo romano e al linguaggio essenzialistico medievale" - come si legge nell'articolo sopra postato intitolato "IL PROBLEMA DEL “SUBSISTIT IN”, UNA VOCE DICENTES, Anno V, n. 1, gennaio-aprile 2006" - quindi da scartare ovviamente!!) il quale implica il concetto che le due cose non si equivalgano anche se poi sono abilissimi a rigirare la frittata a seconda delle circostanze attraverso mille sofismi per spiegare che sarebbe un'altra la corretta interpretazione.
L'articolo di Andrea Tornielli «La Chiesa di Gesù è quella cattolica» riportato in apertura di discussione non è convincente; apparentemente sembra esserlo, ma alla fine vengono citate proprio alcune frasi più controverse del decreto "Unitatis redintegratio" che lo smentiscono, il problema perciò rimane eccome!!
Infatti si "prega" continuamente per "l'unità dei cristiani", milioni di cattolici sono ormai convinti che la Chiesa vada riunita “dialogando” (su quali basi? Per giungere a quale conclusione? Forse ad un ibrido sincretistico che accontenti un po' tutti i non-cattolici nonché gli ebrei ovviamente...ma che sancirebbe l'abiura della fede cattolica, tanto per molti non è più un problema) con “ortodossi” e “protestanti” (invece di dire loro: “Convertitevi al Cattolicesimo!”, poichè in realtà sono discendenti di ex-cattolici che secoli fa si sono separati, ergo l'unità l'hanno rotta proprio loro eventualmente), come se l’unità fosse qualcosa da venire in futuro e non un dato di fatto effettivo e reale insomma.
Su Tv2000, in questa settimana di gennaio 2016, durante il Rosario in diretta da Lourdes c'è il pur simpatico Sacerdote che continua - sono convinto in buona fede, traviato dagli errori micidiali purtroppo saldamente radicati, diffusi negli ultimi decenni a partire dal CVII dalla pseudogerarchia di vertice vigente che predica la falsa dottrina del neomodernismo teologico, ma dato il suo ruolo è molto grave comunque - in maniera insopportabile ad inneggiare a questo falso ecumenismo dichiarando scandalosa la divisione tra cristiani che dovrebbero riunirsi tutti insieme; ma cosa vuol dire, basterebbe fare un appello ai non-cattolici affinché finalmente tornino nella Chiesa Cattolica, così si che la questione verrebbe posta in maniera libera da ingannevoli equivoci e più semplice!
Va bene essere tutti uniti, ma non nel sincretismo e nel compromesso con l'errore e l'eresia, bensì nella Fede Cattolica e nella Verità!
Don Francesco Ricossa dell'IMBC dichiarò fermamente in sua una vecchia intervista del 2 febbraio 2003:
"La religione cattolica è l'unica depositaria della verità assoluta. (...) Ovvio che ci sia qualcosa di bene in tutte le religioni: infatti il male assoluto non esiste. Ma il dialogo con le religioni porta ad una via senza sbocco. Per una religione rivelata e depositaria della verità, il dialogo ha un solo scopo: evangelizzare. (...) si ascolta per capire dove sta l'errore e portare l'errante alla verità. (...) tutto quello che possiamo fare è predicare la verità del vangelo. (...) è un'eresia che la Chiesa di Cristo possa sussistere anche fuori dalla Chiesa Cattolica. Che gli eretici siano in comunione imperfetta con la Chiesa, che le chiese scismatiche abbiano la successione apostolica. Che esista ancora l'alleanza tra Dio e il popolo ebraico e che si possano salvare senza Cristo...errori dottrinali gravissimi.
(...) Io non credo di essere infallibile, ma non ho dubbi su quello che penso. Voglio essere un vero cattolico. Se però mi accorgessi di aver errato...mi rimetterei alla misericordia di Dio."
Riporto anche questo articolo da "il giudizio cattolico":
"Ecumenismo: si, ma quello di Pio XI
“Ma non sei ecumenico!”, “No, mi dispiace. O meglio, lo sono, ma nel senso della Mortalium animos di Pio XI”. La faccia stralunata dell’interlocutore al mio nominare l’Enciclica di Papa Ratti, se poteva farmi sorridere per l’espressione, lasciava l’amaro in bocca perché era palese che non sapeva bene cosa fosse essere ecumenici.
Ai nostri giorni l’ecumenismo è diventato parte integrante dell’essere cattolici, una specie di mantra ripetuto incessantemente insieme al termine “dialogo”. Purtroppo, difficilmente lo si intende nel suo reale significato, ovvero quello con cui la Chiesa Cattolica lo ha sempre inteso.
La mia domanda, a questo punto, in questo clima di “analfabetismo cattolico”, è: quanti cattolici conoscono il reale senso dell’ecumenismo?
Proprio partendo dalla Mortalium animos (MA) vorrei provare ad affrontare in breve il discorso, con i limiti che mi sono posti dallo spazio e dalla mia conoscenza e senza la presunzione di migliorare i già tanti interventi sull’argomento.
Si deve premettere che, nei due millenni di storia della Chiesa, mai si era usato il termine ecumenismo[1]: questo è nato in terra protestante, nel tentativo di unire le varie confessioni che, in mancanza di un Papa, si erano create da Lutero in poi. Dalla creazione dell’ecumenismo protestante, il termine ha preso piede ed è entrato nel linguaggio comune per indicare il movimento che tende ad unire le varie confessioni cristiane. Infine, a partire dal Concilio Vaticano II, anche la Chiesa Cattolica lo ha fatto proprio, idealmente e operativamente.
Pio XI scrive la MA il 6 gennaio 1928 e, sulla scia di Pio IX[2] e di Leone XIII[3], non lascia adito a dubbi.
«L’unico modo possibile di favorire l’unità dei cristiani è di agevolare il ritorno dei dissidenti alla unica vera Chiesa di Cristo, a tutti ben nota e, per volontà del proprio fondatore, destinata a rimaner in eterno tale come Egli la istituì per la comune salvezza di tutti» (n. 10). Non invece la ricerca di una Chiesa del Cristo totale, non ancora presente in alcuna delle chiese attuali e realizzabile solo nell’unione di queste chiese, compresa la Cattolica[4]. Papa Ratti non fece altro che riportare il pensiero della Chiesa, sempre lo stesso, mai variato[5].
Non poteva fare altrimenti. Da buon custode della Parola di Gesù, si atteneva a quello che il Fondatore della Chiesa aveva insegnato, non si prendeva la briga di ermeneutiche divergenti.
Cristo ha reso gli Apostoli unici destinatari di frasi chiarissime. Ne riportiamo alcune: «Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato» (Mt 10, 40); «Mi è stato dato ogni potere, in cielo e in terra. Andate dunque ad ammaestrare tutte le genti, battezzandole nel nome del Padre e dl Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutte le cose che vi ho comandate» (Mt 28, 18-20); «Ricevete lo Spirito Santo; a chi rimetterete i peccati saranno rimessi e a chi non li rimetterete, resteranno non rimessi» (Gv 20, 22-23).
Non si può negare che Gesù “esclusivizza” questo potere agli Apostoli. Questi non sono una metafora di tutti gli uomini, ma i soli destinatari, insieme ai loro successori, dell’integrale munus. L’intero insegnamento di Cristo è legato alla Chiesa di cui gli Apostoli sono i primi rappresentanti, solo ad essa.
Non si può negare, poi, che Nostro Signore ha indiscutibilmente fondato proprio la Chiesa Cattolica, gerarchica e già nella perfetta unità; che ha istituito San Pietro unico capo della Sua Chiesa.
Solo un tentativo ideologico può cercare di stravolgere tutti questi elementi chiari ed inequivoci, che danno fondamento all’unico vero ecumenismo possibile e fanno anche capire come la Chiesa lo ha inteso nei quasi due millenni precedenti il Concilio Vaticano II. Basterebbe, dunque, ricordare queste parole e volontà di Cristo per evitare errori nell’intendere il senso dell’ecumenismo: quello di un reditus (ritorno) alla Chiesa Cattolica.
Eppure non è più questo il senso con cui viene inteso al giorno d’oggi.
Per rendercene conto, basta fare due chiacchiere con molti cattolici e, peggio, con molti sacerdoti (e anche con vari esponenti delle più alte gerarchie).
Ci diranno che per salvarsi “basta amare” e, a volte, addirittura, che non serve neanche convertirsi al Cattolicesimo. Ci ammoniranno di non dover stare sempre a elencare quello che ci separa (alias, dire la verità), ma di essere caritatevoli e cercare quello che ci unisce.
Ne vien fuori l’ecumenismo della MA di Pio XI?
A scanso delle solite facili critiche di esagerazione, porto due/tre esempi, confrontando alcuni testi del Concilio Vaticano II, che affrontano l’argomento, con la Mortalium animos, così da fondare questa critica su evidenze messe nero su bianco (quindi difficili da smentire, se non con un’ideologica interpretazione dei testi).
Nella Lumen gentium (LG n. 8) si legge: «Questa chiesa, costituita e organizzata in questo mondo come società, sussiste nella Chiesa cattolica, governata dal successore di Pietro e dai vescovi che sono in comunione con lui, anche se numerosi elementi di santificazione e di verità si trovino anche fuori della sua compagine».
La MA (compendio del pensiero cattolico sul vero ecumenismo) afferma invece: «non solamente deve dunque la Chiesa di Cristo sussistere oggi, domani e sempre, bensì deve avere l’identica fisionomia di quella dei tempi apostolici, a meno che non si voglia giungere all’assurdità di ritenere che Gesù Cristo o abbia fallito allo scopo o pur si sia sbagliato quando affermò che le porte dell’inferno non avrebbero mai prevalso contro di essa» (n. 5). Semplifichiamo all’estremo: la Chiesa di Cristo è stata, è e sempre sarà quella cattolica e non basta che questa sussista, ma deve rimanere sempre la stessa.
La domanda istintiva è: perché il Concilio ha voluto scrivere solamente che la Chiesa cattolica sussiste e non che è?
Un specifica delle differenze ce la dà con chiarezza Romano Amerio. «Dove gli schemi preparatorii definivano che la Chiesa di Cristo è la Chiesa Cattolica, il Concilio concede soltanto che la Chiesa di Cristo sussiste nella Chiesa cattolica, adottando la teoria che anche nelle altre Chiese cristiane sussiste la Chiesa di Cristo e che tutte devono prendere coscienza di tale comune sussistenza nel Cristo» (Iota Unum, R. Amerio, Fede & Cultura).
La spiegazione data dalla Congregazione per la dottrina delle fede[6], non convince. Non è mai esistita, infatti, prima del Concilio Vaticano II una distinzione tra comunione “piena” e “non piena”, “perfetta” e “imperfetta”[7].
Questo comporta, conseguentemente, la possibilità che i membri di confessioni non cattoliche possano conseguire la salvezza eterna anche senza convertirsi alla fede cattolica, anzi, quasi senza neanche avere il desiderio di aderirvi.
Altro esempio è nel decreto Unitatis redintegratio (UR Cap. I, n. 2): «Gesù Cristo per mezzo della fedele predicazione dell’evangelo, dell’amministrazione dei sacramenti e del governo esercitato nell’amore da parte degli apostoli e dei loro successori, cioè i vescovi con a capo il successore di Pietro, sotto l’azione dello Spirito Santo, vuole che il suo popolo cresca e che la sua comunione sia perfezionata nell’unità: cioè nella confessione di una sola fede, nella celebrazione comune del culto divino e nella fraterna concordia della famiglia di Dio». E, continua al n. 3, «Le stesse chiese e comunità separate, quantunque crediamo che abbiano delle carenze, nel mistero della salvezza non sono affatto prive di significato e di peso. Poiché lo Spirito di Cristo non ricusa di servirsi di esse come di strumenti di salvezza, il cui valore deriva dalla stessa pienezza della grazia e della verità che è stata affidata alla Chiesa cattolica».
Perfezionata? Perfezionare è un verbo che si riferisce a qualcosa che ancora non è perfetto. Viene facile la l’impressione che con l’affermazione “comunione sia perfezionata nell’unità” si intenda il concetto che non ci sia ancora un’unità perfetta.
Proprio il contrario di quel che ci insegna Pio XI al punto 5 della MA: «La Chiesa sua invece Nostro Signore la fondò come società perfetta, per natura esterna e sensibile, con il fine di perpetuare nel futuro l’opera salvatrice della Redenzione, sotto la guida di un solo capo, mercé l’insegnamento della parola e con la dispensa dei sacramenti, fonti della Grazia celeste».
Pare oggettivo e non frutto di errata interpretazione, dunque, anche perché nero su bianco, che UR non dica che l’unione è già nella Chiesa Cattolica, bensì che si deve avere «la sollecitudine di ristabilire l’unione»! (n. 5).
In UR non viene mai nominata la parola reditus, ritorno[8]!
Un’altra totale divergenza si trova quando il detto decreto al n. 11 afferma che «nel mettere a confronto le dottrine si ricordino che esiste un ordine o piuttosto una “gerarchia” delle verità della dottrina cattolica, essendo diverso il loro nesso col fondamento della fede cristiana».
Pio XI nella sua Enciclica invece confermava che «in materia di fede non si può assolutamente tollerare la distinzione posta tra articoli fondamentali e non fondamentali come se gli uni si imponessero a tutti e gli altri fossero lasciati all’arbitrio ed al gusto dei fedeli» (n. 9). Se si fanno un paio di conti, si capisce tutto.
Come riuscire a far passare un’idea di ecumenismo antitetica a quella bimillenariamente intesa, se non togliendo importanza ad alcune verità cattoliche, costitutivamente ostiche ad un tale relativismo? Non serve allungare oltre.
Lo stesso Pio XI aveva evidenziato come già ai suoi tempi «il lavoro a questo scopo è talmente attivo che in vari luoghi ha guadagnato la pubblica opinione e parecchi fra gli stessi cattolici sono presi dal miraggio e dalla speranza di simile unione, tanto più che essa sembra rispondere ai desideri di Santa Madre Chiesa, uno dei cui voti più antichi è di richiamare e ricondurre nel proprio seno i figli che l’han disertata» (n. 4).
E, aggiungerei, è un lavoro che continua imperterrito. Vedasi ad esempio la Dichiarazione Mysterium ecclesiae in pieno postconcilio[9].
Non servirebbe neanche riportare un passo della MA, tanto è chiaro che tipo di ecumenismo insegna la Dichiarazione. Lo facciamo, per mero tuziorismo, così da evidenziare un ulteriore punto di distacco dal perenne insegnamento della Chiesa sul rapporto con le altre religioni cristiane.
«È evidente da quanto precede che delle religioni sola vera sarà quella che si fonda sulla parola della rivelazione, cominciata fin da principio, proseguita nell’antico testamento e compiuta nel nuovo dello stesso Gesù Cristo» (n. 5)
In sintesi, nell’ecumenismo creato nel Concilio Vaticano II, si propaga l’idea che la volontà di Cristo ancora non è soddisfatta, che la vera unità dei cristiani sarebbe ancora da comporre, non invece che l’unità è nell’unica vera chiesa fondata da Cristo, quella Cattolica, e che i “fratelli separati”, proprio perché separati, non impediscono l’unità, che permane nella Chiesa Cattolica, ma si sono essi stessi posti al di fuori di questa unità.
Si nota, ahimè, una vera e propria variazione nella dottrina, che consiste nel fatto che l’unione di tutte le Chiese non si deve fare nella Chiesa Cattolica, bensì nella cosiddetta Chiesa di Cristo e, soprattutto, per un moto di convergenza di tutte le confessioni verso un centro che è fuori di ciascuna.
Si noti bene: ovviamente non lo si fa dichiarandolo apertamente, ma facendola passare in modo soft, tramite l’inserimento qua e là di frasi come quelle esposte, accanto a frasi che in teoria riportano alla Tradizione e a Magistero di due millenni. Tant’è vero che (cosa curiosa), nel proclamare l’ecumenismo, il Concilio non ha dato una reale definizione di cosa esso sia.
Quale dovrebbe essere allora l’atteggiamento da avere verso un ecumenismo siffatto?
Pio XI ammonisce che «simili tentativi non possono in nessun modo riscuotere l’approvazione dei cattolici, fondati come sono sul falso presupposto che tutte le religioni siano buone e lodevoli in quanto tutte, pur nella diversità dei modi, manifestano e significano ugualmente quel sentimento, a chiunque congenito, che ci rivolge a Dio e ci rende ossequienti nel riconoscimento del suo dominio» (n. 2).
Come vedremo il Pontefice aveva assolutamente colto nel segno; anticipando di decenni le critiche, aveva puntato il dito contro questa teoria «non solo erronea e ingannatrice, ma che attraverso una deformazione del vero concetto religioso conduce insensibilmente chi la professa al naturalismo ed all’ateismo» (n. 2), insistendo che «sotto codeste attrattive e lusinghe si nasconde un gravissimo errore che scalzerebbe dalle basi il fondamento della Chiesa cattolica» (n. 4).
«Sappiamo invece benissimo - Pio XI è inesorabile - che da tutto questo all’indifferenza religiosa ed al modernismo è breve il passo. Per quelli infatti che ne han miseramente subito il contagio, la verità dogmatica non è già assoluta ma relativa, proporzionata alle diverse esigenze di tempo e di luogo ed alle varie tendenze degli spiriti, non essendo basata sulla rivelazione immutabile ma sull’adattabilità alla vita» (MA n. 9)
Papa Ratti, smonta anche, in anticipo, il “misericordismo” e il “caritatevolismo” odierno, chiedendo «potrà sembrare che codesti “pancristiani” tutti occupati nell’unire le Chiese si propongano il nobilissimo scopo di diffondere e d’intensificare tra tutti i cristiani il senso della carità; ma come mai potrebbe la carità rivolgersi in danno della fede?» (n. 8)[10].
La conseguenza inevitabile è, anzi dovrebbe essere, la seguente: «stando così le cose, è evidente che non può la Sede Apostolica prendere parte a queste riunioni né è permesso in alcun modo ai cattolici aderire o prestar l’opera propria a tali iniziative; cosi facendo attribuirebbero autorità ad una falsa religione cristiana, assai diversa dall’unica Chiesa di Cristo» (MA n. 7)[11].
Preghiamo la Santa Vergine affinché l’inganno protestante di questo relativismo sia svelato e si torni a non aver paura di rispondere con abnegazione al comando di N.S. Gesù Cristo, «andate per tutto il mondo, e predicate il Vangelo ad ogni creatura», nella certezza divina che solo «chi crederà e sarà battezzato sarà salvo» (Mc 16, 15-16).
il giudizio cattolico"
Ricordiamo infine a certi tradizional-modernisti gli insegnamenti di San Pio X sull'infallibilità del Papa e sul fondamento della legittima autorità papale…
Il card. Giuseppe Melchiorre Sarto (Riese, 2 giugno 1835 – Roma, 20 agosto 1914) prima di diventare Papa Pio X:
"Quando si parla del Vicario di Cristo, non bisogna esaminare, ma obbedire; non misurare l'estensione del comando per restringere la prestazione della obbedienza; non cavillare sulla più chiara parola del Papa per travolgerne il senso; non interpretarne la volontà alla stregua di preconcetti, che ne distruggono il valore manifesto; non contrapporre diritti al diritto del Papa di insegnare e di comandare; non pesarne i giudizi, non discuterne gli ordini per non fare ingiuria diretta a Gesù Cristo medesimo... La società è ammalata; tutte le parti nobili di questo corpo sono colpite e i princìpi di vitalità sono compromessi. L'unico rifugio, l'unico rimedio, è il Papa"
(card. Giuseppe Sarto, Lettera Pastorale del 5 settembre 1894).
Il card. Giuseppe Sarto diventato Papa Pio X:
“Quando si ama il Papa, non si fanno discussioni intorno a quello che Egli dispone od esige, o fin dove debba giungere l'obbedienza, ed in quali cose si debba obbedire; quando si ama il Papa, non si dice che non ha parlato abbastanza chiaro, quasi che Egli fosse obbligato di ripetere all'orecchio d'ognuno quella volontà chiaramente espressa tante volte non solo a voce, ma con lettere ed altri pubblici documenti; non si mettono in dubbio i suoi ordini, adducendo il facile pretesto di chi non vuole ubbidire, che non è il Papa che comanda, ma quelli che lo circondano; non si limita il campo in cui Egli possa e debba esercitare la sua autorità; non si antepone alla autorità del Papa quella di altre persone per quanto dotte che dissentano dal Papa, le quali se sono dotte non sono sante, perchè chi è santo non può dissentire dal Papa”
(Papa San Pio X, Discorso ai sacerdoti dell’Unione Apostolica del 12 novembre 1912).
Il Catechismo Maggiore di San Pio X:
"(...)
175 D. Può sbagliare la Chiesa nelle cose che ci propone a credere?
R. No, nelle cose che ci propone a credere, la Chiesa non può sbagliare, perché secondo la promessa di Gesù Cristo Ella è perennemente assistita dallo Spirito Santo.
176 D. La Chiesa cattolica è dunque infallibile?
R. Si, la Chiesa cattolica è infallibile, epperò quelli che rifiutano le sue definizioni perdono la fede e diventano eretici.
(...)
197 D. Può errare il Papa nell'ammaestrare la Chiesa?
R. Il Papa non può errare, ossia è infallibile nelle definizioni che riguardano la fede e i costumi.
198 D. Per qual motivo il Papa è infallibile?
R. Il Papa è infallibile per la promessa di Gesù Cristo e per la continua assistenza dello Spirito Santo.
199 D. Quando è che il Papa è infallibile?
R. Il Papa è infallibile allora soltanto che nella sua qualità di Pastore e Maestro di tutti i cristiani, in virtù della suprema sua apostolica autorità, definisce una dottrina intorno alla fede o ai costumi da tenersi da tutta la Chiesa.
200 D. Chi non credesse alle solenni definizioni del Papa, quali peccato commetterebbe?
R. Chi non credesse alle definizioni solenni del Papa, o anche solo ne dubitasse, peccherebbe contro la fede, e se rimanesse ostinato in questa incredulità, non sarebbe più cattolico, ma eretico.
201 D. Per qual fine Dio ha concesso al Papa il dono della infallibilità?
R. Dio ha concesso al Papa il dono della infallibilità affinché tutti siamo certi e sicuri della verità chela Chiesa insegna.
202 D. Quando fu definito che il Papa è infallibile?
R. Che il Papa è infallibile fu definito dalla Chiesa nel Concilio Vaticano, e se alcuno presumesse di contraddire a questa definizione sarebbe eretico e scomunicato.
203 D. La Chiesa nel definire che il Papa è infallibile ha forse stabilito una nuova verità di fede?
R. No, la Chiesa nel definire che il Papa è infallibile non ha stabilito una nuova verità di fede, ma solo, per opporsi a nuovi errori, ha definito che l'infallibilità del Papa, contenuta già nella Sacra Scrittura e nella Tradizione, è una verità rivelata da Dio, e quindi da credersi come dogma o articolo di fede.
204 D. Come deve comportarsi ogni cattolico verso il Papa?
R. Ogni cattolico deve riconoscere il Papa, qual Padre, Pastore e Maestro universale e stare a lui unito di mente e di cuore. (...)"
Pio X
"S. Pius PP. X
Giuseppe Sarto
4.VIII.1903 - 20.VIII.1914"
San Pio X prega per noi!
Luca, Sursum Corda!
ADDIO GIUSEPPE, amico mio, sono LUCA e nel mio CUORE sarai sempre PRESENTE!
«Réquiem aetérnam dona ei, Dómine, et lux perpétua lúceat ei. Requiéscat in pace. Amen.»
SURSUM CORDA - HABEMUS AD DOMINUM!!! A.M.D.G.!!!


18 GENNAIO 2018: COMMEMORAZIONE DI SANTA PRISCA; CATTEDRA DI SAN PIETRO A ROMA…
"MISSALE ROMANUM - Die 18 Januarii. In Cathedra S. Petri Ap. Romæ"
MISSALE ROMANUM - Die 18 Januarii. In Cathedra S. Petri Ap. Romæ
http://www.unavoce-ve.it/mr-18jan=lat.htm
"Cattedra di san Pietro a Roma, 18 gennaio"
Guéranger, L'anno liturgico - 18 gennaio. Cattedra di san Pietro a Roma
http://www.unavoce-ve.it/pg-18gen.htm
"Commemorazione di santa Prisca, lo stesso giorno"
Guéranger, L'anno liturgico - Commemorazione di santa Prisca
http://www.unavoce-ve.it/pg-18gen-2.htm
CATECHISMO di SAN PIO X commentato da Don Floriano Abrahamowicz oggi giovedì 18 gennaio 2018:
"271. Catechismo San Pio X
https://www.youtube.com/watch?v=Jrr1tgnvMwM
271. Che cos'è la grazia sacramentale?
La grazia sacramentale é il diritto alle grazie speciali necessarie per conseguire il fine proprio di ciascun sacramento.
https://www.youtube.com/user/florianoabrahamowicz/
http://www.domusmarcellefebvre.it/santa-messa-1.php"
Cattedra di San Pietro - Sodalitium
http://www.sodalitium.biz/cattedra-san-pietro/
“18 gennaio, Cattedra di San Pietro a Roma. Festa istituita Paolo IV nel 1558 contro gli errori dei protestanti che mettevono in dubbio il soggiorno di san Pietro a Roma.
“Benedici, o Principe degli Apostoli, le pecore affidate alla tua custodia, ma ricordati, di quelle che sono sventuratamente uscite dall’ovile. Lontano da te, popoli interi che tu avevi nobilitati e civilizzati per mezzo dei tuoi successori, languiscono e non sentono ancora l’infelicità di essere lontani dal Pastore. Lo scisma raffredda e corrompe gli uni; l’eresia divora gli altri. Senza Cristo visibile nel suo Vicario, il Cristianesimo diventa sterile e a poco a poco svanisce. Le audaci dottrine che tendono a diminuire l’insieme dei doni che il Signore ha elargiti a colui che deve farne le veci fino al giorno dell’eternità, hanno per troppo tempo inaridito i cuori di quelli che le professavano; troppo spesso esse li hanno portati a sostituire il culto di Cesare al servizio di Pietro. Guarisci tutti questi mali, o Pastore supremo! Accelera il ritorno delle genti separate; affretta la caduta dell’eresia del XVI secolo; apri le braccia alla tua figlia, la Chiesa d’Inghilterra, e che essa rifiorisca come negli antichi giorni. Scuoti sempre più la Germania e i regni del Nord, e che tutti quei popoli si accorgano che non vi è più salvezza per la fede se non all’ombra della tua Cattedra. Rovescia il mostruoso colosso del Settentrione, che pesa insieme sull’Europa e sull’Asia, e scardina dovunque la vera religione del tuo Maestro. Richiama l’Oriente alla sua antica fedeltà, e che esso riveda dopo così lunga eclisse, le sue Sedi Patriarcali risorgere nell’unità della sottomissione all’unica Sede Apostolica” (Dom Prosper Guéranger).”
http://www.sodalitium.biz/wp-content...ro-300x198.jpg
Preghiera alla S. Vergine di Pompei per la conversione dei Pagani, degli Ebrei, degli Eretici e degli Scismatici - Sodalitium
“Preghiera alla S. Vergine di Pompei per la conversione dei Pagani, degli Ebrei, degli Eretici e degli Scismatici secondo i voti di S.S. Leone XIII.
O clementissima Regina del Rosario di Pompei, Tu, Sede di Sapienza, hai posto un Trono di misericordie nuove sulla terra che fu del paganesimo per trarre tutti i popoli a salvamento con la Corona delle tue mistiche rose: deh! ricordati che il tuo divin Figliuolo ci lasciò detto: Io ho altre pecorelle, le quali non sono di questo ovile; ed anche quelle è uopo che io raduni, ed esse udiranno la voce mia, e vi sarà un ovile solo ed un solo pastore. Ma ricordati pure che sul Calvario divenisti la Corredentrice, cooperando, per la crocifissione del tuo cuore, alla salvezza del mondo insieme col tuo Figliuolo crocifisso; e da quel giorno divenisti la Riparatrice del genere umano, il Rifugio dei peccatori e la Madre di tutti gli uomini.
Guarda, o Madre, quante anime ogni ora vanno eternamente perdute! Guarda quanti milioni d’ìndiani,di Cinesi e genti di barbare regioni non conoscono ancora Gesù Cristo! Vedi quanti altri che son pure cristiani, e sono nondimeno lontani dal seno della Madre Chiesa che è la cattolica, apostolica, romana.
O mediatrice potentissima Maria, Avvocata del genere umano, amantissima di noi mortali e Vita del nostro cuore, Vergine benedetta del Rosario di Pompei, esaudisci le nostre preghiere: non vada perduto per tanto numero di anime il Sangue prezioso e il frutto della redenzione. Dal tuo eletto trono di Pompei, ove non fai altro che dispensar grazie all’afflitta gente, deh! fa spiccare un raggio di quella luce celeste che stenebri tanti ciechi intelletti, e riscaldi tanti gelidi cuori. Intercedi presso il tuo divin Figliuolo, ed ottieni che quanti sono in questo mondo Pagani, Ebrei, Eretici e Scismatici ricevano la luce superna, e lieti entrino nel seno della vera Chiesa.
Esaudisci la preghiera che a Te rivolge fidente il Sommo Pontefice, acciocchè tutti i popoli congiunti nell’unito della fede, conoscano ed amino Gesù Cristo, il benedetto frutto del seno tuo, che vive e regna nei secoli col Padre e con lo Spirito Santo. Ed allora tutti gli uomini ameranno anche Te, salute del mondo, arbitra dispensatrice dei tesori di Dio e Regina di misericordie nella Valle di Pompei. E glorificando Te, Regina delle Vittorie, che col Rosario disperdi ogni eresia, riconosceranno che a tutte le genti Tu dài la Vita, perchè è d’uopo che si adempia la profezia del Vangelo: Tutte le genti mi chiameranno beata. Salve Regina.”
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“18-25 gennaio : Ottavario di preghiera per la conversione dei non cattolici.”
Radio Spada | Radio Spada ? Tagliente ma puntuale
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“18 GENNAIO 2018: CATTEDRA DI SAN PIETRO A ROMA.”
“18 GENNAIO 2018 :COMMEMORAZIONE DI SANTA PRISCA.
Regna una grande incertezza intorno al nome di questa giovane martire di Roma, della quale una tradizione ci dice che fu battezzata all'età di tredici anni dall'apostolo san Pietro e ci assicura che fu la prima martire della Chiesa d'Occidente, decapitata fra il 45 e il 54 sotto Claudio Tiberio. Un'altra tradizione la fa appartenere al III secolo, e vuole che sia stata decapitata sotto Claudio II il Gotico, verso il 250. Comunque sia, la sua esistenza e la realtà del suo martirio debbono essere riconosciute e il suo culto risale ai tempi più remoti.
In suo onore, recitiamo la Colletta della Messa:
"Concedi, te ne preghiamo o Dio onnipotente, a noi che onoriamo il natalis della tua Martire, di rallegrarci per questa solennità annuale e di trar profitto dall'esempio d'una fede così sublime. Per Gesù Cristo Nostro Signore. Amen".
da: dom Prosper Guéranger, L'anno liturgico. - I. Avvento - Natale - Quaresima - Passione, trad. it. P. Graziani, Alba, 1959, p. 348-349.”
https://www.radiospada.org/2017/06/l...ominium-mundi/
“La Romanità della Chiesa: da Cesarea di Filippo al dominium mundi.”
https://www.radiospada.org/2015/12/s...-a-san-pietro/
“Si prova che i Pontefici romani sono successori di San Pietro con la stessa potestà che fu concessa a San Pietro.”
Si confutano, usando il Magistero della Chiesa, i sofismi dei fallibilisti e dei sedeplenisti sul ?Papa eretico? | Radio Spada
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“18 gennaio 1901: "Spacciano infatti alcuni e fanno credere a molti che la così detta questione sociale sia soltanto economica, laddove sta con ogni certezza che essa è principalmente morale e religiosa, e che perciò bisogna scioglierla a tenore delle leggi morali e religiose. Raddoppiate pure la mercede all’operaio, diminuitegli le ore di lavoro, abbassategli il prezzo dei generi; ma se voi lo lasciate, come troppo accade, imbeversi di certe dottrine, e specchiarsi in certi esempi che lo attirino a spogliarsi del rispetto di Dio e corrompere i costumi, fatiche e sostanze gli andranno in rovina. Una quotidiana esperienza c’insegna che gran parte degli operai, sebbene lavorino meno e ricevano più larga mercede, se tengono una condotta depravata e priva di Religione, vivono d’ordinario in una deplorevole miseria. Togliete dagli animi quei sentimenti che sono il frutto di una educazione cristiana; togliete la previdenza, la moderazione, la parsimonia, la pazienza e somiglianti virtù morali che la stessa ragione ci detta, e vedrete che ogni maggiore sforzo per ottenere gli agi del vivere cadrà in nulla." Da + SS Leone XIII, Graves de communi re.”
Ligue Saint Amédée
http://www.saintamedee.ch/
https://www.facebook.com/SaintAmedee/
18 janvier : La Chaire de saint Pierre à Rome, en 43 :: Ligue Saint Amédée
“18 janvier : La Chaire de saint Pierre à Rome, en 43.”
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18 GENNAIO 2019: CATTEDRA DI SAN PIETRO A ROMA…
Oggi 18 GENNAIO 2019 - festa della CATTEDRA DI SAN PIETRO A ROMA - inizia l’ottavario di preghiera (approvato da Papa Pio X e Benedetto XV), per il ritorno alla Roma eterna dei dissidenti e per la conversione di tutti i non cattolici al Cattolicesimo Romano, che si conclude il 25 GENNAIO 2019 con la festa della Conversione di San Paolo.
Queste due date (18 e 25 gennaio) segnano l'inizio e la fine dell'Ottavario.
Preghiamo quindi da oggi 18 gennaio fino al 25 gennaio per la conversione dei non-cattolici (i vari infedeli ed i vari eretici e scismatici, inclusi coloro che, speriamo in buona fede almeno tra i semplici, sono oggettivamente in preda all'errore grave pur dicendosi cattolici, cioè soprattutto i neo-modernisti vaticano-secondisti e pure molti c.d. tradizionalisti che spesso minimizzano o negano implicitamente o persino esplicitamente il primato petrino e la sua infallibilità) al Cattolicesimo integrale e per la vera Unità nella Verità nell'unica autentica Chiesa fondata da NSGC!!!
La Chiesa Cattolica è l'unica Chiesa di Cristo!!!
Questo è ciò che ha sempre insegnato il Magistero e si ripete nella Professione di Fede Cattolica.
«Et unam, sanctam, catholicam et apostolicam Ecclesiam.»!!!
«Credo la Chiesa una, santa, cattolica e apostolica»!!!
Domandiamo a Dio la grazia di ottenerci tale vera unità dei cristiani con l'entrata od il ritorno di tutte le altre pecore all'ovile di Pietro, l'unico Pastore, e di unirci tutti sotto la guida di un futuro legittimo Papa, autentico Vicario di Nostro Signore Gesù Cristo!!!
«MISSALE ROMANUM - Die 18 Januarii. In Cathedra S. Petri Ap. Romæ»
MISSALE ROMANUM - Die 18 Januarii. In Cathedra S. Petri Ap. Romæ
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«18 GENNAIO CATTEDRA DI SAN PIETRO A ROMA»
"Guéranger, L'anno liturgico - 18 gennaio. Cattedra di san Pietro a Roma"
Guéranger, L'anno liturgico - 18 gennaio. Cattedra di san Pietro a Roma
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«Commemorazione di santa Prisca, lo stesso giorno»
"Guéranger, L'anno liturgico - Commemorazione di santa Prisca"
Guéranger, L'anno liturgico - Commemorazione di santa Prisca
Cattedra di San Pietro a Roma - Sodalitium
http://www.sodalitium.biz/cattedra-san-pietro-roma/
«18 gennaio, Cattedra di San Pietro a Roma. Festa istituita da Paolo IV nel 1558 contro gli errori dei protestanti che mettevano in dubbio il soggiorno di san Pietro a Roma.
“Benedici, o Principe degli Apostoli, le pecore affidate alla tua custodia, ma ricordati, di quelle che sono sventuratamente uscite dall’ovile. Lontano da te, popoli interi che tu avevi nobilitati e civilizzati per mezzo dei tuoi successori, languiscono e non sentono ancora l’infelicità di essere lontani dal Pastore. Lo scisma raffredda e corrompe gli uni; l’eresia divora gli altri. Senza Cristo visibile nel suo Vicario, il Cristianesimo diventa sterile e a poco a poco svanisce. Le audaci dottrine che tendono a diminuire l’insieme dei doni che il Signore ha elargiti a colui che deve farne le veci fino al giorno dell’eternità, hanno per troppo tempo inaridito i cuori di quelli che le professavano; troppo spesso esse li hanno portati a sostituire il culto di Cesare al servizio di Pietro. Guarisci tutti questi mali, o Pastore supremo! Accelera il ritorno delle genti separate; affretta la caduta dell’eresia del XVI secolo; apri le braccia alla tua figlia, la Chiesa d’Inghilterra, e che essa rifiorisca come negli antichi giorni. Scuoti sempre più la Germania e i regni del Nord, e che tutti quei popoli si accorgano che non vi è più salvezza per la fede se non all’ombra della tua Cattedra. Rovescia il mostruoso colosso del Settentrione, che pesa insieme sull’Europa e sull’Asia, e scardina dovunque la vera religione del tuo Maestro. Richiama l’Oriente alla sua antica fedeltà, e che esso riveda dopo così lunga eclisse, le sue Sedi Patriarcali risorgere nell’unità della sottomissione all’unica Sede Apostolica” (Dom Prosper Guéranger).»
http://www.sodalitium.biz/wp-content...n-pietro-1.jpg
«Preghiera alla S. Vergine di Pompei per la conversione dei Pagani, degli Ebrei, degli Eretici e degli Scismatici - Sodalitium
Preghiera alla S. Vergine di Pompei per la conversione dei Pagani, degli Ebrei, degli Eretici e degli Scismatici - Sodalitium
http://www.sodalitium.biz/preghiera-...li-scismatici/
Preghiera alla S. Vergine di Pompei per la conversione dei Pagani, degli Ebrei, degli Eretici e degli Scismatici secondo i voti di S.S. Leone XIII.
O clementissima Regina del Rosario di Pompei, Tu, Sede di Sapienza, hai posto un Trono di misericordie nuove sulla terra che fu del paganesimo per trarre tutti i popoli a salvamento con la Corona delle tue mistiche rose: deh! ricordati che il tuo divin Figliuolo ci lasciò detto: Io ho altre pecorelle, le quali non sono di questo ovile; ed anche quelle è uopo che io raduni, ed esse udiranno la voce mia, e vi sarà un ovile solo ed un solo pastore. Ma ricordati pure che sul Calvario divenisti la Corredentrice, cooperando, per la crocifissione del tuo cuore, alla salvezza del mondo insieme col tuo Figliuolo crocifisso; e da quel giorno divenisti la Riparatrice del genere umano, il Rifugio dei peccatori e la Madre di tutti gli uomini.
Guarda, o Madre, quante anime ogni ora vanno eternamente perdute! Guarda quanti milioni d’ìndiani,di Cinesi e genti di barbare regioni non conoscono ancora Gesù Cristo! Vedi quanti altri che son pure cristiani, e sono nondimeno lontani dal seno della Madre Chiesa che è la cattolica, apostolica, romana.
O mediatrice potentissima Maria, Avvocata del genere umano, amantissima di noi mortali e Vita del nostro cuore, Vergine benedetta del Rosario di Pompei, esaudisci le nostre preghiere: non vada perduto per tanto numero di anime il Sangue prezioso e il frutto della redenzione. Dal tuo eletto trono di Pompei, ove non fai altro che dispensar grazie all’afflitta gente, deh! fa spiccare un raggio di quella luce celeste che stenebri tanti ciechi intelletti, e riscaldi tanti gelidi cuori. Intercedi presso il tuo divin Figliuolo, ed ottieni che quanti sono in questo mondo Pagani, Ebrei, Eretici e Scismatici ricevano la luce superna, e lieti entrino nel seno della vera Chiesa.
Esaudisci la preghiera che a Te rivolge fidente il Sommo Pontefice, acciocchè tutti i popoli congiunti nell’unito della fede, conoscano ed amino Gesù Cristo, il benedetto frutto del seno tuo, che vive e regna nei secoli col Padre e con lo Spirito Santo. Ed allora tutti gli uomini ameranno anche Te, salute del mondo, arbitra dispensatrice dei tesori di Dio e Regina di misericordie nella Valle di Pompei. E glorificando Te, Regina delle Vittorie, che col Rosario disperdi ogni eresia, riconosceranno che a tutte le genti Tu dài la Vita, perchè è d’uopo che si adempia la profezia del Vangelo: Tutte le genti mi chiameranno beata. Salve Regina.»
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"Sante Messe - Sodalitium."
http://www.sodalitium.biz/sante-messe/
"S. Messa in provincia di Verona - Sodalitium."
http://www.sodalitium.biz/s-messa-provincia-verona/
“Sodalitium - IMBC.”
https://www.youtube.com/user/sodalitium
“Omelie dell'I.M.B.C. a Ferrara.”
https://www.facebook.com/OmelieIMBCFerrara/
http://www.oratoriosantambrogiombc.it/
“Oratorio Sant'Ambrogio, Milano - Offertur Oblatio Munda (Malachia 1, 11).”
«Don Floriano Abrahamowicz - Domus Marcel Lefebvre.
https://www.youtube.com/user/florianoabrahamowicz/
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SANTA MESSA - domusmarcellefebvre110815
La Santa Messa tutte le domeniche alle ore 10.30 a Paese, Treviso.»
«CATTEDRA DI SAN PIETRO A ROMA»
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«MARTIROLOGIO ROMANO, 1955
Sancti et Sanctae Dei, orate pro nobis.»
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"Ottavario di preghiera per la conversione dei non cattolici
Primo giorno (18 gennaio), Cattedra di San Pietro: pregare per la conversione di tutti coloro che sono nell’errore.
Tra le preghiere tradizionalmente approvate per tale pratica, figura la seguente Coroncina per l’Unità:
Deus, in adiutorium meum intende.
Domine, ad adiuvandum me festina.
Gloria Patri.
Sui grani del Pater recitare: “Sacro Cuore di Gesù, abbiate pietà di noi e dei nostri fratelli avvolti nelle tenebre dell’errore”.
Sui grani dell’Ave recitare: “Venga Signore Gesù il tuo Regno, nell’unità della Chiesa, per mezzo della tua Santa Madre”.
Si concluda con: “Vergine Immacolata, Voi che per singolare privilegio di grazia foste preservata dalla colpa originale, guardate pietosa ai nostri fratelli dissidenti, che sono pure figli vostri. Non pochi di loro, benché separati, conservano un qualche culto per Voi. E Voi, generosa qual siete, ricompensateli, impetrando a loro la grazia della conversione. Vittoriosa qual siete, dell’infernale serpe, fin dal principio della vostra esistenza, rinnovate, ora che più stringe la necessità, gli antichi tionfi, glorificate il Figlio vostro, riconducendo le pecorelle smarrite all’unico ovile, sotto la guida del Pastore universale, e sia vostra gloria, o Vergine sterminatrice di tutti gli errori, aver riportato così la pace in tutto il mondo cristiano. Amen”.
Salve Regina.
Dopo la preghiera del Salve Regina aggiungere:
– Ut omnes errantes ad unitatem Ecclesiae revocare, et infideles universos ad Evangelii lumen perducere digneris, Te rogamus, Domine, audi nos.
– Regina Sacratissimi Rosarii, ora pro nobis."
Tradidi quod et accepi: 18-25 gennaio: Preci per il ritorno dei dissidenti alla Chiesa Romana
"18-25 gennaio: Preci per il ritorno dei dissidenti alla Chiesa Romana
«Non si può altrimenti favorire l’unità dei cristiani che procurando il ritorno dei dissidenti all’unica vera Chiesa di Cristo [Cattolica, Apostolica Romana], dalla quale essi un giorno infelicemente s’allontanarono».
(Pio XI, Mortalium animos, 6 gennaio 1928)
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La settimana di preghiera detta “per l’unità dei Cristiani” fu ideata a New York nel 1908 da Paul Wattson, anglicano convertitosi al Cattolicesimo, e ricevette l’approvazione dell’Episcopato Americano. San Pio X e Benedetto XV benedissero la pia pratica e la diffusero fra i cattolici perché “i Cristiani che si sono dolorosamente allontanati dalla Chiesa Cattolica siano invitati a tornare ad essa, come ad una Madre da loro abbandonata”, prescrivendo anche la preghiera che riportiamo di seguito.
Preghiera approvata e indulgenziata da S.S. Benedetto XV
Antiphona
Joan. 17, 21
Ut omnes unum sint, sicut tu, Pater, in me, et ego in te, ut et ipsi in nobis unum sint; ut credat mundus, quia tu me misisti.
Che siano una cosa sola: come tu, Padre sei in me ed Io in te, così anche essi siano in noi una cosa sola, perché il mondo creda che tu mi hai mandato.
V. Ego dico tibi quia tu es Petrus.
R. Et super hanc petram ædificabo Ecclesiam meam.
V. Io ti dico: Tu sei Pietro.
R. E su questa pietra edificherò la mia Chiesa.
Oremus
Dómine Jesu Christe, qui dixísti Apóstolis tuis: Pacem relínquo vobis, pacem meam do vobis: ne respícias peccáta mea, sed fidem Ecclésiæ tuæ; eámque secúndum voluntátem tuam pacifícáre et coadunáre dignéris: Qui vivis et regnas Deus per ómnia sæcula sæculórum. Amen.
Preghiamo
Signore Gesù Cristo, che hai detto ai tuoi Apostoli: "Vi lascio la pace, vi do la mia pace"; non guardare ai miei peccati, ma alla fede della tua Chiesa e degnati, secondo la tua volontà di dargli la pace e l'unità: Tu che vivi e regni Dio per tutti i secoli dei secoli. Amen.
Ogni giorno della Settimana di preghiera è dedicata a uno specifico gruppo di persone:
18 gennaio: Pregare per la conversione di tutti gli Eretici e gli erranti.
19 gennaio: Pregare per la conversione dei Foziani (i c.d. ortodossi) e di tutti gli Scismatici.
20 gennaio: Pregare per la conversione dei Luterani e di tutti i Protestanti
21 gennaio: Pregare per la conversione degli Anglicani.
22 gennaio: Pregare per la conversione dei Cattolici non più praticanti
23 gennaio: Pregare per la conversione degli Ebrei.
24 gennaio: Pregare per la conversione dei Maomettani
25 gennaio: Pregare per la conversione di tutti gli Infedeli.
Indulgenze concesse:
“A tutti i fedeli che […] reciteranno ogni anno tali preghiere una volta al giorno, e poi nell’ottavo giorno, veramente pentiti, confessati e nutriti della Santa Comunione, dopo aver visitato qualsiasi Chiesa o pubblico Oratorio abbiano innalzato a Dio pie preghiere per la concordia dei Governanti Cristiani, per l’estirpazione delle eresie, per la conversione dei peccatori e per l’esaltazione di Santa Madre Chiesa, Noi concediamo ed elargiamo misericordiosamente nel Signore l’indulgenza plenaria di tutti i loro peccati. Concediamo inoltre la possibilità di lucrare la predetta indulgenza plenaria a coloro che, confessati debitamente i peccati e ricevuta la Santa Comunione, compiuta pure la visita nel giorno della festa della Cattedra di San Pietro in Roma, chiedano perdono. Inoltre, agli stessi fedeli che con il cuore contrito, in qualunque degli otto giorni menzionati, abbiano recitato le stesse preghiere, concediamo duecento giorni di indulgenza nella forma consueta della Chiesa” (Benedetto XV, Breve “Romanorum Pontificum”, 25 febbraio 1916)."
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«Carlo Di Pietro - Sursum Corda»
"Eterno Padre vi offro il Sangue Preziosissimo di Gesù Cristo in espiazione dei miei peccati e per i bisogni della Santa Chiesa."
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“18 gennaio 1901: "Spacciano infatti alcuni e fanno credere a molti che la così detta questione sociale sia soltanto economica, laddove sta con ogni certezza che essa è principalmente morale e religiosa, e che perciò bisogna scioglierla a tenore delle leggi morali e religiose. Raddoppiate pure la mercede all’operaio, diminuitegli le ore di lavoro, abbassategli il prezzo dei generi; ma se voi lo lasciate, come troppo accade, imbeversi di certe dottrine, e specchiarsi in certi esempi che lo attirino a spogliarsi del rispetto di Dio e corrompere i costumi, fatiche e sostanze gli andranno in rovina. Una quotidiana esperienza c’insegna che gran parte degli operai, sebbene lavorino meno e ricevano più larga mercede, se tengono una condotta depravata e priva di Religione, vivono d’ordinario in una deplorevole miseria. Togliete dagli animi quei sentimenti che sono il frutto di una educazione cristiana; togliete la previdenza, la moderazione, la parsimonia, la pazienza e somiglianti virtù morali che la stessa ragione ci detta, e vedrete che ogni maggiore sforzo per ottenere gli agi del vivere cadrà in nulla." Da + SS Leone XIII, Graves de communi re.”
https://www.sursumcorda.cloud/artico...a-eretico.html
“Appunti sulla questione del cosiddetto «Papa eretico» - Carlo di Pietro. → → → https://goo.gl/USjRdm
Gli appunti che vi accingete a leggere, certamente migliorabili, ospitano centinaia di citazioni e sentenze tratte da autori del passato e da alcuni, benché rarissimi, contemporanei. La maggioranza degli autori d'oggi, lo dimostrerò con inoppugnabile evidenza, si allontana pericolosamente dalla dottrina cattolica che i nostri eruditi vanno ad esporre, dunque non è prudente citarli, se non per confutarli. Ho usato, per affermare la verità e per necessità apologetiche, anche numerose definizioni di punti di dottrina (Fonti «Denzinger», «Conciliorum Decreta» e luoghi altrettanto rigorosi). Non mancano le precipue ritrattazioni che devo per rimediare ad alcuni degli errori commessi in «Apologia del Papato» del 2014. Il mio lavoro vuol essere piuttosto una sorta di dossier digitale sulla questione del cosiddetto «Papa eretico», dunque proverò a fornire risposte ad alcune frequenti domande: 1) Chi ha parlato del cosiddetto «Papa eretico»? 2) Cosa ha scritto a riguardo? 3) È vero, come vogliono alcuni intellettuali moderni, che quasi nessuno ha studiato l’ipotesi? 4) È vero che l'uomo eletto dal Conclave (o designato) può essere veramente Pontefice e, nel contempo, eretico? 5) Che significa «essere Pontefice», che significa «essere eretico» e che significa «divulgare eresie»? Intendo restituire giustizia e verità ai nostri autori, fornire altresì puntuali riferimenti per poterli conoscere e studiare con zelo cristiano. Finalmente intendo esporre con estrema chiarezza le mie conclusioni. Ho deciso di diffondere gratuitamente il dossier affinché tutti possano documentarsi, anche i più poveri. Scrivo alla maggior gloria di Dio, per guadagnare meriti presso l'Altissimo e confido in qualche donazione di chi è abbiènte. Come non si usa questa ricerca? Chi pensa di utilizzarla come uno sterile catalogo di citazioni, come un distributore di post da vomitare sul web, estrapolando quelle singole proposizioni «secondo le proprie voglie» (II Tm. IV, 3), facilmente farà un torto a Dio, al Papato ed agli stessi autori: io Vi ho avvisato! Ammonisce l’Apostolo: «Erit enim tempus, cum sanam doctrinam non sustinebunt, sed ad sua desideria coacervabunt sibi magistros prurientes auribus». Non scandalizzatevi se talvolta citerò - con le doverose premesse - alcuni soggetti di dottrine eterodosse, erronee, controverse, offensive, che suonano male o quantomeno non gradite alle pie orecchie: rientrano nella cronologia dello studio e possono essere propedeutiche alle conclusioni. Non ho assegnato titoli ai vari capitoli poiché intendo dissuadere la lettura spot, parziale, non organica o superficiale della ricerca. Augurandomi di onorare degnamente Dio con la presente difesa del dogma cattolico, mi permetto di sollecitare alla prudenza nell’uso di questi appunti. Sub Tuum praesidium Immaculata!"
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https://www.agerecontra.it/2018/11/d...-papa-eretico/
IL DOGMA DELL'INFALLIBILITÀ DELLA CHIESA E DEL ROMANO PONTEFICE
https://www.youtube.com/watch?v=6wN3IlnkU7s
L'infallibilità papale nelle canonizzazioni 'SANTI NON SANTI' - 2014
https://www.youtube.com/watch?v=kUTen5gG8po
https://www.sursumcorda.cloud/tags/infallibilita.html
https://www.sursumcorda.cloud/massim...cumenismo.html
Ecumenismo Smascherato - Condanne della Chiesa all'eresia chiamata «ecumenismo»
https://www.youtube.com/watch?v=ZQ8VnQMEwL0
La questione del cosiddetto "PAPA ERETICO" - Carlo Di Pietro / Elia Menta
https://www.youtube.com/watch?v=i8HN9sogukI
L'INFALLIBILITÀ del PAPA (e della Chiesa) - Carlo Di Pietro/Elia Menta
https://www.youtube.com/watch?v=UytNloGBLsI
INTERVISTA a CARLO DI PIETRO a cura di Elia Menta - Aprile 2017
https://www.youtube.com/watch?v=fZ1Hl2NWZz4
†LIBRO: Apologia del Papato - Intervista all'autore Carlo di Pietro."
https://www.youtube.com/watch?v=9vi9XrM3Tf8
https://it.aleteia.org/2015/03/30/la...ato-di-eresia/
"La Chiesa come si comporta se il Papa è accusato di eresia?
Il pontefice può essere accusato come Dottore privato e in documenti di Magistero
Un Papa può cadere in eresia? E se ciò avviene, deve sottoporsi a un normale processo? La prassi che si dovrebbe seguire in questi casi ce la racconta Carlo Maria Di Pietro, giornalista e scrittore, che ha curato numerose pubblicazioni legate all'apologetica cattolica.
LA POTESTA' DI GIURISDIZIONE DEL PAPA
Il «Papa», premette Di Pietro, governa ed insegna, ha «Primato di giurisdizione» conferitogli da Cristo; ha «Potestà di giurisdizione». La Potestà di giurisdizione è il potere partecipato da Cristo Re e Capo della Chiesa a questa Medesima quale Società perfetta, a cui perciò spetta legiferare, giudicare, punire in foro esterno ed interno in ordine alla salvezza dei fedeli. La «Potestà di giurisdizione» è quindi il potere di insegnare, di legiferare, di giudicare, di punire, esercitato in ordine alla vita eterna, proprio dalla Chiesa come perfetta «Società giuridica», ad essa partecipato da Cristo Re, Mediatore e Pastore universale, a cui il Padre ha dato ogni potere.
IL PENSIERO DI SANT'ALFONSO
Secondo Sant'Alfonso (cf. Verità della Fede e storia delle Eresie), tutti coloro i quali sostengono che un “Papa possa essere notoriamente eretico” sono degli «inutili impugnatori dell’Autorità di Cristo» e del «Papa» stesso, alla stregua dei luterani. Una delle caratteristiche della Chiesa fondata da Gesù è l’«Unità» (Una, Santa, Cattolica, Apostolica), significa che è una nella Fede, nella Morale o Costume, nel Culto e nella Disciplina.
IL CATECHISMO DI SAN PIO X
San Pio X ed il suo Catechismo al n° 124 (commento p. Dragone, 1963). Domanda: «Chi è fuori della comunione dei santi?»; Risposta: «E’ fuori della comunione dei santi chi è fuori della Chiesa, ossia i dannati, gl’infedeli, gli ebrei, gli eretici, gli apostati, gli scismatici e gli scomunicati»; Spiegazione: «Eretico è il battezzato che non si sottomette al giudizio della chiesa riguardo alle verità rivelate. Seguendo il suo criterio o le sue passioni fa una scelta, accetta alcune verità ed altre le rigetta, facendo se stesso giudice della verità». L’eresia detta «materiale» si ha in chi non è consapevole; l’eresia detta «formale» si ha in chi è consapevole; il «peccato di eresia» si ha nell’errante consapevole che non fa pubblica confessione; il «delitto di eresia» si ha nell’errante consapevole che fa pubblica confessione, ovvero si manifesta eretico «formale».
LA COMUNIONE DEI SANTI
L’«Autorità legittima» constata l’eresia nel soggetto, il reo è «fuori della comunione dei santi». L’eretico «formale» si rifiuta con ostinazione di sottomettersi all’insegnamento ed al giudizio della Chiesa; viene espulso; non partecipa alla «comunione dei santi» e non può salvarsi; non può né insegnare e né governare, a tal proposito la Scrittura: «Lasciateli! Sono ciechi e guide di ciechi. E quando un cieco guida un altro cieco, tutti e due cadranno in un fosso!» (Mt 15,14). Papa Pio XII nella Mystici Corporis distingue tra chi esce dalla Chiesa da se stesso tramite eresia, scisma o apostasia; e chi ne è cacciato fuori dall’«Autorità», dunque «Diritto ecclesiastico», cioè tramite la «scomunica».
CHI CONVOCA IL CONCILIO
In Verità della Fede [vol. I, Marietti, 1826, p. 142] si leggono le parole del santo «Dottore utilissimo» (sant’Alfonso): «La seconda cosa certa si è, che quando in tempo di scisma si dubita, chi fosse il vero Papa, in tal caso il concilio può esser convocato da’ cardinali, e da’ vescovi; ed allora ciascuno degli eletti è tenuto di stare alla definizione del concilio, perché allora si tiene come vacante la sede apostolica. E lo stesso sarebbe nel caso, che il Papa cadesse notoriamente e pertinacemente in qualche eresia. Benché allora, come meglio dicono altri, non sarebbe il Papa privato del pontificato dal concilio come suo superiore, ma ne sarebbe spogliato immediatamente da Cristo, divenendo allora soggetto affatto inabile, e caduto dal suo officio».
ERESIA COME DOTTORE PRIVATO
Alla luce di queste premesse può esistere un Papa eretico? Di Pietro evidenzia: «Qualora il Papa dovesse pronunciare eresia come dottore privato (omelia, dissertazione, intervista), ovverosia quando quei documenti dove c’è l’eresia non sono atti di Magistero, il problema c’è ma è differente rispetto al caso che vedremo in seguito». Giovanni XXII, per esempio, per aver proferito “solo” una prossimità all’eresia, fu sottoposto all’esame del Sant’Uffizio dall’Inquisizione e dovette ritrattare le sue erronee dichiarazioni. Ci troviamo di fronte al caso di sospetta eresia e non di eresia, eppure la Chiesa si è tutelata sottoponendo le dichiarazioni del Pontefice all’Inquisizione per una valutazione approfondita.
ERESIA IN DOCUMENTI DI MAGISTERO
Qualora il Pontefice dovesse pronunciare eresia in documenti di Magistero (solenne, straordinario oppure ordinario ed universale), questi dimostrerebbe di non possedere la potestà di giurisdizione o di averla perduta. Ci fa notare la cosa il Diritto, il Magistero, come viene anche ben riassunta da sant’Alfonso sopra citato. Il Denzinger alla voce infallibilità e magistero riporta decine di documenti che testimoniano che la Prima Sedes è senza macchia dottrinale. Nel caso in cui, dunque, un Pontefice dovesse manifestare eresia in documenti di Magistero (alle condizioni suddette), questi, avendo dimostrato di aver perduto la potestà di giurisdizione, non è più legittimato a governare la Chiesa.
COME SI TUTELA LA CHIESA IN QUESTI CASI?
Prosegue Di Pietro: la Chiesa si tutela con le armi che il Diritto (divino ed ecclesiastico) le danno. Valutata la presenza di un’eresia, il soggetto viene fraternamente richiamato. Se il Pontefice si corregge, secondo tradizione, si ritiene che questi, essendo nuovamente in grado di volere il bene della Chiesa, e non avendo perso il senno, torna Pontefice. Il documento contenete l’eresia, pertanto, non diventerà Magistero e andrà censurato.
IL CONCILIO IMPERFETTO GENERALE
Se il Pontefice non dovesse correggersi, la Chiesa rileva canonicamente la pertinacia dell’eresia, unita alla notorietà della stessa. Solo allora si procede con la convocazione di un Concilio imperfetto generale (generale almeno moralmente) deputato alla rimozione del non Papa, alla qualifica di antipapa per lo stesso, all’elezione (o designazione) di un Pontefice regnante. Durante il periodo che intercorre fra l’eresia manifesta e la rimozione del soggetto reprobo, la Chiesa solitamente può essere definita in sede vacante, come stabilito dalle costituzioni sulla Sede Vacante."
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«18 GENNAIO 2019: CATTEDRA DI SAN PIETRO A ROMA.»
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«18 gennaio 2019: Commemorazione di San Paolo apostolo.»
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«18 GENNAIO 2019: COMMEMORAZIONE DI SANTA PRISCA
Regna una grande incertezza intorno al nome di questa giovane martire di Roma, della quale una tradizione ci dice che fu battezzata all'età di tredici anni dall'apostolo san Pietro e ci assicura che fu la prima martire della Chiesa d'Occidente, decapitata fra il 45 e il 54 sotto Claudio Tiberio. Un'altra tradizione la fa appartenere al III secolo, e vuole che sia stata decapitata sotto Claudio II il Gotico, verso il 250. Comunque sia, la sua esistenza e la realtà del suo martirio debbono essere riconosciute e il suo culto risale ai tempi più remoti.
In suo onore, recitiamo la Colletta della Messa:
"Concedi, te ne preghiamo o Dio onnipotente, a noi che onoriamo il natalis della tua Martire, di rallegrarci per questa solennità annuale e di trar profitto dall'esempio d'una fede così sublime. Per Gesù Cristo Nostro Signore. Amen".
da: dom Prosper Guéranger, L'anno liturgico. - I. Avvento - Natale - Quaresima - Passione, trad. it. P. Graziani, Alba, 1959, p. 348-349.»
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https://www.radiospada.org/2018/09/g...mbo-1470-1547/
“[GLORIE DEL CARDINALATO] S.E.R. Cardinal Pietro Bembo (1470-1547)
La morte lo colse a Roma il 18 gennaio 1547. Fu sepolto a Santa Maria la Minerva vicino alla tomba dell’amatissimo Papa Leone X.
#pietrobembo #cardinalato #rinascimentoitaliano #letteraturaitaliana”
https://www.radiospada.org/2015/02/g...chuster-o-s-b/
“[GLORIE DEL CARDINALATO] S.E.R. Cardinal Alfredo Ildefonso Schuster O.S.B.
Nasceva a Roma il 18 gennaio 1880.
#schuster #cardinalato #chiesaambrosiana”
https://www.radiospada.org/2019/01/l...nesto-ruffini/
«La vera unità dei cristiani spiegata dal Cardinale Ernesto Ruffini di Redazione RS il 18 Gennaio 2019
Nel contesto dell’Ottavario di preghiera detto “per l’unità dei Cristiani” (18-25 gennaio), devozione piissima ma sempre più insozzata dall’empietà dell’ecumenismo eretico, offriamo alla meditazione dei nostri Lettori le chiarissime parole che il Cardinale Ernesto Ruffini di Palermo (1888-1967) pronunziò in Concilio il 2 dicembre 1963, a proposito del giusto modo di intendere l’ecumenismo e l’unità dei cristiani. Tema su cui già il magistero pontificio si era infallibilmente pronunziato, soprattutto con l’enciclica Mortalium animos di Pio XI, che la nostra casa editrice ha ripubblicato all’interno de Il tridente antimodernista.»
«[…] Tutti teniamo per certo che Gesù Cristo abbia fondato una sola Chiesa e che queste Chiesa sia la Cattolica Apostolica Romana, il cui capo e fondamento, costituito da Cristo Signore, è il Sommo Pontefice. La Chiesa è infallibile ed indefettibile, sebbene mutino nel tempo quelle cose che in essa, sono per loro stessa natura mutevoli.
Se delle colpe all’interno della Chiesa Cattolica Apostolica Romana offrirono appiglio a molti fratelli, così in Oriente come in Occidente, per abbandonare la Sede Apostolica Romana, esse non si debbono imputare alla Chiesa Romana ma a quanti, figli della Chiesa Romana, che non osservando la dottrina della Chiesa o male interpretandola, non ottemperarono alle monizioni della stessa Chiesa Romana.
Non si può d’altro canto ignorare che assieme a questi pochi [colpevoli], i quali sono come la zizzania nel campo del Signore, nella Chiesa Cattolica Romana mai venne meno il rigogliosissimo grano, propriamente cioè uomini, maschi e femmine, insigni per santità, che dovunque rifulsero con esempi mirabili di umiltà e carità.
Del resto se questi figli della Chiesa Romana, invero nient’affatto molti, che coi loro costumi dissoluti o con modi d’agire inconsulti offesero molti fratelli, sono da riprovare – e per loro volentieri chiediamo e imploriamo perdono – non è lecito ritenere del tutto innocenti quelli che, per le colpe dei fratelli, non consolarono la Madre Chiesa, accrescendola con la probità dei loro costumi, ma miseramente la abbandonarono.
Noi, congregati in uno, fortemente bramiamo che i fratelli ahimè! ancora da noi separati – che non possiamo dimenticare – rientrino nella Chiesa Apostolica Romana cui per molti secoli furono deditissimi congiunti: la vera Chiesa di Cristo, pia e clemente Madre di tutti, li attende ogni giorno con ansia.
[…] Venerabili Padri, ora con insistenza sempre maggiore pregiamo tutti assieme il Padre delle misericordie, per mezzo della beatissima Vergine Maria, Madre di Dio e Madre di tutti gli uomini, specialmente dei Cristiani, affinché quanto prima sorga il giorno felicissimo nel quale tutti coloro che si gloriano del nome di Cristo, vengano dall’Oriente e dall’Occidente, per formare finalmente con noi l’unico ovile sotto il Romano Pontefice, Vicario di Cristo, unico Supremo Pastore, professando la stessa fede nel vincolo della carità e della pace».
“[Testo raccolto e tradotto da Giuliano Zoroddu]
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“Mentre vediamo in Oriente nascere da accesi scontri fra “patriarcati” ulteriori chiese settarie e nazionali sedicenti ortodosse, instrumentum regni di potentati mondani ed esatto opposto della vera e libera Chiesa di Gesù Cristo, protestiamo il nostro pensiero di Cattolici Romani, citando il santamente tagliente Girolamo: «La salvezza della Chiesa risiede nell’autorità del Sommo Pontefice e se a lui non viene assegnato un potere superiore e incontrastato, nelle Chiese si avranno tanti scismi quanti saranno i preti» (Contra Lucif., 9); e lasciando la parola all’immortale Pio IX che nel 1848 invitata gli scismatici all’unità della Chiesa, ricevendone tuttavia solo rinnovate accuse di eresia.”
Pillole di antiecumenismo. Dalla prefazione di don M. Tranquillo a “Sed Gladium”
Pillole di antiecumenismo. Dalla prefazione di don M. Tranquillo a “Sed Gladium”
La necessità della Fede
Non c’è salvezza senza Fede
Il Concilio Vaticano II e la salvezza delle anime
Byzanteens e filortodossi: a state of mind. Qualche noterella alle convinzioni dei più giovani e ganzi.
antiecumenismo, Concilio vaticano II, coroncina per l’unità, ecumenismo, Ernesto Ruffini, giuliano zoroddu, il tridente antimodernista, Mortalium Animos, unità dei cristiani.”
https://www.radiospada.org/tag/unita-dei-cristiani/
https://www.radiospada.org/category/...cesimo-romano/
https://www.radiospada.org/2017/01/o...non-cattolici/
“Ottavario di preghiera per la conversione dei non cattolici.”
“Si prova che i Pontefici romani sono successori di San Pietro con la stessa potestà che fu concessa a San Pietro.”
https://www.radiospada.org/2015/12/s...-a-san-pietro/
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https://www.radiospada.org/tag/augusto-maria-de-gattis/
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Ligue Saint Amédée
http://liguesaintamedee.ch/
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«Intransigeants sur la doctrine ; charitables dans l'évangélisation [Non Una Cum].»
18 janvier : La Chaire de saint Pierre à Rome (en 43) :: Ligue Saint Amédée
“18 janvier : La Chaire de saint Pierre à Rome (en 43)”
http://liguesaintamedee.ch/applicati...int_pierre.jpg
V. Ego dico tibi quia tu es Petrus.
R. Et super hanc petram ædificabo Ecclesiam meam.
Christus vincit! Christus regnat! Christus imperat!
Luca, Sursum Corda – Habemus Ad Dominum!!!
ADDIO GIUSEPPE, amico mio, sono LUCA e nel mio CUORE sarai sempre PRESENTE!
«Réquiem aetérnam dona ei, Dómine, et lux perpétua lúceat ei. Requiéscat in pace. Amen.»
SURSUM CORDA - HABEMUS AD DOMINUM!!! A.M.D.G.!!!


La Verità sul PRIMATO PAPALE-PETRINO e sul Magistero della SANTA ROMANA CHIESA di 260 Pontefici fino a PIO XII, sul "concilio vaticano II" ed i suoi "papi" fasulli sommi impostori da Roncalli a Bergoglio - loro si da prendere a schiaffi, se non peggio, in quanto subdoli falsari dell'autentica fede, dottrina e liturgia!! - sui "nuovi riti" di "ordinazione sacerdotale" e "consacrazione episcopale" di conio bugniniano-montiniano, sulla "nuova messa" anch’essa di matrice bugniniana e montiniana, ecc.
Proprio oggi 18 GENNAIO 2020 – FESTA DELLA CATTEDRA DI SAN PIETRO A ROMA – i coraggiosi Sacerdoti dell’I.M.B.C. ("ISTITUTO MATER BONI CONSILII") grideranno e ribadiranno la Verità cristiano-cattolica sull’autentico PRIMATO PAPALE-PETRINO e sulla SANTA MESSA a poca distanza dagli occupanti illegittimi (pseudo-papa e soci) residenti in Vaticano…
Per la cronaca, segnalo a chiunque fosse interessato, cattolici e no, la presentazione libraria epocale della traduzione italiana del libro di Don Anthony Cekada (sacerdote cattolico integrale “sedevacantista” di Milwaukee che vive a West Chester in Ohio, da parte materna è di origine toscana) contro la "nuova messa" da parte degli stimati Sacerdoti dell’I.M.B.C. ("ISTITUTO MATER BONI CONSILII") a ROMA, a pochi passi da PIAZZA SAN PIETRO…
Presentazione del libro di don Cekada a Roma e Pescara - Sodalitium
http://www.sodalitium.biz/presentazi...-roma-pescara/
«ROMA – Sabato 18 gennaio 2020 alle ore 17,00 alla Sala Adriana in c.so Vittorio Emanuele II n. 326 a Roma presentazione del libro di don Anthony Cekada “FRUTTO DEL LAVORO DELL’UOMO. Una critica teologica alla messa di Paolo VI” (Centro Librario Sodalitium).
Introduzione di don Ugo Carandino, relazione di don Ugolino Giugni.
La sala si trova nel palazzo prima del ponte Vittorio Emanuele, a 700 metri da piazza san Pietro.
PESCARA – Sabato 25 gennaio 2020 alle ore 18,00 presso la sala “Riserva dannunziana” dell’Aurum di Pescara, largo Gardone Riviera, presentazione del libro di don Anthony Cekada “FRUTTO DEL LAVORO DELL’UOMO. Una critica teologica alla messa di Paolo VI” (Centro Librario Sodalitium). Introduzione di Marco Solfanelli, presentazione di don Ugo Carandino.
Per richiedere il libro: https://www.sodalitiumshop.it/epages...4/Products/071 »
http://www.sodalitium.biz/wp-content...cop-cekada.jpg
Presentazioni del libro di don Cekada - Centro Studi Giuseppe Federici
http://www.centrostudifederici.org/p...ro-don-cekada/
«Presentazioni del libro di don Cekada 2 gennaio 2020
Centro studi Giuseppe Federici – Per una nuova insorgenza
Presentazioni del libro di don Cekada
ROMA – Sabato 18 gennaio 2020 alle ore 17,00 alla Sala Adriana in c.so Vittorio Emanuele II n. 326 a Roma presentazione del libro di don Anthony Cekada “FRUTTO DEL LAVORO DELL’UOMO. Una critica teologica alla messa di Paolo VI” (Centro Librario Sodalitium).
Introduzione di don Ugo Carandino, relazione di don Ugolino Giugni.
La sala si trova nel palazzo prima del ponte Vittorio Emanuele, a 700 metri da piazza san Pietro.
https://www.sodalitium.biz/sante-messe/roma/
PESCARA – Sabato 25 gennaio 2020 alle ore 18,00 presso la sala “Riserva dannunziana” dell’Aurum di Pescara, largo Gardone Riviera, presentazione del libro di don Anthony Cekada “FRUTTO DEL LAVORO DELL’UOMO. Una critica teologica alla messa di Paolo VI” (Centro Librario Sodalitium).
Introduzione di Marco Solfanelli, presentazione di don Ugo Carandino.
https://www.sodalitium.biz/sante-messe/pescara/
Per richiedere il libro:
https://www.sodalitiumshop.it/epages...4/Products/071 »
http://www.centrostudifederici.org/w...ibro-roma.jpeg
P.S. 18 GENNAIO 2020: CATTEDRA DI SAN PIETRO A ROMA…
Oggi 18 GENNAIO 2020 - festa della CATTEDRA DI SAN PIETRO A ROMA - inizia l’ottavario di preghiera (approvato da Papa Pio X e Benedetto XV), per il ritorno alla Roma eterna dei dissidenti e per la conversione di tutti i non cattolici al Cattolicesimo Romano, che si conclude il 25 GENNAIO 2020 con la festa della Conversione di San Paolo.
Queste due date (18 e 25 gennaio) segnano l’inizio e la fine dell’Ottavario.
Preghiamo quindi da oggi 18 gennaio fino al 25 gennaio 2020 per la conversione dei non-cattolici (i vari infedeli ed i vari eretici e scismatici, inclusi coloro che, speriamo in buona fede almeno tra i semplici, sono oggettivamente in preda all'errore grave pur dicendosi cattolici, cioè soprattutto i neo-modernisti vaticano-secondisti e pure molti c.d. tradizionalisti che spesso minimizzano o negano implicitamente o persino esplicitamente il primato petrino e la sua infallibilità) al Cattolicesimo integrale e per la vera Unità nella Verità nell'unica autentica Chiesa fondata da NSGC!!!
La Chiesa Cattolica è l'unica Chiesa di Cristo!!!
Questo è ciò che ha sempre insegnato il Magistero e si ripete nella Professione di Fede Cattolica.
«Et unam, sanctam, catholicam et apostolicam Ecclesiam»!!!
«Credo la Chiesa una, santa, cattolica e apostolica»!!!
Domandiamo a Dio la grazia di ottenerci tale vera unità dei cristiani con l'entrata od il ritorno di tutte le altre pecore all'ovile di Pietro, l'unico Pastore, e di unirci tutti sotto la guida di un futuro legittimo Papa, autentico Vicario di Nostro Signore Gesù Cristo!!!
SEDE APOSTOLICA VACANTE DAL 1958, DALLA MORTE DELL'ULTIMO VERO E LEGITTIMO PAPA PIO XII!!!
VIVA LE SANTE MESSE CATTOLICHE CELEBRATE "NON UNA CUM" DA DON FLORIANO ABRAHAMOWICZ E DAI SACERDOTI DELL' I.M.B.C. ("ISTITUTO MATER BONI CONSILII") IN TUTTA ITALIA!!!
VIVA LA SANTA MESSA “NON UNA CUM”, L’UNICA DAVVERO CATTOLICA FINO AL RITORNO DI UN VERO E LEGITTIMO ROMANO PONTEFICE DEGNO SUCCESSORE DI SAN PIETRO!!!
CHRISTUS VINCIT, CHRISTUS REGNAT, CHRISTUS IMPERAT!!!
Luca, SURSUM CORDA – HABEMUS AD DOMINUM!!!
ADDIO GIUSEPPE, amico mio, sono LUCA e nel mio CUORE sarai sempre PRESENTE!
«Réquiem aetérnam dona ei, Dómine, et lux perpétua lúceat ei. Requiéscat in pace. Amen.»
SURSUM CORDA - HABEMUS AD DOMINUM!!! A.M.D.G.!!!


Scusate perchè l'ultimo vero Papaé del 1958?
Le Messe in questi anni non sono state valide? E' la solita storia che dicono gli anziani che il celebrante deve stare con la schiene verso lì'assemblea e non si deve dare la Comunione in mano? Se per questo la bocca non è che sia molto più pulita.
Chissa' se vorrete spiegare.
grazie.