P.S. Tengo a precisare che ho ricevuto questa nota,in qualità di dirigente nazionale del P.R.C. da parte di un compagno dirigente nazionale del P.d.C.I. che l'ha cosi commentata "dedicato ad uno stronzo".......


P.S. Tengo a precisare che ho ricevuto questa nota,in qualità di dirigente nazionale del P.R.C. da parte di un compagno dirigente nazionale del P.d.C.I. che l'ha cosi commentata "dedicato ad uno stronzo".......


Confermo, Ferrero ha detto una cazzate, e non è l'unica.
Fa pure il furbo. Non rispetta i patti relativi alla Lombardia.
Attenzione compagni, che si deve lavorar eunitariamente, ma sempre con la spia rossa dell'allarme accesa.
C'è molta scontentezza tra molti compagni di essere Comunisti verso uscite di questo tipo di Ferrero.
Myrddin


Per fortuna che accadono due cose:
-l'unità dei comunisti prescinde dalle dichiarazioni e dal pensiero del segretario...certo Ferrero per ora e' uno dei principali ostacoli, ma le esigenze reali sono piu' forti e partono dal basso.
-la componente comunista che non rinnega l'esperienza dell' Unione Sovietica e' ben presente e forte all'interno del partito, nonostante le dichiarazioni ed i pensieri del segretario....senza di essa il segretario avrebbe in mano poco piu' di una ong pacifista.
Spero che Ferrero ridimensioni questa intervista...


Come sai bene sulla vicenda la pensiamo analogamente; sulla spinta dal basso ipoteticamente concordo, ma se dopo due manifestazioni unitarie riuscitissime non si è capito il messaggio siamo messi male. Inoltre Ferrero è vittima di un equilibrio fragilissimo post-congressuale che lo rende assolutamente sterile dal punto di vista progettuale. Sul lungo termine non abbiamo - ad oggi - una strategia programmatica strategica ed anche elettorale per uscire dal guado.
Questo immobilismo, paradossalmente, potrebbe portare acqua (e voti) al progetto vendoliano; e sarebbe l'opposto di quel progesso di ricompattamento a sinistra egemonizzato dal prc che si ipotizzava al congresso.


Boh, non so che dire...pur sapendo che Ferrero ha un passato da bertinottiano, mi aspettavo molto di lui, sia per quantp riguarda il progetto politico, sia per quanto riguarda l'unità dei comunisti...se i gruppi dirigenti non capiscono che l'unificazione è l'unica strada per risalire la china, è finita la sinistra morirà a queste europee...allora mi sa che ci meritiamo veramente di scomparire, se mettiamo avanti rancori personali e piccoli calcoli d poltrona...scusate lo sfogo, ma la situazione che vedo in questi mesi, soprattutto peri rapporti tra i due partiti ,mi deprime incredibilmente...a luglio ero pieno di speranze per il futuro, ma ora....
Vi dirò di più: in italia si tende sempre di più a seguire, piuttosto che l'ideologia del partito che viene dietro, soprattutto la persona che ne è a capo. (E' l'effetto Berlusconi, la personificazione del partito).
Da questo punto di vista siamo molto deboli, in quanto Ferrero è stato sia Ministro nel Governo Prodi, sia un Bertinottiano sino all'altro ieri.
Questo non può che comportare una silenziosa sfiducia nei suoi confronti, tenuta nascosta dal semplice timore di una vendolizzazione con conseguente scomparsa del partito.
Ferrero sa di essere debole, ed è per questo che si teme\crede nella possibile nascita di un'area ferreriana, così che la incerta base sulla quale il neo segretario si poggia ( la mozione 1 ) possa essere solidificata da un gruppo chiaro, in grado di fare adepti.
Speravo che Ferrero potesse essere un buon segretario di transizione, portare all'unità dei comunisti (almeno con il PdCi), sopportare la probabile batosta elettorale delle europee, mostrare che non c'è bisogno di un altro mini partitino moderato di Sinistra. Ahimè, così si rischia soltato di vedere un nuovo travaso di voto al progetto Bertinottiano L'Arcobaleno 2 la Vendetta, con un ulteriore svilimento del concetto comunista già ( non me ne vogliate) svilito in parte nel PRC...
Prevedo tempi bui.


Butto li un'interpretazione politicista, lasciando perdere un attimo le motivazioni di merito...
Che Ferrero voglia aspettare il definitivo tracollo di ogni altro partito di sinistra, compreso il PDCI, per fare rimanere solo RC come unico partito credibile per l'elettorato nell'area a sinistra del PD?


che ferrero punti innanzitutto al rilancio di rifondazione come partito non è una novità
ma vedendo i risultati dell'abruzzo, dove il pdci perde molto meno di quanto abbiamo perso noi, se quella che ipotizzi fosse veramente la strategia di ferrero, sarebbe alquanto folle
spero che dopo la scissione (prima o dopo le europee se ne vanno) i nodi sui rapporti con gli altri partiti di sinistra (pdci in primis) vengano finalmente al pettine


L'intervento di oggi su Liberazione a proposito della scissione di Livorno da cui nacque il PCd'I (intervento nel quale torna su Jan Palach e ribadisce più volte gli errori del socialismo reale sovietico) è un continuo riproporre l'importanza della "Rifondazione" e del fatto che -secondo lui- è impossibile pensare a un Partito Comunista senza coniugarlo con la parola-progetto della Rifondazione.
Opinione assolutamente legittima, ma che personalmente non condivido più da tempo.
Dopo la Bolognina, io speravo nella Rifondazione di un Partito Comunista in Italia, e invece siamo arrivati alla situazione odierna, dove è chiaro che la Rifondazione non è più un passaggio, ma un fine.
Io ho letto questo intervento come una (ennesima) mazzata verso una possibile unità dei comunisti in un solo Partito (a meno che questo non sia Rifondazione, ovvio).
Il link: http://www.liberazione.it/giornale_a...rticolo=430842


E quello di cui ho paura io, che porerebbe ad una definitiva scomparsa della Sinistra. E ne ho ancora più paura nel momento in cui vedo l'atteggiamento, qui a catania, del segretario provinciale Montalto, che sembra aspettare con ansia la morte o l'annessione (dalla porta di servizio) del pdci, non avendo capito che la collaborazione è l'unica via per rialzarsi. Spero che non tutti i compagni di rifondazione la pensino così.