L'assistenzialismo va bene in un paese dal liberismo puro (che a me non piace), andava anche bene quando gli aiuti erano mirati e tendevano a riportare attivamente (con interventi pubblici) i disoccupati nel mercato del lavoro. Ad esempio, in Spagna esiste la "renta activa" (RAI), che assicura un sussidio, ma solo accompagnato da concrete misure di consulenza, riqualificazione e collocamento prima possibile. Lo stesso succedeva in Germania prima della riunificazione (poi Schröder ha distrutto tutto con l'Agenda 2010) e continua ad avvenire in Carinzia.
Invece non serve a nulla elargire, sappiamo con che criteri, dei sussidi più che arbitrari, senza preoccuparsi di collocare attivamente il lavoratore.
Se fossi io al governo, nazionalizzerei tutte le agenzie interimali, riunendole in un'agenzia per l'impiego statale (controllatissima da agenti in borghese, per evitare corruzioni e favoritismi), che assegna gli ex-disoccupati alle aziende o agli Enti pubblici che hanno bisogno di una qualificazione come la loro. Tra un impiego e l'altro verrebbe versata una paga minima, che però permetta di sopravvivere senza emarginazione.
Alle aziende che dovessero assumere questi lavoratori a tempo indeterminato sarebbe riconosciuto un bonus fiscale, da finanziare con una qualche tassa da far pagare a chi vuole solo precari.




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