



io credo che tutto andrà comunque allo sfascio, persistendo
l'attuale modello di sviluppo, che presuppone l'espansione
infinita.
vedo che i nostri politici e imprenditori, propongono le stesse
ricette di 40-50 anni fa;
evidentemente non si sono accorti
che siamo al capolinea, rispetto alla disponibilità di risorse
energetiche, minerarie, alimentari...


Sono 60 anni che lo Stato sovvenziona la Fiat, al punto che le macchine di questa casa automobilistica sono state comprate due volte dai cittadini...La prima volta le ha pagate lo Stato, la seconda l automobilista. La famiglia Agnelli e tutti i paparazzi che le ruotavano intorno, ovvero amministratori delegati inetti e superpagati perche amici di Andreotti, Gava o Craxi, hanno fatto affari mungendo lo Stato, mentre le piccole imprese venivano e vengono anche oggi spremute come limoni. Altro che sovvenzioni alla Fiat! Caro Lapo vai a lavorare!


In realtà di risorse energetiche ce ne sarebbero. Il premio nobel Rubbia disse chiaro che l'Italia potrebbe sfruttare l'energia solare (ad esempio).
Il problema è che il cambiare fonte energetica obbligherebbe gli industriali a una completa converisione di cicli produttivi, attrezzature, ecc.
Quindi meglio continuare così incassando finchè si puo'.
La genetica sta cercando di colmare i deficit alimentari (produzione di specie di vegetali che possano crescere in climi aridi, ecc.).
Un terzo della popolazione mondiale è sovrappeso od obesa. Quindi, evidentemente, le risorse alimentari ci sono.
Sono d'accordo che i nostri politici (quindi la maggioranza degli italiani che li hanno votati) continuano a ragionare come cinquantanni fa.
Sono ancora ancorati alla contrapposizione capitalismo/comunismo.
Incapaci totali.


mi piacerebbe condividere il tuo ottimismo, ma i
cambiamenti che dovrebbero avvenire, sono
così enormi, che solamente una altrettanta
consapevolezza pubblica e privata, potrebbe
far fronte per risolverli.
la pancia piena di un terzo della popolazione mondiale,
le 3-4 macchine in ogni famiglia, telefonini, computers,
e ogni altra carabattola che riempiono le nostre case,
potrebbero svanire a breve, lasciando un vuoto
incolmabile rispetto, alla generale impreparazione
e scarsa consapevolezza, accumulate negli ultimi 50
anni di crescita esponenziale dell'economia.
nella malaugurata ipotesi di una ripresa della domanda
a livelli precedenti la crisi, si vedrà con chiarezza che
non potrà essere sostenuta, stante la scarsità delle
risorse per mantenerla.
i prezzi della materie prime schizzerebbero a livelli tali,
che la domanda precipiterà, dando luogo a una ulteriore
crisi;
insomma è il cane che si morde la coda, come da almeno
40 anni, eminenti specialisti e scienziati avevano previsto.
niente di nuovo si dirà, ma sgomenta la stupidità di una classe
dirigente ignobile, che sta finanziando un sistema
finanziario e produttivo che sono causa dell'attuale
collasso.
ogni progetto alternativo, richiederà ingenti quantitativi di
risorse, che se oculatamente impiegate, potrebbero
consentire una morbida planata verso un sistema di
produzione e consumi, che non contempleranno più
i miliardi di mezzi che si muovono impazziti ogni giorno
sulla terra, nel mare, nei cieli;
dovremo re-imparare a produrre e consumare l'essenziale,
dando spazio a quelle sane virtù, disperatamente assenti
presso una società, schiava di uno sfrenato
consumismo.


io voglio il federalismo, magari anche la divisione vera e propria dell'italia; però
poi gli ammortizzatori sociali ci vorrebbero ugualmente ,a nzi, ci vorrebbero i sussdi come esistono negli altri paesi europei;altro che rimboccarsi le maniche; rimboccarsi le maniche un cazzo; questa è la mentalità idiota che fà dei padani un vero e proprio popolo di idioti che si sono fatti nfinocchiare da tutti; se invece di rimboccarsi le maniche, si fossero interessati e si interessassero maggiormente dipolitca anche oggi e votassero tutti per la lega, non ci troveremmo in questa condizione; signori patani, ci avete rotto i maroni con il lavurà; io sono un cosiddetto padano, sono natoe vivo in emilia, ne ho strapieni i maroni di imbecilli rincoglioniti che si vantano di essersi rotto il culo a lavorare nella loro vita;quando cazzo è che vi svegliate signori padani?


la social card è offensiva.


1) In Veneto chi prende i soldi senza fare un cazzo è considerato un uomo di merda. Anzi un uomo di merda al quadrato. Per due motivi:
a) è un parassita: vive sulle spalle di quelli che lavorano ("i coglioni", senza i quali lui non esisterebbe. Quindi si capisce già chi vale di più).
b) Una persona che sta bene e non lavora RUBA I SOLDI alle persone che hanno condizioni di difficoltà reali (disabilità, malattia). Se ci sono 100 euro, due persone che stanno bene (e vogliono avere i soldi senza lavorare) e due che stanno male ci saranno 50 euro in meno per aiutare chi sta male.
Per questo tra terroni e comunisti (da sempre fautori del prendere i soldi senza fare un cazzo) non c'è differenza.
Fiero di essere di origine Veneta una regione da sempre non comunista.
La preoccupazione nel vedere un operaio veneto lamentarsi di prendere solo 1000 euro al mese per non fare un cazzo (cassa integrazione) nasce dal fatto che indica che la cultura terron- comunista sta prendendo piede anche in Veneto. Dell'Emilia non mi stupisco: da sempre rossa.
I sussidi di disoccupazione vanno dati per 6 mesi - massimo un anno- (assieme a corsi di riqualificazione professionale gratuiti) in modo da coprire economicamente la persona il tempo sufficiente per trovare un altro lavoro. Politica di molti Paesi europei.
Non certo dare soldi per non fare un cazzo.
Può esistere una società in cui le persone pretendono i soldi senza lavorare?
Il comunismo è veramente è la più grande dottrina che cerca di giustificare la liceità di prendere i soldi senza fare un cazzo.
Marx un parassita di merda, ipocrita e vigliacco, però acculturato, che è riuscito (non avendo un cazzo da fare) a costruire una giustificazione ideologia al parassitismo.
Invece di tutte le teorie comuniste del cazzo tanto vale dire:
"vogliamo avere i soldi senza lavorare" - ecco, il comunismo è tutto qua-.
Lasciando stare: robin hood (un ladro), la lotta di classe, il consumismo.
Leviamo tutte questi orpelli, il succo è:
"non abbiamo voglia di lavorare, dateci i soldi per non fare un cazzo". "Li pretendiamo". "Non ce ne frega niente della collettività, di chi sta male: pretendiamo i soldi".
Un ladro ha più dignità, perchè almeno qualcosa rischia (poco in italia).
Comunisti e terroni: stessa mentalità. Soldi per grattarsi i coglioni.
Con l'aggravante che i comunisti lo vedono come un diritto (quindi lo pretendono).
Ma andate a fare in culo: vigliacchi senza dignità.


Al giorno d'oggi lo Stato non può più limitarsi a sussidi di disoccupazione a tempo determinato: deve mettere le persone a lavorare prima possibile, sicuramente molto prima dei 6 mesi. Per questo servirà una notevole riforma della mentalità, che introduca un diritto/dovere al lavoro ed una coordinazione pubblica della disponibilità di posti di lavoro e di mano d'opera.
Circa 10 anni fa c'era sui giornali la notizia che se uno voleva andare a pulire stalle in provincia di Brescia poteva guadagnare fino a 3 milioni di lire al mese. Ci fu parecchia gente che scrisse all'ufficio del lavoro di Brescia, ai Comuni, alla regione Lombardia... Nulla, di quei monti di letame pronti per essere spalati non c'era traccia.
Oggi un grosso problema in italia è che domanda ed offerta di lavoro non si incontrano: secondo me questa è la prima cosa da fare per risolvere il problema. Se si introduce un obbligo (esisteva in Germania fino a Schröder, ca. 15 anni fa) per le ditte di dichiarare all'ufficio del lavoro tutti i posti disponibili (altrimenti non li possono occupare) e si mettono a disposizione di tutti gli uffici del lavoro in Europa (come succede tra Francia e Germania), narà immediatamente risolto sia il problema della manodopera che quello della disoccupazione. E sarà anche chiaro esattamente di quanti extracomunitari c'è bisogno. E la libertà di circolazione in Europa sarà realtà,


Va bene qualunque soluzione purchè il concetto sia: "se non lavoro non guadagno".
Comumque la riqualificazione professionale la manterrei (è presente anche in Friuli). Se una persona ha la terza media, entra in fabbrica a ventanni, per ventanni si limita ad avvitare bulloni, poi calano le vendite e la persona viene licenziata avremo un quarantenne che sa solo avvitare bulloni.
Sarà dura che lo assumano, meglio dargli, al massimo, un anno per imparare un mestiere (es. idraulico).
Credo che uno dei primi modi per emanciparsi dalla disoccupazione sia quello di "avere in mano un un mestiere" (cioè "saper fare qualcosa": il cuoco, l'elettricista. il carpentiere, il riparatore di computer, il creatore di siti web...).
Certo: si potrebbe obiettare, a ragione, che l'opeaio doveva mettere in conto il rischio che la fabbrica potesse chiudere e quindi pagarsi il corso a scuola serale mentre lavorava.
Gli errori di mentalità secondo me sono due: quello del datore di lavoro, che vede l'operaio come una sorta di robot e quello dell'operaio a cui non interessa imparare un mestiere ma solo portare a casa lo stipendio.
In pratica entrambi (sia l'operaio che il "padrone") pensano solo ai soldi, ed entrambi vedono il lavoro solo come mezzo per fare soldi.
Dimostrazione che capitalismo e comunismo sono facce della stessa medaglia e con un unico valore comune: i soldi (con buona pace dei comunisti).
Il concetto di "lavoro come mestiere" cioè "capacità di saper fare qualcosa" (che è il concetto di lavoro proprio sia dell'artigiano che del libero professionista laureato) è l'unica alternativa al circolo vizioso capitalismo/comunismo/consumismo.