
Originariamente Scritto da
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Tu dici che il nichilismo prevede la dissoluzione dei valori..è una tesi che va molto di moda e che sostiene anche un mio professore, Umberto Galimberti.
E che il crollo dei valori sia un modo in cui il nichilismo si manifesta su qsto non ci piove, ma questa alterità tra nichilismo e valori è qualcosa di così acclarato e indubitabile? e la differenza tra una volontà virtuosa e una volontà violenta, cinica?
Dici d'altra parte che la negazione di Dio da parte della cultura atea del nostro tempo non è perentoria, cioè è un'interpretazione, è scetticismo, relativismo.
E hai in parte (in gran parte) ragione, nel senso che il pensiero debole e postmoderno, ma anche quello ateo-scientifico (Odifreddi, Hawking) non possono affermare con verità l'inconsistenza dei valori, l'inesistenza di Dio.
Ma sai anche (o non lo sai? dipende come procede la tua lettura

) che l'essenza reale (e ben più radicale) dell'ateismo contemporaneo rimane ancora sullo sfondo, e quella si non afferma con fede la morte di Dio.