





Grazie per il suggerimento.. ma se la pensi cosi allora mi sorge un dubbio: cosa ci facciamo qui tutti quanti noi a parlare di aborto??? Basta che ci scegliamo i partner che la pensano esattamente come noi.
Su dai facciamo i seri. Se volete parlare, spiegate le vostre posizioni e non giustificatele con un semplice 'è giusto cosi' o tu non capisci in quanto ignorante.
Sappiamo bene che decisioni come l'aborto possono essere influenzate da diversi fattori, per lo piu' esterni alla coppia, come la carriera, giusto per fare un esempio.
Adesso io continuo a chiedere, soprattutto a chi è favorevole all'aborto, come sia possibile che un marito, contrario alla nascita del futuro feto, debba comunque riconoscerlo e mantenerlo in quanto il concepimento è avvenuto durante l'unione matrimoniale. Mentre, a parti in verse non ci sono limitazioni.
Ci possiamo girare in torno per ore, ma il problema resta e come. Ridurre tutto il discorso sull'aborto ai 9 mesi di gestazione è a dir poco riduttivo.


scusa ma allora non capisco la logica di tale affermazione...
Io sono contrario all'aborto e la disparità di condizione tra sessi in relazione alla gravidanza mi spinge ancor di piu' verso la contrarietà piu' totale.
allora tu sei contro l'aborto per altre ragioni... scusa il mio fraintendimento... ma come può una disparità di condizione tra sessi, aumentare la tua contrarietà al ricorso all'aborto??...... se una donna non può ricorrere all'aborto il padre dovrà in ogni caso mantenere il figlio...
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Infatti non intendevo questo:
intendevo che garantire alle donne il diritto di disporre del proprio corpo (l'inviolabilità del corpo è un dirtto Umano universale, tra l'altro) non mi pare più scandaloso del contrario, che è stato sancito per legge o per uso, per millenni.
non è una reazione, è un confronto sul piano delle conseguenze pratiche:
vogliamo farne un bilancio di sangue ? io non credo abbia senso, ma sicuramente garantire alle donne il diritto sul proprio corpo mi pare una norma più "umana", capace di prdurre effetti meno disumani e meno devastanti della regola contraria.
Infatti nemmeno questo ho detto. Ho solo citato il fatto che l'islam non è così dogmatico sull'aborto, rispetto al cattolicesimo.
Secondo. Non credo che ci sia un legame fra la questione dell'aborto in Italia e le violenze che le donne subiscono nei Paesi Musulmani.
Come no nlo ha per altri aspetti: ad esempio il matrimonio non è un sacramento per l'islam, ma un contratto.
non esiste il dirto dell'embrione a vivere, poichè l'embrione non è un soggetto.
Il punto centrale è un altro. Ossia il fatto che il diritto della donna a tutelare la sua integrità fisica e psicologia prevalga sul diritto dell'embrione a vivere e nascere. Ora, mi consentirai che, se l'integrità fisica, la vita della madre è un concetto molto chiaro, l'integrità psicologica resta, invece, molto più difficile da descrivere ed individuare. Cosa si intende per "integrità psicologica" ?
Temo che questo concetto possa essere allargato per giustificare delle scelte poco giustificabili. Insomma, io credo che tutto ciò meriti una riflessione più attenta, anche in considerazione del fatto, inoppugnabile, che l'altro diritto in questione, quello dell'embrione, è un diritto primario, ossia semplicemente quello di vivere.
In quanto non può vivere al di là della simbiosi materna, non è diverso da un braccio o da una gamba, su cui la donna deve avere il pieno diritto di decidere se farselo staccare o meno.
Tutta la questione tra chi è a favore o contro la legge 194 non risiede nell'analisi di quanto l'embrione abbia diritto a vivere e ad essere considerato un soggetto che debba essere difeso "contro" la volontà della donna, ma il punto è un altro:
il valore della donna in questa società.
il valore della donna in quanto soggetto autonomo, responsabile, capace di valutare da sola.
finchè la donna viene ritenuta una deficiente (nel senso che "deficie"), una che ha bisogno della tutela di qualcun altro per valutare l'importanza di ciò che le accade, della gravidanza e del significato della maternità, allora il ragionamento sarà sempre inteso nel senso di porla sotto la tutela di qualcuno che decida al suo posto.
Ma la donna non è deficiente.
Le donne sono perfettamente in grado e consapevoli di decidere in merito a una gravidanza, per questo devono averne il diritto.


1) non credo ci sia qualcuno a favore dell'aborto, ma al limite a favore della legalizzazione
2) sono favorevole al fatto che un padre possa disconoscere un figlio che non vuole, anche se la donna lo vuole, una volta che
- sia possibile che l'uomo abbia prodotto la gravidanza senza il suo consenso
- la società frnisca alle donne esattamente pari opportunità sociali ed economiche




Questo è vero ma almeno la decisione in merito non sarebbe discrezionale ed esclusivamente personale. I diritti del nascituro sono riconosciuti solo nel caso la donna voglia portare a termine la gravidanza. In caso contrario, i diritti del nascituro e del futuro padre sono annullati dal diritto a senso unico della gestante. Io non discuto che sia la donna a dover portare in grembo il bimbo per nove mesi con tutto quel che ne consegue ma credo comunque che la libertà di abortire vada poi contro tutte le altre leggi che proteggono il nascituro.



