



questa continua allusione alla "capricciosità" e alla "leggerezza" implicita nel carattere di "tutte le donne", che contribuisce a costruire questa "idea della donna" come incapace di valutare, di giudicare, di decidere, come un essere mentalment einferiore, instabile, volubile....
mi fa incazzare.
E' come se io, a fronte di un episodio di stupro, dicessi che "la natura dell'uomo" è di essere uno stronzo maiale che vuol trombarsi tutti i buchi che incontra.


Fanculo a tutti i clericali![]()
Addio Tomàs
siamo fatti della stessa materia di cui sono fatti i 5 stelle


Noi stavamo parlando dell'aborto, ma se vuoi estendere il dibattito va bene. Dunque ritengo che ogni cittadino debba avere le stesse opportunità. Naturalmente, siccome il mondo non è, né può essere, perfetto, non significa in pratica che le opportunità debbano essere esattamente uguali, diciamo che quelle sostanziali devono esserle. Ad esempio pari opportunità di istruzione, di base; e superiore se una persona lo desidera, ma con accesso commisurato al proprio impegno, e non indiscriminato.
Riguardo ai cittadini disabili il primo aiuto deve venire dalla famiglia, sussidiariamente dalle strutture sociali, più o meno, e forse un po' meglio, di com'è ora.
Sono d'accordissimo con te che siamo tutti diversi, anziché uguali come da qualche secolo si cerca di gabellare. Diversi, ma sempre tutti esseri umani naturalmente.


Va bene, ma se spiegasse più fenomeni, in maniera errata non sarebbe positivo. Cmq una società pacifica - ma non pacifista - è un obbiettivo commendevole. Più tollerante no, in quanto tollerare significa sopportare ciò che si considera ingiusto, la tolleranza porta al multiculturalismo all'interno di uno Stato (diversità di culture, non di idee), a cui, come ho scritto in precedenza, sono contrarissimo.
Ritengo che ogni identità debba svilupparsi consocendo le altre ma rimanendo autonoma.


guarda che nessuno ha mai sostenuto che siamo tutti uguali...
Cmq se sei davvero convinta delle cose che hai scritto qui, allora la pensi come me, perciò non si capisce perchè i cittadini più svantaggiati debbano accollarsi anche gli oneri economici degli accidenti che gli sono capitati, per effetto di essere partiti da una condizione svantaggiata...


La teoria di cui ti parlo supera il bigenderismo, al pari di quanto la mediazione vuole superare il multiculturalismo.
lasciamo stare le sottigliezze sulle accezioni della parola "tolleranza", che se vuoi, hai capito cosa intendo: una società del rispetto, in cui la diversità sia costruita come positiva e non come negativa.


Ho messo le virgolette al termine "capriccio" proprio per cercare di evitare quello che ribatti. Evitiamo le generalizzazioni (spero di non averle fatte), ma parlare di categorie (le donne, gli uomini, i rumeni etc) è sempre fuorviante. La scelta di abortire è difficile per molte donne, ma ti assicuro che ci sono casi di "non vedo, non sento, non voglio" senza un motivo "sufficiente".
Mi spiace tu sia uscita con questa sparata.
E mi lascia senza parole anche l'uscita sullo stupro.
Ci si può "confrontare" da adulti, ovvero con discorsi argomentati?


Certo.... ma il problema è che le parole sono pietre.
Non sto puntando il dito su di te personalmente, sto dicendo che la comunicazione è autopoietica, cioè tende a riprodursi.
Anche virgolettando, anche scherzando, anche in parentesi, però l'uso di certe espressioni, contribuisce costantemente a COSTRUIRE significati che si riproducono e si consolidano nella comunicazione.
Si prendono sempre gli esempi che fano comodo per dimostrare una certa tesi.
Quanti saranno in percentuale i casi di donne che abortiscono con leggerezza e quanti, invece, i casi di donne che magari decidono di non abortire accollandosi sofferenze inenarrate ?
ovviamente però si citano sempre le prime... e non ci si ricorda spesso, che quando la 194 non c'era, quelle "che bortivano per supposti futili motivi" oggi tanto utilizzate contro la legge, erano proprio LE RICCHE, quelle che potevano pagare e andare in svizzera o a Londra, per togliersi "l'impaccio" senza rischiare la vita.


Perchè sei confuso?
Io so che la vita umana inizia al momento al momento del concepimento.
E so che una donna deve poter essere libera di decidere se accettare o meno la gravidanza fino a quando ne sia consapevole.
Se vuoi ti faccio un esempio: se una donna viene stuprata resta traumatizzata.
Occorre tempo perché comprenda cosa è successo - accade anche in caso di incidenti meno gravi -.
Se nel frattempo scopre di essere in gravidanza, la sua crisi diventa ancora più profonda, e coinvolge anche la sua famiglia, o la società in cui vive.
Non è giusto nei suoi confronti obbligarla ad accettare: possiamo aiutarla offrendole le due alternative possibili (se possiamo grazie alla sussidiarietà garantire un aiuto a lei e prole vita natural durante)...ma è lei che deve poter scegliere.
Questa possibilità di scelta femminile è inopinabile, potresti farlo rientrare forse in un caso estremo di legittima difesa contro Ignoto.
di necessità virtù