
Originariamente Scritto da
Gigione
28/1/2009 (7:23) - LA POLITICA E IL LAVORO Veltroni alla Cgil:
"Accettate le sfide dell'innovazione"

Walter Veltroni, intervento alla trasmissione "Porta a porta"

Poi lancia l’attacco a Berlusconi: venga qui in tv, a fare un confronto sulla crisi
FABIO MARTINI
ROMA
A porte chiuse, ai notabili del Coordinamento, Walter Veltroni lo ha detto chiaro, più esplicitamente che davanti alle telecamere di «Porta a Porta»: «La filosofia di fondo che sta alla base dell’accordo sindacale sulla contrattazione di secondo livello è positiva e va nella direzione di quanto avevamo detto in campagna elettorale» e quanto alla Cgil «deve saper accettare le sfide dell’innovazione riformista». E’ con queste parole che Walter Veltroni ha concluso la riunione del Coordinamento dedicata quasi unicamente alla questione-contratti e durante la quale, dopo un dibattito vero, il leader del Pd ha «attaccato» per la prima volta nei 15 mesi della sua leadership uno dei totem della sinistra: la Cgil non sbaglia mai. Certo, Veltroni lo ha detto nelle segrete stanze e senza alcuna asprezza lessicale, ma è una novità il giudizio positivo su ciò che hanno fatto Cisl e Uil e implicitamente negativo sulla decisione della Cgil. Qualche ora più tardi, nella trasmissione condotta da Bruno Vespa, Veltroni è tornato in modo molto più soft sullo stesso argomento:
«L’accordo ha alcune cose importanti ma altri punti da approfondire. Detto questo, condivido Carlo Azeglio Ciampi, che sostiene che per un accordo così importante ci vuole l’intesa di tutte le parti sociali» ed «è sbagliata l’idea che la Cgil sia un fortilizio settario» ed ora che si «passerà all’attuazione dell’accordo, si può fare in modo che la Cgil sia protagonista». E proprio questo è il compito al quale lavoreranno Tiziano Treu, Cesare Damiano e Enrico Letta: favorire la ricomposizione sindacale nei prossimi negoziati di comparto. Con un partito in crisi nei sondaggi, un’opposizione interna che non risparmia colpi, Walter Veltroni si è presentato a «Porta a Porta» con un piglio e un’identità più marcate del solito. E così, davanti al rischio che possa concretizzarsi il pericoloso (per il Pd) appello di Andrea Camilleri per una lista «Senza partito» più Italia dei Valori, Veltroni ha bollato così l’iniziativa: «Se Camilleri vuole fare un nuovo movimento che non ha mai fatto politica, valuti che nell’Italia dei Valori c’è moltissima gente che fa politica da tanti anni e anche cambiando molti partiti».
E quanto all’eterno rivale Berlusconi (che ha le chiavi per un accordo sulla legge elettorale europea), Veltroni alterna lusinghe e sferzate: «In un Paese civile, maggioranza e opposizione discutono e si confrontano. Sarebbe bello se qui fosse seduto Berlusconi, in un faccia a faccia su come fronteggiare la crisi. Sarebbe un confronto importante, ci sarebbe qualche punto di convergenza e molti di divergenza», anche «perché non si affronta la crisi con le battute su Kakà, su Fiorello e sulle gemelle dell’Isola dei Famosi». E la risposta così dura alla battuta di Berlusconi sulle belle donne? «Mi sono ribellato, perché la violenza sessuale non è un dramma che riguarda solo le belle donne e su questi temi non si scherza». L’ex presidente della Vigilanza Rai, Villari, che vuole tornare nel Pd? «Uno come lui che si è attaccato alla poltrona col Vinavil può rientrare, ma... con un segretario diverso». E quanto a Massimo D’Alema continua a distillare il suo veleno a piccole dosi: «Il progetto del Pd é valido e impegnativo, ma oggi attraversa un momento di evidente difficoltà ed è necessario rilanciarlo».
http://www.lastampa.it/redazione/cms...0445girata.asp
Ebbravo Walterino, è già la seconda volta in poco tempo che mi trova d'accordo.
Che ha mangiato, spinaci?
Scherzi a parte, sono molto contento, alle origini immaginavo un Pd capace di prendere queste posizioni.
Riformismo e responsabilità nazionale.
Sta cambiando qualcosa.