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Discussione: ITALIA AUGUSTEA

  1. #11
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    Predefinito Rif: ITALIA AUGUSTEA

    La suddivisione regionale augustea

    L'Italia romana era sostanzialmente un mosaico composto da numerossime comunità di diverso status giuridico, che, con termine riassuntivo, vengono genericamente chiamate municipi.

    L'ampiezza dei loro territori poteva variare anche di molto, ma per richiamarci ad un ordine di grandezza ben noto, possiamo affermare che
    essa corrispondeva ad un grado intermedio fra quello dei comuni e quello delle province dell'Italia odierna.
    "Io nacqui a debellar tre mali estremi: / tirannide, sofismi, ipocrisia"


    IL DISPUTATOR CORTESE

    Possono tenersi il loro paradiso.
    Quando morirò, andrò nella Terra di Mezzo.

  2. #12
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    Predefinito Rif: ITALIA AUGUSTEA

    Augusto, verosimilmente negli stessi anni in cui procedeva alla suddivisione della città di Roma in 14 quartieri, detti regiones, dunque intorno al 7 a.C., procedette a raggruppare i tanti municipi dell'Italia romana in unità più ampie, anch'esse chiamate regiones.
    L'idea era balenata anche a Pompeo e a Cesare, ma nessuno dei due aveva avuto tempo e modo per attuarla.

    Augusto si fece consigliare da Agrippa e dai suoi consulenti e portò avanti un nuovo progetto, finalizzato appunto nel 7-6 a.C.

    Il testo fondamentale a questo proposito è un passaggio di Plinio il Vecchio, l'enciclopedista vissuto tra l'età giulio-claudia e quella flavia, che nel III libro della sua monumentale Storia naturale descrive brevemente il territorio dell'Italia:

    Plinio il Vecchio, Storia Naturale, III, 46:
    la suddivisione regionale augustea

    Nunc ambitum eius urbesque enumerabimus, qua in re praefari necessarium est auctorem nos Divum Augustum secuturos iscriptionemque ab eo factam Italiae totius in regiones XI, sed ordine eo, qui litorum tractu fiet; urbium quidem vicinitates oratione utique praepropera servari non posse, itaque interiore parte digestionem in litteras eiusdem nos secuturos, coloniarum mentione signata, quas ille in eo prodidit numero.

    Traduzione: Passerò ora in rassegna il territorio e le città dell'Italia.
    Aquesto proposito devo premettere che seguirò come autore il divino Augusto e la suddivisione, fatta da lui, dell'Italia in undici regioni, procedendo però secondo il tracciato della costa.
    Quanto ai rapporti di vicinanza tra le singole città, ritengo impossibile mantenerli inalterati, almeno in un iscorso affrettato come il mio; perciò, riguardo alle città dell'interno, mi atterrò all'indicazione per ordine alfabetico fatta dallo stesso Augusto, segnalando le varie colonie, come fece lui.
    Ultima modifica di occidentale; 21-05-10 alle 00:23
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  3. #13
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    Predefinito Rif: ITALIA AUGUSTEA

    Plinio afferma dunque che, nella propria descrizione dell'Italia si atterrà alla
    divisione dell'Italia in 11 regioni, operata da Augusto.

    Dalle fonti letterarie, e principalmente dallo stesso Plinio, sappiamo che le regioni erano contraddistinte da un numero e da un nome, generalmente ricalcato su quello dell'etnia prevalente nella regione: fanno eccezione la regio VIII Aemilia, che prendeva il nome dalla strada che, da Rimini a Piacenza, la attraversava per tutta la sua lunghezza, e la regio XI Transpadana, che presenta invece un nome di carattere geografico, designante i territori al di là del fiume Po.
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  4. #14
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    Predefinito Rif: ITALIA AUGUSTEA

    Il dato pliniano può essere agevolmente trasferito su una mappa e analizzato.
    Sulla Mappa non si potrà fare a meno di notare come non facessero parte dell'Italia augustea due importanti regioni dell'Italia attuale, la Sicilia e la Sardegna, le prime due province create da Roma, successivamente unite in una sola provincia.
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  5. #15
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    Predefinito Rif: ITALIA AUGUSTEA

    Il significato delle regioni augustee è stato vivacemente dibattuto.

    Sostanzialmente si confrontano due opinioni: la prima, che risale in definitiva alla figura del grande Theodor Mommsen e che è stata in buona misura ripresa da altri importanti studiosi dell'Italia romana.

    Questa prima ipotesi ritiene che la divisione regionale augustea non fosse finalizzata a precisi scopi pratici, ma semplicemente alla creazione di un nuovo quadro in cui inserire, per scopi semplicemente statistici, i dati relativi all'Italia romana, come per esempio il numero dei suoi abitanti.

    Seguendo in questo la prima idea cesariana che voleva trovare soluzione all'annoso problema di come inquadrare con precisione i cittadini romani area per area, superando la suddivisione tribale.


    Una seconda teoria, che ha trovato sostegno in particolare negli scritti
    di Francesco De Martino e di Claude Nicolet, ritiene piuttosto che la creazione delle regioni dell'Italia obbedisse alle esigenze di una riorganizzazione amministrativa: è vero che il censimento forse veniva condotto ancora secondo la vecchia suddivisione in tribù ma i dati potevano essere presentati per regioni e avere maggiore chiarezza e concretezza che dispersi nel mare magnum di dati delle tribù, di fatto slegate da un quadro geografico preciso.
    Plinio il Vecchio, ci presenta una statistica degli ultracentenari residenti nella regione dell'Aemilia ad esempio.

    In breve le regioni divennero il quadro operativo (e non solo statistico) di altre importanti azioni di carattere amministrativo, come per esempio la gestione delle numerose proprietà che l'imperatore aveva in Italia, o la riscossione delle tasse indirette, come la vicesima hereditatium, la tassa del 5% sulle successioni , o la vicesima libertatis, un'imposta della medesima aliquota che veniva pagata all'atto di manomissione di uno schiavo , o ancora il censimento dei territori non centuriati, rimasti di proprietà del demanio pubblico, i cosiddetti subseciva.

    Tutte cose più facili da fare regione per regione piuttosto che sulla globalità della Res Publica ormai divenuta Impero.
    Ultima modifica di occidentale; 19-05-10 alle 16:35
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    Predefinito Rif: ITALIA AUGUSTEA

    L'età augustea, nella quale Strabone vive ed opera, rappresenta dunque un punto di arrivo anche cronologicamente parlando, in cui il concetto di Italia, per così dire, si stabilizza e si precisa: abbiamo del resto visto come molti dei privilegi degli Italici, che contribuiscono a definire in positivo il concetto dell'Italia, possano essere ricondotti all'opera del primo imperatore.
    Ultima modifica di occidentale; 21-05-10 alle 00:24
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  7. #17
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    Predefinito Rif: ITALIA AUGUSTEA

    Senza dubbio questo fatto è da porre in connessione all'uso politico che
    Augusto, allora ancora Ottaviano, aveva fatto dell'Italia nelle guerre civili:

    ricordiamo infatti che al momento dello scoppio della guerra contro Cleopatra e Antonio, Ottaviano aveva richiesto e ottenuto che tutte le città dell'Italia gli giurassero fedeltà:
    iuravit in mea verba tota Italia sponte sua ("l'Italia intera giurò nel mio nome spontaneamente"), afferma l'imperatore in un famosissimo passaggio delle sue Res Gestae (25, 2).

    L'Italia è dunque, in un certo senso, un'invenzione di Augusto, nel senso etimologico di "scoperta" che questo termine ha.
    Augusto porta a compimento il progetto di Cesare teso ad integrare le regioni della pianura padana nel complesso italiano, dando ad esso concretezza amministrativa e ideale assieme con il suo gesto di cancellare la Gallia Cisalpina e creare l'ordinamento regionale.
    Ultima modifica di occidentale; 21-05-10 alle 00:24
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    Predefinito Rif: ITALIA AUGUSTEA

    L'ordinamento augusteo reggerà intoccato per circa due secoli.

    A partire da Marco Aurelio, in effetti, l'Italia viene suddivisa in distretti, in ciascuno dei quali l'amministrazione della giustizia viene affidata ad un funzionario, detto iuridicus, nominato dall'imperatore; un'anticipazione di questo provvedimento si era peraltro avuta già sotto Adriano, che aveva incaricato della giurisdizione sull'Italia quattro ex-consoli.

    Certo non si tratta di una vera provincializzazione dell'Italia, di cui si può forse parlare, per il III sec. d.C., quando l'imperatore può affidare, seppure temporaneamente, il governo di una regione italica ad un corrector, e certamente a partire da Diocleziano, che istituzionalizza la divisione dell'Italia in 12 province (tra le quali sono ormai comprese la Sicilia, la Sardegna e la Corsica ed anche la Rezia, corrispondente all'odierno Tirolo e alla Baviera), raggruppate in un'unità amministrativa più ampia, la diocesi italiciana.

    La riforma dioclezianea affonda comunque le sue radici nei provvedimenti di Marco Aurelio e trova fondamento anche nel fatto che, dopo la concessione della cittadinanza romana a tutti gli abitanti dell'impero nel 212 d.C., era venura a cadere una delle ragioni del privilegio dell'Italia.
    Ultima modifica di occidentale; 21-05-10 alle 00:24
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  9. #19
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    Predefinito Rif: ITALIA AUGUSTEA

    Libri fondamentali sulla questione:

    H. Nissen
    Italische Landeskunde

    M. Cary
    The Geographical Background of Greek and Roman History

    M.A. Levi
    Il mondo dei Greci e dei Romani

    C. Nicolet
    L'inventario del mondo. Geografia e politica alle origini dell'impero romano

    E. Gabba
    Italia romana

    S. Moscati
    L'Italia prima di Roma. Greci, Fenici, Etruschi, Italici

    R. Thomsen
    The Italic Region from Augustus to the Lombard Invasion

    G. Tibiletti
    Italia Augustea
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  10. #20
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    Predefinito Rif: ITALIA AUGUSTEA

    Da ricordare anche circa l'Italia centro-settentrionale in epoca augustea - se ci è permesso - che il Po divideva la regione in Gallia Transpadana e Gallia Cispadana.

    CARTINA JPG

    Gallia cisalpina - Wikipedia

    Come ha detto Miles "nessuno nega che esista geograficamente un'area Padana, e che questa fosse una regione amministrativa Romana".


    carlomartello

 

 
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