Cerchiamo di non confondere le acque (siamo abilissimi in questo). E proviamo a mettere dei punti fermi.
La situazione ideale per lo sviluppo è la concentrazione della ricchezza o la sua distribuzione?
E' importante sapere il perchè Ford aumentasse i salari o sapere che lo facesse?
E' davvero impossibile sapere come e dove vengono utilizzati (o investiti?) i denari degli altri, dai gestori di fondi?
(consiglio di leggere Con i soldi degli altri, per farsi un'idea).
Lo sviluppo è arricchimento o progresso? Istante o durata?
Detto questo, rimane la storia.
Ora, capisco che la storia sia una belinata priva di importanza di fronte alle regole e alle leggi divine dell'economia, ma metterebbe conto di osservare come, tutte le volte che c'è stata una accumulazione eccessiva della ricchezza, questo fenomeno si è realizzato in società sempre più estrattive (in cui cioè l'elite che detiene il potere economico esclude chi non appartiene alla stessa elite da ogni speranza di partecipazione al gioco - vedi Perchè le nazioni falliscono). E al termine del processo c'è sempre stato il crollo della società (civiltà precolombiane, Impero Romano, URSS solo per fare esempi sparsi).
Ma ammetto che questi sono discorsi privi di importanza.
Edit: leggo ora Amati. Non si può non essere d'accordo con lui. Ma il problema non è ricco vs povero. Ma ricchissimo vs tutti gli altri. E preponderanza del capitale finanziario (che sta sotto il materasso) e scomparsa del denaro mobile.




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