Più delitti e meno pene
Il governo, con la svuotacarceri, ha appena alzato da 3 a 4 anni le pene totali o residue scontabili ai servizi sociali anziché in carcere; e, con l’indulto, vorrebbe abbuonare 3 anni ai condannati presenti e futuri. Facciamo un po’ di conti. Poniamo che, per il “nuovo” reato, un pirata della strada ubriaco o tossico che ha ammazzato un bambino venga condannato a una pena molto vicina al massimo: 7 anni. Con l’indulto scende a 4 e non sconta nemmeno un giorno in gattabuia: rimane libero, con qualche visita all’assistente sociale chiamato a verificare il suo reinserimento nella società. Vogliamo fare 8 anni? Bene, anzi male: con l’indulto scende subito a 5. Così entra in cella per scontarne uno, in attesa di uscire per gli ultimi 4. Ma uno si fa per dire, perchè scatta un’altra genialata della svuotacarceri: il bonus della “liberazione anticipata” per i detenuti che non fanno troppo casino. Prima era di 3 mesi ogni 12, ora è salito a 5. Di fatto ogni condanna a un anno diventa di 7 mesi. Dunque il nostro eroe condannato a 8 anni, resta dentro 7 mesi. Per farsi qualche anno di galera dovrà imbracciare un kalashnikov e compiere una strage. O trafficare in droga, ma in grandi quantità.
C’è però un rischio residuo: la custodia cautelare (almeno per chi non ha il numero di cellulare della ministra). Quella che, per i pirati della strada, il governo vorrebbe rendere addirittura obbligatoria (nel qual caso la Consulta la dichiarerà incostituzionale: non è obbligatoria neppure per l’omicidio volontario). Ora però un’apposita commissione del ministero della Giustizia sta pensando a scongiurare anche quel pericolo, limitando le manette preventive ai recidivi ed esentandone gli incensurati (non solo i cittadini al primo reato, ma anche i criminali incalliti presi per la prima volta); e affidandola a un collegio di tre gip al posto di uno, tanto per rallentare altro po’ i tempi della giustizia. Come se, per valutare le misure cautelari, non bastassero gli attuali 10 giudici (un pm, un gip, 3 giudici di Riesame e 5 di Cassazione).
A questo punto i parenti delle vittime delle strada potrebbero domandarsi: che senso ha alzare le pene con una mano e vanificarle con l’altra? E rispondersi: ma allora il governo ci sta prendendo in giro. Risposta esatta.
16 gennaio 2014© Riproduzione riservata




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