Originariamente Scritto da
mad
Tutto. Abbiamo la seconda industria manifatturiera d'europa, dopo la Germania. Quindi basta guardare un po' di tabelle e vedere che esportiamo TUTTO, dalla bulloneria all'alta moda, dagli alimentari alle macchine sportive, dallo zucchero all'olio di oliva (che importiamo, lavoriamo ed esportiamo) dal vino alle calze ecc.....
Quindi se esportiamo, ripeto ancora, vuol dire che siamo competitivi.
E poichè, ripeto ancora, l'81 % del nostro prodotto manifatturiero finisce sul mercato interno ed il 20 all'estero, SI E' CONTRATTO L' 80 % CHE VA SUL MERCATO INTERNO PERCHE' LA GENTE NON HA SOLDI.
Quindi : nel 2008 si vendeva l'84% in Italia e il 16% all'estero.
Da quando è scoppiata la crisi si vende il 60% (che prima era l' 80) in Italia e il 21 % all'estero, aumentato negli ultimi tre anni....,
QUINDI ora che la gente non ha soldi si vende il 60 % circa,
che significa una perdita secca del 20 % di acquisti
e quindi produzione
e quindi vendita in Italia
e quindi di disoccupazione in piu'
SOLO SUL MERCATO INTERNO.
Manco si capisce ?....
Allora non è vero che l'Italia non è competitiva, e non sono esatte le storielle del libro dei ciucci che parlano di offerta, domanda, mercato ecc.....La Electrolux sta cercando, come scritto ieri su questa stessa discussione, di creare un principio politico ; minaccia per ottenere danaro, mercati privilegiati, contratti di lavoro fuori regola.
E spara lontano (metà stipendio) per accontentarsi di un 20 % in meno ed un po' di contributi statali sotto forma di finanziamenti a 30 anni a zero interesse o energia a prezzo amichevole.
Altro che le scempiaggini sul mercato, sulla domanda, offerta ed altre barzellettine per bimbi di seconda elementare.
Pero' io non capisco niente di economia : ho perso il libro.