
Originariamente Scritto da
SEPTIMUS
Fin qui diciamo che è giusto.
Ossignore... Che pastrocchio... Tipico di chi ha tanta confusione in testa unita a tanti pregiudizi.
Cerco di mettere un po' d'ordine, già sapendo che tanto non servirà a niente.
Se tagli la spesa pubblica riduci la crescita e le entrate fiscali?? In quale mondo di fantasia c'è questa connessione di causa-effetto?
Questo magari potrebbe capitare nel caso che si taglia la spesa pubblica che viene utilizzata per scopi sociali: ad esempio, se si tagliano le indennità di disocuppazione è logico che coloro che le percepivano hanno meno potere di spesa e quindi poi non comprano merci e servizi, quindi calano anche le entrate fiscali dello stato.
Ma se tagli la spesa pubblica INUTILE, e in italia c'è ne una montagna, mantenendo inalterati gli altri fattori, allora significa che lo Stato può ridurre il debito pubblico, perché quello che prima veniva speso può essere demandato alla riduzione del debito.
Dopo aver risanato il debito, allora si possono ridurre le tasse, in questo modo le imprese guadagnano ossigeno, ricominciano a assumere, torna la famosa "ripresa".
Non mi pare difficile da capire, al contrario dei tuoi discorsi-sermoni.
E' il modo che usa QUALSIASI impresa: quando è in difficoltà, non dovuta allo stato, ogni impresa cerca di tagliare gli sprechi e grazie a questo esce dalla difficoltà.
Chi ha parlato di tagli dei salari?! Forse sì, qualche liberista magari lo ha fatto, non lo escludo, mica sono al corrente di tutto quello che dicono i miliardi di liberisti che sono nel mondo. Ma sicuramente non è la ricetta del "liberismo" e nemmeno della maggior parte dei liberisti e nemmeno la mia.
Parli come se il liberismo fosse una sola persona, un solo pensiero, è assurdo.
Casomai, io liberista, consiglio fortemente di tagliare il costo del lavoro, lasciando inalterato il salario dei lavoratori, già in difficoltà. Calando il costo del lavoro, l'impresa ha meno costi, pertanto ha più ossigeno, pertanto c'è la famosa "ripresa". Però per tagliare il costo del lavoro si torna sempre a quanto scrivevo sopra: taglio della spesa pubblica inutile, ad esempio i 30.000 forestali in sicilia (la lombardia ne ha 1000 e pari superfici boschive). Oppure fissando un tetto ai salari dei politici e tagliando le pensioni d'oro. E altre misure di taglio degli sprechi.
Quello che ho scritto in questo pezzo sono proprio banalità economiche, che solo voi anti-liberisti, che ancora state a parlare di Marx, potete contestare... Quindi manco ci torno.
Guarda che la grecia sta fallendo per colpa del socialismo assurdo che hanno praticato i governi greci: volevano avere una spesa pubblica altissima, tasse altissime (questo è socialismo), e alla fine l'economia non ha retto più, alla prima crisi il paese è crollato.
Ci vuole veramente una faccia come il culo a dire che la grecia è fallita per colpa del liberismo, voi siete fuori come un balcone.
Anche l'italia sta fallendo, perché è un paese del socialismo reale: spesa pubblica altissima, tasse altissime, regioni (come la calabria, la sicilia) dove l'economia all'80% dipende dalla spesa pubblica regionale.
Ripeto, è veramente sconcertante vedere come le vostre teorie portano miseria e fallimenti e voialtri date la colpa al liberismo... In realtà la crisi internazionale sta facendo piazza pulita degli ultimi paesi socialisti rimasti ancora in piedi: italia e grecia, sono due esempi.
austerità significa tenere in ordine i conti, attraverso il taglio della spesa pubblica.
E' l'unico modo per andare avanti.
Voialtri invece proponete più spesa pubblica, ovvero la stessa ricetta socialista che ha portato al fallimento dello stato.
Incredibile cosa può fare il potere dell'ideologia! Voi siete come i gerarchi comunisti nell'unione sovietica morente, che nonostante i risultati del socialismo, continuavano a dire che il problema era il troppo poco socialismo! Doveva essere così, perché erano così convinti delle ragioni del socialismo che non poteva esserci altra spiegazione...
sopra hai detto "ridurre il costo dei salari", ora qui "costo del lavoro".
Usi espressioni profondamente diverse come se fossero sinonimi.
Sopra hai scritto che il bilancio dell'azienda non è un libro contabile.
Non sai nemmeno le basi dell'economia e vieni a pontificare, a presentarti come il messia che spiega la verità agli stolti... almeno marx un po' di economia l'aveva studiata...
Eh ma a Cuba c'è il tuo reame dei sogni: i sindacati ci sono? I lavoratori hanno diritti? La libertà di criticare i padroni e i politici, c'è?
Mi citi un osservatore economico che ha detto che in Cina c'è più benessere che in Usa, Inghilterra, Germania?
In Cina e India ci sono incrementi di PIL importanti, ma questo non vuol dire che "sono paesi ricchi", dove c'è il benessere diffuso. Ancora hanno moltissima strada da fare per arrivare al benessere diffuso che c'è, per esempio, nei paesi europei.
In Cina che ami tanto, ci sono i sindacati? C'è il diritto di criticare i padroni e i politici?
E poi dici che io mi contraddico?! Tu in un passo dici che i liberisti sono stronzi perché voglio togliere potere ai sindacati e togliere diritti ai lavoratori; poi tessi le lodi di Cuba e della Cina, paesi in cui non esistono ne sindacati ne libertà politiche. Alcune aziende in Cina hanno intorno delle reti, per cercare di limitare il fenomeno dei lavoratori che si buttano fuori dalla finestre per suicidarsi. Per carità anche qui in europa il lavoro attuale è una merda, una schiavitù, ma sicuramente molto meno che nei tuoi amati paesi socialisti.
ah Ciré: ma mi facci il piacere mi facci.