
Originariamente Scritto da
Odissea
cosi come il cristianesimo porta a compimento la legge dell'antico testamento (diciamo: la legge ebraica, e quindi sono molti i punti in comune) allo stesso modo il buddhismo è una evoluzione del pensiero induista.
Buddha non ha mai negato l'esistenza degli Dei, di tutte le decine di Dei che sono presenti nella teologia induista. Però come ho scritto sopra, gli Dei nel buddhismo non sono esseri moralmente perfetti, non sono delle guide morali, sono solo esseri dotati di grandi poteri, di poteri divini appunto.
mentre nel cristianesimo Dio è la assoluta perfezione morale, e pertanto si è morali in proporzione a quanto si obbedisce a Dio, nel buddhismo gli Dei sono paragonabili al pantheon degli Dei greci-romani e pertanto l'obbedienza agli Dei non è un fattore di moralità.
pertanto il testo riportato da doner è fuorviante: il Buddha non è affatto ateo, è sicuramente un teista: essere ateo vuol dire negare l'esistenza del trascendente, degli Dei, della reincarnazione, ecc. ecc.
Questo però non significa che Buddha obbedisca agli Dei: infatti nel buddhismo, quello che a volte viene scambiato per ateismo, è proprio il fatto che non si segue il volere degli Dei ma semplicemente delle verità morali assolute (compassione, empatia, per esempio). Anche gli Dei devono seguire quelle verità morali assolute altrimenti quando si reincarneranno in altra forma (gli Dei buddhisti non vivono in eterno) anche loro saranno puniti dallla legge karmica e si reincarneranno in forme di vita inferiori: umani, animali, o anche demoni.