



l'aggettivo che userei senza averlo visto (a parte andare a monte e commentare l'audio a priori) è "un pochino pretenzioso", poi magari se uno non ne ha già avuto abbastanza delle smorfiette tristi-ciniche di Servillo ne "Le conseguenze dell'amore" (quando invece di Jep Gambardella si chiamava Titta Di Girolamo, sulla stessa linea del nome buffo per un personaggio dallo sguardo amaro-distaccato) può apprezzarne l'esistenzialismo blasé
Ultima modifica di Troll; 05-03-14 alle 16:15








L'ho visto ieri sera e il mio giudizio è positivo.
Dall punto di vista estetico indubbiamente la fotografia e le scenografie sono eccellenti.
Dal punto di vista dei contenuti pure, perchè in fine dei conti mette alla berlina il mondo vacuo e conformista del c.d. generone salottiero romano e di una certa post-borghesia volgare e consumistica, mettendone in luce la vacuità e il sostanziale fallimento individuale e collettivo.
Una delle scene rivelatrici è quando il protagonista "legge la vita" alla scrittrice che vantava i propri successi professionali e familiari, mettendola di fronte alla cruda realtà - comune a tutta la cerchia di amici del protagonista, che onestamente lo riconosce - del suo fallimento individuale (pochi romanzi pubblicati perchè era l'amante del segretario del partito, marito che la tradisce con un altro uomo, rapporto coi figli inesistente, etc.).
Non manca peraltro l'anelito del protagonista a qualcosa che vada oltre lo squallore della mondanità, alla bellezza identificata nell'amore giovanile continuamente ricordato nel film e anche alla spiritualità (sempre presente sullo sfondo di una Roma piena di suore). Una scena illuminante in tal senso si ha quando nel parco il protagonista cerca un confronto con il cardinale sui temi religiosi e viene snobbato perchè il cardinale preferisce intrattenersi con le signore invitate.
Insomma secondo me merita di essere guardato senza preconcetti e pregiudizi ed è degno di apprezzamento.
Ultima modifica di Bisentium; 05-03-14 alle 16:23


per la cronaca.... non ho visto il film di mcqueen (il negro in questione)
ma ho visto hunger (su bobby sands) ed è assolutamente un filmone (della serie anche i negri possono essere ottimi registi)


ecco alcuni sprazzi di cinismo applicato sono più che decenti (come lo sputtanamento delle "vibrazioni" dell'artista che dava le capocciate nel muro)
ma non è un film che abbia chissà che punti deboli oltre alle già cennate parentesi di noia (e vabbè in fondo doveva pur essere un film "impegnato")
solo che è confezionato in maniera tale da essere troppo sfacciatamente barocco ed autocompiaciuto
Ultima modifica di amerigodumini; 05-03-14 alle 16:31


che poi non mi sta antipatica l'idea dello sguardo blasé, non mi precipito a guardare subito (tanto poi finirò per guardarlo quando mi gira) proprio perché conosco già la specialità della casa
Ultima modifica di Troll; 05-03-14 alle 16:34


infatti a tratti faceva ragionamenti alla troll!
ma guardate che è un film proprio reazionario
jep coso poteva essere il d'annunzio di cronache bizantine
ovviamente sorrentino che è uno sfaccimma napoletano sa che può far passare sotto il naso dei progressisti d'annunzio e celine tanto quelli sono in loop da 50 anni e alla fine l'importante è che facciano lobbing