Beh, non proprio in questi termini, ma sicuramente almeno certa classe borghese e intellettuale romana.
Ma, a ben vedere, la soddisfazione dell'Italia dei politici e della cultura ufficiale e ministeriale per l'Oscar potrebbe essere, paradossalmente e di riflesso, uno dei temi del contenuto del film in quanto fonte di una specie di contraddizione: “Siamo contenti, Sorrentino, che tu abbia saputo descrivere così bene il mondo fasullo e amorale che c'è intorno a noi e in cui viviamo ecc”. Punto. E poi? E poi che fare? Niente, stop. Si tratta in definitiva solo di un film e, evidentemente, è stato fatto per vincere l’Oscar , oltreché per la bottega, ed è questo che conta. Lo spettacolo può andare avanti. tutti domani sera potranno vedere la grande bellezza su Canale 5.
Tuttavia, io dico che non riuscire a superare lo scoglio del trionfo dello spettacolo – certe immagini della celebrazione dell’oscar o simili potrebbero benissimo rientrare nel film - significa ricondurre il film di Sorrentino in quella stessa dimensione che il film disapprova stigmatizzandola.





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