…« Cos’è che entra duro e esce molle ». Ecco un bell’indovinello… Quelli che sanno rispondono: il
biscotto!… I film sono lo stesso… Cominciano duri e finiscono molli… crème caramel alla merda!… in salsa « sentimento ». Le folle ne mangiano a quattro palmenti, è la loro felicità, la loro ebbrezza, hanno bisogno della loro merda, la loro buona merda ebrea, merda-radio, merda-sport (tutti gli incontri di boxe, tutte le gare su strada e su pista sono truccati), merda-alcool, merda-crimine, merdapolitica, merda-cinema, dentro a più non posso!
(…)
Tutto in merda!… Più vicina sempre! Più vicina al popolo! più politica! più demagogica! Lo spirito «bancario» insomma… Lo spirito del buffone Tabarin (il 1630 è già giudeo)… Nel prossimo atto la pulce ammaestrata! Signori e signore, il popolo vi manderà a quel paese uno di questi giorni! Allora tutti in prigione!… e Robot, Cristo d’un Dio!… e avanti col surrealismo!
… Il trucco dell’arte moderna è ancora più semplice!… ve lo mostrerò per niente… Fotografate un oggetto, uno qualsiasi, sedia, ombrello, telescopio, autobus, e poi scomponetelo in « puzzle »… Sparpagliate i pezzetti, quei ritagli, su un immenso foglio di carta, verde, crema, arancio. Poesia!… Avete capito?… Quando il robot vuole della poesia lo si rimpinza…
E siamo solo all’ultimo stadio della decrepitezza naturalista, manierata, cosmeticizzata, napoletanizzata, persuasiva, leccacoso, urla-urla(...)




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