



Condivido!
Il debito pubblico rischia di divenire insostenibile in caso di deflazione perché si riduce anche la base imponibile a tassazione.
Un'azienda che ricorre alla riduzione dei prezzi pur di capitalizzare la merce in magazzino, è indice di irreversibile sofferenza con prospettiva di inevitabile chiusura.
Ecco cosa è che preoccupa.
La soluzione alla deflazione è la riduzione della tassazione, possibile solamente se si riducono il numero dei centri parassitari dello Stato. E per attuare questa politica, oggi, occorre solamente il coraggio dei giovani del M5S.




Non lo puoi abolire... le leggi dell'economia sono sempre valide ed universali ... anche se le neghi. Abolire il mercato e' come abolire la gravita'... tu stai dicendo che bisognerebbe accordarsi consapevolmente che la gravita' non esiste... e poi lanciarsi dal balcone.
Inoltre non stai al punto della discussione: abolire il mercato NON significa risolvere il problema della scarsita', ma solo togliere la liberta' di scelta ai proprietari... per affidarla all'arbitrio di un pianificatore politico, cieo' esattamente quello che oggi accade per le quote latte.
I nullatenenti come tu dici posseggono loro stessi, e di solito rimangono tali solo quando non possono usare la loro forza lavoro a loro beneficio, vendendola al miglior offerente ... risparmiando e diventando loro stessi capitalisti.Generalmente i bisognosi sono dei nullatenenti, possiedono solo la loro forza-lavoro (spesso nemmeno quella per come sono mal ridotti!).


Suvvia, non esagerare, il mercato non è sempre esistito e non esisterà per sempre, è solo un tipo di organizzazione sociale.
Esattamente il contrario: sarebbe dare la libertà ai produttori, ai veri produttori, ossia i lavoratori.
Della società nel complesso, non di un pianificatore politico.
Sempre a causa del capitalismo.
Solo le pecore hanno bisogno di leader. La Democrazia richiede partecipazione diretta e assunzione di responsabilità.
Se non stai attento, i mass media ti faranno odiare gli oppressi e amare le persone che opprimono.


Che centra ?.. parliamo di deflazione, non di fornitura del servizio anticrimine. La crisi totale puo' esserci anche con l'inflazione... anzi, visto l'andazzo recente (diciamo dal 1913 in poi), direi che sia proprio l'inflazione incontrollata di denaro a causare bolle e crisi gogo...
Ultima modifica di ciddo; 15-04-14 alle 16:18


Il mercato e' sempre esistito... e quando lo si e' voluto negare, calpestando le sue regole, e' rinato come mercato nero...
Le organizzazioni sociali non volontarie che negano il mercato sono sempre basate sulla coercizione violenta ... e costringono le persone alla miseria. Quelle volontarie (famiglie, amish, etc) invece sono perfettamente compatibili col capitalismo.
E la ragione e' una sola: solo l'individuo e' in grado di valutare se il sacrificio della produzione vale il beneficio del prodotto. E quindi serve un sistema che rispetti la liberta' individuale di scelta e la liberta' di disporre di cio' che e' proprio. Tutto cio si chiama mercato.
No, i produttori NON sono i lavoratori... per produrre il lavoro non basta... ben piu' importanti sono queste tre cose: prima bisogna scegliere cosa produrre (cosa che i lavoratori non fanno), poi scegliere come produrlo... anticipando la ricchezza necessaria alla produzione, cioe' serve risparmio... leggi capitale. E poi serve organizzazione.Esattamente il contrario: sarebbe dare la libertà ai produttori, ai veri produttori, ossia i lavoratori.
Il lavoro e' la cosa piu' facile.... in questo contesto i lavoratori sono coloro che per non prendersi i rischi e le responsabilita' di qui sopra, preferiscono vendere la loro forza lavoro a coloro che sceglieranno per loro.
E' una frase senza senso. La societa' nel suo complesso non puo' decidere quanto latte produrre... come... quante vacche allevare... cosa fargli pascolare ... se usare mungitrici manuali o automatiche... ... quanto personale usare... se confezionare in bottiglia o in cartoccio... se produrre fresco o a lunga conservazione... se mettere il sigillo di garanzia sui tappi oppure no...Della società nel complesso, non di un pianificatore politico.
Il concetto della "decisione della societa' nel suo complesso" e' infantile (ed e' un eufemismo perché sei una persona educata): non solo e' praticamente impossibile, ma e' economicamente disastrosa, perché la collettivita' non puo' valutare i sacrifici individuali e i benefici individuali: se si votasse per avere tutti la Ferrari California nel box, tutti darebbero il proprio assenso... ma prova ad immaginare le conseguenze ????




In realtà il termine produttore ha senso in un solo caso: quello in cui una persona crea qualcosa con l'eclusivo uso di mezzi propri (lavoro e capitale) in qualsiasi altro caso il termine non ha senso oppure ce l'ha solo se ci si riferisce all'azienda come persona giuridica. Infatti in caso di azienda un minimo strutturata non è produttore l'operaio ma non lo è nemmeno il proprietario.
.
Il vizio insito nel capitalismo è la ineguale distribuzione della ricchezza. La virtù insita nel socialismo è la uguale distribuzione della miseria.


The weak crumble, are slaughtered and are erased from history while the strong, for good or for ill, survive. The strong are respected, and alliances are made with the strong, and in the end peace is made with the strong.