Corna è un cognome tipicamente bergamasco e dovrebbe derivare dai vari toponimi contenenti la radice Corn, facente parte della famiglia della radice proto-indoeuropea *KAR- 'duro'. Il celtico sviluppa prima il senso di 'pietra', poi quello di 'mucchio di pietre' [airl. carrac, irl. carraig, airl. crec, m(edio)irl. craic, irl. craig 'roccia', bret. carreg, corn(ico) karrek, galls. carrog 'ruscello (ghiaioso)', agalls. creik, corn. Craig 'rupe, roccia', bret. krag 'pietra arenaria'.
Cornalba e Corna Imagna, sono anche delle localita di Montagna nella zona orobica, significherebbero tutti e due, villaggi situati nei pressi di zone rocciose, dirupi o strapiombi rocciosi, alcuni studiosi-Ricarcatori della cognomistica fanno risalire Questo Cognome all'antica tribù celtica dei Cornovi (che fondarono la Cornovaglia), la loro lingua era appunto il Cornico, il significato (tradotto) del nome di questa tribù, sarebbe quella del popolo del Corno, tribù del Corno (popolo del corno), "penisola". "Corn" è un tipico elemento nell'inglese britannico per i toponimi, letteralmente significa corno, ma in questo contesto sta per penisola. Il nome originario del territorio era Cerniw e il suffisso wealas viene da una parola anglosassone che significa "straniero" (utilizzata anche per i gallesi): quindi gli anglosassoni con la parola Corn-wealas indicavano gli stranieri del corno (penisola) ovvero la Cornovaglia..
La Coruña è un comune situato nell'estremo nord-ovest della Spagna, nella regione autonoma della Galizia.
Ci sono molte teorie sul nome della città, che affondano le proprie radici su culture completamente diverse: indeuropee, celtiche e latine.
Chi pensa che il toponimo derivi addirittura da Roma antica, sostiene che in origine il nome del luogo fosse acrunia, che in latino significa "penisola", ottenendo in seguito l'articolo e divenendo la Crunia. Stessa applicazione del concetto viene fatta ad Agrela (diminutivo in latino di Agra, "terra da coltivazione") divenuta Grela. Ai tempi di Ferdinando II di León (XII secolo) apparve documentato il toponimo Crunia, precisamente in un manoscritto del 1262 che riporta "la Cruina". I nomi Curunia, Crunnia e Crunna sono ugualmente frequenti nel medioevo. Sempre di origina latina sarebbe la parola corona ("porre in alto"), che avrebbe subìto numerose varianti in lingua galiziana: Curuto, Curota, corote, coroa. Ha corrispondenza toponomastica anche in altri luoghi europei, inglesi, svedesi e cechi.
Per altri (ad esempio Caridad Arias) Coruña si basa sul nome di corono o Cronos, chiamato spesso Acorán, Gron, Goron, Gronwy (in lingua gallese). C'è da ricordare che le Colonne d'Ercole furono talvolta chiamate Colonne di Crono. Questi nomi si riferiscono alla divinità celeste suprema della mitologia greca, Crono appunto, il cui nome ha come radice il termine greco ἄκρος col significato di "alto", "elevato", "monte", da cui derivano i nomi di Acre, Accra ed acropoli.
La forma celtica del nome Cronos è cruinne, antica divinità suprema equivalente del Saturno romano. Data la tendenza celtica di anticipare la "i" desinenziale, questo nome equivarrebbe a Crunni, forma molto vicina alle forme Cruni e Cruña medievali. Un toponimo tipico celtico è anche clunia, che potrebbe aver portato a Crunnia, Cruña, Curuña e Coruña. Del resto ci sono località con nomi similari, come Coruña del Conde che era Clunia Sulpicia, o Quinta da Corunha in Portogallo, originata sembra da una famiglia de La Coruña gallega.
Altra teoria suppone una derivazione del toponimo Coruña da Cornia attribuendolo a "corno" geografico: anche la Cornovaglia, storica regione britannica avrebbe una derivazione simile. La parola latina cornus deriverebbe a sua volta dal greco, precisamente dalla parola Kerne: in effetti molti storici greci, come Esculapio e Diodoro Siculo, parlano di una zona africana costiera chiamandola "kerne" da κερας (keras). Anche una parola celtica ha la stessa radice e stesso significato, kernyw.
Un'altra articolata teoria punta sulla radice preromana Cor- (talvolta Car-) con il significato di «roccia, durezza, pietra sul mare». Varie parole celtiche e mediterranee suggeriscono la radice indoeuropea. La coincidenza dei toponimi su questo tipi di regioni marittime hanno del resto lo stesso suffisso: valgano come esempio Corcubión, Corme, Cariño, Carnota, Corrubedo.
Talvolta esiste la denominazione A Cruña / A Crunha, caduta però molto in disuso.
Antonio Tovar ha tracciato una mappa degli idronimi (dalla quale si possono ricavare anche utili indicazioni inerentemente ai toponimi) europei – di origine preistorica – la denominazione dei quali deriverebbe da una radice indoeuropea *kar- (> *kar[r]a) che avrebbe il significato di “pietra”, radicale che interviene a formare la denominazione di numerosi corsi d’acqua europei. In quest’ambito *kar- verrebbe ad assumere il significato di “fiume pietroso” o di “fiume che scorre attraverso un greto”.
Francesco Artizzu notò che la radice "kar" nel linguaggio dei popoli mediterranei significava "pietra/roccia" e il suffisso "al/ar" dava valore collettivo, e si sarebbe formato così Karali, che significherebbe "luogo di comunità sulla roccia" o semplicemente "località rocciosa".
Cagliari: Sezione di Cagliari
In passato Cagliari era chiamata Krly dai fenicio-punici, mentre in latino era Càralis. Intorno al XVI secolo Roderigo Hunno Baeza, un umanista sardo, affermò che Karalis derivasse dal greco ???a che significa testa, poiché Cagliari era il principale centro dell'Isola.
Il semitista Guglielmo Gesenius fece derivare il toponimo da Kar Baalis, che in fenicio significa "città di Dio".
Questa derivazione venne, seppur con qualche differenza, accettata da Giovanni Spano egli, infatti, sostenne che Cagliari derivi dal nome fenicio Kar-El, che significa anch'esso "città di Dio".
Max Leopold Wagner fece risalire il termine Karalis al protosardo, trovando riscontro con i toponimi Carale di Austis, Carallai di Sorradile, Karhalis o Karhallis della Panfilia e Karhalleia della Pisfidia.
Inoltre il toponimo Karalis è da collegare con gli appellativi cacarallai, criallei, crielle, chirelle, ghirelle (crisantemo selvatico e macerone) e garuleu, galureu, galileu (polline depositato nel miele, che è di colore giallo oro), che hanno affinità con l'etrusco garouleou (crisantemo selvatico).
Francesco Artizzu notò che la radice "kar" nel linguaggio dei popoli mediterranei significava "pietra/roccia" e il suffisso "al/ar" dava valore collettivo, e si sarebbe formato così Karali, che significherebbe "luogo di comunità sulla roccia" o semplicemente "località rocciosa".
Quanto poi al plurale Kalares, Artizzu lo spiega col fatto che, da un nucleo iniziale, si sarebbero uniti altri nuclei vicini, aumentando così l'estensione della città.
In conclusione, molto probabilmente in origine Karalis/Caralis aveva il significato di «luogo di comunità sulla roccia/rocca gialla o bianca.
G. Alessio era stato il primo a dedicare una monogra-fia alla radice preindoeuropea *karra “pietra”, procedente, secondolui, dal sostrato mediterraneo
Il dizionario etimologico di Battistie Alessio considerava l’appellativo carra “pietra, roccia” voce del so-strato mediterraneo ampiamente documentata nella toponomasticaitaliana, specialmente nelle Alpi meridionali, dal Piemonte all’Istria,e con relitti lessicali che presentano diverse formanti, del tipo *car- ranto-, *carravo-, *carranca.
I suffissi che si attaccano alla radice *kar(r)-: a-(-o-); -na (-no-); -nta(-nt(o)-)/-ntia (-ntio); -av-; -sa(-so-)/-sia(-sio-); sta (-sto-); -sk-; -ika),sono gli stessi che frequentemente compaiono nell’antica idrotopono-mastica indoeuropea (Alteuropäisch).
La radice *kar(r)-dei testimoni toponomastici e degli appellativiè riconducibile all’indoeuropeo *kar- “duro” (con reduplicazione karkar che presenta continuatori in antico indio karkara-, karkasa- nelle lingue germaniche (con suffisso
-t *hardú-<*kar-tú-): gotico hardus“duro”, inglese hart “id.”, tedesco hart “id.”. Il senso “pietra” nelle lingue celtiche: antico irlandese carrac “roccia”,moderno carraig, irlandese medio carr “terra rocciosa, roccia”, carra “pietra”, antico gallese
carrecc, moderno carreg “pietra, roccia” KARRIKA carrog karraka “ruscello”.
Fonte:Toponimia preromana italiana. Geni, lingue e popoli | Julian Santano Moreno - Academia.edu
scritto da kommios su questo sito: CelticWorld Forum :: CULTURA :: ..no...
*kar- è una delle poche radici certamente preindoeuropee ancora presenti nell toponomastica continentale (che per il resto è quasi del tutto indoeuropea, con buona pace di quanti hanno presunto il contrario sino agli anni '70), insieme a *mal- e *lap-/*lep-. Degli altri, una manciata, sembra profilarsi una possibile e inattesa origine indoeuropea, come accade per *pala-, clamorosamente passato dall'uno all'altro campo per ragioni ineccepibili e incontrovertibili (vedi articoli in CP sugli indoeuropei e discussioni relative nel post del passato sul caso "vispala/vindupala").
Quindi non indica per nulla una "certa" presenza celtica, anzi: dimostra la precelticità del luogo il cui nome contiene questa radice. Il che non esclude che una presenza celtica vi possa esse stata in seguito o comunque una indoeuropeizzazione precoce, come nella Liguria, nella Bretagna atlantica, in Irlanda, ecc. In Bretagna i toponimi in *kar- sono numerosi sopratutto sulla costa, idem nei luoghi della penisola spagnola certamente abitati da popoli preindoeuropei (o supposti tali), altrettanto sulle coste dell'Anatolia e nella Grecia interna ed Egea. (es. "Katar", "Katrà", "Katàre", "Catari"?, "Catarona", "Katarbates", "Cadarac", "Karnac", ecc..). Il significato della radice è da ricondurre al concetto di "pietra" e non a caso anche "Carrara" ne è un esempio esplicito.
Attenzione a non confondersi con "kaer", che non è un radicale ma un termine ben preciso e finito, celtizzazione del latino "castrum", in seguito generalmente inglesizzato in "chester". E nemmeno con il termine celtico (comune alle lingue del gruppo brittonico) "karr-os" , che significa invece "carro" (e questo termine è entrato nel latino come prestito celtico abbastanza presto ad indicare un ipico carro gallico a quattro ruote). I numerosi "Carrodunum<Karrodunon" ("Wagenburg") sparsi in tutta Europa, e in Italia (Carrù), "Karraka", "Karrotalos", "Carrunius" (non identificate) e "Karrukati-Karrugati" (Carugate) derivano tutti dalla radice i.e.*kers ("correre"), la stesssa che in latino ha originato il termine "currus" ("carro da guerra") e "curriculum" ("lett. "piccolo carro", metaforico).
Ovviamente i toponimi di questo genere sono di gran lunga più recenti dei primi e nel primo caso, decisamente posteriori al I secolo a.C.
Tuttavia vi sono alcune posizioni che ipotizzano anche per *kar- trattarsi di voce indoeuropea, senza che vi sia una assoluta certezza e anzi, allo stato dell'arte la situazione vede questa radice ancora annoverata tra quelle residue dei sostrati linguistici propri della "Vecchia Europa", per usare un'espressione della Gimbutas. Ipotesi del genere sono state espresse dal Villar e da pochi altri, ma si ammette generalmente trattarsi di semplici ipotesi senza reale riscontro (ad oggi) sul piano filologico.
Infine "Carnutum" (Carnu(tu)m (Tol.) Carnuntum (Plin., Vell. Pat., Amm., Not. Dign., Peut., It. Ant.), così come per "Carni", non deriva affatto da *kar- pre i.e., ma dalla radice i.e. *ker(e)n- (>*kornu-nt-), radice con il significato di "corno". E' possibile che nel caso dei Carni, ciò possa riferirsi all'ambiente che popolavano (come accade per i "Benaci" del lago "Bennakon/Benacus", cioé "bi-forcuto"), mentre per i primi non si esclude un significato allegorico connesso alla ben nota "sacralità" riconosciuta ad essi dall'intera "nazione" gallica, ma anche questa è una mera ipotesi.
L'unico che nel passato aveva suggerito *kar- (radice comunque dichiarata i.e. con significato di "duro"), è stato l'Anreiter, che però non ha fornito alcun riscontro filologicamente sostenibile alla sua tesi. Nei pochi casi appartenenti a lingue indoeuropee dove esiste tale radice, appare abbastanza evidente trattarsi di un elemento di sostrato preindoeuropeo entrato nell'uso delle lingue successive (in aree successivamente celtiche e germaniche indoeuropeizzate in epoche storiche relativamente recenti e in contesti di commistione etnica nei quali la popolazione in maggioranza apparteneva ai popoli preesistenti l'avvento delle nuove culture).
TOPONIMI CON HORN IN EUROPA:
Austria:
•Horn - città dell'Alta Austria (distretto di Horn)
Germania:
•Horn - comune del circondario rurale Rhein-Hunsrück-Kreis (Renania-Palatinato)
•Horn-Bad Meinberg - città del circondario della Lippe (Renania Settentrionale-Vestfalia)
Repubblica Ceca:
•Horn, oggi Hory - comune della regione di Karlovy Vary (distretto di Karlovy Vary)
Paesi Bassi:
•Horn - villaggio del comune di Leudal, precedentemente nel comune di Haelen, che ha dato il nome al casato del conte di Horn o Orno.
Svizzera:
•Horn - comune del Canton Turgovia (distretto di Arbon)
Cisalpina:
Corna Imagna in provincia di Bergamo
Cornalba in provincia di Bergamo
Corna, frazione del comune di Darfo Boario Terme in provincia di Brescia
Geografia:
In Cisalpina:
Corna Mara, vetta alpina presso Sondrio
Corna Piana, montagna dalle Prealpi Bergamasche
Corna Trentapassi, montagna delle Prealpi Bresciane e Gardesane
In Danimarca:
Horn - montagna (591 m s.l.m.) sull'isola di Eysturoy (Danimarca)
In Cile:
Capo Horn - capo del Cile
In Svizzera:
Lenzer Horn - montagna (2.906 m s.l.m.) delle Alpi Retiche (Svizzera)
UN COGNOME UN DILEMMA UNIVERSALE!!





