Sul Corriere della Sera di venerdì 16 maggio, Beppe Severgnini commenta la recente sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, che ha stabilito che è nel diritto dei cittadini europei richiedere ai motori di ricerca online di eliminare dalle loro pagine dei risultati i link che rimandano verso “contenuti non più rilevanti” sul loro conto. La decisione della Corte ha fatto molto discutere e potrebbe avere enormi implicazioni su come funziona Internet in Europa, per lo meno dal punto di vista legale, come abbiamo spiegato qui. Il punto debole della sentenza che non può essere appellata, spiega Severgnini, è che stabilisce un cosiddetto “diritto all’oblio” che varia a seconda del mezzo di comunicazione, invece di essere universale e slegato ai modi in cui si possono ottenere le informazioni. Se le stesse regole dovessero essere applicate alla lettera agli archivi dei giornali, si finirebbe per rimuovere migliaia di riferimenti agli articoli catalogati, per esempio.
La pia illusione del diritto all'oblio - Il Post





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